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Torrita Biodiversità – Festa dell’Agri Cultura: preservare la biodiversità, per salvare il futuro

Conservare la biodiversità, cioè il patrimonio universale composto dalla varietà degli esseri viventi, specie ed ecosistemi presenti sulla Terra, condividere equamente i benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche. Sono questi…

Conservare la biodiversità, cioè il patrimonio universale composto dalla varietà degli esseri viventi, specie ed ecosistemi presenti sulla Terra, condividere equamente i benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche. Sono questi i principi fondamentali alla base della Convenzione per la diversità biologica firmata a Nairobi il 22 maggio 1992 e, ad oggi, ratificata da 196 Paesi. Universalmente riconosciuta come il primo provvedimento in materia, tanto da rendere il 22 maggio la Giornata mondiale della Biodiversità, ha anticipato la decisione che l’Assemblea delle Nazioni Unite ha preso nel 2010 di dichiarare il periodo 2010-2020 Decennio della Biodiversità, con l’intenzione di favorire l’applicazione di un piano strategico per la biodiversità e promuovere la visione generale di una vita in armonia con la natura e i suoi equilibri.

In prossimità della scadenza di questo periodo, si rivela tuttavia necessario il proseguimento della sensibilizzazione al tema della biodiversità. Secondo dati presentati da Slowfood, oggi “il 90% del cibo consumato dall’uomo proviene da 120 specie e solo 12 specie vegetali e cinque razze animali rappresentano oltre il 70% dell’intero consumo alimentare umano”. Le esigenze imposte dalle dinamiche di omologazione che riguardano il mercato globale minano infatti ogni giorno la diversità delle specie, provocando importanti conseguenze sulla varietà di piante e animali e sulla qualità della disponibilità agroalimentare. Per contribuire alla causa, la prima azione da fare è quella che ognuno può compiere a livello locale: attraverso la salvaguardia delle specie animali autoctone e la conservazione delle colture tradizionali, non solo si tutela un patrimonio di ricchezze naturali, ma si protegge la diversità delle specie presenti all’interno di un ecosistema, stabilendo di conseguenza una miglior qualità di suolo, acqua e aria.

Con queste premesse è nata  Torrita Biodiversità – Festa dell’Agri Cultura, il nuovo evento in programma a Torrita di Siena sabato 21 e domenica 22 settembre 2019. In concomitanza con la 42esima edizione della Fiera al Piano, l’amministrazione comunale di Torrita, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, la Regione Toscana e la provincia di Siena, ha organizzato due giorni di iniziative che avranno luogo all’interno del parco di Via Grosseto. L’area, che si estende per 12.000 mq, sarà accessibile dalle ore 8.30 alle 20 per visitare i vari padiglioni, dedicati rispettivamente ad un’esposizione di specie animali e vegetali, ad un museo di attrezzature contadine, ad una mostra di prodotti provenienti da filiera corta, ad uno spazio per i macchinari agricoli e ad un’area convegni. Poco distante, all’interno della Casa della Cultura è allestito, a cura dell’artigiano Oliviero Bemoccoli, il percorso museale “Antica Cultura Contadina“, visitabile dalle 10 alle 18 nel fine settimana della manifestazione e su prenotazione fino a giovedì 26 settembre (339.4910091).

Sabato mattina apre la manifestazione: alle ore 9, l’inaugurazione della 1ª Esposizione nazionale della Cinta Senese e delle razze suine nere. Alle ore 10 la Casa della Cultura ospita il primo convegno, curato dell’Associazione Nazionale Allevatori Suini, con studiosi e allevatori di razze autoctone italiane. Dopo il pranzo a base di Cinta Senese all’interno dello stand ristorante, nel pomeriggio l’area convegni accoglie la conferenza dell’esperta Caterina Cardia su “Le erbe spontanee: una ricchezza da riconoscere” e l’incontro con rappresentanti dell’Associazione Apicoltori delle Province Toscane sul tema “Apicoltura e Biodiversità, concetti a confronto“.

