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Tag: Chiara Gagnarli

M5S, Gagnarli: “L’IMU agricola danneggerà migliaia di piccoli comuni”

Riceviamo e pubblichiamo questa dichiarazione della deputata del Movimento 5 Stelle, Chiara Gagnarli. “Calcolare l’IMU agricola solamente in base alla posizione altimetrica dei terreni non solo danneggerà migliaia di piccoli…

Riceviamo e pubblichiamo questa dichiarazione della deputata del Movimento 5 Stelle, Chiara Gagnarli.

“Calcolare l’IMU agricola solamente in base alla posizione altimetrica dei terreni non solo danneggerà migliaia di piccoli comuni collinari e pedemontani a vocazione agricola ma sarà un colpo di mano anche alla nostra Carta Costituzionale che dispone che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva e non certo in base a parametri geografici”. Lo dichiara Chiara Gagnarli, deputata toscana del Movimento cinque stelle che aggiunge: “Il decreto diffuso in queste ore, oltretutto, arriva alla fine di un anno fiscale, anche difficile, in cui i bilanci comunali sono chiusi ed è prevedibile che molti comuni non riusciranno a mettersi in pari. La scadenza cade il 16 dicembre e ci sono poco più di 10 giorni di tempo per i commercialisti sarà una corsa a rischio errori. Non si tiene conto, inoltre, che diversi comuni italiani, tra cui molti centri toscani, si sviluppano anche in senso altimetrico e il rischio è che terreni molto vicini tra loro, ma appartenenti a comuni diversi, paghino tasse differenti”.

“Abbiamo cercato di scongiurare questo intervento durante la discussione del decreto sul Bonus Irpef della scorsa estate, proponendo di basare il calcolo dell’IMU in base al reddito agrario, ma tutti i nostri tentativi sono rimasti inascoltati. Questo – conclude Gagnarli (M5S) – sarà un grosso, ulteriore, danno al nostro Paese, per fare cassa andando ad attingere dalle tasche degli italiani già in difficoltà. Il Governo prenda tempo e faccia una doverosa marcia indietro, o quanto meno posticipi questo intervento al prossimo anno fiscale”.


Comunicato Stampa di Movimento 5 Stelle del 3 dicembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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M5S, danni olivicoltura: “Il Governo Renzi deve prevedere una apposita deroga”

Istituito nel 2004, il Fondo di Solidarietà Nazionale consente alle aziende agricole colpite da calamità di accedere ad interventi compensativi. Tra questi: contributi in conto capitale fino all’80% del danno…

Istituito nel 2004, il Fondo di Solidarietà Nazionale consente alle aziende agricole colpite da calamità di accedere ad interventi compensativi. Tra questi: contributi in conto capitale fino all’80% del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile (nelle zone svantaggiate estendibile fino al 90%), prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell’anno in cui si è verificato l’evento dannoso e per l’anno successivo, da erogare a tasso agevolato, proroga delle operazioni di credito agrario e agevolazioni previdenziali. Ma al Fondo di Solidarietà Nazionale possono accedere solo le aziende colpite da calamità che danneggino le strutture aziendali e le scorte e che non rientrano nelle garanzie del Piano Assicurativo Agricolo Nazionale, varato entro novembre di ogni anno dal Ministero dell’Agricoltura. Per questo, i deputati M5S della Commissione Agricoltura hanno presentato un ordine del giorno, accolto dal Governo, per allargare gli interventi compensativi del Fondo anche agli agricoltori colpiti dalle patologie “mosca dell’olivo”, “cinipide del castagno” e “marciume delle castagne”.

