La Valdichiana

La Valdichiana

Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: michele la ginestra

“M’accompagno da me”, a teatro! Intervista a Michele La Ginestra

“Basta ‘a salute e un par de scarpe nove, poi girà tutto er monno… e m’accompagno da me… ” cantava Ettore Petrolini nel 1932, intonando con la chitarra una frase…

“Basta ‘a salute e un par de scarpe nove, poi girà tutto er monno… e m’accompagno da me… ” cantava Ettore Petrolini nel 1932, intonando con la chitarra una frase che, a distanza di quasi novant’anni, concede ancora spunti di riflessione. “M’accompagno da me” è infatti oggi anche il titolo dello spettacolo che Michele La Ginestra porterà in scena, per la regia di Roberto Ciufoli, sabato 16 febbraio al Teatro Vitolo di Montefollonico.
La stagione teatrale torritese si apre pertanto con il ritorno di Michele La Ginestra, che l’anno scorso era salito sul palco degli Oscuri, attualmente in ultima fase di ristrutturazione, con Sergio Zecca per la commedia “Due di notte“.
Tutta un’altra storia questa volta, invece, in quanto si tratterà di un one man show, come l’ha personalmente definito La Ginestra il quale, a pochi giorni dalla data dello spettacolo, ne ha raccontato qualche dettaglio.

M’accompagno da me” dal 2017 è stato allestito con successo in molti teatri italiani, tra cui anche il Sistina di Roma. Si sono aggiunti man mano nuovi elementi a questo spettacolo?

«La pièce conserva, data dopo data, la sua cifra comica, attraverso una sceneggiatura che invita il pubblico alla risata ora più spontanea, ora più ricercata, ora da accogliere con un po’ di commozione. Non si tratta di un monologo ma dell’incontro tra il pubblico e una serie di personaggi, messi a punto continuamente nel corso degli anni, e le loro storie».

Una serie di diverse situazioni, quindi?

«Sì, sul palco, trasformato per l’occasione nella cella di un carcere, si susseguiranno tante personalità, alcune realistiche e altre improbabili, accomunate tra loro dal fatto di avere come interlocutore un giudice con il quale confrontarsi sui reati commessi».

A cosa si deve la scelta di ambientare lo spettacolo all’interno di un carcere?

«Il carcere costituisce di per sè un luogo dove si riuniscono persone assolutamente diverse tra loro, ma che ad un certo momento vivono l’esperienza di dover rendere conto delle proprie azioni. Questo, all’interno dello spettacolo, offrirà la possibilità di viaggiare tra situazioni imprevedibili e, per certi versi, bizzarre».

Verso quale dimensione si accompagnerà lo spettatore nel corso dello spettacolo?

«Si può dire che tutto lo spettacolo sarà un percorso da compiere anche da soli, che tanto “basta la salute” citando ancora una volta Petrolini, per valorizzare ogni singolo personaggio».

C’è un messaggio dietro alla serie di situazioni rappresentate sul palco?

«L’insieme di tutte le figure regaleranno, come senso ultimo e più profondo, il messaggio che ciascun individuo possiede un grande valore, forse talvolta difficile da comprendere, ma sicuramente degno di essere scoperto e portato alle luci della ribalta».

Quanti saranno al teatro Vitolo, sabato 16 febbraio, alle 19:00 o alle 21:15, potranno assistere a un inizio di stagione che si preannuncia come l’incontro con una raffinata comicità.

