La Valdichiana

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Tag: luigi marroni

Cannabis terapeutica: dalla Regione le regole per la somministrazione

Dalla Regione Toscana arrivano le regole per la somministrazione della Cannabis Terapeutica, attraverso una delibera approvata ieri dalla Giunta e portata dall’Assessore al Diritto alla Salute Luigi Marroni. La delibera fornisce…

Dalla Regione Toscana arrivano le regole per la somministrazione della Cannabis Terapeutica, attraverso una delibera approvata ieri dalla Giunta e portata dall’Assessore al Diritto alla Salute Luigi Marroni. La delibera fornisce una serie di indirizzi procedurali e organizzativi per la messa in atto della legge regionale n. 18, approvata dal Consiglio regionale nel maggio 2012.

La legge prevedeva che la Regione tutelasse i principi di autonomia e responsabilità del medico nella scelta terapeutica e dell’evidenza scientifica dei benefici terapeutici della Cannabis, e conseguentemente dettasse le disposizioni organizzative realtive all’utilizzo dei farmaci cannabinoidi per finalità terapeutiche da parte degli operatori e delle strutture del servizio sanitario regionale.

La delibera stabilisce:
– che tutti i medici possono prescrivere le preparazioni a base di cannabis, nei limiti previsti dalla normativa nazionale vigente;
– che la prescrizione e l’inizio del trattamento con questi medicinali devono essere eseguiti in strutture ospedaliere (o assimilabili) del servizio sanitario regionale, inclusi i reparti di degenza, i day-hospital o le strutture ambulatoriali;
– che, nel caso ci sia necessità di proseguire il trattamento farmacologico anche dopo la degenza in ospedale, il medico o la struttura possono attuare una dimissione assistita del paziente e provvedere direttamente alla consegna dei farmaci ritenuti necessari al proseguimento della terapia farmacologica;
– che le farmacie ospedaliere devono attivare tutte le procedure relative all’acquisto o all’importazione delle sostanze medicinali e all’allestimento dei preparati magistrali.

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Enrico Rossi: “Due anni di tagli, ora attuare il patto per la salute”

“Forse pochi se ne sono accorti ma in questi anni di crisi il servizio sanitario regionale ha perso 2500 addetti su 50 mila. Come se avesse chiuso la più grande…

“Forse pochi se ne sono accorti ma in questi anni di crisi il servizio sanitario regionale ha perso 2500 addetti su 50 mila. Come se avesse chiuso la più grande impresa della Toscana. Ma il servizio è in piedi, con ottimi risultati di qualità, grazie all’impegno di tutti gli operatori, a tutti i livelli, e può contare su una situazione di bilancio solida e certificata. Ma tutto il sistema nazionale è in una situazione delicata. Il nuovo patto per la salute c’è e la Toscana ha dato un contributo fortissimo. Al governo chiediamo che venga rispettato“.

Così si è espresso il presidente Enrico Rossi intervenendo a un incontro organizzato a Firenze dalla Fimmg, Federazione dei medici di medicina generale. Erano con lui l’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il segretario nazionale Giacomo Milillo.

“Se guardiamo ai parametri europei – ha ripreso il presidente Rossi – ci rendiamo conto che quanto a spesa sanitaria l’Italia sta nella media. Germania, Francia e Inghilterra spendono, e non poco, più di noi. Con risultati di qualità competitivi da parte nostra. Quindi il primo messaggio che lancio è attuare il patto per la salute e dare tempo perché questo servizio si possa riequilibrare. Dovessimo derogare in maniera consistente si metterebbero in discussione i fondamenti del sistema e io sarei contrario.”

“In Toscana siamo andati avanti nell’organizzazione sul territorio, con le associazioni territoriali, le case salute, le strutture per le cure intermedie. Abbiamo possibilità di riprendere sul territorio una strada di crescita. Proviamo a scrivere un nuovo programma ascoltando il mondo medico”.

