La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Autore: Alessio Banini

Il Castello di Sarteano

Nel nostro viaggio tra i borghi e le fortezze della Valdichiana senese, non poteva mancare un appuntamento dedicato al Castello di Sarteano, che domina la cittadina ed è tuttora teatro…

Nel nostro viaggio tra i borghi e le fortezze della Valdichiana senese, non poteva mancare un appuntamento dedicato al Castello di Sarteano, che domina la cittadina ed è tuttora teatro di visite, manifestazioni e importanti eventi.

Sia il castello che il borgo di Sarteano mantengono un aspetto medievale: la cittadina si sviluppa infatti attorno e ai piedi della rocca, che dalla sommità della collina può spaziare lo sguardo su tutti i territori circostanti. Il castello è costruito su di un poderoso masso roccioso di travertino e circondato da un parco di lecci secolari. Dal mastio centrale del castello si può osservare la Valdichiana, il Monte Cetona, il lago di Chiusi e il lago di Montepulciano. Si tratta quindi di una tappa obbligata durante le visite al borgo di Sarteano, per via della sua invidiabile posizione panoramica.

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Il castello di Sarteano è anche un luogo di interesse per tutti gli appassionati di storia e di medioevo, grazie all’integrità delle sue antiche strutture. Si può osservare una delle cinte murarie che abbraccia il mastio centrale e due torrioni circolari, edificata dalla Repubblica di Siena. È ancora presente il ponte levatoio che sovrasta i resti dell’antico fossato e il portone in ferro con gli stemmi delle famiglie dei capitani che hanno abitato il cassero. Attraverso una scala a chiocciola segreta si poteva raggiungere il seminterrato dall’ultimo piano del castello, da cui era possibile accedere ad alcuni sotterranei d’età etrusca, che offrivano una via di fuga verso la campagna in caso di assedio.

Sono proprio gli assedi a costituire la parte più importante della storia di questo castello: la rocca aveva una funzione difensiva fondamentale. Si registrano numerosi tentativi di assedi falliti, tra cui quello tra cui quello di Ladislao di Napoli nel 1409, le truppe del capitano di ventura Giacomo Piccinino nel 1455, il tentativo di Cesare Borgia nel 1503 e quello dell’esercito spagnolo nel 1552. Grazie a uno spessore delle mura di circa sette metri, la totale assenza di finestre e un secondo ponte levatoio per accedere al primo piano, il castello era considerato inespugnabile. Si arrese solamente alle truppe imperiali del Marchese di Maragliano nel 1555, dopo la caduta della Repubblica di Siena.

La storia del castello di Sarteano è millenaria: le prime notizie che possediamo risalgono al 1038, periodo in cui veniva utilizzato come centro amministrativo per stipulare atti, donazioni e cessioni. Inizialmente era dominato dai Conti Manenti, ma per via della sua importanza strategica sul confine con Orvieto e Perugia, sia il castello che il borgo di Sarteano si unirono a Siena nel 1379. L’aspetto attuale del castello deriva dalla ristrutturazione operata dai senesi nel 1469, adattandolo ad ospitare più guarnigioni militari e a consentire ronde difensive fino ai torrioni laterali.

CastelloSarteano1Con il passaggio al dominio dei Medici, la funzione militare del castello andò rapidamente scomparendo. Nel 1617 il Granduca Cosimo II lo donò in proprietà perpetua a Brandimarte Fanelli e a tutti i suoi discendenti in linea mascolina. La famiglia Fanelli rimase proprietaria della struttura fino al 1997, anno in cui venne acquistato dal Comune di Sarteano.

Dopo lunghi interventi di restauro, il Castello di Sarteano è stato aperto al pubblico nel 2004; per informazioni su visite guidate e tariffe potete consultare il sito web di Clanis Service, la cooperativa che gestisce i servizi della struttura.