Domenica mattina, la Pro Loco di Torrita propone una Passeggiata a 6 Zampe, da percorrere in compagnia del proprio cane lungo un percorso ad anello di circa 5km, con partenza e rientro presso il punto di ritrovo all’interno del Parco. A seguire, spazio ai produttori locali con gli interventi dell’Azienda Agricola Passerini su “Popolazioni evolutive di grano tenero: biodiversità e bellezza” e, a seguire, dell’Azienda Agricola Saragiolo su “Bioagricoltura del passato per il futuro“.

Alle 11.30 è attesa la presentazione del progetto Valdichiana Eating a cura della Strada del Vino Nobile di Montepulciano e dei Sapori della Valdichiana Senese, mentre alle ore 17 l’Associazione dell’Aglione della Valdichiana interviene nella conferenza “Aglione della Valdichiana, un modello di sviluppo locale“. La conclusione del programma è dedicata alle caratteristiche nutrizionali delle carni di agnello, con l’incontro con il Consorzio di tutela dell’agnello IGP del Centro Italia, realizzato in collaborazione con il Settore produzioni agricole, vegetali e zootecniche della Regione Toscana su “Le carni di agnello, proprietà e aspetti salutistici“.

Un’ampia serie di spunti tematici compone insomma il programma di questa prima edizione di Torrita Biodiversità – Festa dell’Agri Cultura, come ha dichiarato l’assessore Roberto Trabalzini, che ha coordinato il progetto:

“C’è soddisfazione per il lavoro svolto sull’organizzazione di questo evento, al quale è giunto anche il patrocinio del Ministero. L’aspettativa per un buono svolgimento è alta, ma l’invito a partecipare che tanti esperti, professionisti, rappresentanti delle associazioni di categoria e dei consorzi hanno già raccolto, dimostra che quello della biodiversità è un tema particolarmente sentito. Le iniziative dei prossimi giorni consentiranno dunque di conoscerlo da vari punti di vista e saranno anche un’occasione per valutare con maggior consapevolezza le proprie abitudini di consumo”.

Esemplari di razze autoctone, specie vegetali, antiche colture dimenticate e solo recentemente tornate ad essere praticate, pareri esperti e utili alla nostra alimentazione, storie ed esperienze dirette di produttori locali, sono solo alcuni degli aspetti di questa manifestazione, che già si profila come un’opportunità. Quella di comprendere l’importanza legata alla ricchezza delle risorse naturali e muovere passi decisi in direzione di un futuro sostenibile e sano.

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Torrita di Siena, dall’archivio di Stato emergono le armature di sei secoli fa

Nell’epoca dell’informazione digitale, in cui l’abitudine è quella di considerare ogni genere di conoscenza distante quanto il tempo di una ricerca online, non è inconsueto interrogarsi sulle ragioni della persistenza…

Nell’epoca dell’informazione digitale, in cui l’abitudine è quella di considerare ogni genere di conoscenza distante quanto il tempo di una ricerca online, non è inconsueto interrogarsi sulle ragioni della persistenza di spazi come archivi e biblioteche, dove il sapere viene sì conservato, ma più lontano in termini di tempo e spazio. Un pensiero forse accompagnato da qualche nota di nostalgia, ma spesso anche dalla valutazione di quanto, in termini economici, valga ancora la pena di investire nel mantenimento di certe istituzioni. Certe riduzioni delle risorse ad esse destinate dimostrano, di per sè, la bassa fiducia che da quelle stanze possa tornare indietro qualche risultato soddisfacente, anzitutto dal punto di vista economico, continuandone così a svalorizzare la percezione collettiva. Anche per questo motivo, le iniziative basate sulla ricerca archivistica ricoprono il significato aggiunto rappresentato dal potenziale che luoghi spesso dimenticati continuano a dimostrare di avere.

Un chiaro esempio ne è quanto fatto a Torrita di Siena, dall’Associazione Sagra San Giuseppe e la Pro Loco, con il coordinamento di Civitas Rerum. Unite dall’intento comune di muoversi tra il recupero della storicità del territorio e un futuro arricchito dalla consapevolezza sulle proprie origini, queste associazioni hanno predisposto una ricerca su come potevano apparire gli armamenti indossati dai militari di stanza a Torrita nei primi decenni del XV secolo. La scelta di questo preciso periodo è dovuta alla testimonianza di un’iscrizione che riporta la data di fine dei lavori di restauro alla chiesa delle Sante Flora e Lucilla: lo stesso evento rievocato, attraverso il corteo storico, in occasione del Palio dei Somari, che si svolge ogni anno a marzo. Durante questa manifestazione, infatti, il drappo conteso dalle otto contrade viene esposto all’interno della chiesa, fino al giorno del Palio, quando ne esce seguito dai figuranti che compongono il corteo storico.