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Marroni: “Mai stati dubbi su Nottola, lavoriamo per liste d’attesa”

A margine dell’inaugurazione dell’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, che ha consentito la riorganizzazione dell’ospedale della USL7 attraverso il modello per intensità di cure, abbiamo incontrato l’Assessore regionale alla salute,…

A margine dell’inaugurazione dell’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, che ha consentito la riorganizzazione dell’ospedale della USL7 attraverso il modello per intensità di cure, abbiamo incontrato l’Assessore regionale alla salute, Luigi Marroni. L’inaugurazione dell’Area Critica è stata quindi il punto di partenza per parlare del futuro dell’ospedale di Nottola, dei prossimi investimenti e delle criticità da risolvere.

Assessore Marroni, quale modello di sanità è stato previsto dalla Regione Toscana per la Valdichiana? 

“Abbiamo realizzato due obiettivi importanti per l’area Valdichiana, attraverso la riforma del sistema sanitario regionale. Innanzitutto abbiamo definito la missione dell’Ospedale di Nottola, in qualità di ospedale intermedio. Nel rapporto con Abbadia San Salvatore e Siena, abbiamo definito tre livelli tra ospedali piccoli, medi e grandi. Una missione chiara, quindi, che favorisce l’integrazione tra i livelli sanitari. Abbiamo diviso i percorsi, inaugurando l’Area Critica e acquistando nuovi macchinari per Nottola. Un’attenzione costante alla qualità del servizio sanitario, quindi, per gli abitanti del bacino della Valdichiana. Il secondo obiettivo raggiunto è il nuovo modello organizzativo, che prevede l’integrazione tra il pronto soccorso e tutti i reparti sanitari. A questo è collegato il progetto di ampliamento del pronto soccorso, dopo la visita della scorsa estate, in cui sono venuto di persona a verificare la situazione.”

assessQuali sono le tempistiche per l’ampliamento del pronto soccorso?

“Per l’inaugurazione dell’Area Critica abbiamo investito 1 milione di euro, mentre per il progetto per pronto soccorso investiremo dai 2 ai 3 milioni di euro. C’è già il progetto di massima e il piano di investimenti, ci auguriamo di completarlo in tempi non troppo lunghi. Nel giro di due anni dovremmo riuscirci, è necessario attendere i bandi e tutte le procedure amministrative.”

Ci sono timori per il futuro dell’ospedale di Nottola?

“C’è molta attenzione dalla Regione su queste ospedale e sulla Valdichiana in generale. Abbiamo superato i momenti di tensione e criticità di un paio di anni fa, adesso stiamo migliorando il servizio e programmando nuovi investimenti. Abbiamo lavorato sulla nuova organizzazione dei medici di famiglia, sulla distribuzione dei farmaci, sulla gestione risorse umane per la valorizzazione delle professionalità. Non ci sono mai stati dubbi sul futuro dell’ospedale di Nottola. Anche quando abbiamo passato molti critici e alcuni avevano dei timori sul futuro di questa struttura, noi non abbiamo mai avuto dubbi.”

Per quanto riguarda le liste d’attesa, come avete intenzione di agire?

“Il nostro ultimo impegno per questo mandato amministrativo sarà quello di lavorare sullo snellimento delle liste di attesa. A oggi la Toscana serve 12 milioni di prestazioni all’anno, a fronte di 3 milioni e mezzo di abitanti. Nonostante questa mole enorme di richieste, l’80% circa delle prestazioni vengono servite dal sistema sanitario nei tempi stabiliti per legge, secondo le tabelle nazionali da rispettare per le liste d’attesa. Rimane il 20% fuori dai tempi previsti, un numero basso, ma comunque grande in relazione all’alto numero di prestazioni richieste. C’è già un piano di riallineamento, in studio dal mese di agosto. Tutte le Asl si stanno muovendo in questa direzione e a dicembre tireremo le somme, il nostro obiettivo è quello di superare il 90%.”

