La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: a1

Sonia.

Sonia rutila al sole e sfoglia le analisi cartacee scorrendo il dito sui valori della VES. Non fa che deglutire. Ha aperto bocca solo per chiedere se fosse aperto il…

Sonia rutila al sole e sfoglia le analisi cartacee scorrendo il dito sui valori della VES. Non fa che deglutire. Ha aperto bocca solo per chiedere se fosse aperto il baule, scaricando i suoi cinquantasei chili sulla maniglia del trolley, quando alla stazione di Chiusi-Chianciano Terme è stata raggiunta dall’auto dopo un’ora di attesa. Lui non l’ha ancora guardata negli occhi, quando chiude la rotonda in direzione del casello dell’A1. Guida con i polpastrelli; lo sterzo scotta ancora, nonostante la sosta all’ombra, e i punti d’intonazione della radio perdono di aderenza alle orecchie, ad ogni colpo di vento dai finestrini. «Dimmelo, eh, se ti dà fastidio, ché accendiamo l’aria…». La curva del naso di lei protende oltre il velo biondo cenere dei capelli, fino a poche settimane prima decisamente più lucidi, nella leggera decolorazione del balayage. «No, non ti preoccupare» dice Sonia «Ci sono abituata». Lui non dice niente. Sono soltanto in due ed entrano in autostrada, in un giorno di pieno agosto, con i fotoni solari dritti sul nero melanite micalizzato, che infervora di centigradi gli interni e il circostante.

Era poco più di un anno che non andavano a letto insieme, ma lui sembrava ricordarsi ancora a memoria ogni centimetro di lamina cellulare, ogni singola porzione del suo strato corneo, ne aveva baciato in lungo e in largo gli umori, con il caldo e il freddo delle notti lungo il rincorrersi delle stagioni. Poteva ancora indovinarle le forme, sotto il bianco del caftano, ora che con le braccia incrociate sul ventre voleva avvilire la sua femminilità. Per brevità potremmo dire che – – era ancora innamorato. «Come stai, Sonia? Perché non dici niente?» chiede, con insistenza passiva. «Come vuoi che stia?». Non ha ancora abbassato il volume dello stereo e immagino non abbia la minima intenzione di farlo. Cachaça e luna piena / con te in una favela. Lui forza gli angoli della bocca e si rosicchia l’interno della guancia.   

Lei scoppia a piangere e l’imbarazzo ingenuo dell’ultima mezz’ora si trasforma in panico. La quiete è rotta dai nitriti di pianto che straziano il microclima dell’abitacolo. Siamo solo all’uscita Bettolle-Valdichiana ed è già esploso un qualche tipo di dolore.

Sono almeno dodici minuti che lui cerca di intuirle lo stato d’animo con delle brevi occhiate.  «Vuoi parlarne?» azzarda e si porta l’unghia dell’indice sotto il molare. «Non ti mangiare le unghie» dice lei, spalmandosi le lacrime sugli zigomi. «Non mi mangio le unghie» cerca di rispondere «Mi tolgo solo le pellicine dal pollice», dice. Hanno superato l’area di sosta di Lucignano e lui nemmeno ha chiesto se volesse fermarsi.  Amami come se fosse l’ultimo giorno / sposteremo il mondo. Vorrebbe uscire a Monte San Savino, accostare nel parcheggio della “Le Mirage”, saltarle addosso e dirle che l’ama. Supera l’area di servizio di Badia al Pino. Poi supera l’uscita di Arezzo. Vorrei andare in un posto diverso / Ultimamente me ne frega un terzo / Sai quanto me ne importa di una casa in centro?

«Ma a Firenze in che zona lavoravi?» prova così ad intavolare una conversazione, durante il pasto all’Autogrill Arno Est. «A Novoli, ma abitavo a Calenzano, in una casa con altre sei». Ogni sillaba è per lui una coltellata. «E ora lo sai dove ti portano?» chiede. «No, macché» e addenta la Rustichella. «ora lavoriamo nelle case, che c’è la nuova ordinanza in città, lo sai?». Lui annuisce involontariamente. «Ultimamente non ho capito più niente. Mi è cambiato il tempo, mi sembra che le settimane durino attimi, non parlo più con nessuno», lo sfogo verbale è un canale che esonda, mentre lui ancora cerca di non soccombere al peso dei suoi occhi puntati contro. Lei capisce tutto: «avessi avuto un lavoro» conclude allora, «secondo te farei quello che faccio?».

