La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Categoria: Turismo

Il Lago di Montepulciano

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti della Valdichiana senese, tra gli angoli più nascosti e le eccellenze di fama internazionale. Non poteva mancare un appuntamento dedicato…

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti della Valdichiana senese, tra gli angoli più nascosti e le eccellenze di fama internazionale. Non poteva mancare un appuntamento dedicato al Lago di Montepulciano, residuo della grande palude che un tempo caratterizzava la Valdichiana.

Il Lago di Montepulciano è un bacino lacustre formato dal Canale Maestro della Chiana, unico immissario ed emissario; situato a poca distanza dal Lago di Chiusi e dal Lago Trasimeno, le sue sponde meridionali segnano il confine tra la Toscana e l’Umbria. Lo specchio d’acqua porta la testimonianza di una storia millenaria: la palude ebbe infatti origine dal mare pliocenico che invase la depressione della Valdichiana fino a mezzo milione di anni fa. Nell’area sono stati rinvenuti reperti fossili di mamut, ippopotami e cervi che testimoniano la grande dimensione del bacino lacustre; quando la Toscana meridionale venne interessata dal sollevamento causato dagli episodi vulcanici del Monte Amiata, la valle divenne fluviale e diede origine al fiume Clanis. La deviazione delle sue acque tra il fiume Tevere e il fiume Arno hanno caratterizzato l’impaludamento secolare di queste terre, della cui bonifica il Lago di Montepulciano è testimone.

Oltre alla sua importanza storica, il Lago di Montepulciano rappresenta anche una delle più importanti zone umide dell’Italia centrale ed è un’area naturale protetta fin dal 1996, quando venne investita del titolo di Riserva Naturale dalla Regione Toscana, assieme ad alcuni terreni agricoli adiacenti e parte del Canale Maestro della Chiana. La Riserva Naturale copre circa 300 ettari, nella parte meridionale del Comune di Montepulciano.

lago di montepulciano

La protezione dell’area naturale e il percorso di valorizzazione dura da oltre vent’anni. Già nel 1989 il Come di Montepulciano e la Provincia di Siena avevano affidato l’area in gestione alla LIPU, rendendola un’Oasi Naturale. Con la nascita della vera e propria Riserva Naturale c’è stato poi un tentativo di riassetto e di rilancio dell’area protetta, la cui gestione è stata affidata all’Associazione Amici del Lago di Montepulciano.

Gli appassionati di birdwatching conoscono bene questo lago, poiché si tratta di un importante punto di sosta per l’avifauna che migra dai paesi africani verso l’Europa. All’interno della Riserva Naturale sono presenti numerose specie di uccelli, che la utilizzano per lo svernamento e per la nidificazione. Da non trascurare neppure la pesca, poiché all’interno delle acque lacustri sono presenti specie originarie quali l’anguilla, il cavedano e lo spinarello, e specie introdotte come il luccio, la carpa e la tinca. Intere generazioni chianine hanno pescato in queste acque, mentre i mezzadri coltivavano i terreni agricoli circostanti.

Il Centro Visite “La Casetta” della Riserva Naturale Lago di Montepulciano, situato in prossimità del lago e dei sentieri che lo circondano, è facilmente raggiungibile sia da Acquaviva che da Valiano. All’interno del centro è possibile trovare materiale didattico e informativo sul territorio, oltre a un museo che raccoglie oggetti e reperti ritrovati negli insediamenti dei dintorni. È presente anche una sala convegni in cui vengono ospitate mostre, seminari, workshop e una serie continua di eventi durante tutto l’anno, oltre a un punto ristoro e a un ampio parcheggio attrezzato anche per i camper.

Al Centro Visite è possibile prenotare escursioni guidate sui sentieri ed escursioni in battello, per godere appieno dell’area naturale. Il sentiero che attraversa parte del canneto termina con una torretta d’avvistamento, oltre a confinare con il Sentiero della Bonifica, itinerario ciclopedonale che percorre tutta la Valdichiana dalla Chiusa dei Monaci di Arezzo a Chiusi Scalo. Che siate appassionati di birdwatching, amanti delle aree naturali protette o semplicemente dei turisti alla ricerca di un posto tranquillo in cui riassaporare il ricordo dell’antica palude della Valdichiana, il Lago di Montepulciano è sicuramente una tappa obbligata.

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The Thermal Baths of Chianciano

In our journey through Valdichiana, today we stop in Chianciano, which owes much of its fame to the thermal waters, still appreciated for their therapeutic properties by hundreds of visitors….

In our journey through Valdichiana, today we stop in Chianciano, which owes much of its fame to the thermal waters, still appreciated for their therapeutic properties by hundreds of visitors.