Un settore così colpito non poteva non avere un minimo di supporto che è proprio quello che chiediamo al Governo Renzi. La speranza è che venga compresa la gravità della situazione e si dia attuazione al nostro ordine del giorno: il nostro fiato sul collo continuerà sino al termine della proceduradichiara la deputata M5S aretina Chiara Gagnarli, in Commissione Agricoltura alla CameraCon il Piano Assicurativo Agricolo Nazionale 2014, il Ministro Martina ha esteso ulteriormente l’utilizzo delle polizze agevolate per la difesa dai danni atmosferici e meteorologici e, in particolare, per una maggiore affermazione delle polizze multirischio e pluririschio a vantaggio delle monorischio. Le regole previste per il 2014 avrebbero dovuto provocare un ulteriore interesse dei produttori verso la stipula di polizze assicurative, dato che i produttori che non assicurano le colture riportate dal piano assicurativo contro i danni previsti dallo stesso, nel caso in cui dovessero verificarsi i danni, non potranno richiedere l’attivazione delle procedure di stato di calamitàspiega Gagnarli (M5S) – Tuttavia, sia perché le Compagnie non hanno trovato interesse a proporre polizze per le colture e le fitopatie inserite nel piano (vedi il cinipide del castagno), sia perché alcune di queste infestazioni non erano inserite nel Piano (la mosca, ad esempio,  negli ultimi tre, quattro anni non è mai stata inserita tra le infestazioni parassitarie assicurabili) – conclude la deputata toscana M5S della Commissione Agricolturaabbiamo ritenuto opportuno impegnare il Governo Renzi a valutare la possibilità di prevedere una apposita deroga, in modo tale da consentire l’accesso al Fondo di Solidarietà Nazionale anche a quegli agricoltori colpiti da queste patologie”.

Comunicato stampa di M5S del 3 dicembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Agricoltura: ecco le proposte pentastellate per migliorare il settore

Risoluzione del gruppo M5S in Commissione Agricoltura della Camera per orientare le scelte del ministero agricolo sul PSRN, il piano di sviluppo rurale nazionale che affiancherà i piani predisposti dalle…

Risoluzione del gruppo M5S in Commissione Agricoltura della Camera per orientare le scelte del ministero agricolo sul PSRN, il piano di sviluppo rurale nazionale che affiancherà i piani predisposti dalle Regioni. Tra le proposte pentastellate: misure di sostegno al reddito degli agricoltori, investimenti irrigui e miglioramento genetico del patrimonio zootecnico

«Una concreta occasione per rilanciare il settore agricolo affrontando problematiche strutturali irrisolte da anni». È questo l’obiettivo dei deputati M5S della Commissione agricoltura che chiedono formalmente al Governo di “progettare”  le misure del  piano di sviluppo rurale nazionale, meglio noto come PSRN, in modo da favorire il più possibile gli operatori del settore primario che più di tutti scontano la crisi economica in atto con un aumento costante dei costi di produzione e rese sempre più spesso compromesse dai cambiamenti climatici.

Oltre ai piani regionali (PSR), infatti, il regolamento UE n. 1305/2013 ha previsto la possibilità per ogni Stato membro, di predisporre un programma operativo di sviluppo rurale riferito al periodo 2014-2020, per fronteggiare una serie di problematiche di portata nazionale. Nella fattispecie, il Mipaaf si è concentrato sulle tematiche degli strumenti di gestione del rischio legato all’impresa agricola, oggi relegate alle sole assicurazioni agevolate, sugli investimenti di ammodernamento delle reti di adduzione e distribuzione irrigua con le relative opere di interconnessione e miglioramento strutturale delle reti deteriorate, sul miglioramento genetico del patrimonio zootecnico finalizzato all’aumento del patrimonio nazionale, nonché sulla salvaguardia della biodiversità animale.

Questa tipologia di investimenti – dichiara la deputata Chiara Gagnarli, firmataria della risoluzione – ha un’importanza strategica per la crescita di tutto il settore agroalimentare nazionale. Basta pensare al miglioramento del sostegno del reddito che si potrebbe generare con l’attivazione dei fondi di mutualizzazione mirati a coprire i risarcimenti per le perdite causate da avversità atmosferiche, fitopatie ed infestazioni parassitarie, poco appetibili per le compagnie assicurative. Bisogna però – ribadisce la deputata  – che la soglia per accedere al contributo comunitario a questi fondi, venga abbassata sotto il 30% così da renderla più appetibile agli agricoltori e consentire una maggior diffusione di questo strumento di sostegno.

