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Con “La Bella e La Bestia” la Filodrammatica di Sinalunga torna ad incantare il pubblico

Con La Bella e La Bestia, la Filodrammatica di Sinalunga torna ad incantare il pubblico della Valdichiana e non solo. Venerdì 10 e sabato 11 maggio alle ore 21:15 e…

Con La Bella e La Bestia, la Filodrammatica di Sinalunga torna ad incantare il pubblico della Valdichiana e non solo. Venerdì 10 e sabato 11 maggio alle ore 21:15 e domenica 12 maggio alle 17:15, attori e danzatori, musicisti e coristi si esibiranno sul palco del Teatro Poliziano di Montepulciano per far rivivere una storia senza età che da sempre fa sognare adulti e bambini: La Bella e la Bestia

La retta disegnata dal percorso della Filodrammatica di Sinalunga è senza dubbio ascendente. Il musical La bella e la bestia, firmato Filodrammatica di Sinalunga – e nato dalla collaborazione con la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte Montepulciano – arriva fuori abbonamento, al Teatro Poliziano. Venerdì 10 e sabato 11 maggio alle ore 21:15 e domenica 12 maggio alle 17:15, 46 elementi tra attori e danzatori, 45 musicisti e 35 coristi si esibiranno sul palco del Poliziano per far rivivere una storia senza età che da sempre fa sognare adulti e bambini.

In un castello incantato un giovane principe viziato e prepotente deve fare i conti con il suo passato. Trasformato in una ripugnante Bestia a causa della sua crudeltà, dovrà imparare ad amare e a farsi amare, prima che l’ultimo petalo della rosa magica cada, così da spezzare l’incantesimo. Liberamente tratto all’omonimo film d’animazione del 1991, nella versione filodrammatica la regia è firmata da Marco Mosconi, le musiche dal Maestro Alessio Tiezzi e le coreografie da Maria Stella Poggioni. Un lavoro in parallelo iniziato diversi mesi fa: da una parte il lavoro notevole e incessante degli attori e dei danzatori guidati dal regista Mosconi e della coreografa Poggioni, dall’altra un importante  e meticoloso lavoro portato avanti dal Maestro Tiezzi con l’orchestra e la corale poliziana che ha curato la parte musicale dello spettacolo. Nel musical niente è lasciato al caso. Anche i costumi, realizzati dal costumista Massimo Gottardi, e tutti gli oggetti di scena, come mobili e piccoli utensili di legno elaborati da Samuele Goti, sono stati curati nei minimi particolari ricercando la perfezione degli arredi originali nell’imponente castello in cui padrone è stato trasformato in una Bestia dal cuore tenere.

Abbiamo incontrato i direttori dei vari settori a pochi giorni dallo spettacolo. Ecco le interviste.

Dopo mesi di lavoro, finalmente questo musical vede la luce…

Marco Mosconi: Abbiamo iniziato a settembre, con una prova a settimana, per poi infittire gli appuntamenti. Siamo abbastanza emozionati, ma soprattutto entusiasti di quello che abbiamo fatto. Stiamo collaborando con tante persone, in ogni settore si è creato uno splendido gruppo di lavoro, ed è questa la cosa che ci dà più soddisfazione. Nello spettacolo abbiamo in un certo senso tutta la Valdichiana riunita, visto che il gruppo che lavora allo spettacolo coinvolge persone che vengono da Chiusi, da Torrita, Sinalunga, Montepulciano…  Ecco, è bellissimo vedere tutte persone che lavorano insieme con entusiasmo e con gioia.

Come è avvenuto il lavoro di riscrittura del testo? Quali sono stati i riferimenti utilizzati? 

MM: I modelli utilizzati sono stati sia il classico cartone animato Disney, sia il musical, che ad oggi sembra essere uno dei più rappresentati negli Stati Uniti. Abbiamo cercato di unire insieme le due versioni,  ovviamente con i testi delle canzoni in italiano. Ah, i testi non saranno propriamente fedeli a quelli presenti nel cartone animato. Quindi mi rivolgo soprattutto ai bambini: non vi arrabbiate se non sentirete esattamente le versioni delle canzoni Disney, perché le abbiamo cambiate per renderle più coerenti con il resto del testo. Godetevi lo spettacolo!