The history of the Thermal Baths of Chianciano has its roots during Etruscan times. The ancient inhabitants of Etruria and the King Porsenna had already occupied the area with residential areas around Chiusi and Monte Cetona. The Romans as well knew the beneficial properties of mineral waters, which led to the construction of shrines dedicated to the divinities of water, including the Temple of Fucoli. The thermal waters were considered magical, with powers of healing, and for this reason were protected by following civilizations in the area, up to the present. The Thermal Baths of Chianciano, originally called “Fontes Clusinae“, had their own station on the Via Cassia, between Arezzo and Chiusi, dating back to the Roman Empire.

The importance of the Thermal Baths of Chianciano does not decrease even during the Middle Age, when they were occupied by the Goths and Longobards. The name of Chianciano clearly appears in 1171 A.D., through a deed of donation, together with “Acqua Santa and Sellene”; while a document dated 1287 A.D. confirms the presence of citizens which deal with the maintenance of the Thermal Baths of Chianciano. In 1349 A.D. the town passes under the protection of Siena, after many years of struggles against Montepulciano and Orvieto, and even in the following centuries there are frequent references to the healing properties of its thermal waters. A legend says that even St. Agnese Segni did several miracles in the Thermal Baths of Chianciano, and the pagan name of Bagno Grande di Sellene is called “Acqua Santa” (Holy Water).

The real spas were built by a private company (led by Angelo Banti), that was allowed, by the town of Chianciano Terme, to use the Thermal Baths; the building process was started in the ‘20s, with neo-classical style establishments, and the opening of new sources and a plant for bottling. Some structures were torn down after a town plan in the ‘40s, which returned the thermal baths to the State property. The projects of the establishments in a fresher and more modern version, done by architects Loreti and Marchi, built thermak parks and a Hall, as well as the creation of the Institute of Biological and Chemical Research, to undertake research on the water and its therapeutic properties, and on the correct application of therapies.

As a result of these studies, the waters of the Thermal Baths of Chianciano were divided into five types, which have several beneficial effects on organisms:

Acqua Santa and Acqua Fucoli: they have to be drinked as they pour from the sources, good for the liver and the gastrointestinal tract;

Acqua Santissima: used for inhalations against diseases of the breathing apparatus;

Acqua Sillene: used for mud baths, thermal baths and cosmetic products;

Acqua Sant’Elena: a water with low mineral content, for the treatment of diseases of the kidneys and gastrointestinal tract;

Thanks to the therapeutic properties of its thermal waters, throughout the 20th century, Chianciano has been a significant tourist attraction. The organization of the spa and a world-class healthcare management have led to an urban and structural continuity between the old town and the modern spa area, represented by the great Viale della Libertà, lined with hotels, pensions and villas.

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Le Terme di Chianciano

Nel nostro viaggio tra i luoghi d’interesse nel territorio della Valdichiana senese ci fermiamo oggi a Chianciano, che deve gran parte della sua fama alle acque termali, ancora oggi apprezzate…

Nel nostro viaggio tra i luoghi d’interesse nel territorio della Valdichiana senese ci fermiamo oggi a Chianciano, che deve gran parte della sua fama alle acque termali, ancora oggi apprezzate per le loro proprietà terapeutiche da centinaia di visitatori.

La storia delle Terme di Chianciano affonda le sue radici nell’epoca etrusca. Già gli antichi abitanti dell’Etruria e il Re Porsenna avevano infatti occupato la zona con dei centri abitati attorno a Chiusi e al monte Cetona. Anche i Romani conoscevano le proprietà benefiche delle acque minerali, che portarono alla costruzione di santuari dedicati alle divinità delle acque, tra cui il Tempio dei Fucoli. Le acque termali erano considerate magiche, dotate di poteri di guarigione, e per questo motivo furono oggetto di protezione da parte di tutte le civiltà che si sono succedute nella zona fino ai giorni nostra. Le Terme di Chianciano, anticamente chiamate “Fontes Clusinae”, erano dotate anche di una propria stazione sulla via Cassia, tra Arezzo e Chiusi, risalente all’Impero Romano.

L’importanza delle Terme di Chianciano non diminuisce neppure in epoca medievale, quando furono occupate dai Goti e dai Longobardi. Il nome di Chianciano appare chiaramente nel 1171 attraverso un atto di donazione, assieme ad “Acqua Santa e Sellena”, mentre un documento del 1287 conferma la presenza di cittadini che si occupano della manutenzione delle Terme di Chianciano. Nel 1349 la cittadina passa sotto la protezione di Siena, dopo molti anni di lotte con Montepulciano e Orvieto, e anche nei secoli successivi sono frequenti i richiami alle proprietà curative delle sue acque termali. La leggenda racconta che anche Sant’Agnese Segni operò diversi miracoli nelle Terme di Chianciano, tanto che il nome pagano del Bagno Grande di Sellene venne cambiato in “Acqua Santa”.

terme di chianciano

I veri e propri stabilimenti termali furono opera di una società privata che prese in concessione dal Comune di Chianciano l’utilizzo delle terme, guidata da Angelo Banti; le costruzioni avvennero negli anni ’20, attraverso stabilimenti di stile neoclassico, l’apertura di nuove fonti e di uno stabilimento per l’imbottigliamento. Alcune strutture furono abbattute dopo il piano regolatore del 1940, che fece ritornare le terme di proprietà del demanio; i progetti degli stabilimenti nella versione moderna, opera degli architetti Loreti e Marchi, hanno portato alla costruzione di parchi termali e del Salone delle Feste, oltre alla creazione dell’Istituto di Ricerche Biologiche e Chimiche, per effettuare ricerche sulle acque, sulle proprietà terapeutiche e sulla corretta applicazioni delle terapie.