Non meno importante – prosegue Gagnarli – sarà il finanziamento agli interventi irrigui, in particolare per sollecitare ad una efficiente raccolta e trasmissione dei dati in UE che non pregiudichi la possibilità di implementare, attraverso programmi di investimento mirati, il piano irriguo nazionale. Allo stesso tempo sarà fondamentale l’avvio di programmi di conservazione del patrimonio genetico delle nostre razze autoctone, iniziando dalla creazione di un elenco univoco e condiviso delle razze presenti nel nostro Paese e assicurando l’interscambio e la fruibilità delle informazioni tra i vari database esistenti da parte di tutti i consulenti delle imprese agricole.

Riteniamo che tutti questi impegni – conclude Gagnarli – assieme alla costituzione, in seno al Ministero dell’Agricoltura, di un gruppo di lavoro per la gestione della rete rurale nazionale, il coordinamento e l’eventuale assistenza tecnica alle autorità di gestione dei programmi regionali,  siano una concreta occasione per rilanciare il settore. Per questo chiediamo al Ministro Martina di esprimersi in merito alle nostre proposte – che ci aspettiamo prenda presto in considerazione, anche se non siamo colleghi di partito – e auspichiamo l’immediata discussione e votazione di questo provvedimento in Commissione.

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Approvate le misure per contrastare gli sprechi alimentari

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Deputata Chiara Gagnarli, M5S, inerente la Mozione congiunta approvata ieri alla Camera contenente le misure per contrastare gli sprechi alimentari. Nonostante la crisi,…

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Deputata Chiara Gagnarli, M5S, inerente la Mozione congiunta approvata ieri alla Camera contenente le misure per contrastare gli sprechi alimentari. Nonostante la crisi, circa 150 kg di alimenti vengono sprecati a testa ogni anno dagli italiani, per un dispendio economico di 454 euro. Ed alla vigilia di Expo2015, per i deputati M5S, giunge l’ora di prendere contromisure.

Secondo il “Global Food Losses and Food Waste”, nonostante la crisi, ben 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno nel mondo. Se in Europa la quantità annuale ammonta ad 89 milioni di tonnellate, 180 kg pro capite, in Italia ci fermiamo a 149 kg a testa di alimenti buttati, soprattutto prodotti freschi come pane, frutta e verdura. Per contrastare gli sprechi alimentari, nel gennaio 2012, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione per adottare misure urgenti per dimezzare i quantitativi di cibo che finiscono nei rifiuti entro il 2025, cercando al contempo di migliorare l’accesso al cibo per i cittadini più vulnerabili. E su questo solco, il Ministero dell’Ambiente ha adottato, ad ottobre 2013, il Piano nazionale di prevenzione dei rifiuti, all’interno del quale è stato inserito il Piano Nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (PinPas). La questione è approdata alla Camera dei Deputati, dove le otto mozioni in discussione si sono trasformate in un atto congiunto di tutte le forze politiche, approvato all’unanimità.

“Davanti a questi numeri c’è poco da esitare – dichiara Chiara Gagnarli deputata M5S della Commissione Agricoltura, prima firmataria della mozione – La cultura antispreco, parte integrante delle abitudini dei nostri padri, deve ritornare in auge per sopprimere l’attuale insostenibile sistema. Un miliardo di persone sul pianeta soffre di malnutrizione, un altro miliardo si ammala per cause connesse all’eccessiva alimentazione, sovrappeso, diabete e malattie cardiovascolare: un assurdo paradosso. CI sono sprechi in ogni passaggio della filiera sino all’inadeguata conservazione del cibo, all’errata interpretazione delle scadenze in etichetta che comporta per le famiglie italiane un dispendio correlato di 454 euro l’anno – continua la parlamentare M5S del Comagri – Abbiamo anche chiesto al Ministro di aggiornare il Parlamento, entro fine 2014, sugli obiettivi del PinPas, ma non possiamo fare a meno di notare che l’anno prossimo ospitiamo l’EXPO con lo slogan ‘nutrire il Pianeta’, mentre fino ad ora abbiamo saputo dare solo l’esempio di come nutrire la corruzione e le infiltrazioni mafiose con gli appalti del cemento e del movimento terra. Non è ammissibile – conclude la deputata 5 Stelle – parlare di alimentazione sostenibile, diritto ad un’alimentazione sana, sicura e sufficiente, sventolando nella mega esposizione milanese le bandiere delle multinazionali Coca Cola, Starbucks, McDonald’s e persino, di Monsanto”.