 

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Inaugurazione dell’Area Critica all’Ospedale di Nottola

Inaugurata l’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, alla presenza dell’Assessore regionale alla salute, Luigi Marroni. Si tratta del primo tra gli interventi previsti che porta l’organizzazione complessiva dei tre ospedali…

Inaugurata l’Area Critica presso l’ospedale di Nottola, alla presenza dell’Assessore regionale alla salute, Luigi Marroni. Si tratta del primo tra gli interventi previsti che porta l’organizzazione complessiva dei tre ospedali della USL7 a modello per “intensità di cure”

apparecchio2L’Area Critica è composta da 4 letti di terapia intensiva e 8 letti di sub-intensiva. Assicurano la presenza contigua per consentire la gestione del paziente critico e sub-critico con maggiore grado di flessibilità e appropriatezza delle risorse rispetto ai bisogni e consente un confronto continuo tra tutti i professionisti sanitari presenti in ospedale. Veranno ospitati pazienti che provengono dal pronto soccorso e dal reparto medico-chirurgico, con patologie acute caratterizzate da compromissione delle funzioni vitale e che richiedono un supporto artificiale o farmacologico e un monitoraggio intensivo.

“Abbiamo investito nella creazione di un’area critica di concezione moderna – ha dichiarato Mauro Maccari, direttore sanitario – I pazienti non saranno in carico a una struttura ma a un clinico di competenza. I lavori sono stati realizzati senza mai chiudere l’ospedale: i complimenti vanno all’ESTAV, che ha garantito dei reparti sempre aperti e funzionanti.”

I professionisti coinvolti, di tutte le discipline ospedaliere, hanno portato alla condivisione della stesura delle procedure e protocolli per poter superare gradualmente la logica dell’articolazione per reparti differenziati e giungere a soluzioni di co-managament. Il progetto non prevede variazioni nella dotazione dei posti letto afferenti alla Cardiologia, che è, pertanto, confermata nella riorganizzazione.

“Mettiamo una struttura all’avanguardia nelle mani dei professionisti – ha affermato Andrea Rossi, sindaco di Montepulciano e presidente della Società della Salute – ora dovranno sfruttarla nel migliore nei modi. Sta a loro suggerire possibili migliorie: l’assessore regionale e l’azienda sanitaria potranno fare delle correzioni in corso d’opera. Mi auguro che i cittadini della Valdichiana possano essere soddisfatti. Con questa scelta si mantiene e si migliora la qualità del servizio che ha contraddistinto questo reparto.”

assessLa centralità del paziente è l’elemento guida: attorno a lui ruota l’ospedale, si muovo i professionisti e si aggregano le tecnologie. Questo il modello per “intensità di cure” che realizza un ospedale ad alta intensità di relazioni, dove fanno perno l’interprofessionalità, l’interdisciplinarietà, il dialogo tra professionisti per garantire la più completa integrazione delle diverse competenze professionali necessarie a trattare le patologie di pazienti riuniti in una piattaforma logistica di ricovero con uguale livello di bisogno assistenziale. In questo modello assistenziale il medico è il responsabile del percorso diagnostico e terapeutico, mentre all’infermiere è affidata la gestione assistenziale per tutto il tempo del ricovero.

“Abbiamo agito su tutti i livelli sanitari in provincia di Siena – ha dichiarato Luigi Marroni, assessore regionale alla salute – A partire da un ospedale piccolo come Abbadia, passando per un ospedale intermedio come Nottola, fino a una grande struttura come Le Scotte di Siena. La sfida è quella di coordinare le attività tra queste strutture, garantendo sempre il servizio sanitario, dare soddisfazione ai professionisti che lavorano al loro interno, far quadrare i conti e fornendo tutti i livelli di cura e assistenza. Abbiamo passato la fase più critica, stiamo investendo e migliorando il servizio sanitario. Ringrazio tutti gli amministratori locali perchè c’è stato un grande senso di responsabilità: non c’è stata la tendenza a salvaguardare il proprio orticello, ma una proficua collaborazione per percorsi nuovi, rinnovi e investimenti. L’ultimo problema da risolvere è lo snellimento delle liste d’attesa, su cui lavoreremo da dicembre. “

areacriticaL’area critica di Nottola è di riferimento anche per la popolazione dell’Amiata: parallelamente, infatti, sarà realizzata una valorizzazione dello stabilimento Amiatino per le fasi di degenza post-critica con un consistente miglioramento del servizio reso al cittadino.