In seguito a tali studi, le acque delle Terme di Chianciano sono state suddivise in cinque tipologie, che hanno diversi effetti benefici sugli organismi:

  • Acqua Santa e Acqua Fucoli: da bere appena sgorgate dalle fonti, per il benessere del fegato e dell’apparato gastrointestinale
  • Acqua Santissima: utilizzata per inalazioni e insufflazioni contro le patologie delle prime vie respiratorie
  • Acqua Sillene: utilizzata per i fanghi, i bagni termali e i prodotti di cosmetica
  • Acqua Sant’Elena: acqua oligominerale, per la cura delle malattie dei reni e dell’apparato gastrointestinale

Grazie alle proprietà terapeutiche delle sue acque termali, per tutto il XX secolo Chianciano ha goduto di una notevole attrattiva turistica. L’organizzazione del centro termale e di una direzione sanitaria di livello internazionale hanno portato a una continuità urbanistica e strutturale tra l’antico nucleo abitato e la moderna zona termale, rappresentata dal grande Viale della Libertà, costeggiato da alberghi, pensioni e ville.

 

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The burg of Farnetella

The Valdichiana has large territorial municipalities with more than 10,000 inhabitants, but also some peculiar burgs that might go unnoticed by tourists or even by citizens themselves. In our journey…

The Valdichiana has large territorial municipalities with more than 10,000 inhabitants, but also some peculiar burgs that might go unnoticed by tourists or even by citizens themselves. In our journey through the places of interest of the Valdichiana, today it’s the turn of Farnetella, close to Sinalunga, Scrofiano, Rigomagno.

Farnetella is a small burg that still keeps the fascinating medieval features – and it’s 419 m above sea level. It is structured around a castle with four parallel burgs and four main streets – and it there are only 140 inhabitants. Around the village traces of the walls can be seen, as well as a semicircular defensive tower. Farnetella centre is San Giovanni Square (Piazza San Giovanni) and Farnia Square (Piazza Farnia). The English oak, a part of the Oaks family, is the symbol of the burg and it’s likely that this was the origin of the name of Farnetella.

Farnetella origins can be traced back to the 6th century. The first document dates back to 1175 A.D., with whom Siena ordered the Scialenga Counts to return Farnetella castle to the Barotti Counts – an evidence of the antiquity of the village, it’s probably earlier than Rigomagno. It was during that period, that the Valdichiana was affected by the splitting of great noble families and it was affected by the construction of many castles and residences, which can be traced back to the origin of Farnetella.

The Castle of Farnetella was built on a hill called Castelvecchio and it was a noble possession together with San Gimignanello, Montalceto and Castiglioni, near Rapolano; These lands were owned first by Barotti Family, later by Cacciaconti Family. In 1271 A.D. Farnetella was accused of treason by the Republic of Siena, for hosting some Ghibellines: according to the law, the castle was burned to the ground by the troops of Camollia. The pleas of innocence on the part of the inhabitants of Farnetella were so persistent that, in 1295 A.D., Siena allowed them to return to live in the reconstructed court a hundred meters further downstream.

The alleged treason was not the only dramatic moment for Farnetella: in 1324 A.D. the rebellious Guccio Tolomei sacked it and burned it down. The inhabitants were forced to rebuild the village and provide the burg with wider walls which allowed it to resist, in 1554 A.D., the assault by a contingent of Charles V’s army. Farnetella remained an independent municipality for a long time, but at the end of the 18th century it was annexed by the nearby municipality of Sinalunga.

The current appearance of Farnetella is due to Adolfo Ferrari, owner of the estate in the 19th century. In December 1889 began the construction of a large residential building for richer visitors – however, it remained incomplete; the Villa and the main body of the castle still characterize the appearance of the entire burg. There are still preserved frescoes, antique furniture and a wooden dining room inside of them, done by sculptor Giovanni Sammicheli.

For a list of owners and other historical curiosities, please visit Farnetella website.

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La frazione di Farnetella

Il viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana senese ci porta oggi a visitare la frazione di Farnetella nel comune di Sinalunga.

