La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: casa della cultura

Gender e Studi di Genere – Un colloquio con Dario Accolla

‘Vi faremo credere che il crocifisso è Conchita Wurst che fa l’aeroplano. Riscriveremo i testi sacri, tutti. Eva non sarà più nata da una costola di Adamo, ma da un…

‘Vi faremo credere che il crocifisso è Conchita Wurst che fa l’aeroplano. Riscriveremo i testi sacri, tutti. Eva non sarà più nata da una costola di Adamo, ma da un orecchino di Vladimir Luxuria’.  È con questo linguaggio ironico e irriverente che Dario Accolla, blogger, scrittore, professore con un dottorato in filologia moderna, attivista per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, spiega nel suo ultimo libro ‘Il gender: la stesura definitiva’ che cos’è la teoria gender e perchè suscita interesse scaturendo forti polemiche.

Dario Accolla, tra i fondatori di Gaypost.it, con un blog su Linkiesta.it, con all’attivo un saggio dal titolo ‘I gay stanno tutti a sinistra – Omossessualità, politica e Mario Mieli trent’anni dopo’ e una raccolta di racconti dal titolo ‘Da quando Ines è andata a vivere in città’ e ‘Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile’, si è confrontato sui gender studies con un folto pubblico intervenuto alla Casa della Cultura di Torrita di Siena in occasione del nuovo appuntamento organizzato dalla neonata associazione culturale ‘La Tigre di carta’.

L’incontro con Dario è iniziato spiegando al pubblico cosa sono i gender studies: un approccio multidisciplinare e interdisciplinare allo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità di genere. Nati in Nord America a cavallo tra gli anni settanta e ottanta nell’ambito degli studi culturali, gli studi di genere si diffondono in Europa Occidentale negli anni ottanta e si sviluppano a partire da un certo filone del pensiero femminista, trovando spunti fondamentali nel post-strutturalismo e decostruzionismo francese, negli studi che uniscono psicologia e linguaggio.

Di importanza specifica per gli studi di genere sono anche gli studi gay e lesbici e il postmodernismo. Questi studi non costituiscono un campo di sapere a sé stante, ma rappresentano innanzitutto una modalità di interpretazione. Sono il risultato di un incrocio di metodologie differenti che abbracciano diversi aspetti della vita umana, della produzione delle identità e del rapporto tra individuo e società, tra individuo e cultura.

Dario nel suo libro distingue il gender, scritto in corsivo, da “gender” messo tra virgolette: “Il primo indica gli studi di genere, ovvero quell’insieme di discipline che si basano sul cosiddetto “pensiero della differenza” il cui messaggio è semplice: l’eterosessismo e il maschilismo, sul quale si strutturano sia il pregiudizio omofobico sia il binarismo di genere, generano squilibri e gerarchie che non fanno la felicità dell’individuo. Col “gender” invece indico la mistificazione che si fa attorno ad essi. Una vera operazione di terrorismo psicologico, a ben vedere” – spiega Dario.

Quando si parla di gender, nella faccia delle persone si legge un po’ di paura e sempre più spesso il confronto sfocia nello scontro, Dario spiega ciò paragonando il tema alla questione dei vaccini:

“La mistificazione sul “gender” è particolarmente insidiosa proprio perché fa leva sugli affetti familiari, sul legame genitoriale. È normale che madri e padri siano spaventati di fronte ad una prospettiva per cui si vuole “pervertire” il proprio bambino. Un po’ meno rassicurante, invece, che non ci siano agenzie politiche e culturali – scuola, ministeri appositi, governo – che prendano in pugno la situazione per disinnescare questo allarme sociale”.

I gender studies mirano a favorire condizione di maggior equilibrio tra genere e identità sessuali, Dario, con questo libro, propone una lettura che si articola su un doppio binario: quello dell’ironia, fornendo al lettore una chiave di lettura sulla qualità del dibattito svolto fino ad ora e che usa un linguaggio più ironico, e quello di un’informazione più rigorosa, ricostruita attraverso la documentazione giornalistica, i contributi e gli studi di esperti del settore. Per Dario è importante ricostruire il fenomeno nella sua complessità è per questo che nel suo libro fa una ricostruzione storica dei fatti di cronaca accaduti per spiegare meglio la questione, perchè il sapere è un ottimo antidoto contro l’ignoranza.