Il cartellone in forex fuori dall’Autogrill suggerisce una redenzione: “Sei in un paese meraviglioso”. Lo sguardo di lei tocca la morbidezza degli spigoli in legno che contornano la cartina, i segmenti laser che tagliano la Valdichiana tra Montepulciano, Cortona e Pienza e sembrano ferirla; come un rasoio le tagliano la gola, violata da un fiume di catrame fino al ventre verde-ocra che è il Valdarno, una terra che ribolle, sotto i quaranta gradi di agosto, nel pancreas della Toscana. «Sei in un paese meraviglioso» dice specularmente lui, convinto di essere simpatico, a quattro metri e mezzo da lei che in gola si sente un persico di lago vivo. «Dai, almeno sei circondata da città d’arte, da paesaggi che ci invidia il mondo…» eccola che si volta, dopo le classiche parole di troppo che erano uscite dalla bocca del maschio – sempre di troppo e sempre troppo tardi per capire –  e rimontano in macchina. Portami giù, dove non si tocca / dove la vida è loca.

Pochi chilometri dopo Firenze Sud – non necessariamente della stessa estate – lui tira il freno a mano in un parcheggio. Ad aspettarla c’è un’altra Audi, d’un blu palais effetto perla. I lampioni rovesciano i chiaroscuri delle curve e brillano sui riflessi. Prima di aprire la portiera lei lo guarda per un paio di frazioni. Lui ha la bocca allentata dalla cervicale, sbronzo di sentimenti incomprensibili e veramente non sa che cosa dire. Il muro tra loro è ormai cresciuto come crescono le mangrovie e quasi, pur fissandosi negli occhi, non riescono a vedersi. L’ho pagata sulla pelle e non mi ha dato il resto / e la sera i locali chiudono troppo presto. Lei scende da sola e prova ad aprire il portellone posteriore per prendere la valigia, ma la chiusura centralizzata rallenta la procedura. Eccolo intervenire, allora, e la aiuta a scaricare il bagaglio. «Io, Sonia, non ci posso fare niente», dice mortificandosi. «E perché? Ti ho chiesto qualcosa, io?». La risposta sta tutta dentro un’emissione di fiato. Lui ruota le spalle di centottanta gradi, verso la macchina, e s’immagina di sentirla singhiozzare mentre già se ne sta andando. Sto partendo, sta a te non perdere il treno / se vuoi prendi la mano e vieni con me / se no bye bye. Per dieci minuti tiene la testa rivolta verso lo svincolo entro il quale l’ha vista andare via, poi forza il cambio sulla prima e con le pliche della gola spinge la saliva verso il plesso solare, dove sente materializzarsi tutta la consistenza della sua codardia. Pensa alla soddisfazione di somministrare consigli ai figlioli, sotto lo sguardo compiaciuto di sua moglie, nel caldo di una cena domestica, mentre nella sua immobilità, nella sua cupa inferriata borghese, utilizza dipendenze o millantate disabilità emotive per lasciarsi scorrere la vita addosso. Con l’indice ancora tremolante, tanto quanto il petto, preme il pulsante del telefono. «Siri, indicazioni per Castiglion della Pescaia», dice. Tira fuori dal cruscotto una Davidoff, che per smettere di fumare c’è sempre tempo. «Ecco le indicazioni per Castiglion della Pescaia» risponde Siri, da dentro lo smartphone. In fondo è ancora Agosto. Può ancora andare a godersi i suoi due figli, che sono dalla madre ora, nella quiete estiva della riviera maremmana.  «Ce n’è ancora di tempo» pensa, lui «prima che i corvi finiscano di divorare le verbene». Ci resta ancora tutta la vita per una scusa / per volare in autostrada / e in radio musica cubana. Ed è già in quinta, stabile sui centoquaranta, lungo l’Autostrada del Sole.

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Incidente mortale in A1 all’altezza di Chiusi

Incidente mortale, con un bilancio di un morto e due feriti gravi, nell’incidente avvenuto ieri, 19 giugno, intorno alle 17 sull’A/1 all’altezza di Chiusi,  in direzione Firenze al Incidente sull’autostrada…

Incidente mortale, con un bilancio di un morto e due feriti gravi, nell’incidente avvenuto ieri, 19 giugno, intorno alle 17 sull’A/1 all’altezza di Chiusi,  in direzione Firenze al Incidente sull’autostrada A1: un morto e tre feriti, chiuso tratto tra Chiusi e Valdichiana
„chilometro 390.