La Valdichiana senese può vantare comuni di notevoli dimensioni territoriali con oltre diecimila abitanti, ma anche alcuni piccoli borghi caratteristici che rischiano di passare inosservati dai turisti di passaggio o addirittura dagli abitanti. Nel nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana ci fermiamo oggi nella frazione di Farnetella, situata poca distanza da Sinalunga, tra Scrofiano e Rigomagno.

Farnetella è un piccolo borgo che mantiene le affascinanti caratteristiche medievali, posto a 419 metri sul livello del mare. È strutturato attorno a un castello con quattro borghi paralleli e quattro strade principali, che conta appena 140 abitanti. Attorno al borgo si possono notare le tracce della cinta muraria e di una torre difensiva a pianta semicircolare. Il centro di Farnetella è rappresentato da Piazza San Giovanni e Piazza Farnia. Proprio la farnia, un albero della famiglia delle querce, è il simbolo della frazione e la probabile origine del suo nome.

farnetella

Farnetella – Chiesa di San Giovanni Battista

Le origini di Farnetella possono essere fatte risalire al VI secolo. Il primo documento risale al 1175, con il quale Siena ordinava ai conti della Scialenga la restituzione del castello di Farnetella ai conti Barotti, segno evidente dell’antichità del borgo, probabilmente precedente a Rigomagno. Fu infatti in quel periodo che la Valdichiana venne interessata dal frazionamento delle grandi famiglie nobiliari e dalla costruzione di numerosi castelli e residenze, a cui si può far risalire anche l’origine della frazione di Farnetella.

Il castello di Farnetella sorge sul poggio denominato Castelvecchio e formava un unico possedimento nobiliare assieme a San Gimignanello, Montalceto e Castiglioni, nei pressi di Rapolano; tali possedimenti furono dapprima proprietà dei nobili Barotti, successivamente dai Cacciaconti. Nel 1271 Farnetella venne accusata di tradimento da parte della Repubblica di Siena per aver ospitato dei ghibellini: seguendo le leggi in vigore, il castello venne raso al suolo da parte delle truppe Senesi del Terzo di Camollia. Le suppliche di innocenza da parte degli abitanti di Farnetella furono però tali che, nel 1295, Siena concesse di tornare ad abitare nella corte ricostruita un centinaio di metri più a valle.

Il presunto tradimento non fu l’unico momento drammatico per Farnetella: nel 1324 il ribelle Guccio Tolomei la saccheggiò e la diede alle fiamme. Gli abitanti furono costretti a ricostruire il borgo e dotarlo di una cerchia muraria più ampia, che consentì di resistere, nel 1554, all’assalto di un distaccamento dell’esercito di Carlo V. Farnetella rimase a lungo un comune indipendente, ma alla fine del XVIII secolo venne annessa al vicino comune di Sinalunga.

L’attuale fisionomia della frazione di Farnetella si deve ad Adolfo Ferrari, proprietario della tenuta nel XIX secolo. Nel dicembre del 1889 iniziarono i lavori di una grande costruzione residenziale per il soggiorno dei visitatori più ricchi, rimasto però incompleto; la villetta e il corpo centrale del castello caratterizzano tuttora l’aspetto dell’intera frazione. Al loro interno sono conservati affreschi, mobili antichi e l’apparato in legno della sala da pranzo, a opera dello scultore senese Giovanni Sammicheli.

Per un elenco dei proprietari di e altre curiosità storiche, potete visitare il sito web dedicato alla frazione di Farnetella.

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The Burg of Montefollonico

Let’s continue our travel across Valdichiana main places of interest, by paying close attention to castles and burgs. Today is the turn of Montefollonico, a small burg in the municipality…

Let’s continue our travel across Valdichiana main places of interest, by paying close attention to castles and burgs. Today is the turn of Montefollonico, a small burg in the municipality of Torrita, on the border between Valdichiana and Valdorcia.

Montefollonico rises up on the top of a hill, a few kilometers away from Torrita di Siena: it’s a striking burg made of stone, inhabited by 500 people, and it can be easily reached from Montepulciano and from Pienza. As you can see on the signs, Montefollonico has the orange flag, that proves it’s a quality tourist hub and a quality environmental place. This flag is given by the Italian Touring Club: as a matter of fact, the burg stands out for its well preserved old town centre, made of narrow and contorted streets which twist and turn among Medieval buildings. It also offers high quality food services and it has a rich network of roads, in order to enjoy the landscape.

The history of Montefollonico is very old. Thanks to the finding of some tools in a place called “Il Tondo”, the presence of the Neanderthals is confirmed, around 60.000 years ago. Moreover, there are some traces and signs from around the Etruscan and Roman age. The true developement of the burg had place after 1.000 A.D., thanks to the foundation of the parish church by the Cistercian monks; the monks were dedicated to fulling wool (hence “fullones” in Latin, which was kept in the etymology of Montefollonico).