Lo studio, iniziato lo scorso anno, è stato condotto da Marta Fabbrini presso l’Archivio di Stato di Siena, sulle basi di cronache dell’epoca, registri e documenti ufficiali. Dal racconto in quelle pagine delle guerre che imperversavano in Valdichiana, con le conseguenze che esse provocavano sull’economia del territorio, è stato possibile ricostruire le condizioni in cui versava anche Torrita, che nel 1425 presentava una positiva fase di ripresa, durante la quale, oltre a quella dell’edificio, si inserì la ristrutturazione della cinta muraria. Considerata l’area di confine in cui si trovava il castello di Torrita, da Siena giunse al podestà l’ordine che venisse istituito un manipolo di quindici soldati, abbastanza numeroso rispetto alle località attigue, poichè se ne contavano quattro a Petroio, e Farnetella, otto a Rigomagno, dieci a Scrofiano e Montefollonico, venti a Sinalunga. Questi dovevano, inoltre, come si legge in una lettera datata qualche anno più avanti, apparire “bene armati d’armi bisognevoli da offendare e difendare e che sieno bene vestiti”1.

Un’indicazione che suggerisce l’importanza chiaramente attribuita alla figura dei militari a presidio delle città, e di cui non è stato possibile non tener conto quando, a termine della ricerca, è stato redatto un testo che contenesse il lavoro condotto.

Sostenuto dalla Fondazione Torrita Cultura, come progetto inerente alla VI edizione del Borgo dei Libri, il volume, che porta il titolo “Torrita 1425. I fanti del Castello bene armati d’armi bisognevoli da offendare e difendare e che sieno bene vestiti” è stato recentemente pubblicato e si trova adesso disponibile presso l’ufficio turistico nel centro storico di Torrita.

All’interno del libro, oltre alle introduzioni curate da quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa e l’esposizione della ricerca storica effettuata, sono state inserite tavole con le illustrazioni delle parti che formavano gli armamenti e di come potevano apparire i soldati completi del loro equipaggiamento. A questi disegni ha lavorato Bruno Mugnai, il quale, intervenendo durante il convegno di presentazione, ha sottolineato quanto l’attribuzione all’epoca medievale di un’atmosfera dai toni cupi sia un luogo comune ingiustificato.

«Soprattutto per quanto riguarda i corpi militari, che – ha aggiunto – a quel tempo non solo non avevano alcuna esigenza di mimetismo, ma piuttosto dovevano farsi facilmente riconoscere e mettere in evidenza l’equipaggiamento di cui disponevano».

Da qui la rappresentazione degli armamenti in tonalità coerenti con l’epoca di riferimento. Del resto, uno degli obiettivi principali che ha animato il progetto, è stato proprio quello di fornire un quadro complessivo fedele alla realtà del periodo storico. Così, anche le varie parti dell’armamento sono state individuate da Ugo Barlozzetti, esperto di storia militare e costume, nel contesto di fonti narrative e iconografiche, tra le quali compare il Polittico Quaratesi, pala d’altare commissionata dalla famiglia Quaratesi e realizzata nel 1423 da Gentile da Fabriano per la chiesa di San Niccolò Oltrarno a Firenze. In questa, attualmente conservata agli Uffizi, è raffigurato, con la sua armatura, San Giorgio.

Il recupero di fonti ufficiali ha permesso una ricostruzione motivata e per questo credibile,

«Lontana – ha precisato Barlozzetti – dalle rievocazioni, e sono tantissime quelle a stampo medievale, che, pur presentandosi come tali, rispondono di più ad una messa in scena di quella che si pensa oggi sia stata un’epoca storica».