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Sanità in Toscana, cresce la sicurezza

Secondo i dati della Regione Toscana, ci sono buone notizie dalle strutture sanitarie regionali per quanto riguarda le richieste di risarcimento e i sinistri, che dimostrano una crescita della sicurezza….

Secondo i dati della Regione Toscana, ci sono buone notizie dalle strutture sanitarie regionali per quanto riguarda le richieste di risarcimento e i sinistri, che dimostrano una crescita della sicurezza. Diminuiscono di anno in anno in Toscana le richieste di risarcimento per gli errori in sanità, si accorciano i tempi di liquidazione dei danni, e scende anche l’importo complessivo dei rimborsi. E’ quanto emerge dalla relazione annuale del Centro regionale gestione rischio clinico per il 2013.

“Nel 2007 la Toscana ha fatto la scelta di gestire in proprio il rischio clinico – ricorda l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni – Non paghiamo più le assicurazioni, ma sono le stesse aziende a risarcire i pazienti. Una scelta strategica che si è rivelata giustissima, e che confermiamo. La Toscana è stata la prima regione ad incamminarsi su questa strada, ora molte altre regioni la stanno seguendo. Certo, è un sistema che può essere ancora migliorato e raffinato, ma noi siamo pienamente convinti di questa scelta”.

I risultati confermano la bontà della scelta: nel 2009 le richieste di risarcimento alle aziende sanitarie toscane erano 1.674, sono scese a 1.558 nel 2012 e a 1.452 nel 2013.

“Ci fa spendere meno, si accorciano i tempi e diamo soddisfazione alle famiglie dei pazienti – sintetizza l’assessore Marroni – Abbiamo avuto due effetti qualitativi e uno economico. E’ sceso il numero di sinistri e di richieste di risarcimento, e sono diminuiti del 30% i tempi di evasione della pratica. Ed è calato anche l’importo annuale che liquidiamo. Nel 2007 si pagavano 47 milioni di premi assicurativi, oggi ne avremmo pagati 60 milioni. Ora liquidiamo una media di 25-30 milioni l’anno. Per il 2012 le richieste erano per 47 milioni, ma ne sono state liquidati circa 20 (un conto è il danno teorico, un altro quello che viene effettivamente riconosciuto). Tutto questo mentre indagini e classifiche nazionali, come il recente Piano Nazionale Esiti, pongono la Toscana ai primi posti per qualità e sicurezza delle cure“.

La Toscana ha circa il 40% in meno di danni clinici rispetto alle medie internazionali. Una revisione di oltre 11.000 cartelle cliniche ha dimostrato un tasso di eventi avversi nelle aziende sanitarie toscane del 5%, del tutto in linea con analoghi studi svolti nei migliori servizi sanitari di alcuni Paesi europei.

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Regione Toscana: approvata la fecondazione eterologa

Ponte sicuro, tra oggi ed il momento in cui il governo disciplinerà puntualmente tutta la materia. L’assessore regionale al diritto alla salute commenta così l’approvazione, da parte della Giunta regionale,…

Ponte sicuro, tra oggi ed il momento in cui il governo disciplinerà puntualmente tutta la materia. L’assessore regionale al diritto alla salute commenta così l’approvazione, da parte della Giunta regionale, della delibera che regolamenta in Toscana la fecondazione eterologa, resa possibile in Italia da una recente pronuncia della Corte costituzionale.

luigimarroni2_450“La delibera – ha dichiarato l’assessore Marroni – riempie lo spazio di incertezze che si è aperto dopo la sentenza della Corte. La Toscana ha perciò deciso di intervenire, dettando direttive certe destinate ai centri privati, privati accreditati e pubblici operanti in regione, in attesa delle determinazioni del governo ed evitare un far west in una materia così delicata. Vorrei a tal proposito fare un grosso apprezzamento per come il governo sta affrontando la materia e ribadire che le norme contenute nella delibera avranno valore fino a che il governo non emanerà la propria direttiva. Un’omogeneità a livello nazionale è assolutamente auspicabile. Non si tratta assolutamente – ha concluso – di una fuga in avanti ma di un ponderato atto di responsabilità preso per dare un quadro certo, almeno in Toscana, in attesa di provvedimenti del governo o del Parlamento”.