The strategic position of the fortified burg was used in 13th century by the Republic of Siena, as an outpost against Montepulciano, allied with Florence. This was a prosperous period for the burg and most of the buildings – still there nowadays – go back to that period. Its independence last until 1552 A.D., when it capitulated to the Spanish imperial army, and then it passed into the possession of House of Medici two years later.

The walls of Montefollonico are a distinctive feature of the burg: they are well preserved and there still is a castle and many towers. The tree gateways, which give access to the old town centre, are still clearly visible: they are called Porta a Follonica, Porta del Triano and Porta del Pianello. Inside the burg there are the Church of St. Leonard and the cloister of Saint Mary, which go back to 12th century, in addition to the early Christian church of St. Bartholomew, that goes back to 7th century. Another interesting place is the natural park called “Il Tondo”, on the top of the hill, near Montefollonico, made of cypresses and holm oaks set out circularly.

One of the main reasons why visiting Montefollonico is the tradition of the Vin Santo. It’s also knows as the “Burg of the Vin Santo”, the sweet white wine matched with the Tuscan specialty of the cantucci (almond biscuits). The production of the Vin Santo in Montefollonico is not limited to agricultural businessmen, but it’s also made by amateurs who inherited the typical techniques to be able to produce that sweet white wine in their basements. This tradition is celebrated every December in the event called “Would you like a bit of Vin Santo?”, related to hospitality towards the tourists.

To sum up: Montefollonico is not only suggested to tourists, for it’s an interesting place for its venues, or it’s a cool place where to spend an afternoon, maybe in its old town centre, or walking through the paths of the natural park. You can still breathe a very Medieval atmosphere within its walls!

 

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The Castle of Sarteano

During our journey throughout Valdichiana’s hamlets and fortresses, we couldn’t miss the beautiful Castle of Sarteano, a location of great touristic value, also famous for hosting important events and festivals….

During our journey throughout Valdichiana’s hamlets and fortresses, we couldn’t miss the beautiful Castle of Sarteano, a location of great touristic value, also famous for hosting important events and festivals.

Both the castle and the hamlet of Sarteano maintain their medieval appearance: the town is built around the base of the fortress which, from the top of the hill, grants a wide view on all the surrounding territories. The castle is built on a massive travertine boulder and it is surrounded by a park of centuries-old holm oaks.

From the keep of the castle it is possible to admire the whole Valdichiana, the mount Cetona and the lakes of Chiusi and Montepulciano.

It is a fundamental landmark to anyone who intends to visit Sarteano, because of its incredible panoramic view.

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The castle of Sarteano is also an interesting location for all those who are into medieval history, since the extremely good conditions of its structure.  For example, it is possible to admire a whole branch of the city walls, built by the Republic of Siena, embracing the central keep and two round-based towers. The drawbridge, that leans above the ruins of the ancient moat, is also fully intact; the iron door bears the crests of the families of the captains who lived in the keep.

Through a secret spiral staircase it was possible to reach the basement, from which it was possible to access some etruscan subterranean vaults, which represented a way of escape to the country in case of siege.

Sieges represented the most important part of the history of this castle: the fortress held a fundamental defensive function. Many failed siege attempts have been recorded, such as the sieges conducted by Ladislao of Naples in 1409, by the troops  of the fortune captain Giacomo Piccinino in 1455, Cesare Borgia’s attempt in 1503 and the siege perpetrated by the spanish army in 1552. Thanks to the thickness of its walls ( about 7 metres), the total lack of windows and a secondary drawbridge to reach the first floor, the castle was considered unconquerable. It had to surrender only in 1555, to the troops of the Maragliano Marquise, after the fall of the Republic of Siena.

The history of the castle of Sarteano is millenary: we can read about it in documents dated 1038, when it was used as an administrative center for the stipulation of deeds, donations and assignments. In the beginning it was ruled by the Counts of Manenti, but because of its strategic value on the limit between Orvieto and Perugia, both the castle and the hamlet of Sarteano joined Siena in 1379.

The modern appearance of the castle is due to a restoration occurred in 1469 by the hands of Siena, which made it more suitable to host military garrisons and to allow defensive patrols up to the lateral towers.

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When its property passed to the Medici family, the military function of the castle slowly decayed.
In 1617, Grand Duke Cosimo II gave it as a gift to Brandimarte Fanelli, in perpetual property to him and to all his male descendants. The Fanelli family owned the structure up to 1997, year of its acquisition by the city of Sarteano.

After a long restoration intervention, the Castle of Sarteano has been opened to the public in 2004, and it is mostly used as a location to host cultural and food related events, which usually involve the whole hamlet. For example, it recently hosted a representation of Shakespeare’s play “The Tempest”, or the medieval fantasy festival “Civitas Infernalis”.

Due to the integrity of its structure and to the memories of the ancient sieges recalled by the fortifications, the Castle of Sarteano is a recommended landmark to visit, not only for medieval enthusiasts. It is also well advised a visit to the hamlet, because of  the many events and festival that may interest both tourists and residents during the whole year.