La Bella e La Bestia è soprattutto uno spettacolo in costume: Massimo Gottardi si è occupato degli abiti che i personaggi in scena indosseranno. Com’è andato il lavoro? 

Massimo Gottardi: Mi sono ispirato sia al cartone che al film. In più mi sono documentato con moltissimi video online, per cercare spunti e ispirazioni. Il mio metodo consiste nell’andare in giro e trovare i tessuti per poi adattarli al personaggio. In più c’è molto di mio, della visione che ho avuto io dei caratteri. Il lavoro è stato abbastanza lungo. Ogni abito ha bisogno di molto tempo di lavorazione. Serve molta attenzione al particolare, nel cercare la passamaneria giusta, i colori giusti da abbinare… è un lavoro che mi prende costantemente, ad ogni ora del giorno e della notte.

Per quanto riguarda le musiche, invece, come si è articolato il lavoro sugli arrangiamenti? Avete lavorato insieme, in due luoghi diversi coordinandovi tra di voi…

Alessio Tiezzi: È stata un’operazione un po’ complessa, che speriamo porti i giusti frutti. Io ho lavorato separatamente, sia da Marco Mosconi che ha curato la regia della scena, sia da Judy Diodati, che invece ha preparato il coro. Ho messo insieme il tutto e mi sono concentrato sulla parte orchestrale. Abbiamo fatto prove coordinate per poi arrivare ad unire le componenti passo dopo passo. I nostri ragazzi stanno studiando da mesi. Il progetto è molto ambizioso, perché mette insieme molte discipline che si compenetrano: sarà uno spettacolo a 360 gradi. Noi siamo ovviamente un po’ tesi e agitati, ma sicuramente fiduciosi. Faremo del nostro meglio!

E per Maria Stella Poggioni, invece, come è stato confrontarsi con questa nuova avventura della Filodrammatica

Maria Stella Poggioni: Io mi occupo del comparto coreografico della Filodrammatica da molti anni: la sfida che ho accettato quest’anno è stata quella relativa al numero di partecipanti. Perché abbiamo avuto una grande partecipazione da parte di ragazzi e adulti. Ci sono molte persone in scena. Quindi abbiamo riservato particolare cura e attenzione al montaggio e alla cura delle coreografia dovuto al grande numero degli elementi. Ai filodrammatici abbiamo affiancato un gruppo di allieve dell’ècole de ballet, la scuola di danza di Sinalunga. I linguaggi coreografici risultano variegati: a momenti brillanti ed espressivi si affiancheranno movimenti più tecnici e accademici. È  stato un lavoro impegnativo ma molto interessante.

 

Il cast è composto da  Luca Mosconi nel ruolo de La Bestia, Belle sarà Sara Anselmi. Il padre di Belle è Brunero Terrosi, Fabio Panfi è Il Fornaio mentre Il Libraio è interpretato da Francesco Bartolini. Gabriele Paolucci è Gaston e il personaggio di Letont è interpretato da Marco Checcarelli, Lumiere da Roberta Faggi e Tockins Giacomo Graziani. Mrs Bric è interpretata da Rebecca Papa, Chicco da Guido Terrosi, Spolverina da Ilaria Dragoni, il Guardaroba da Federica Goti, lo Specchio da Benedetta Checcarelli, la Strega a narratrice da Vanessa Marcocci, il Cuoco da Fabio Terrosi, il direttore del manicomio da Carlo Stefanucci Le tre Gemelle sono Federica Terrosi, Samantha Giorni e Sharon Vannuzzi, infine gli uomini e le donne del villaggio sono Fortunata Tulisi, Francesca Panzarella, Rosaria Giuliano, Paola Aretini, Giovanna Benocci, Michela Rossi, Monica Marziali, Valentina Mariottini, Samuele Goti, Marco Biancucci, Giacomo Paolucci, Ivan Colombo, Barbara Rosati. Con loro anche le ballerine Caterina Graziani, Roberta Rosellino, Giovanna Manganiello, Elena Marras, Beatrice Marras, Lucrezia Massai, Andreana Lanzara, Bianca Boncompagni e Teresa Graziani.