Attualmente il castello di Sarteano e il parco circostante vengono utilizzati sia per visite turistiche che per eventi culturali ed enogastronomici, che coinvolgono l’intero borgo. Per esempio la rappresentazione teatrale de “La Tempesta” di Shakespeare, o la manifestazione “Civitas Infernalis” dedicata al medioevo fantastico.

Per concludere: grazie alla sua struttura integra e alle fortificazioni che ricordano ancora gli antichi assedi, il castello di Sarteano è una tappa consigliata, non soltanto per gli amanti del medioevo. Obbligata poi la visita al borgo, dal momento che questa cittadina della Valdichiana senese è ricca di eventi e manifestazioni dedicate a turisti e a residenti, non soltanto durante il periodo estivo.

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Il borgo di Montefollonico

Proseguiamo il nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana senese, con una particolare predilezione per borghi e castelli. Oggi è il turno di Montefollonico, piccolo borgo del comune di…

Proseguiamo il nostro viaggio tra i luoghi d’interesse della Valdichiana senese, con una particolare predilezione per borghi e castelli. Oggi è il turno di Montefollonico, piccolo borgo del comune di Torrita, situato al confine tra la Valdichiana e la Valdorcia.

Montefollonico sorge sulla cima di un colle a pochi chilometri da Torrita di Siena: è un suggestivo borgo in pietra di circa 500 anime ed è facilmente raggiungibile anche da Montepulciano e da Pienza. Come potrete constatare dai cartelloni, Montefollonico può vantare la bandiera arancione, un marchio di qualità turistica e ambientale conferito dal Touring Club Italiano: il borgo infatti si contraddistingue per un centro storico armonico e ben conservato, con vie strette e contorte che si snodano tra abitazioni ed edifici di epoca medievale. Offre inoltre servizi ricettivi e di ristorazione di alta qualità, oltre a una ricca rete di sentieri per godere del paesaggio.

La storia di Montefollonico è molto antica. Il ritrovamento di alcuni utensili nella località “Il Tondo” permettono di confermare la presenza nella zona degli uomini di Neanderthal, più di 60.000 anni fa. Inoltre, sono presenti tracce di epoca etrusca e romana. Il vero sviluppo del borgo è avvenuto dopo l’anno mille, in epoca medievale, grazie alla fondazione della pieve di San Leonardo da parte dei monaci cistercensi; i monaci si dedicavano alla follatura della lana, da cui il nome latino “fullones”, che poi è rimasto nell’etimologia di Montefollonico.

La posizione strategica del borgo fortificato venne utilizzata nel XIII secolo dalla Repubblica di Siena come avamposto contro Montepulciano, alleato di Firenze. Fu questo un periodo di grande prosperità per il borgo e gran parte degli edifici attualmente presenti risalgono a questa epoca. La sua indipendenza durò fino al 1552, quando si arrese contro l’esercito imperiale spagnolo, fino a passare sotto il dominio fiorentino dei Medici due anni più tardi.

Le mura di Montefollonico sono un segno distintivo del borgo: sono infatti ben conservate e presentano ancora il castello e molte torri. Sono ancora ben visibili le tre porte che danno accesso al centro storico: porta a Follonica, porta del Triano e porta del Pianello. All’interno del borgo sono presenti anche la chiesa di San Leonardo e il monastero di Santa Maria, risalenti al XII secolo, oltre alla chiesa di San Bartolomeo Paleocristiana, risalente al VII secolo. Grande interesse riveste poi il parco naturale “Il Tondo”, situato in cima al colle, nei pressi di Montefollonico, contraddistinto da un bosco di cipressi e lecci disposti in maniera circolare.