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Il Castello di Sarteano

Nel nostro viaggio tra i borghi e le fortezze della Valdichiana senese, non poteva mancare un appuntamento dedicato al Castello di Sarteano, che domina la cittadina ed è tuttora teatro…

Nel nostro viaggio tra i borghi e le fortezze della Valdichiana senese, non poteva mancare un appuntamento dedicato al Castello di Sarteano, che domina la cittadina ed è tuttora teatro di visite, manifestazioni e importanti eventi.

Sia il castello che il borgo di Sarteano mantengono un aspetto medievale: la cittadina si sviluppa infatti attorno e ai piedi della rocca, che dalla sommità della collina può spaziare lo sguardo su tutti i territori circostanti. Il castello è costruito su di un poderoso masso roccioso di travertino e circondato da un parco di lecci secolari. Dal mastio centrale del castello si può osservare la Valdichiana, il Monte Cetona, il lago di Chiusi e il lago di Montepulciano. Si tratta quindi di una tappa obbligata durante le visite al borgo di Sarteano, per via della sua invidiabile posizione panoramica.

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Il castello di Sarteano è anche un luogo di interesse per tutti gli appassionati di storia e di medioevo, grazie all’integrità delle sue antiche strutture. Si può osservare una delle cinte murarie che abbraccia il mastio centrale e due torrioni circolari, edificata dalla Repubblica di Siena. È ancora presente il ponte levatoio che sovrasta i resti dell’antico fossato e il portone in ferro con gli stemmi delle famiglie dei capitani che hanno abitato il cassero. Attraverso una scala a chiocciola segreta si poteva raggiungere il seminterrato dall’ultimo piano del castello, da cui era possibile accedere ad alcuni sotterranei d’età etrusca, che offrivano una via di fuga verso la campagna in caso di assedio.

Sono proprio gli assedi a costituire la parte più importante della storia di questo castello: la rocca aveva una funzione difensiva fondamentale. Si registrano numerosi tentativi di assedi falliti, tra cui quello tra cui quello di Ladislao di Napoli nel 1409, le truppe del capitano di ventura Giacomo Piccinino nel 1455, il tentativo di Cesare Borgia nel 1503 e quello dell’esercito spagnolo nel 1552. Grazie a uno spessore delle mura di circa sette metri, la totale assenza di finestre e un secondo ponte levatoio per accedere al primo piano, il castello era considerato inespugnabile. Si arrese solamente alle truppe imperiali del Marchese di Maragliano nel 1555, dopo la caduta della Repubblica di Siena.

La storia del castello di Sarteano è millenaria: le prime notizie che possediamo risalgono al 1038, periodo in cui veniva utilizzato come centro amministrativo per stipulare atti, donazioni e cessioni. Inizialmente era dominato dai Conti Manenti, ma per via della sua importanza strategica sul confine con Orvieto e Perugia, sia il castello che il borgo di Sarteano si unirono a Siena nel 1379. L’aspetto attuale del castello deriva dalla ristrutturazione operata dai senesi nel 1469, adattandolo ad ospitare più guarnigioni militari e a consentire ronde difensive fino ai torrioni laterali.

CastelloSarteano1Con il passaggio al dominio dei Medici, la funzione militare del castello andò rapidamente scomparendo. Nel 1617 il Granduca Cosimo II lo donò in proprietà perpetua a Brandimarte Fanelli e a tutti i suoi discendenti in linea mascolina. La famiglia Fanelli rimase proprietaria della struttura fino al 1997, anno in cui venne acquistato dal Comune di Sarteano.

Dopo lunghi interventi di restauro, il Castello di Sarteano è stato aperto al pubblico nel 2004; per informazioni su visite guidate e tariffe potete consultare il sito web di Clanis Service, la cooperativa che gestisce i servizi della struttura.

Attualmente il castello di Sarteano e il parco circostante vengono utilizzati sia per visite turistiche che per eventi culturali ed enogastronomici, che coinvolgono l’intero borgo. Per esempio la rappresentazione teatrale de “La Tempesta” di Shakespeare, o la manifestazione “Civitas Infernalis” dedicata al medioevo fantastico.

Per concludere: grazie alla sua struttura integra e alle fortificazioni che ricordano ancora gli antichi assedi, il castello di Sarteano è una tappa consigliata, non soltanto per gli amanti del medioevo. Obbligata poi la visita al borgo, dal momento che questa cittadina della Valdichiana senese è ricca di eventi e manifestazioni dedicate a turisti e a residenti, non soltanto durante il periodo estivo.