Dario, durante l’incontro, ha fatto anche riferimento del ruolo fondamentale della scuola nell’educazione alla cittadinanza:

“I miei studenti dico che non devono pensarla come me, perchè il mio compito è quello di fornire gli strumenti affinché qualsiasi cosa penseranno un domani sia il frutto di una riflessione e non la conseguenza di un insieme di preconcetti. La polemica sul “gender” ha presupposti fortemente omofobici e credo che a scuola non debba esserci spazio per un certo tipo si sentimenti e di discorsi d’odio”

L’incontro organizzato alla Casa della Cultura da ‘La Tigre di carta’ è terminato con una lettura tratta dal libro e dal titolo ‘Piccolo grande amore’, perché come racconta la canzone di Claudio Baglioni scritta nel 1972, l’amore va oltre ogni pregiudizio  superando qualsiasi ostacolo di qualsiasi natura esso sia.


Sitografia

“Gender, la stesura definitiva”: «Così faremo diventare gay i vostri figli»

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Made in Chiana: alla scoperta della chianina

Nel corso degli anni il “Made in China” è diventato sinonimo di prodotti di scarsa qualità, a cui si è opposto il “Made in Italy” come marchio di qualità internazionale….

Nel corso degli anni il “Made in China” è diventato sinonimo di prodotti di scarsa qualità, a cui si è opposto il “Made in Italy” come marchio di qualità internazionale. Noi vogliamo fare di più e proporre il “Made in Chiana”: il marchio di qualità delle produzioni locali, non solo di enogastronomia, che rappresentano degnamente il territorio della Valdichiana e che presentano elementi di sostenibilità.

Made in Chiana è una produzione di Valdichiana Media e Lightning Multimedia Solutions: un programma di approfondimento con tanti ospiti, nello studio allestito alla Casa della Cultura di Torrita di Siena, e servizi esterni presso importanti aziende del territorio o esperti di settore che possano permetterci di comprendere meglio l’argomento.

La prima puntata non poteva che essere dedicata alla chianina, un elemento che caratterizza degnamente la Valdichiana. La chianina è una razza bovina italiana, famosa per la sua carne, e il suo nome deriva proprio dalla Valdichiana, uno dei principali territori in cui viene allevata. Si tratta di un bovino dalla stazza molto grande, viene infatti chiamato “Il gigante bianco”; fornisce una carne magra, utilizzata per vari tipi di tagli, tra cui la famosa bistecca alla fiorentina ed è
considerata uno dei prodotti più pregiati al mondo.

Nel corso della puntata la conduttrice Valentina Chiancianesi ha intervistato:

  • Paolo Malacarne, Presidente Associazione Nazionale Città della Chianina
  • Andrea Petrini, Coordinato del Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco Appennino Centrale
  • Simona Giovagnola, Presidente Fondazione Torrita Cultura
  • Ludovica Galli, Strada del Vino Nobile e dei Sapori della Valdichiana Senese
  • Stefano Biagiotti, Presidente Qualità e Sviluppo Rurale
  • Azienda Agricola Fierli

Buona visione!

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La Siria tra ISIS, guerra civile e tratta delle donne

La situazione della Siria è al centro dell’attenzione internazionale, per via del complicato schema geopolitico sfociato in terribili situazioni di guerra civile, tra la minaccia dell’ISIS e la tratta delle…

La situazione della Siria è al centro dell’attenzione internazionale, per via del complicato schema geopolitico sfociato in terribili situazioni di guerra civile, tra la minaccia dell’ISIS e la tratta delle donne. Un argomento che è stato trattato venerdì 24 Novembre presso la Casa della Cultura di Torrita di Siena, attraverso il contributo e le testimonianze dei giornalisti Sara Lucaroni e Filippo Biagianti.


Capitano, a volte, delle serate che ti lasciano qualcosa che difficilmente riesci a toglierti dalla testa nei giorni successivi. Immagini, riflessioni, insight. Venerdì è stata una di quelle serate.

I lavori di Sara Lucaroni e Filippo Biagianti, seppur diversi nei contenuti e nelle modalità di narrazione, restituiscono l’immagine di un territorio che percepiamo volutamente distante da noi. In realtà, quei fatti, quelle storie, quelle persone sono tutt’altro che lontani.

Il film di Filippo si concentra sui fatti accaduti ad Aleppo nel 2014, descritti attraverso le testimonianze di alcuni media-attivisti: struggente e bellissimo, ci mostra la situazione siriana dall’interno, senza filtri, con gli occhi e le emozioni di chi vuole raccontare quello che vive la popolazione civile ogni giorno, tra barili pieni di esplosivo misto a lamiere che cadono dal cielo e bombardamenti a scuole e mercati.