Nella nota Ansa si legge che secondo una prima ricostruzione,si sarebbe trattato di uno scontro tra due mezzi, una autovettura e un furgone portavalori che si è ribaltato. Nell’incidente avrebbe perso la vita una persona e tre sarebbero rimaste ferite. Sul luogo dell’evento sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale, i soccorsi meccanici e sanitari e il personale della Direzione quarto tronco di Firenze, ed il casello in entrata a Chiusi è stato chiuso per alcune ore. Al momento dell’accaduto si sono registrati 6 Km di fila.

 

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Tir si ribalta in A1, traffico bloccato per alcune ore

Traffico in tilt in A1 nella corsia Sud. Questa mattina, 24 aprile, intorno alle 7.50 Autostrade per l’Italia ha chiuso il tratto compreso tra Valdichiana e Chiusi a causa di…

Traffico in tilt in A1 nella corsia Sud. Questa mattina, 24 aprile, intorno alle 7.50 Autostrade per l’Italia ha chiuso il tratto compreso tra Valdichiana e Chiusi a causa di un incidente che ha visto coinvolto un mezzo pesante.

Il camion, che trasportava legname, si è ribaltato perdendo parte del carico. Alle ore 10:00 circa è stato riaperto il traffico solo sulla corsia di sorpasso per consentire il completamento delle operazioni di recupero del materiale disperso.

Sul luogo dell’evento, dove oltre al personale della Direzione 4* Tronco di Firenze, sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale, i Vigili del Fuoco, i soccorsi meccanici e sanitari, il traffico e’ bloccato ha fatto registrare 2 km di coda verso Roma. Attualmente sul luogo dell’evento il traffico scorre sulla corsia di sorpasso, per consentire il completamento delle operazioni di recupero del materiale disperso.

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A1, furti e comunità dedite al sesso: i fatti di cronaca della Valdichina e dintorni

La Valdichiana e i suoi dintorni hanno fatto da sfondo ad importanti fatti di cronaca, rendendo così movimentato il mese di agosto per tutte le forze dell’ordine. Il primo fatto…

La Valdichiana e i suoi dintorni hanno fatto da sfondo ad importanti fatti di cronaca, rendendo così movimentato il mese di agosto per tutte le forze dell’ordine.

Il primo fatto di cronaca che vi raccontiamo è avvenuto ieri, 27 agosto, sulla A1 nel tratto fra Chiusi e Valdichiana, dove un incidente, avvenuto intorno alle 8:30 in carreggiata nord, ha interrotto il traffico in entrambe le direzioni. Un Ducato con a bordo sette passeggeri ha sbandato a sinistra colpendo lo spartitraffico centrale costituito da new jeresey, immediatamente prima del chilometro 393+180, nel territorio del comune di Montepulciano. Le cause dello sbandamento sono in corso di accertamento, a seguito dell’urto contro la protezione, il furgone si è ribaltato sul suo fianco destro sfregando sull’asfalto, fino a fermarsi in corsia di emergenza. Nella successione degli urti e in particolare nella fase di sfregamento al suolo, cinque dei sette occupanti del veicolo hanno riportato lesioni. I due più gravi sono stati trasportati all’ospedale di Siena tramite eliambulanza. Il traffico sul posto è rimasto interrotto nella carreggiata Nord per consentire i soccorsi ai feriti e a tratti anche nell’opposta carreggiata durante le fasi di decollo e atterraggio.

A Sarteano invece, giovedì 22 agosto, dalla chiesa di San Lorenzo sono state rubate due corone d’oro. I manufatti, che sovrastavano i volti della Madonna e del Bambino, erano stati realizzati nel 1931, grazie all’oro donato dalle donne di Sarteano. Il quadro noto come Madonne dal Buonconsiglio, risale al 1761 ed è attribuito a Francesco Bonichi.

«Il furto – commenta don Fabrizio Ilari, parroco di Sarteano – ha colpito la sensibilità e il cuore dei sarteanesi, che due secoli fa hanno eletto la Madonna come celeste patrona della comunità e la cui devozione è ancora viva ai nostri tempi. Si rinnova ogni anno il 26 aprile con la festa del patrono che vede coinvolta l’intera comunità». Un episodio condannato anche dal sindaco di Sarteano Francesco Landi: «Si tratta di un atto grave, particolarmente offensivo, specie se guardiamo alla storia che sta dietro alla realizzazione delle due corone».