A Torrita di Siena, dove ogni anno si svolge il corteo storico ispirato proprio al 1425, dalle spiegazioni e i disegni contenuti in questo libro, si avrà la realizzazione di alcune armature veramente indossabili da parte dei figuranti. Questi andranno a comporre un drappello rappresentante i fanti a presidio del castello e presumibilmente faranno la loro comparsa già nella prossima edizione del Palio dei Somari.

Uno sguardo ancora più accurato sulla storia che non sarebbe stato possibile ottenere senza la competenza degli studiosi che si sono dedicati alla ricerca e all’analisi delle fonti documentarie; una dimostrazione di come l’attività archivistica può essere tradotta in conoscenza collettiva, se non se ne ha dimenticanza, ma si sostiene e si vede come un mezzo per raccontare e promuovere un territorio.

1 Archivio di stato di siena, Concistoro 1673, cc. 12 r-13 r

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Collegiata di San Martino: così gli angeli sono tornati sull’altare

Una folla gremita si è raccolta nella Collegiata di San Martino, in occasione delle celebrazioni per il giorno di San Costanzo. Il 29 gennaio infatti ricorre a Torrita la festa…

Una folla gremita si è raccolta nella Collegiata di San Martino, in occasione delle celebrazioni per il giorno di San Costanzo. Il 29 gennaio infatti ricorre a Torrita la festa del santo patrono: un appuntamento solitamente molto sentito dalla comunità, ma reso quest’anno ancora più importante da un evento che ha riguardato il patrimonio artistico conservato all’interno della chiesa.
Proprio la Santa Messa officiata in onore del patrono ha segnato il ritorno delle due statue di angeli, trafugate all’inizio degli anni 2000 dall’altare della Collegiata e ritrovate soltanto alcuni mesi fa. Prima di ricollocarle nella loro postazione, però, è stato necessario eseguire un fine lavoro di restauro per riportare le statue all’antico splendore.

Di questo si è occupata la restauratrice Mary Lippi, che ci ha raccontato in che modo è dovuta intervenire sulle opere per riparare i danni e rimuovere la patina di sporco che, a causa dell’incuria e del tempo, si era depositata sulla loro superficie.

«I due angeli reggi-candelabro sono statue alte circa un metro e mezzo, in legno policromo e dorato, databili alla prima metà del XVII secolo. Quando me li hanno consegnati in laboratorio presentavano alcuni problemi di stabilità e dissesto tra i vari strati della superficie. La prima fase è stata dunque di pulizia, per togliere il residuo di sporco che li ricopriva. Successivamente mi sono occupata di ripristinare le parti di materia mancanti. In alcuni punti, infatti, la superficie era così deteriorata che invece del colore si poteva scorgere la sostanza di preparazione sottostante. Quindi si è proseguito riprendendo lo strato pittorico e la doratura delle parti consumate. Complessivamente, ci è voluto circa un mese per restituire alle statue le loro sembianze e renderne possibile la presentazione alla comunità».

Anche la Pro Loco di Torrita, riconoscendo il gran valore di questo recupero, ha partecipato alla causa, come ha spiegato il suo presidente Roberto Goracci:

«La Pro Loco ha collaborato con la parrocchia per il ritorno di queste due statue, impegnandosi a finanziare il restauro e mettendo a disposizione il prezioso lavoro dei suoi volontari».

All’esposizione dei due angeli, che ha anticipato di pochi minuti l’inizio della Santa Messa presieduta dal vescovo Stefano Manetti, hanno partecipato le autorità e i sacerdoti della diocesi.

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A Torrita torna la tradizionale Fiera di Sant’Antonio

Sabato 17 e domenica 18 gennaio 2015 torna a Torrita di Siena la tradizionale “Fiera di Sant’Antonio”. Un appuntamento storico, documentato fin dai primi anni del XX secolo, che rimanda…

Sabato 17 e domenica 18 gennaio 2015 torna a Torrita di Siena la tradizionale “Fiera di Sant’Antonio”. Un appuntamento storico, documentato fin dai primi anni del XX secolo, che rimanda all’antica tradizione di benedire gli animali e alla contrattazione del bestiame.