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La tradizione della Filodrammatica di Sinalunga tra storia e aneddoti

La compagnia Filodrammatica Sinalunga, in questo momento, sta “ripassando” SisterS Act, poiché lo spettacolo verrà replicato dal 13 al 15 Ottobre 2017 al teatro Ciro Pinsuti. La Valdichiana è andata a…

La compagnia Filodrammatica Sinalunga, in questo momento, sta “ripassando” SisterS Act, poiché lo spettacolo verrà replicato dal 13 al 15 Ottobre 2017 al teatro Ciro Pinsuti. La Valdichiana è andata a disturbare le loro prove per sapere quale, dei tantissimi spettacoli che l’attuale nutrita compagine, tra attori, cantanti, ballerini e ovviamente direttori dei lavori, enumera nel suo repertorio, porta più nel cuore.

Rebecca Papa, che interpreta la protagonista di SisterS Act, mi rivela: «Sono legatissima a Mamma Mia: è stata la mia prima esperienza da protagonista, in età adulta, ed è stato un lavoro molto impegnativo. Lo stesso però poteri dire di SisterS Act, che mi sta coinvolgendo tantissimo. In più sono felice di condividere il palco a stretto contatto con Vanessa Marcocci. L’ultima volta che siamo state così vicine e così a contatto per la preparazione di uno spettacolo, è stato per Grease, ma sono passato undici anni…», accanto a lei c’è proprio Vanessa Marcocci, la “Madre Superiora”, che mi rivela «Anche per me Sisters Act sembra essere la prova più coinvolgente finora: anche perché è con questo musical che sono tornata sul palco dopo la gravidanza. Se ci penso però anche Grease mi è rimasto nel cuore: eravamo tutti più giovani, energici, ed essendo un musical estremamente corale, ci ha aiutato a rafforzare il nostro gruppo, a farci sentire tutti parte della stessa famiglia».  «Il Re Leone è stato il musical che ci ha fatto fare un salto di qualità, sia per i costumi e per allestimento generale» mi dice Michela Rossi/Suor Maria Patrizia, lo stesso pensa Luca Grazi/Tenente Souther  «Ho adorato il Re Leone, perché è un cartone d’infanzia che avevo nel cuore. Mi sono divertito a fare la parte del cattivo. Da bambino mi impauriva Scar e poi mi sono ritrovato ad interpretarlo».

Federica Terrosi, Berta in SisterS Act, mi dice: «Forza Venite Gente è stato uno dei musical in cui ho dovuto impegnarmi maggiormente. Sono molto legata a Forza Venite Gente anche per il messaggio che conteneva, la storia di San Francesco era raccontata in un modo così bello che mi coinvolge ancora adesso». Il musical sulla vita di Francesco d’Assisi è anche indicato da Federica Goti/Suor Maria Ignazia, che mi dice «Forza Venite Gente è forse il musical per il quale ho avuto una parte più rilevante dal punto di vista recitativo. Io di solito mi occupo dell’aspetto coreografico perché sono una ballerina, ma in occasione di Forza Venite Gente il regista mi ha dato fiducia recitativa. Se guardo ancora più al passato ti dico che in qualche modo Rugantino mi ha “battezzato” nella Compagnia e ancora oggi lo sento come quello a cui sono più affezionata».