Sempre nella giornata di giovedì 22 agosto, la Polstrada ha sgominato un organizzazione che agiva da autunno 2012 e che tagliavano il velo dei camion per rubare la merce, lungo tutto l’autostrada A1, denominata la banda del “taglio del telo”. Dall’autunno 2012 aveva colpito vari autotrasportatori approfittando della loro sosta notturna nelle aree di servizio. Protagonisti della banda dieci italiani, tutti di origine napoletana, di età compresa tra 29 e 50 anni. Il capo era proprio il più giovane, l’ultimo ad essere stato arrestato dalla squadra di polizia giudiziaria della polstrada della Toscana e del commissariato di San Giovanni a Barra (Napoli). L’operazione, denominata ‘Re Magi’, ha permesso di ricostruire la tecnica usata dalla banda grazie alle indagini iniziate dalla stradale di Battifolle (Arezzo) dopo il furto di un carico di televisori, per decine di migliaia di euro, avvenuto nel parcheggio esterno del casello di Monte San Savino nell’autunno scorso. I furti, ciclicamente, si ripetevano lungo tutta la rete autostradale. Divisa in due gruppi la banda, come hanno scoperto gli agenti grazie anche a pedinamenti e intercettazioni telefoniche, aveva la sua sede a Napoli.
Gli autotrasportatori da colpire venivano scelti in base alla tipologia della merce che trasportavano, di tutti i tipi ma soprattutto facile da piazzare sul mercato, in particolare nel meridione. Nel corso delle indagini gli agenti hanno pedinato un camion che faceva da ”appoggio”: per percorrere pochi chilometri di autostrada impiegava molte ore. I primi cinque arresti erano stati fatti nell’aprile scorso dopo un furto di oltre 13 mila paia di calze da donna, per un valore di circa 20.000 euro, avvenuto nei pressi di Lazise, in provincia di Verona. Nei mesi scorsi la procura di Arezzo aveva emesso altre quattro ordinanze di custodia. Poi ieri, l’ultimo arresto, quello del capobanda, il 29enne residente a Napoli, che ha permesso di sgominare l’intera organizzazione criminale.

Infine l’ultimo fatto di cronaca accaduto in Valdichiana riguarda una comunità dedita al sesso e le indagini che si stanno svolgendo su essa. Dieci persone, nove donne più un uomo, adepte di una comunità a Montecchio di Cortona, in provincia di Arezzo, ridotte in stato di sudditanza psicologica e sottoposte a violenza sessuale: alcuni quotidiani riferiscono di un’inchiesta della Dda di Firenze che ha indagato il guru della ‘setta’, un ex-sacerdote della diocesi di Firenze, con un passato anche a Montespetoli, M.C., 68 anni di Empoli, più altre tre persone. L’ex-prete è accusato di riduzione in schiavitù e violenza sessuale. Stesse accuse per un ex-adepto, C.C., 34, di Siena, che si staccò dalla setta di M.C. per fondare un’altra comunità, con caratteristiche uguali. Accusati di ricettazione di denaro i due adepti rimasti con M.C., F.B., 56anni di Certaldo, e G.B., 62 anni di Foiano della Chiana. Il pm Angela Pietroiusti ha fatto notificare la chiusura delle indagini, portate avanti dalla squadra mobile di Firenze. Secondo il pm e gli investigatori, M.C., sospeso ‘a divinis’ nel 1985 e tornato allo stato laicale a fine anni ’80, nel tempo ha convinto un numeroso gruppo di persone a seguirlo per ”vivere un altro Cristianesimo” con cui le avrebbe liberate ”dal maligno” purché interrompessero qualsiasi relazione familiare, sociale e anche di lavoro, soggiacessero ai suoi desideri sessuali ed elargissero denaro: altrimenti avrebbero ”sofferto per tutta la vita” e rimanendo ”dannati per l’eternità”. La vicenda emerse già nel 2000 su denuncia di alcuni genitori, ma non vi fu seguito. M.C. peraltro nel 2001 fu anche indagato per la morte di un ragazzo di 19 anni di Vinci, ma finì prosciolto dal reato di istigazione al suicidio. Era il tre gennaio 2001 e il ragazzo, peraltro parente dell’ex-sacerdote, che si è sempre chiamato fuori dalla tragica vicenda, si sparò un colpo di fucile al volto.