Le norme contenute nella delibera intervengono esplicitamente al fine di garantire che le donazioni avvengano attraverso protocolli medico-sanitari rigorosi e si assicuri piena ed effettiva gratuità delle donazioni e scongiurare così rischi di commercializzazione. Le direttive prevedono l’adozione di tutte le iniziative necessarie per rispettare tracciabilità, anonimato e privacy. I centri che vorranno effettuare la particolare procedura sono chiamati ad un atto di responsabilità e dovranno, in questa fase di avvio, autocertificare il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa regionale e delle disposizioni contenute nella delibera approvata dalla Giunta.

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Ospedale di Nottola: in programma riorganizzazione interna

Firmato alla presenza dell’ Assessore Regionale Luigi Marroni, il protocollo di intesa per la riorganizzazione dell’ospedale di Nottola. Il presidente della Conferenza dei sindaci della Valdichiana, Andrea Rossi e il…

Firmato alla presenza dell’ Assessore Regionale Luigi Marroni, il protocollo di intesa per la riorganizzazione dell’ospedale di Nottola. Il presidente della Conferenza dei sindaci della Valdichiana, Andrea Rossi e il direttore generale della USL7 di Siena Nicolò Pestelli, hanno sottoscritto il documento stilato secondo le disposizioni della delibera regionale 1235/2012, che contiene le principali direttrici di azione per l’incremento dell’efficienza ospedaliera e il miglioramento nell’appropriatezza.

“Al termine di un confronto serrato ma costruttivo – ha commentato Andrea Rossi – siamo riusciti a trovare una sintesi efficace tra gli indirizzi regionali e le aspettative locali, che valorizzino e confermino le capacità assistenziali dell’ospedale di Nottola”.

“Anche se non indispensabile – ha detto Luigi Marroni – questo protocollo è stato voluto per condividere un percorso di riordino del sistema sanitario regionale che ha l’ambizione importante di realizzare risposte sempre più efficienti ed effettivamente modulate sugli attuali ed emergenti bisogni di salute della popolazione valorizzando le realtà professionali presenti”.

“I patti territoriali – ha aggiunto – sono un importante strumento per la gestione della programmazione sui territori che presentano delle peculiarità”.

Il documento, oltre a contenere un richiamo alla collaborazione con l’ospedale dell’Amiata, oggetto del protocollo firmato lo scorso marzo, si focalizza sulla riorganizzazione interna di Nottola a partire dal Pronto Soccorso per la presa in carico del paziente rispetto ai trattamenti e quindi più rispondente ad un modello per intensità di cure dell’ospedale fino al progetto “Area critica” che, pur essendo intesa come un’unica area per la presa in carico del paziente critico con elevato bisogno assistenziale, è di fatto composta da area intensiva, area subintensiva e posti letto di High care destinati a pazienti con instabilità clinica elevata ma non tale da richiedere una terapia intensiva o sub-intensiva. Da sottolineare il percorso della progettazione organizzativa della nascente Area critica che ha coinvolto fattivamente tutti i medici ed i responsabili di struttura raggiungendo così una piena condivisione del modello “per intensità di cure”.

I letti di maggiore complessità assistenziale di cardiologia, perciò, verranno integrati nella cosiddetta area critica, senza che questo metta in alcun modo in discussione l’identità e la specificità specialistica e professionale della Cardiologia, a cui rimarrà la responsabilità gestionale di tutto il processo cardiologico.

“L’Azienda – precisa il direttore Nicolò Pestelli – ha investito nei due stabilimenti ospedalieri coinvolti dalla riorganizzazione per intensità di cure, Campostaggia e Nottola, oltre un milione di euro che permetteranno un’assistenza più adeguata alle necessità dei pazienti, con la presa in carico anche di patologie più importanti.”

La riorganizzazione dei tre ospedali, peraltro già avviata, porta a nuovi ed aggiuntivi servizi ai cittadini di riferimento e ad una diversificazione delle prestazioni.

