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Coronavirus: le misure di sicurezza in Toscana e in Valdichiana

La necessità di prevenire un contagio di Nuovo Coronavirus su larga scala ha provocato l’irrigidimento delle misure di sicurezza su tutto il territorio nazionale; stiamo infatti vivendo una situazione di…

La necessità di prevenire un contagio di Nuovo Coronavirus su larga scala ha provocato l’irrigidimento delle misure di sicurezza su tutto il territorio nazionale; stiamo infatti vivendo una situazione di emergenza sanitaria da trattare con la giusta dose di responsabilità, tenendo conto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia per tale virus.

In questo speciale approfondimento, che verrà aggiornato in caso di necessità, troverete maggiori informazioni sulle misure di sicurezza adottate in Toscana e tutte le informazioni utili per contattare i responsabili sanitari in caso di necessità.

Le misure di sicurezza in Italia

Con il decreto del governo, firmato nella notte di lunedì 9 marzo, si estendono le misure di sicurezza del decreto di sabato 7 marzo per contenere la diffusione del virus. Il provvedimento è valido su tutto il territorio nazionale (non più soltanto per la Lombardia e le 14 province iniziali) e vieta ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. L’obiettivo è quello di evitare ogni spostamento in entrata e in uscita e all’interno degli stessi territori, delimitando quindi una “zona rossa” in tutta Italia (salvo i casi di necessità lavorativa, emergenza e motivi di salute).

Sono in vigore fino al 3 aprile le seguenti misure:

  • Limitare gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari (lavoro e salute, acquisto di beni di prima necessità);
  • Sono sospese tutte le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato;
  • Sono sospese le attività di pub, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e assimilati, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
  • Sospesa l’apertura dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura come biblioteche e archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali;
  • Sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato. Sospese anche le attività di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo;
  • Sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado;
  • È fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;
  • L’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;
  • È fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimobilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;
  • L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro; sono tuttavia sospese le cerimonie civili e religiose, compreso quelle funebri.

Queste misure si aggiungono alla sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado fino al 3 aprile,nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, per cui si raccomanda invece la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza.

A queste misure sono seguite ulteriori limitazioni, attraverso il decreto firmato mercoledì 11 marzo, relative ai pubblici esercizi. La chiusura riguarda tutte le attività commerciali non essenziali e sarà valida fino al 3 aprile. Durante tutto questo periodo, quindi, potranno rimanere aperte soltanto le seguenti attività commerciali:

  • Negozi di alimentari
  • Negozi di elettronica e di informatica
  • Tabaccherie
  • Benzinai
  • Ferramenta
  • Farmacie, parafarmacie e negozi di articoli sanitari
  • Edicole
  • Negozi di ottica e profumeria
  • Negozi di animali domestici
  • Lavanderie
  • Servizi di mensa e catering
  • Servizi bancari, finanziari e assicurativi
  • Attività industriali, agricole e zootecniche
  • Servizi di trasporto pubblico
  • Servizi funebri

Possono inoltre rimanere aperti i negozi online ed è consentita la consegna a domicilio.

La chiusura si è allargata a tutte le attività produttive industriali e commerciali, con il decreto del 22 marzo, a eccezione di quelle considerate non strettamente necessarie. Con un’ordinanza del Ministero della Salute è stata decisa una ulteriore stretta agli spostamenti:

  • è vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici;
  • non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona;
  • nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.

In linea generale, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Le misure di sicurezza in Toscana

Anche la Regione Toscana ha recepito le direttive nazionali e internazionali per contenere il rischio di diffusione, pertanto anche il nostro territorio deve rispettare determinate misure di cautela e conoscere le procedure da effettuare in caso di contagio. Sono 3.450 i tamponi risultati positivi al Covid-19 registrati in Toscana, alcuni in attesa di validazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità. Di essi 76 sono clinicamente guariti, 27 pazienti sono definitivamente guariti, 177 sono deceduti; spetterà in ogni caso all’Istituto di Sanità Superiore attribuire le morti al coronavirus, dal momento che si tratta di persone con un età media da 70 a 98 anni, affette da più patologie. Dal monitoraggio risultano in Toscana 11.686 persone in isolamento domiciliare (che prevede sorveglianza attiva e una serie di misure cautelari), di cui 1.288 nell’area Asl sud-est.

Le misure di sicurezza emanate dalla Regione Toscana indicano la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino a venerdì 3 aprile, in linea con la direttiva nazionale. Scatta inoltre la quarantena obbligatoria per chi arriva in Toscana dalle zone rosse. Per limitare al massimo la diffusione del contagio, anche la Regione Toscana dispone che chiunque, proveniente dalla regione Lombardia o dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro, Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, debba mettersi in autoisolamento e informare le autorità sanitarie. L’obbligo vale anche per chi sia entrato in Toscana da tali zone negli ultimi 14 giorni. 

Con l’ordinanza successiva si stabilisce inoltre che i turisti giunti in Toscana facciano rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. In particolare, per salvaguardare la funzionalità del Sistema Sanitario Regionale e garantire la cura dei pazienti complessi e gravi, si stabilisce che, qualora le persone indicate accedano ad un Pronto Soccorso toscano, se il loro stato di salute non necessita di ricovero, saranno invitate a farsi prendere in carico dal proprio medico o pediatra di famiglia del luogo di residenza.

La situazione in Valdichiana

Le misure di sicurezza riguardano anche il territorio della Valdichiana, che inizialmente presentava dei casi di isolamento domiciliare legati alla Pianese, la squadra di calcio di serie C di Piancastagnaio, che hanno fatto scattare i protocolli di prevenzione sanitaria.