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Il borgo di Montefollonico

Proseguiamo il nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana senese, con una particolare predilezione per borghi e castelli. Oggi è il turno di Montefollonico, piccolo borgo del comune di…

Proseguiamo il nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana senese, con una particolare predilezione per borghi e castelli. Oggi è il turno di Montefollonico, piccolo borgo del comune di Torrita, situato al confine tra la Valdichiana e la Valdorcia.

Montefollonico sorge sulla cima di un colle a pochi chilometri da Torrita di Siena: è un suggestivo borgo in pietra di circa 500 anime ed è facilmente raggiungibile anche da Montepulciano e da Pienza. Come potrete constatare dai cartelloni, Montefollonico può vantare la bandiera arancione, un marchio di qualità turistica e ambientale conferito dal Touring Club Italiano: il borgo infatti si contraddistingue per un centro storico armonico e ben conservato, con vie strette e contorte che si snodano tra abitazioni ed edifici di epoca medievale. Offre inoltre servizi ricettivi e di ristorazione di alta qualità, oltre a una ricca rete di sentieri per godere del paesaggio.

La storia di Montefollonico è molto antica. Il ritrovamento di alcuni utensili nella località “Il Tondo” permettono di confermare la presenza nella zona degli uomini di Neanderthal, più di 60.000 anni fa. Inoltre, sono presenti tracce di epoca etrusca e romana. Il vero sviluppo del borgo è avvenuto dopo l’anno mille, in epoca medievale, grazie alla fondazione della pieve di San Leonardo da parte dei monaci cistercensi; i monaci si dedicavano alla follatura della lana, da cui il nome latino “fullones”, che poi è rimasto nell’etimologia di Montefollonico.

La posizione strategica del borgo fortificato venne utilizzata nel XIII secolo dalla Repubblica di Siena come avamposto contro Montepulciano, alleato di Firenze. Fu questo un periodo di grande prosperità per il borgo e gran parte degli edifici attualmente presenti risalgono a questa epoca. La sua indipendenza durò fino al 1552, quando si arrese contro l’esercito imperiale spagnolo, fino a passare sotto il dominio fiorentino dei Medici due anni più tardi.

Le mura di Montefollonico sono un segno distintivo del borgo: sono infatti ben conservate e presentano ancora il castello e molte torri. Sono ancora ben visibili le tre porte che danno accesso al centro storico: porta a Follonica, porta del Triano e porta del Pianello. All’interno del borgo sono presenti anche la chiesa di San Leonardo e il monastero di Santa Maria, risalenti al XII secolo, oltre alla chiesa di San Bartolomeo Paleocristiana, risalente al VII secolo. Grande interesse riveste poi il parco naturale “Il Tondo”, situato in cima al colle, nei pressi di Montefollonico, contraddistinto da un bosco di cipressi e lecci disposti in maniera circolare.

Montefollonico

Uno dei motivi principali per cui visitare Montefollonico è anche la lunga tradizione del Vin Santo. È infatti conosciuto con il nome di “Borgo del Vin Santo”, il vino liquoroso che si abbina alla specialità toscana dei cantucci. La produzione del Vin Santo a Montefollonico non è limitata soltanto agli imprenditori agricoli, ma anche a tanti artigiani amatoriali che hanno ereditato le tecniche tradizionali e tuttora producono il vino liquoroso nelle loro cantine. Questa tradizione viene celebrata ogni dicembre attraverso la kermesse “Lo gradireste un goccio di Vin Santo?”, legata al tema dell’ospitalità e dell’accoglienza turistica.

Per concludere: Montefollonico non è indicato solamente ai turisti, ma è una località degna di interesse anche per i locali, magari per passare un pomeriggio nel centro storico e tra i sentieri del parco naturale. All’interno delle sue mura si respira ancora l’atmosfera del Medioevo!

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The Fighine Castle in San Casciano

Our journey through the most interesting locations of Valdichiana goes on: the hidden pearls everyone should know about, that every tourist should visit! Today we’ll talk about the Fighine castle,…

Our journey through the most interesting locations of Valdichiana goes on: the hidden pearls everyone should know about, that every tourist should visit!

Today we’ll talk about the Fighine castle, in the municipality of San Casciano dei Bagni.

The Fighine castle overlooks its old town, which bears the same name. It sits on the top of a hill, on the boundary between Valdichiana and the Paglia valley, from which it is possible to admire both. To reach the castle, a visitor should exit route SS321 and follow a white road that runs in the proximity of Piazze, following the signs from Cetona or San Casciano dei Bagni. Because of its height of 650mt above sea level, Fighine holds a strategic position on the surrounding territory.

The origins of the castle lie in the medieval age: the first datas has been found in a document from 1058, related to the Pieve di Santa Maria de Fighine, among the properties of the noble longobard Gottifredo.

The first confirmed informations came from the Visconti family of Campiglia d’Orcia, at the time feudatory of San Casciano dei Bagni: emperor Frederick of Swabia granted Tancredi Visconti the ownership of the Fighine castle through an edict in 1266.