Sono già partiti i progetti sviluppati secondo il modello “focused hospital: l’ambulatorio per la cataratta ad Abbadia, le cui attività sono partite lo scorso dicembre che vanno ad aggiungersi alle già presenti attività presso l’ospedale di Nottola in cui sarà implementata anche la chirurgia oculistica, grazie alla convenzione con gli specialisti delle Scotte, che hanno anche il compito di trasferire competenze ai professionisti USL. Il protocollo prevede anche il progetto di ortopedia che sancisce l’istituzione di un equipe medica da Nottola all’Amiata per artroscopie ed altri interventi ambulatoriali.

Nottola sarà, infine, il punto nascita di riferimento per le donne amiatine: l’obiettivo è riportare i parti nell’ospedale più vicino, attraverso la diffusione e valorizzazione del percorso materno infantile che nell’ospedale chianino trova un punto di eccellenza, tanto da fare polo di attrazione dall’Umbria.

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70milioni di euro per progetti di ricerca in settori strategici

Il presidente Enrcio Rossi ha definito l’ingente stanziamento di fondi da parte della giunta – circa 70 milioni, di cui 30 dal Miur – destinati a due diversi bandi per promuovere…

Il presidente Enrcio Rossi ha definito l’ingente stanziamento di fondi da parte della giunta – circa 70 milioni, di cui 30 dal Miur – destinati a due diversi bandi per promuovere da un lato progetti congiunti imprese-università, e dall’altro progetti nel settore delle scienze della vita che coinvolgono aziende ospedaliere e istituti di ricerca con la partecipazione delle imprese.

“La Toscana assegna un grande ruolo – ha aggiunto Rossi – alla ricerca e all’impresa che insieme possono dare vita a un sistema di altissima qualità. Con 70 milioni sarà possibile generare, con il cofinanziamento delle imprese, una leva per un investimento complessivo stimabile in circa 140 milioni. 51,4 milioni (di cui 30 dal Miur) sono indirizzati verso settori strategici dell’economia (robotica, sensori, Ict, fotonica ed energia). Altri 14,6 milioni vanno al settore della sanità con il bando Fas salute 2014. Nella ricerca c’è il futuro delle nostre industrie e università. E dalla ricerca devono venire nuove opportunità di lavoro per i disoccupati”.

“Uno sforzo grosso che troverà, sono sicuro – ha aggiunto ancora Rossi – una corrispondenza importante da parte del mondo della ricerca e delle imprese. La Toscana è forte in tutti e due i settori, come dimostrano i recenti dati della Banca d’Italia, e vogliamo dare un contributo a rafforzare sia la capacità di ricerca e progettazione degli organismi di ricerca e delle aziende ospedaliere, sia il mondo delle imprese legato alla fondamentale spinta alla produzione e alla capacità di produzione. E questo è solo un primo assaggio, perché il resto verrà dai fondi europei, di cui stiamo discutendo. Attivare 70 milioni prima dei fondi comunitari è un colpo che si farà sentire”.

“Il bando Fas salute con 14, 6 milioni stanziati per promuovere l’attività di ricerca in 4 filiere fondamentali per il sistema toscano – ha detto l’assessore Luigi Marroni – è il frutto di una strategia pluriennale della Regione che trova in questo progetto un motore importante di sviluppo nei campi delle neuroscienze, della microchirurgia, della malattie rare e ‘orfane’ e della medicina personalizzata. La Toscana del resto è da sempre impegnata sul fronte della ricerca e annualmente destina 30-35 milioni come supporto alla ricerca delle aziende ospedaliere, e da quest’anno anche delle Asl. Ricerche di valore, grazie anche all’impegno dei tre Dipint (Dipartimenti integrati interistituzionali con i tre atenei toscani), soprattutto nel campo delle sperimentazioni cliniche e quelle sui nuovi farmaci”.