Nessun commento su “M’accompagno da me”, a teatro! Intervista a Michele La Ginestra

“Due di Notte” al Teatro degli Oscuri – Intervista a Michele La Ginestra

Due uomini sono costretti a lavorare la vigilia di natale. Sono i due conduttori di Due di notte, una rubrica radiofonica notturna di Green Dimension Sound, che si ritrovano in…

Due uomini sono costretti a lavorare la vigilia di natale. Sono i due conduttori di Due di notte, una rubrica radiofonica notturna di Green Dimension Sound, che si ritrovano in studio, nonostante sia una notte di festa. Questa l’ambientazione di Due di Notte, la commedia in scena al Teatro degli Oscuri di Torrita, sabato 9 dicembre, in doppio spettacolo, alle 19 e alle 21:15.  Michele La Ginestra è protagonista, insieme a Sergio Zecca di questa commedia. La Ginestra approda a Torrita mentre si stanno spargendo in tutti i teatri d’Italia altri suoi spettacoli: Mi hanno rimasto solo… dieci anni dopo e M’accompagno da me che lo ha visto debuttare, con successo, al Teatro Sistina la scorsa stagione. Dal 1997 è direttore artistico del Teatro Sette di Roma, dal quale escono anche sue brillantissime regie. Abbiamo incontrato Michele La Ginestra prima della tappa torritese.

Come è nata la commedia Due di Notte?

Michele La Ginestra: L’idea era quella di portare la radio in teatro e far vedere a tutti gli spettatori gli scherzi e le dinamiche che stanno dietro ad uno studio radiofonico. Mostrare ciò che quando si ascolta la radio non si vede. Mostrare anche le magagne che possono essere presenti all’interno di uno studio. Assistendo ad una chiacchierata tra due conduttori radiofonici, gli spettatori vedono anche un’umanità, che traspare attraverso i loro confronti durante i fuori-onda. Si definisce così, attraverso i dialoghi, la storia di un’amicizia. Quando ascoltiamo la radio, poi, ascoltiamo gli speaker come fossero dei paladini che ci illuminano le giornate, invece poi scopriamo che dietro i paladini ci sono degli uomini, che faticano, come tutti, con la quotidianità, che sono a contatto anche con dei problemi, anche gravi, i quali vengono mascherati da una bella voce. Tra una risata e l’altra, riusciamo a sdrammatizzare alcuni nodi problematici su cui, speriamo, il pubblico rifletta.

Il testo lo hai scritto insieme a Sergio Zecca e Massimiliano Bruno. Come vi siete distribuiti il lavoro, se così si può dire?

Michele La Ginestra: L’originale di Due di Notte fu scritta da Bruno e Zecca un bel po’ di anni fa. Considera che Sergio Zecca è stato il maestro di teatro di Massimiliano, e quando hanno deciso di creare qualcosa insieme, Massimiliano, dall’alto della sua capacità di scrittura, si è affidato all’esperienza di Sergio, per scrivere uno spettacolo sì divertente, ma anche un po’ demenziale. Il mio intervento – che è stato successivo rispetto alla stesura originale – ha cercato di inserire un po’ di riflessione nel testo, inizialmente incentrando il discorso sulla voglia di fare dei giovani, ma senza la maturità che ho, e che abbiamo, adesso. Oggi, dopo tanto tempo, ci abbiamo rimesso le mani e quel testo, che già di per sé era molto divertente, è diventato anche un po’ profondo. Affrontiamo il tema della ludopatia. Cerchiamo di rifletterci in maniera scherzosamente seria. È una patologia ahimè grave e come tale va intesa, sebbene noi ci scherziamo su.

Come ti destreggi tra le due vesti di attore e regista?

Michele La Ginestra: A me piace lo scambio di energia che avviene in teatro ed è bello secondo me trasmettere agli altri quello che si è appreso in tanti anni di teatro. La cosa bella è che io sono pure autore, spesso. Porto in giro uno spettacolo che si intitola M’accompagno da me, che è un one-man-show, composto da me. Ha debuttato al Sistina la scorsa primavera e mi sta dando belle soddisfazioni. In quel caso mi faccio dirigere, ad esempio. Essere diretti da qualcun altro è un momento di crescita. Il teatro è una metafora della vita se riusciamo a scambiare le nostre esperienze con gli altri cresciamo ed è una cosa positiva.

Nessun commento su “Due di Notte” al Teatro degli Oscuri – Intervista a Michele La Ginestra

Type on the field below and hit Enter/Return to search