Anche le voci che Sara ha raccolto nella sua inchiesta colpiscono profondamente: la descrizione delle modalità con cui le donne vengono vendute, i maltrattamenti che subiscono, i manuali su come trattare schiave e prigioniere, fino ad arrivare ai suicidi delle donne che, dopo essere state “ricomprate” dalle famiglie o dopo che magari sono riuscite a fuggire, non hanno gli strumenti necessari per far fronte al trauma.

Sara ci racconta una delle tante forme di violenza di genere, tante altre le leggiamo ogni giorno nei quotidiani o nelle web news nazionali e internazionali. È di questi giorni la notizia del lunghissimo interrogatorio nell’ambito dell’incidente probatorio a cui sono state sottoposte le studentesse americane che hanno denunciato lo stupro da parte di due Carabinieri: 12 ore di domande, molte delle quali degradanti, offensive, lesive per la loro dignità, colpevolizzanti. Un’altra forma di violenza ai danni di chi ne aveva già subita. Viene da pensare alle parole di Franca Rame quando nel suo monologo, raccontando lo stupro subito, diceva “Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani”.

Nonostante decenni di battaglie, in certi momenti si ha la sensazione di non aver fatto molti passi avanti nella conquista della parità di genere. Ci accorgiamo che è ancora necessario lottare, ognuno con i propri mezzi ma con consapevolezza, cominciando dall’educazione affettiva, passando per l’uso di un linguaggio di genere, un welfare che davvero tenga conto della conciliazione dei tempi vita/lavoro, la riduzione del gap salariale.

C’è ancora bisogno del femminismo, che non è una brutta parola e riguarda uomini e donne, che è vivo in chi crede nel rispetto della persona e nella lotta alla disparità in base al genere. Ce n’è bisogno oggi, come ieri.

C’è bisogno dei CAV, che ogni giorno accolgono chi ha subito violenza e forniscono strumenti affinché la donna possa uscire dalla relazione violenta e si riprenda quel potere che gli è stato tolto. C’è bisogno di una rete istituzionale che riconosca il ruolo centrale del Centro Antiviolenza, che sappia lavorare rispettando le diverse professionalità che ne fanno parte e che, soprattutto, abbia una formazione specifica sulla violenza e riconosca e rispetti la Convenzione di Istanbul.

C’è bisogno di un giornalismo che non empatizzi con chi commette femminicidio, violenza domestica e stupri e non colpevolizzi vittime e sopravvissute. C’è bisogno di insegnare a riconoscere la violenza, la sua esistenza, in tutte le sue forme, che sono tante e sfaccettate, dalla mano sul sedere sul tram al complimento sessista e volgare per strada, ai commenti denigranti sui social, fino alla violenza domestica fisica e/o psicologica, allo stupro, al femminicidio, alla vendita di donne come fossero bestie.

C’è bisogno di far capire l’importanza delle politiche di genere a chi si occupa di politica, dalle Amministrazioni di piccoli Comuni fino ai più alti rappresentanti dello Stato.

Solo quando di tutto questo non ci sarà più bisogno, allora potremmo dire, con ragione, di aver raggiunto la parità di genere. Grazie a Sara, Filippo, a La Valdichiana, alla Fondazione Torrita Cultura e al Centro Pari Opportunità Valdichiana per questa iniziativa di così alto spessore.

Gessica Nisi
Presidente del Centro Pari Opportunità dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese


Approfondimenti:

  • L’inchiesta di Sara Lucaroni per l’Espresso: Rapite dall’Isis
  • Il documentario di Filippo Biagianti e Ruben Lagattola, “Young Syrian Lenses”: Trailer
  • Un’intervista a Luisanna Porcu (Onda Rosa) sugli stupri alle studentesse americane a Firenze
  • La registrazione del dibattito iniziale alla Casa della Cultura di Torrita:

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Chiusi: inaugurata la sede del progetto di formazione T.R.I.O.

Un progetto mirato ad aumentare le conoscenze personali di un individuo in varie materie con lo scopo di facilitare l’accesso al mondo del lavoro oppure mantenere competitiva la propria figura…

Un progetto mirato ad aumentare le conoscenze personali di un individuo in varie materie con lo scopo di facilitare l’accesso al mondo del lavoro oppure mantenere competitiva la propria figura nel mercato. In sintesi potrebbe essere descritto così l’acronimo T.R.I.O (Tecnologia Ricerca Innovazione Orientamento) progetto di Web Learning della Regione Toscana adesso attivo anche a Chiusi.

L’inaugurazione del servizio è avvenuta in una recente conferenza stampa tenuta nei locali della Casa della Cultura (spazio che ospiterà fisicamente il progetto) alla quale erano presenti: il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli, l’assessore al welfare della Provincia di Siena Simonetta Pellegrini, gli assessori del Comune di Chiusi Chiara Lanari e Andrea Micheletti rispettivamente al sistema Chiusipromozione e alla qualità della vita e i responsabili del progetto.