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Uno dei motivi principali per cui visitare Montefollonico è anche la lunga tradizione del Vin Santo. È infatti conosciuto con il nome di “Borgo del Vin Santo”, il vino liquoroso che si abbina alla specialità toscana dei cantucci. La produzione del Vin Santo a Montefollonico non è limitata soltanto agli imprenditori agricoli, ma anche a tanti artigiani amatoriali che hanno ereditato le tecniche tradizionali e tuttora producono il vino liquoroso nelle loro cantine. Questa tradizione viene celebrata ogni dicembre attraverso la kermesse “Lo gradireste un goccio di Vin Santo?”, legata al tema dell’ospitalità e dell’accoglienza turistica.

Per concludere: Montefollonico non è indicato solamente ai turisti, ma è una località degna di interesse anche per i locali, magari per passare un pomeriggio nel centro storico e tra i sentieri del parco naturale. All’interno delle sue mura si respira ancora l’atmosfera del Medioevo!

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San Casciano: Il Castello di Fighine

Continua il viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti del nostro territorio: gli angoli della Valdichiana senese e i paesaggi che tutti i turisti dovrebbero visitare, e che tutti i…

Continua il viaggio alla scoperta dei luoghi più interessanti del nostro territorio: gli angoli della Valdichiana senese e i paesaggi che tutti i turisti dovrebbero visitare, e che tutti i residenti dovrebbero conoscere! Oggi vi parliamo del castello di Fighine, nel comune di San Casciano dei Bagni.

Il castello di Fighine domina il caratteristico borgo che porta lo stesso nome. Si trova in cima a una collina, situata al confine tra la Valdichiana e la valle del Paglia, dalla cui cima è possibile godere di entrambi i paesaggi. Per raggiungerlo, è necessario uscire dalla SS321 e seguire una strada sterrata, nelle vicinanze di Piazze, seguendo le indicazioni stradali da Cetona o da San Casciano dei Bagni. Grazie ai suoi circa 650 metri di altitudine, Fighine può vantare una posizione strategica su tutto il territorio circostante.

Le origini del castello di Fighine risalgono al medioevo: le prime citazioni si possono trovare in un documento datato 1058, in relazione alla Pieve di Santa Maria de Fighine, del nobile longobardo Gottifredo. Le prime notizie certe si devono alla famiglia Visconti di Campiglia d’Orcia, che fu feudataria di San Casciano dei Bagni: l’imperatore Federico di Svevia concesse a Tancredi Visconti il possesso del castello di Fighine, attraverso un editto del 1266. Ma la storia di Fighine è costellata di momenti tesi, in virtù della sua posizione strategica ai confini della Valdichiana senese. Per almeno due secoli il castello fu oggetto di contese tra i nobili locali, capitani di ventura e condottieri giunti da Cortona, alla ricerca di una base per le loro operazioni belliche.

La tanto agognata pace per il castello di Fighine arriva nel 1446, quando la proprietà passa alla Repubblica di Siena e successivamente al Granducato di Toscana. La fine del periodo bellico e i lunghi secoli di stabilità fanno decadere l’importanza strategica di Fighine, ma al contempo ne permettono la ricostruzione e la lenta riconversione, superando definitivamente le esigenze medievali di fortificazione.

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Attualmente il castello di Fighine è una splendida struttura a pianta quadrangolare, delimitata da quattro torri: la torre vecchia, la torre maestra, la torre mezza tonda e la torre saracinesca. Le mura di difesa, intervallate da piccole torri rotonde, partono dal castello e circondano l’intero borgo. Una sezione delle mura è utilizzata come abside dalla Chiesa di San Michele Arcangelo, che contiene tele con immagini di santi di scuola orvietana e fiorentina del XVIII secolo.

Percorrendo i dintorni del borgo di Fighine è possibile ammirare le vestigia del passato: sezioni di mura diroccate, fortificazioni belliche, ballatoi e torri difensive. Con oltre cinque secoli di pace e serenità, ovviamente, la funzione bellica del castello è stata completamente dimenticata. Ma la struttura del piccolo borgo e la sua posizione defilata, al centro di un paesaggio quasi immacolato, lo rendono un luogo suggestivo e degno di visita.