Nel corso della nuova edizione della Fiera di Sant’Antonio sarà possibile assistere alla XVIII mostra del bestiame selezionato della Valdichiana, a cura del Gruppo Allevatori Amatoriali Torritese, e alla XX expo sul mondo economico e produttivo, a cura della Pro Loco di Torrita di Siena.

Durante le due giornate di festa il borgo di Torrita sarà visitabile attraverso appositi tour ed escursioni; inoltre sarà allestita la tradizionale fiera merceologica con giochi popolari, degustazioni gratuite di formaggi e mieli, stand gastronomici e giochi per bambini, musica dal vivo e un’ampia area di filiera corta. Sabato 17 gennaio, aspettando la vera e propria Fiera di Sant’Antonio, saranno organizzate passeggiate a cavallo e in mountain bike, passeggiata a “6 zampe” con cane e padrone, dimostrazioni di discipline sportive e apericena con musica live nella piazzetta dell’Antiporto.

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Torrita: dal 12 luglio al 2 agosto arriva “Rosso di Sera”, festival dedicato alla musica classica

Riceviamo e pubblichiamo: L’Accademia degli Oscuri, la ProLoco di Torrita di Siena, il Circolo Acli di Torrita di Siena, la Compagnia Teatro Giovani Torrita e SetteNoteInsieme, con la collaborazione della…

Riceviamo e pubblichiamo:

L’Accademia degli Oscuri, la ProLoco di Torrita di Siena, il Circolo Acli di Torrita di Siena, la Compagnia Teatro Giovani Torrita e SetteNoteInsieme, con la collaborazione della Società Bibliografica Toscana e con il patrocinio della Provincia di Siena e del Comune di Torrita di Siena organizzano “Rosso di Sera 2014 – Musica e altro in Valdichiana“.

Sabato 12 luglio 2014, alle ore 21, avrà inizio la seconda edizione di Rosso di Sera. Il festival quest’anno si articolerà in una serie di quattro concerti e si arricchisce di un campus internazionale di musica. I maestri invitati saranno Nicholas Jones al violoncello, che darà il via alla manifestazione con il concerto del 12 luglio con un programma dedicato a Johann Sebastian Bach, Fauré, Saint Saëns et Manuel De Falla.

Il secondo concerto, sabato 19 luglio 2014, vedrà protagonista l’affiatata coppia composta da Franco Mezzena e Nancy Barnaba (duo di violini), che proporranno un programma divertente con musiche di Wieniawski, Trabucco, Viotti e Lelclair.

Il sabato successivo, sabato 26 luglio 2014, sarà di scena la cantante lirica Gabriella Costa che intonerà dei brani tratti dal repertorio classico, arie famose come “Lascia ch’io pianga” e brani di Federico Garcia Lorca. Fra i compositori ascolteremo Mompou, Villa Lobos, Händel, Bach e Drozd.

Il concerto di chiusura vedrà protagonisti Massimo Mercelli al flauto ed Edoardo Catemario alla chitarra sabato 2 agosto 2014. Il programma che proporranno è brillante e coinvolgente: il duo eseguirà L’Arpeggione di Franz Schubert, una sonata di Mozart e tutta la seconda parte sarà dedicata a Piazzolla.

Il campus internazionale, new entry di questa edizione, vedrà questi maestri in veste di insegnante durante tutto il mese di luglio. Le masterclass si terranno presso il teatro e saranno tenute da Franco Mezzena dal 14 al 19 luglio, da Edoardo Catemario e Michael Lewin didatta e direttore del dipartimento corde della Royal Academy di Londra dal 13 al 19 luglio e da Gabriella Costa dal 27 al 31 luglio.

I concerti si terranno presso il Teatro degli Oscuri in piazza Matteotti 10 a Torrita di Siena alle ore 21. Il biglietto di ingresso è di 15€.

Per maggiori informazioni sul campus, sui concerti, prenotazioni e tariffe potete visitare il sito www.rosso-di-sera.org, oppure contattare l’organizzazione del festival scrivendo a: arscitaraenovae@gmail.com o telefonando al numero: +39.393.9988654.

Consorzio Artistico Rosso di Sera
www.rosso-di-sera.org
+39.393.9988654

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