But Fighine’s history has been rich of highly charged moments, because of its strategic position on the limits of the senese Valdichiana. For at least two centuries, the castle was the target of disputes between the local aristocracy, captains of fortune and warlords who came from Cortona seeking for a base to their war operations.

The so longed peace came in Fighine in 1446, when its property passes to the Republic of Siena, and later to the Grand Duchy of Tuscany. The end of the wartime and long centuries of quiet caused the decay of Fighine’s strategic relevance, but at the same time they allowed its slow reconversion, leaving the medieval fortification purpose in the past.

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The Fighine castle is, at the moment, a wonderful structure with a quadrangular base, delimited by four towers: the torre vecchia, the torre maestra, the torre mezza tonda and the torre saracinesca. The defense walls, spaced out by small round towes, start from the castle and surround the whole town. A section of the walls has been used as apse by the Church of St. Michael Archangel, in which are kept painting of saints belonging to the schools of Orvieto and Florence from 18th Century.

Walking around Fighine is like dipping into the past: ruins, war fortifications, balconies and defense towers. The war time is long forgotten and the castle stands now as a beautiful and suggestive touristic location.

The Fighine castle now serves mostly as a touristic attraction, and this allowed to reconvert part of it into accomodating structures, used both by foreigners and local people. The Church of St. Michael Archangel is used to celebrate weddings in the fascinating medieval frame of the town.

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San Casciano: Il Castello di Fighine

Continua il viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti del nostro territorio: gli angoli della Valdichiana senese e i paesaggi che tutti i turisti dovrebbero visitare, e che tutti i…

Continua il viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti del nostro territorio: gli angoli della Valdichiana senese e i paesaggi che tutti i turisti dovrebbero visitare, e che tutti i residenti dovrebbero conoscere! Oggi vi parliamo del castello di Fighine, nel comune di San Casciano dei Bagni.

Il castello di Fighine domina il caratteristico borgo che porta lo stesso nome. Si trova in cima a una collina, situata al confine tra la Valdichiana e la valle del Paglia, dalla cui cima è possibile godere di entrambi i paesaggi. Per raggiungerlo, è necessario uscire dalla SS321 e seguire una strada sterrata, nelle vicinanze di Piazze, seguendo le indicazioni stradali da Cetona o da San Casciano dei Bagni. Grazie ai suoi circa 650 metri di altitudine, Fighine può vantare una posizione strategica su tutto il territorio circostante.

Le origini del castello di Fighine risalgono al medioevo: le prime citazioni si possono trovare in un documento datato 1058, in relazione alla Pieve di Santa Maria de Fighine, del nobile longobardo Gottifredo. Le prime notizie certe si devono alla famiglia Visconti di Campiglia d’Orcia, che fu feudataria di San Casciano dei Bagni: l’imperatore Federico di Svevia concesse a Tancredi Visconti il possesso del castello di Fighine, attraverso un editto del 1266. Ma la storia di Fighine è costellata di momenti tesi, in virtù della sua posizione strategica ai confini della Valdichiana senese. Per almeno due secoli il castello fu oggetto di contese tra i nobili locali, capitani di ventura e condottieri giunti da Cortona, alla ricerca di una base per le loro operazioni belliche.

La tanto agognata pace per il castello di Fighine arriva nel 1446, quando la proprietà passa alla Repubblica di Siena e successivamente al Granducato di Toscana. La fine del periodo bellico e i lunghi secoli di stabilità fanno decadere l’importanza strategica di Fighine, ma al contempo ne permettono la ricostruzione e la lenta riconversione, superando definitivamente le esigenze medievali di fortificazione.

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Attualmente il castello di Fighine è una splendida struttura a pianta quadrangolare, delimitata da quattro torri: la torre vecchia, la torre maestra, la torre mezza tonda e la torre saracinesca. Le mura di difesa, intervallate da piccole torri rotonde, partono dal castello e circondano l’intero borgo. Una sezione delle mura è utilizzata come abside dalla Chiesa di San Michele Arcangelo, che contiene tele con immagini di santi di scuola orvietana e fiorentina del XVIII secolo.

Percorrendo i dintorni del borgo di Fighine è possibile ammirare le vestigia del passato: sezioni di mura diroccate, fortificazioni belliche, ballatoi e torri difensive. Con oltre cinque secoli di pace e serenità, ovviamente, la funzione bellica del castello è stata completamente dimenticata. Ma la struttura del piccolo borgo e la sua posizione defilata, al centro di un paesaggio quasi immacolato, lo rendono un luogo suggestivo e degno di visita.

La moderna riconversione turistica del castello di Fighine ha permesso la creazione di alcune strutture ricettive, utilizzate sia dai turisti che dai residenti; la presenza della Chiesa di San Michele Arcangelo, inoltre, permette la celebrazione di cerimonie complete come i matrimoni, in un affascinante scenario medievale.

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