La moderna riconversione turistica del castello di Fighine ha permesso la creazione di alcune strutture ricettive, utilizzate sia dai turisti che dai residenti; la presenza della Chiesa di San Michele Arcangelo, inoltre, permette la celebrazione di cerimonie complete come i matrimoni, in un affascinante scenario medievale.

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La Fortezza di Montepulciano

Benvenuti al primo appuntamento con la nuova rubrica de La Valdichiana, dedicata ai luoghi di interesse turistico e alle meraviglie nascoste nei paesaggi della Valdichiana senese. L’articolo di oggi è…

Benvenuti al primo appuntamento con la nuova rubrica de La Valdichiana, dedicata ai luoghi di interesse turistico e alle meraviglie nascoste nei paesaggi della Valdichiana senese.

L’articolo di oggi è dedicato alla Fortezza di Montepulciano, la splendida costruzione architettonica che sovrasta la città, da cui si possono ammirare i panorami della Valdichiana e della Valdorcia, fino al lago Trasimeno. Quella della Fortezza è una storia molto antica, che ha subito numerosi cambiamenti con il passare del tempo; in virtù della sua posizione elevata, infatti, è stata riutilizzata, ricostruita e rivitalizzata in epoche diverse, a seconda delle esigenze.

Le notizie più antiche risalgono all’VIII secolo e parlano del Castrum Politianum, situato in una posizione strategica per difendere la città e osservare i movimenti dei nemici sulle valli circostanti; già prima dell’epoca Longobarda, tuttavia, il castrum era probabilmente utilizzato come fortificazione cittadina. La leggenda narra che il castrum fosse stato costruito sui resti di un tempio romano dedicato a Mercurio o a Giano, ma non si hanno ancora notizie certe a riguardo.

La Fortezza vera e propria, nella sua forma più simile alla sua attuale struttura, risale al 1261. Venne costruita dai senesi dopo la vittoria di Montaperti contro i fiorentini, utilizzata come avamposto militare e più volte ricostruita per esigenze militari durante tutto il periodo dei conflitti tra i comuni. La funzione militare è lentamente decaduta dopo il terremoto del 1614 e la fine delle contese tra senesi e fiorentini.

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Le ristrutturazioni del XIX secolo hanno portato la Fortezza di Montepulciano all’aspetto con cui la conosciamo. Alla fine dell’800 ospitò lo Stabilimento Bacologico di Francesco Saverio Melissari, che la sfruttò per l’allevamento del baco da seta. Nel 1935 la proprietà tornò al Comune di Montepulciano, che intendeva riqualificare la struttura per adibirla a scuola pubblica; per più di sessant’anni i locali interni della Fortezza hanno ospitato il Ginnasio locale, e le sue stanze sono state visitate da ragazzi provenienti da ogni parte della Valdichiana e della Valdorcia.

Con lo spostamento dei licei nelle nuove strutture, fuori dal centro storico, la Fortezza di Montepulciano ha cambiato nuovamente destinazione d’uso. In virtù del suo valore artistico e architettonico, è attualmente utilizzato come centro culturale: ospita mostre, convegni, iniziative culturali d’avanguardia dedicate sia alla popolazione locale che ai turisti. Le ristrutturazioni avvenute nel corso degli ultimi anni hanno permesso la riapertura dei tre piani interni, l’ammodernamento della struttura e delle opportunità ricettive, l’aumento degli spazi pubblici destinati alla cultura.

Grazie alla sua posizione, alla sua storia e al suo valore, la Fortezza ha tutte le carte in regola per diventare il centro culturale di Montepulciano.

Per ulteriori informazioni, consigliamo la lettura del libro “Fortezza e Liceo Classico a Montepulciano”, pubblicato nel 1990 da Editori del Grifo.

Per le iniziative culturali attualmente in corso, ricordiamo il festival di Luci sul Lavoro e la mostra dedicata a Giorgio de Chirico.

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