“Il nostro obiettivo – è intervenuto l’assessore Emmanuele Bobbio (scuola, istruzione, ricerca, università) – è stimolare la collaborazione e la sinergia tra le imprese, grandi, medie e piccole, e gli organismi di ricerca. Il bando da 51,4 milioni, che sarà pubblicato entro il mese di agosto, per progetti congiunti imprese, che saranno capofila, ed università, punta a costruire una filiera completa, dalla generazione di idee al prodotto da lanciare sul mercato creando occupazione di qualità. Gli ambiti che abbiamo scelto, fotonica, robotica, Ict e nuove energie, rientrano nella strategia regionale di accrescimento delle potenzialità di sviluppo. Uno sviluppo che deve essere legato al territorio ed avere ricadute sul tessuto economico toscano. Per questo le imprese partecipanti devono avere sede in Toscana. E questo anche grazie alla presenza di giovani ricercatrici e ricercatori che in Toscana sviluppano idee ed innovazione”.

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Toscana: riorganizzazione delle Centrali operative 118

Riorganizzazione delle Centrali operative del 118, al via la fase di transizione, che porterà le Centrali a 6 (due per ogni Area Vasta) entro la fine del 2014. L’assetto definitivo,…

Riorganizzazione delle Centrali operative del 118, al via la fase di transizione, che porterà le Centrali a 6 (due per ogni Area Vasta) entro la fine del 2014. L’assetto definitivo, che si concluderà entro il 31 dicembre 2016, prevede 3 Centrali operative da adibire alle attività di emergenza-urgenza 118, e altre 3 Centrali operative per la gestione dei trasporti sanitari (non di competenza delle Centrali operative 118).

Il piano attuativo di riorganizzazione di tutto il sistema di emergenza-urgenza della Regione Toscana è contenuto in una delibera approvata dalla giunta. L’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni l’ha illustrata stamani nel corso di una conferenza stampa, alla quale erano presenti anche il direttore generale dell’assessorato, Valtere Giovannini, e i rappresentanti delle associazioni di volontariato: Alberto Corsinovi, presidente della Federazione regionale delle Misericordie della Toscana, Attilio Farnesi, presidente Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze) Toscana, Pasquale Morano, direttore del Comitato regionale della Toscana della Croce Rossa Italiana.

Questa fase di transizione – ha spiegato l’assessore Marroni – era assolutamente necessaria a causa della forte complessità organizzativa e tecnologica che la riorganizzazione richiede. Sono tempi necessari, legati alla implementazione delle infrastrutture tecnologiche, alla riorganizzazione delle procedure e alla formazione del personale. Questo percorso non risponde a una logica di risparmio – ha sottolineato ancora l’assessore – Si tratta piuttosto di un grande investimento per migliorare la qualità del servizio, la salute e la sicurezza dei cittadini toscani. Una decisione a cui ha contribuito il volontariato, parte integrante del sistema di emergenza-urgenza e trasporto sanitario”.

Nella fase di transizione, che si concluderà entro la fine del 2014, saranno operative le seguenti Centrali 118:
Asl 3 Pistoia
Asl 6 Livorno
Asl 7 Siena
Asl 8 Arezzo
Asl 10 Firenze
Asl 12 Viareggio

La riorganizzazione è stata concepita prevedendo due Centrali operative per ciascuna Area Vasta:
Area Vasta Nord-Ovest (Livorno e Viareggio)
Area Vasta Centro (Pistoia e Firenze)
Area Vasta Sud-Est (Siena e Arezzo)

Nella fase transitoria, questi gli accorpamenti che verranno effettuati:
Area Vasta Nord-Ovest: la Centrale operativa 118 di Pisa sarà trasferita presso quella di Livorno; quelle di Massa Carrara e Lucca andranno a Viareggio
Area Vasta Centro: la Centrale operativa di Prato è già stata trasferita a Firenze dal febbraio 2014; quella di Empoli andrà a Pistoia
Area Vasta Sud-Est: la Centrale operativa di Grosseto verrà trasferita a Siena

Le 6 Centrali svolgeranno compiti misti, sia di emergenza-urgenza che di trasporto sanitario ordinario. Nel passaggio successivo, quello definitivo, 3 Centrali svolgeranno compiti di emergenza-urgenza, altre 3 compiti di trasporto sanitario ordinario.