Francesco Bartolini/Monsignor O’Hara predilige Grease, «è stato il musical nel quale ho avuto un ruolo più importante ma sono legato un po’ a tutte le nostre produzioni, perché c’è qualcosa in ogni esperienza che ti porti dentro», mentre Luca Mosconi/Willy mi svela «preferisco Mamma Mia perché è stato il primo spettacolo con musica dal vivo e con le scenografie in movimento: mi ha coinvolto moltissimo». Giovanna Benocci, che interpreta Suor Maria Lucia predilige la prosa: «lo spettacolo che mi è rimasto nel cuore è Frankestein Junior: io ho debuttato con questa commedia, ho fatto anche una delle parti principali, Elizabeth, è stato divertente ed emozionante; con quello spettacolo ho imparato tutto quello che si può ricevere dal teatro». Gabriele Paolucci/Joy che è un fan degli ABBA, inevitabilmente sceglie Mamma Mia «uno spettacolo con tutte le canzoni che più adoravo, mi ha veramente fatto stare bene. Io sono qui dal 2000 e tutti gli allestimenti mi hanno lasciato qualcosa: siamo cresciuti, non solo di età, ma siamo diventati tutti più bravi; non abbiamo più timore di definirci Attori».

Fabio Panfi, e Fabio Terrosi, che sono due veterani della Filodrammatica Sinalunghese, in maniera molto sentita, mi raccontano l’evoluzione della compagnia in quindici anni. «Sono affezionatissimo all’esperienza de Il Gatto in Cantina, lo spettacolo con cui l’attuale gruppo ha esordito» mi dice Fabio Panfi «o meglio, non proprio ‘attuale’, perché siamo cresciuti moltissimo, anche numericamente. Inizialmente eravamo in otto ed oggi siamo cinque volte quelli che eravamo quindici anni fa. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con un gran regista come Marco Mosconi che oltre ad essere bravissimo, ha saputo coinvolgere, grazie alla sua esperienza da Professore nelle scuole di Sinalunga, anche i giovanissimi, i quali sono cresciuti dentro questa compagnia. Sono orgoglioso di ciò che è stato fatto, abbiamo raggiunto un livello che per essere amatoriale è veramente il migliore che, in zona, si possa trovare». Fabio Terrosi invece indica Grease e Mamma Mia, come spettacoli verso cui nutre più affetto: «la cosa più bella, al di là del singolo spettacolo» mi dice «è vedere questo gruppo di persone unite da un legame che li porta a stare insieme, per molte serate durante l’anno, senza parlare di lavoro, senza sbuffare per i problemi di ogni giorno: noi siamo insieme e ci divertiamo facendo qualcosa di bello insieme. Questo è l’importante».

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Filodrammatica di Sinalunga, fenomenologia di una passione

Nel gergo teatrale inglese, spesso, si parla di Sindrome di Rochester, intendendo con questo epiteto quella dinamica pischica ed emotiva per la quale, coloro che fanno parte di compagnie teatrali…

Nel gergo teatrale inglese, spesso, si parla di Sindrome di Rochester, intendendo con questo epiteto quella dinamica pischica ed emotiva per la quale, coloro che fanno parte di compagnie teatrali e lavorano per settimane – o mesi – ad uno spettacolo, nel momento in cui questo si conclude, la fine delle prove e dei balzi sopra le tavole dei palchi producono un vuoto ritmico, un’assenza per la quale si avverte l’urgenza di ‘ricominciare’, tornare a fare prove, allestimenti, scenografie. Forse è questo germe, questo riflesso sentimentale incondizionato, che da decenni spinge il gruppo Filodrammatica di Sinalunga al lavoro, sempre più raffinato, volto alla realizzazione di allestimenti per spettacoli, il cui successo comprova – e appaga – l’impegno di questo collettivo, che conta oggi più di quaranta elementi attivi nei vari comparti artistici.

Il gruppo “filodrammatico” a Sinalunga, esisteva già alla fine degli anni Trenta, nato in seno all’Opera Nazionale del Dopolavoro, che rappresentava – insieme alle attività sportive – l’unico grande aggregatore culturale artistico del borgo della Valdichiana. Purtroppo, dagli anni Quaranta, e nel periodo della ricostruzione, nel dopoguerra, la Filodrammatica di Sinalunga si sfilacciò, perdendo le sue potenzialità di collettore sociale ed educativo. Il teatro Ciro Pinsuti, e le attività della Filodrammatica, vissero un periodo di silenzio quasi assoluto, finché nel 1973, un gruppo di giovani, recupera l’assetto del gruppo teatrale e getta le basi per quelli che saranno i primi allestimenti della produzione sinalunghese: è di quell’anno un “Sarto per Signora” di Feyedeau, con la regia di Valeria Nardi. Durante gli anni Ottanta, poi, sotto le regie di Antonio Bracciali e Roberto Longi, si portano in scena commedie brillanti, ma anche testi di rilevante impegno, tra cui si annoverano le firme di Pirandello, Fo e De Filippo.