Il M5S ha focalizzato gli impegni al Ministro Martina sull’educazione alimentare, da effettuare in collaborazione con le scuole, in modo tale da rendere consapevole il consumatore degli sprechi di cibo, acqua ed energia e sul relativo impatto socio-economico ed ambientale. Al Governo Renzi viene richiesto di rivedere le regole che disciplinano gli appalti pubblici per i servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera, privilegiando le imprese attente alla riduzione a monte degli sprechi. Inoltre, si chiede di avvantaggiare le aziende che utilizzano alimenti italiani e stagionali e che pongono particolare attenzione alla grammatura, al contenuto calorico ed alla rotazione stagionale dei menù, nonché di prevedere una diversa articolazione delle informazioni contenute nelle etichette dei prodotti alimentari, integrando la data di scadenza commerciale con una relativa al termine utile per il consumo dell’alimento.

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Treni: alta velocità ancora favorita rispetto agli intercity

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Deputata Chiara Gagnarli (M5S) inerente alla risposta del Ministro Lupi all’ interrogazione per chiedere conto dei ritardi nell’ emanazione del Decreto attuativo che avrebbe determinato…

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Deputata Chiara Gagnarli (M5S) inerente alla risposta del Ministro Lupi all’ interrogazione per chiedere conto dei ritardi nell’ emanazione del Decreto attuativo che avrebbe determinato il sovrapprezzo al servizio dell’alta velocità per salvare il servizio intercity sulla dorsale Roma – Firenze.

Il Ministro dei trasporti Lupi risponde all’interrogazione della Deputata M5S Chiara Gagnarli e rassicura che gli intercity sulla dorsale Roma-Firenze continueranno a correre anche dopo giugno, data della presunta soppressione minacciata da Trenitalia. Tuttavia, non si sbilancia nel confermare il loro passaggio del servizio “a mercato”, pagato in toto dai pendolari, al servizio “universale”, sovvenzionato dal Ministero stesso, e fa marcia indietro persino sull’aumento del canone per l’esercizio del servizio Alta Velocità, del quale si attendeva oramai solo il decreto attuativo.

“Di fatto – spiega la Deputata M5S Chiara Gagnarli – la sopravvivenza delle 5 coppie di intercity in questione non ci sembra così scontata come rassicura il Ministro, anche perché uno dei sistemi da loro individuato che avrebbe potuto salvare questi treni, era l’introduzione di una maggiorazione di prezzo sul servizio dell’alta velocità, per il quale il Ministro stesso ora si dice contrario. Ci chiediamo – prosegue la Gagnarli – per quale motivo allora il Governo ha stabilito nel Decreto Legge n. 98 del 2011, di introdurre quel sovrapprezzo al canone dovuto per l’esercizio dei servizi ad alta velocità, per sostenere i servizi a media e lunga percorrenza, se oggi ritiene che possa comportare un impatto insostenibile sulla concorrenza del servizio AV, tra i più costosi d’Europa”.

“Il tavolo tecnico MIT-Regioni-Trenitalia è ancora in essere – prosegue la Deputata M5S – ma francamente dopo la risposta del Ministro vediamo diverse ombre sulle modalità con cui dovranno essere assicurate quelle tratte intercity per noi fondamentali”.

“Proprio oggi – conclude la Deputata M5S – ho depositato un’altra interrogazione per chiedere al Ministro Lupi come mai ai periodi prefestivi e festivi, quando il traffico dei pendolari aumenta, corrispondono sempre soppressioni di treni, quando a rigor di logica dovrebbe essere il contrario. Mi auguro – chiude la giovane Deputata – che la considerazione dei pendolari, non sia la stessa che il Ministro sta dimostrando con queste ultime incomprensibili soppressioni nei periodi di più alta necessità”.

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