“Il buon funzionamento del 118 – ha commentato ancora l’assessore – non dipende dalla collocazione fisica delle Centrali operative, ma dalla loro organizzazione, dalla qualità professionale degli addetti, dalle attrezzature tecnologiche installate e dai protocolli che si utilizzano. In Toscana vogliamo un servizio di emergenza che sia a livello europeo”.

Il piano di riorganizzazione definisce i requisti di base, strutturali e tecnologici, delle 6 Centrali operative previste dalla fase transitoria, fissa la dotazione organica minima e stabilisce i relativi accorpamenti. La giunta dà mandato ai coordinatori di Area Vasta di definire progetti specifici, che dovranno essere presentati all’assessorato entro 60 giorni dall’approvazione della delibera (quindi, entro fine agosto). Un gruppo tecnico costituito appositamente li valuterà. Per tutte le azioni di supporto alle aziende sanitarie per la predisposizione dei progetti e l’avvio della fase transitoria di riorganizzazione, la giunta destina la somma di 100.000 euro.

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La tradizionale “ricetta rossa” lascia il posto alla ricetta elettronica

La “ricetta rossa”, la tradizionale ricetta di carta, lascia il posto alla ricetta elettronica, a partire dalle prescrizioni farmaceutiche. Questione di pochi giorni, e (prima a Empoli, poi progressivamente in…

La “ricetta rossa”, la tradizionale ricetta di carta, lascia il posto alla ricetta elettronica, a partire dalle prescrizioni farmaceutiche. Questione di pochi giorni, e (prima a Empoli, poi progressivamente in tutta la Toscana) il medico non consegnerà più al cittadino la ricetta, ma un foglietto con un codice, che il paziente consegnerà a sua volta al farmacista, il quale, in base al codice, rintraccerà su internet la ricetta del medico. Sul foglietto, ci sarà anche il codice relativo alla fascia economica di appartenenza, necessario per la determinazione del ticket aggiuntivo. La delibera che contiene il progetto regionale “Ciclo di vita della prescrizione elettronica: dematerializzazione della prescrizione farmaceutica” e che dà alle aziende disposizioni per la sua attuazione, è stata approvata dalla giunta nel corso della sua ultima seduta.

“La prescrizione elettronica – spiega l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni – migliorerà notevolmente la qualità dell’assistenza sanitaria e l’efficienza dei servizi, aumentando l’appropriatezza, il collegamento tra i professionisti, contribuendo a diminuire gli errori medici, e aiutando a monitorare i costi”.

I primi a partire, dal prossimo 16 giugno, limitatamente alla prescrizione farmaceutica, saranno un gruppo di medici di famiglia di Empoli. Le farmacie, in quanto erogatori, saranno tutte attive fin da subito. Dopo il primo avvio, il sistema sarà progressivamente esteso a tutto il territorio toscano (sempre limitatamente alla prescrizione di farmaci). Il progetto dovrebbe concludersi e andare a completo regime in tutta la Toscana entro la fine del 2014.

La ricetta rossa però non scompare del tutto. Per il momento, continua ad essere utilizzata per le precrizioni diagnostiche e specialistiche. E rimane anche per le prescrizioni farmaceutiche nel caso in cui il medico non abbia a disposizione il collegamento telematico (per esempio, durante le visite a domicilio).

Con il nuovo sistema, il cittadino non potrà più effettuare l’autocertificazione della propria fascia economica di appartenenza sulla singola ricetta al momento della fruizione della prestazione specialistica o in farmacia. Sarà il medico prescrittore a riportare sulla ricetta, attraverso il software di prescrizione elettronica che interroga le banche dati del Mef e dell’Inps, la posizione economica dell’utente. Se nelle banche dati non è presente nessuna informazione, oppure la fascia economica riportata è errata, il cittadino è tenuto a presentare idonea autocertificazione con validità annuale.

In tutte le Asl, nelle farmacie, negli studi dei medici di famiglia, saranno affisse locandine per informare in maniera corretta e uniforme la popolazione.

Per saperne di più:
numero verde 800 556060 oppure consultare il sito Regione Toscana Salute  o mandare un’email a ticket.sanita@regione.toscana.it – Urp delle aziende sanitarie

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