Nel 1993 la Filodrammatica si costituisce come Associazione Culturale, denominata “Sinalunga Storia e Cultura”, e verte il piglio delle proprie produzioni verso la rievocazione di temi storici locali. Si succedono così, lungo gli anni Novanta, allestimenti all’aperto a tema meramente storico, per i quali molto spesso è stata sfruttata Piazza Garibaldi, a Sinalunga. Ne sono esempi il Messer Piero Biancalana, sull’eroico cittadino sinalunghese che, messosi a capo di una rivolta popolare, riuscì a respingere le truppe spagnole al soldo di Cosimo I de’ Medici, o la rievocazione biografica del celebre brigante del XIV secolo Ghino di Tacco, nonché il Povero Diavolo o I Cacciaconti. Allestimenti, questi, per i quali la Filodrammatica stabilì un sodalizio con il regista e sceneggiatore fiorentino Massimo Masini, il quale – come molte altre esperienze in Valdichiana – fondava il suo lavoro sulle operazioni di coinvolgimento diretto di tutte le porzioni di tessuto sociale della comunità, lasciando interagire le varie competenze di ognuno. Di Masini sono anche gli allestimenti frutto dei corsi di teatro, tenuti dal 1994 al 1996, presso il teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga, che fanno confrontare i giovani sinalunghesi con testi classici del teatro internazionale: da Ionesco a  Checov, da Schwarz a Campanile.

È nel 2000 che la direzione passa nelle mani del prof. Marco Mosconi, già forte di una consapevolezza registica ed educativa affinata in anni di laboratori e allestimenti con ragazzi delle scuole medie di Sinalunga. È con la direzione di Mosconi che le scelte artistiche vengono improntate verso la commedia musicale e il musical americano.

Il primo balzo numerico della compagnia si registra nel 2003, quando, per la messa in scena di Aggiungi un Posto a Tavola vengono impiegati venticinque attori, che si cimentano su prosa, canto e ballo. Da questa esperienza la linea “commediografica” di “Garinei e Giovannini” porta la compagnia a confrontarsi con gli impegnativi testi e partiture di Rugantino, nel 2005, e successivamente anche con Alleluja Brava Gente, nel 2009, per il quale il ricavato di tre delle repliche è stato devoluto ai terremotati de l’Aquila dello stesso anno. Nel 2007 la compagnia affronta anche il grande musical americano con Grease, a cui seguirà Il Re Leone, nel 2011, e Mamma Mia, nel 2013. Del 2007 è anche la riduzione della prosa di Frankenstein Junior, di Mel Brooks, che dimostra la poliedricità, sia registica che attoriale, del gruppo. Nel maggio 2015, poi, debutta il musical Forza Venite Gente, di Michele Paulicelli, incentrato sulla figura di San Francesco.

La compagnia continua a portare in giro repliche e produrre nuovi allestimenti, con un ritmo di lavoro che non suona eccessivo definire “professionale”. Ad aprile 2017, e in replica lungo l’autunno incipiente, la compagnia ha portato – e porterà – in scena Sisters Act, tratto dall’omonimo film di Emile Ardolino, sempre con la regia di Marco Mosconi e con le coreografie di Maria Stella Poggioni.

Da quindici anni, la Filodrammatica Sinalunghese, riempie i teatri, porta avanti un progetto di produzione ‘dal basso’, completamente indipendente. Ogni spettacolo conta decine di repliche, riprese anche a distanza di anni, tanto grande è l’affezione la richiesta nei confronti di questi classici della commedia musicale. Frequenti sono le collaborazioni con le associazioni di volontariato, con repliche finalizzate al sostegno economico delle stesse.

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