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A1, grave incidente tra Valdichiana e Monte S.Savino

Come riportato dall’AGI, la mattina del 22 agosto è avvenuto un grave incidente sull’A1, tra la Valdichiana e Monte San Savino, che ha causato la morte di una persona e…

Come riportato dall’AGI, la mattina del 22 agosto è avvenuto un grave incidente sull’A1, tra la Valdichiana e Monte San Savino, che ha causato la morte di una persona e due feriti. L’incidente, avvenuto alle ore 6:30 all’altezza del km 377 dell’autostrada Milano-Napoli, in direzione Firenze, ha causato anche un blocco sull’A1 e il traffico a corsie ridotte per tutta la mattinata.

L’incidente ha coinvolto una sola auto, un’Alfa Romeo 147, che ha sbandato in corsia di sorpasso e ha coinvolto tutti i passeggeri. La vittima è una donna di 54 anni di Albenga, Caterina Vaccaro, mentre gli altri due passeggeri sono rimasti feriti. Il ferito più grave è il marito della donna, 58 anni, trasportato con l’elicottero Pegaso al policlinico Le Scotte di Siena; l’altro ferito, 55 anni, è stato invece trasportato con un’ambulanza all’ospedale San Donato di Arezzo. Illeso il cane che viaggiava a bordo della vettura, preso in carico dai veterinari della Usl8.

 

 

 

 

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Chiusi: disagi alla viabilità per frana vecchia di quasi un anno

La frana si trova lungo il tratto della SP 146 all’altezza di Querce al Pino, tratto questo sempre interessato da un grande traffico automobilistico in quanto collegamento verso il casello…

La frana si trova lungo il tratto della SP 146 all’altezza di Querce al Pino, tratto questo sempre interessato da un grande traffico automobilistico in quanto collegamento verso il casello autostradale in un senso e per l’Ospedale di Nottola nell’altro.
Il sindaco di Chiusi, Stefano Scaramelli, ha richiesto l’intervento urgente della Provincia di Siena, al fine di risolvere questo problema che si trascina da quasi un anno.

«Chiedo alla Provincia di Siena di intervenire quanto prima e completare i lavori sulla strada provinciale 146; – ha detto il primo cittadino – quel tratto di strada è uno snodo troppo importante non solo per il comune di Chiusi, ma per tutta la Valdichiana e per questo non sono più tollerabili dei ritardi. Pur comprendendo la difficoltà e la complessità dell’intervento è necessario ristabilire la normale viabilità».

La frana ha avuto origine l’anno scorso, dopo una violenta alluvione, e da allora la viabilità del tratto è regolata da semafori provvisori che alternano il passaggio delle auto sull’unica corsia agibile. A causa del maggiore afflusso automobilistico causato dalla stagione estiva, nell’ultimo periodo questo tratto della SP 146 è stato interessato da numerose code e ingorghi, che hanno raggiunto anche la rotonda di collegamento con Cetona o persino il bivio di Giovancorso, il quale dista almeno 3 km dai lavori.

«Negli ultimi giorni – dichiara Scaramelli – ho potuto constatare anche con i miei occhi i grandi disagi al traffico dovuti a questa situazione e sono state anche tante le sollecitazioni, a mezzo del social network facebook, di cittadini ed imprenditori ad intervenire. Sono a conoscenza che i tecnici della Provincia hanno fatto sopralluoghi e sono in corso studi progettuali e sono a conoscenza anche del fatto che recentemente la questione è stata oggetto di un’interrogazione da parte del vicepresidente della Provincia in consiglio provinciale; ma tutto questo non può bastare, nonostante la complessità, il tratto di strada interessato dalla frana ha una valenza strategica troppo importante e per questo chiedo alla Provincia di considerare l’intervento come prioritario e di poter iniziare i lavori almeno per la fine di agosto. Allo stesso tempo è necessario e prioritario intervenire quanto prima anche per mettere in sicurezza il crinale di terra che sovrasta la cosidetta curva dell’esse verso la stazione di Chiusi. Il Comune offrirà tutto il supporto possibile, ma è necessario risolvere questi problemi che ormai la nostra Città aspetta da un anno».

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