T.R.I.O, grazie a corsi on line gratuiti, metterà a diposizione di tutte le persone strumenti, prodotti e servizi formativi di facile accesso; per entrare a far parte di T.R.I.O.,infatti, sarà necessario esclusivamente collegarsi in rete, dal proprio personal computer, al sito www.progettotrio.it oppure recarsi in uno dei Poli o Web Learning Point di teleformazione della Provincia di Siena o delle altre Province toscane nelle quali adesso figura anche la Città di Chiusi.

“Siamo soddisfatti – dichiara il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli –che la Provincia abbia scelto la nostra Città per localizzare un servizio formativo così importante. Questo progetto ha una doppia valenza per noi perché da un lato offre la possibilità alle persone di ottenere un più facile accesso al mondo della formazione e dall’altro arricchisce ancor più la nostra Casa della Cultura, struttura importante del nostro Comune nella quale abbiamo creduto ed investito e che oggi vive 365 giorni all’anno grazie alla biblioteca dei grandi e dei piccoli, all’informagiovani, a GiovaniSi, all’archivio storico, all’Università Popolare e adesso anche grazie al progetto T.R.I.O. Questa struttura dunque può rappresentare il giusto punto di riferimento sotto vari punti di vista ed è dunque giusto riempirla di funzioni pubbliche per dare una possibilità e gli strumenti necessari ai nostri giovani e ai disoccupati in modo tale da offrire un sostegno concreto per uscire dalle proprie difficoltà ed investire su se stessi.”

“Come amministrazione non possiamo che essere soddisfatti – dichiara Andrea Micheletti assessore alla qualità della vita – perché è un servizio in più che la nostra Città riesce ad offrire ai propri cittadini. T.R.I.O. è per noi particolarmente importante perché offre una mano concreta specialmente a quelle persone che attualmente si trovano in difficoltà occupazionale, attraverso un percoso che li può portare ad una crescita informatica e dunque professionale.”

“Sono molto contenta di essere a Chiusi – dichiara Simonetta Pellegrini assessore alla formazione Provincia di Siena – perché inaugurare T.R.I.O. in una struttura come la Casa della Cultura significa veramente offrire a tutti strumenti concreti per uscire da un periodo complesso soprattutto in ambito lavorativo. Ritengo che la formazione a distanza sia uno strumento utilissimo ancor più perché con T.R.I.O è supportata dalla professionalità dei tutor che ringrazio. Sono certa che anche grazie a questo polo di Chiusi sapremo fare un passo avanti per uscire dalla crisi.”

“Ritengo che l’opportunità che T.R.I.O. può offrire ai nostri territori sia estremamente importante –dichiara Simonetta Cannoni responsabile progetto T.R.I.O. – il capitale umano è un elemento chiave per le aziende e quindi la formazione diventa fondamentale per la competizione nel mondo del lavoro e per lo sviluppo di un territorio e di un paese. In Italia, sotto questo punto di vista, spesso purtroppo non è stato fatto abbastanza, specialmente in territori periferici come il nostro; proprio per questo T.R.I.O è un’ottima possibilità perché consente veramente a tutti di accedere alla grandissime potenzialità di una formazione qualificata.”

www.progettotrio.it/trio/

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Chiusi una città a misura di famiglie e bambini

A Chiusi sono molte le iniziative legate anche ai più piccoli, iniziative che vedono soprattutto negli spazi della Casa della Cultura e della Biblioteca Comunale il proprio punto di riferimento…

A Chiusi sono molte le iniziative legate anche ai più piccoli, iniziative che vedono soprattutto negli spazi della Casa della Cultura e della Biblioteca Comunale il proprio punto di riferimento ideale. Si potrebbe definire una città a misura di famiglie e bambini grazie all’ ampio ventaglio di apertura, la biblioteca, infatti, è aperta dal lunedì al giovedì dalle 15:30 alle 18:30; il venerdì dalle 10:30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18:30 ed il sabato dalle ore 9:00 alle 13:00, sono state tante le iniziative, durante l’anno appena terminato, rivolte al mondo dei più piccoli partite dai locali proprio della Casa della Cultura.