A questi si sono aggiunti trenta casi di positività riscontrati all’interno del Comune di Chiusi: secondo quanto comunicato dal Sindaco Bettollini, le persone sono prese in carico dal servizio sanitario e si trovano in quarantena presso il proprio domicilio insieme ai nuclei familiari. Tra i casi si registra un decesso, un uomo di 86 anni che era ricoverato alle Scotte di Siena, ricoverato in terapia intensiva dallo scorso 4 marzo. Inoltre si è rivelato positivo anche il consigliere regionale Stefano Scaramelli, assieme al suo nucleo familiare, in isolamento domiciliare. Dal momento che nella cittadina etrusca si sono registrati circa il 50% dei casi positivi a livello provinciale, il Sindaco ha emanato un’ordinanza aggiuntiva per inibire l’accesso a tutti i parchi, giardini, aree gioco e le sponde del lago di Chiusi, oltre alla chiusura delle fontanelle e delle quattro “casine dell’acqua” per evitare assembramenti di persone. Sempre allo stesso scopo, si sono aggiunte le ordinanze per vietare qualunque lotteria e gioco lecito nei tabacchi e la chiusura del Sentiero della Bonifica (a pedoni, biciclette e tutti i veicoli).

Simili decisioni, per la chiusura dei parchi pubblici e limitazioni agli spostamenti per  garantire il rispetto della distanza interpersonale, si registrano anche a Trequanda e Torrita di Siena. Nel centro storico di Montepulciano è stata sospesa la ZTL e lo spegnimento dei varchi elettronici fino al 3 aprile, per permettere ai cittadini di raggiungere le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità dentro le mura, nonché per facilitare la consegna di medicinali e della spesa ai familiari che versano in uno stato di difficoltà e che non possono uscire di casa.

Si registrano inoltre casi di positività a Sarteano e Foiano della Chiana, a Sinalunga e a Cortona, a cui si aggiungono misure di quarantena domiciliare in molti comuni del territorio. Purtroppo sono stati registrati altri decessi in Valdichiana: all’ospedlae di Arezzo sono infatti deceduti un uomo di 77 anni di Torrita di Siena e un uomo di 85 anni di Montepulciano; a Sarteano invece è deceduto un ospite della Casa di Riposo Comunale, situazione che provocherà l’intensificazione delle precauzioni e di un protocollo ancora più stringente in un luogo così rischioso, per arginare il contagio.

Per quanto riguarda il presidio ospedaliero di Nottola, come sta accaduto anche negli altri pronto soccorso regionali, è stata allestita la tenda riscaldata pre-triage per l’accoglienza dei pazienti che si identificano come “a rischio” per provenienza, contatto stretto o sintomatologia di un’infezione da coronavirus. Inoltre attraverso dei check-point agli ingressi ospedalieri vengono svolti dei primi accertamenti su casi sospetti e vengono praticamente delle misure igienizzanti. Ai pazienti ricoverati è stato raccomandato di non avere più di un visitatore in camera; ai medici di famiglia è stato chiesto di rinviare gli esami non urgenti (è stata sospesa la penalità sulla mancata presentazione agli appuntamenti specialistici ambulatoriali).

La Regione Toscana attraverso la task force dedicata è in costante contatto con i sindaci per illustrare le decisioni condivise: non saranno fatti tamponi a tappeto, né a tutte le persone in isolamento controllato. I tamponi verranno fatti solo a chi presenta sintomi sospetti e ha avuto contatti con le aree di contagio. Negli ospedali l’attività medico chirurgica è ridotta al 25%, con l’effettuazione delle sole prestazioni d’urgenza e di quelle legate alle patologie oncologiche. La misura viene adottata per evitare che una persona positiva al virus entri in ospedale ed infetti pazienti e personale, provocandone la messa in quarantena, mettendo in difficoltà l’intero sistema.

È partita anche una campagna fondi destinata ai cittadini della provincia senese, a supporto della terapia intensiva e subintensiva degli ospedali locali (per acquistare nuovi dispositivi di ventilazione, dispositivi medici vari e dispositivi di protezione personale). Se volete donare, potete utilizzare la piattaforma Gofundme.

Numeri e informazioni utili

La Ausl Toscana sud est ha attivato il numero verde 800579579, attivo 24 ore su 24. Chi rientra nelle zone di competenza della AUSL Toscana sud est è tenuto a comunicarlo: i riferimenti sono dedicati in particolare ai soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva Covid-19 e a chi, negli ultimi 14 giorni, sia rientrato in Toscana dopo aver soggiornato nelle aree interessate dall’epidemia.

Nel territorio della Ausl Toscana sud est è stato inoltre attivato il gruppo C.Siamo, gestito attraverso la pagina facebook aziendale, destinato alle persone in isolamento domiciliare. Da qui si potranno rivolgere domande, perplessità e curiosità direttamente a professionisti aziendali che si sono messi a disposizione volontariamente (esperti della prevenzione, infettivologi, psicologi, psicoterapeuti). Per iscriversi è necessario inoltrare una richiesta apposita ed attendere che questa venga validata dalla AUSL; la relazione, mediata dal social network, consentirà lo scambio di opinioni in totale sicurezza e servirà per “alleggerire” gli stati d’ansia, le preoccupazioni e le paure che la quarantena può determinare.

Per avere maggiori informazioni, i cittadini possono rivolgersi al numero verde istituito dal Ministero: 1500, attivo 24 ore su 24.

(ultimo aggiornamento venerdì 27 marzo – ore 17:50)

2 commenti su Coronavirus: le misure di sicurezza in Toscana e in Valdichiana

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