“Con metà mandato alle spalle – dichiara il primo cittadino di Chiusi Stefano Scaramelli – sono soddisfatto di poter dire che con le sole nostre forze siamo stati in grado di raddoppiare i metri quadrati delle biblioteche a conferma che nella nostra Città cultura è sinonimo di presente e futuro e per questo decidiamo ogni giorno di investirci risorse.”
“In questi pomeriggi invernali – dichiara l’assessore al sistema ChiusiPromozione Chiara Lanari – i locali della nostra Biblioteca sono veramente ideali per passare un po’ di tempo diverso immersi nei racconti e nelle avventure di un buon libro. Come amministrazione abbiamo investito risorse, tempo ed energie per fare della Biblioteca uno spazio accogliente per tutte le età a partire dai più piccoli che nella scoperta della lettura possono aprire la propria mente al mondo che li circonda.”

A riscuotere maggiore successo, soprattutto le iniziative all’interno del cartellone Libriamoci 2013 legate ai laboratori per bimbi indicati per far avvicinare anche i più piccoli alla lettura, che grazie alla presenza costante di personale qualificato, ha permesso di organizzare letture ed incontri/gioco ad esempio per Halloween, Natale e per vari appuntamenti del cartellone culturale come incontri con pediatre, letture, laboratorio di antichi giocattoli o letture animate. Oltre a tutto questo lo spazio della biblioteca e della Casa della Cultura è sempre più fruibile anche dai genitori che, tranquilli di lasciare il proprio figlio in mani fidate, possono approfittare del wi-fi libero così come della possibilità di prendere in prestito una grande varietà di libri, mp3, ebook reader e dvd nonché, fino al 6 febbraio pv, di visitare la mostra Librartis (mostra del libro di artista).

La cultura è dunque per Chiusi un vero volano di sviluppo non solo per l’economia, ma anche per il tessuto sociale della Città; a conferma di questo presto, alla biblioteca, arriverà altro materiale acquistato grazie alla capacità economica del bilancio comunale e tutto questo con l’obiettivo di fornire a bambini e genitori la possibilità e l’alternativa di passare un pomeriggio, anche in inverno, diverso dal solito e sicuramente stimolante.

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Aperta a Chiusi la Casa della Cultura

Nuovo spazio aggregativo per adulti e giovani a Chiusi, la Casa della Cultura è divenuta realtà. Ospitato nell’edificio che un tempo era l’area maschile delle scuole elementari, ora riqualificato e…

Nuovo spazio aggregativo per adulti e giovani a Chiusi, la Casa della Cultura è divenuta realtà.

Ospitato nell’edificio che un tempo era l’area maschile delle scuole elementari, ora riqualificato e valorizzato, la Casa della Cultura, apre le porte proprio a tutti e come suggerisce il nome. Una vera e propria “culla del sapere” suddivisa in tre piani: al piano terra c’è la sede del front-office, di alcuni sportelli ed uffici, tra cui quello della Biblioteca comunale (i cui prestiti nel 2012 sono saliti fino ad arrivare a 1.300), l’Infogiovani e lo sportello GiovaniSì (progetto pilota studio, formazione/lavoro).

Il primo piano è, invece, dedicato alle aule studio, diviso tra le attività diurne della Biblioteca, le attività serali dell’Università Popolare, frequentata attualmente da più di duecento iscritti e una stanza interamente dedicata ai bambini per attività ludico-didattiche; infine. Al secondo piano, ha trovato spazio l’archivio storico comunale della città risalente al XV sec. Completamente fruibile e consultabile da studiosi e cittadini gratuitamente, sia nei locali della Casa della Cultura che, per quanto riguarda il periodo preunitario e una piccola parte del postunitario, anche on line dal sito istituzionale del comune.

“La Casa della Cultura è un sogno che diventa realtà – dichiara il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli – sono soddisfatto dei lavori fatti e sono molto contento che tantissime persone abbiano voluto condividere questo momento. La cultura un po’ a tutti i livelli è considerata il capro espiatorio della crisi, troppo spesso vittima di tagli lineari ed indiscriminati. Il nostro Comune invece vuole vivere e respirare cultura da mattina a sera perché solo questa può essere la linfa vitale in grado di far crescere le nuove generazioni sane, forti e consapevoli del mondo che le circonda e adesso grazie alla Casa della Cultura tutto questo è possibile”.

Soddisfazione da parte dell’assessore al sistema Chiusipromozione Chiara Lanari, che ha dichiarato:

“In questo modo riusciamo ad offrire migliori servizi, ottimizzando i costi e ampliando la vivibilità degli spazi del centro storico. La Casa della Cultura adesso è uno spazio aggregativo per adulti e giovani che speriamo possa essere sempre più vissuto da tutta la cittadinanza. Un ringraziamento va naturalmente all’impegno di tutti gli uffici comunali e alle varie associazioni che hanno collaborato e continueranno a collaborare per portare a termine questo importante progetto”.

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