La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: cantine

Premio cantiniere dell’anno: a Montepulciano si esalta l’anima della cantina

Quella del cantiniere è una figura che a Montepulciano, e nei luoghi dove la produzione del vino costituisce una parte integrante della loro identità, non rappresenta solo una professione ma…

Quella del cantiniere è una figura che a Montepulciano, e nei luoghi dove la produzione del vino costituisce una parte integrante della loro identità, non rappresenta solo una professione ma si intride di valore sociale. Alchimisti della cantina, i cantinieri ottengono dalla fermentazione del mosto un oro che non brilla della luce del sole, ma riflette nel bicchiere l’ultimo atto di un procedimento antico, fatto di tecniche affinate con l’esperienza e tramandate attraverso le generazioni.

E proprio per valorizzare questa maestranza, da 18 edizioni a Montepulciano viene assegnato un premio al miglior cantiniere dell’anno. Si tratta di un riconoscimento istituito dal Consorzio del Vino Nobile, tradizionalmente conferito nel contesto della Fiera dell’Agricoltura, che da quasi quarant’anni, si svolge in località Tre Berte. Al fine di dare risalto al modo in cui il settore enologico contribuisce alla tradizione rurale del territorio, come prima iniziativa gli organizzatori della Fiera nel 2001 prepararono una serie di convegni a tema. Sulla scia di questo proposito, l’anno seguente fu istituito il premio: un riconoscimento di cui potessero fregiarsi gli operatori nel campo della viticoltura. In particolare i cantinieri, coloro che presiedono alle varie fasi della vinificazione e vedono nascere ogni anno uno dei prodotti che rende illustre questo territorio in tutto il mondo.

La giuria, composta dal presidente dell’Associazione Tre Berte, a cura della quale viene allestita la Fiera, il presidente del Consorzio del Vino Nobile e il sindaco di Montepulciano, decreta il vincitore del premio di cantiniere dell’anno tra le candidature inviate dalle aziende associate. Sono queste che rendono una descrizione dei loro cantinieri, aggiungendo tutte le informazioni che possono far conoscere meglio i candidati ai giudici. Se inizialmente tra i requisiti tenuti in considerazione compariva anche quello degli anni di carriera trascorsi in cantina, di recente questo aspetto è stato lasciato in disparte, cosa che sicuramente ha agevolato la vittoria del cantiniere di quest’anno, molto giovane rispetto ai vincitori delle scorse edizioni.

Il premio del cantiniere dell’anno per il 2019 è stato infatti consegnato ad Andrea Della Lena, classe 1985, dal 2001 nelle cantine dell’azienda Icario. Prima di lui, gli altri cantinieri insigniti del premio erano stati Paola Picchiotti dell’azienda Bindella, Margherita Pellegrini dell’azienda Fanetti, Moreno Barbetti dell’azienda Fassati, Fabrizio Savino dell’azienda Salcheto, Roberta Vannozzi dell’azienda Boscarelli, Carmine e Orazio Capoccia dell’azienda Avignonesi, Stefano Rubechini dell’azienda Fattoria di Palazzo Vecchio, Primo Marinelli dell’azienda Casale Daviddi, Marco Papini dell’azienda Vecchia Cantina, Urano Carpini dell’azienda Tenuta Valdipiatta, Fabrizio Dottoti dell’azienda Fattoria del Cerro, Dino Magi dell’azienda Cantina Fanetti, Daniele Giani della Vecchia Cantina, Bruna Casagrande dell’azienda Cantina Gattavecchi, Giorgio Laurini dell’azienda Fassato, Enzo Barbi della Fattoria della Talosa, Adamo Pallecchi, della Cantina Contucci.

Diverse personalità, con diverse esperienze, ma sicuramente accomunate da quell’elemento che, secondo Paolo Solini, coordinatore del Consorzio del Vino Nobile, a fronte di un lavoro di vinificazione sempre più integrato con la meccanizzazione e la tecnologia informatica, rende il lavoro di cantiniere comunque impossibile da svolgere senza l’azione dell’uomo: la passione unita alla consapevolezza di portare avanti una tradizione identificativa non solo di se stessi, ma del territorio in cui si vive. È questa che regala prestigio a chi svolge un lavoro come quello del cantiniere, erede di storia e sapere, oggi vero e proprio polo di attrazione per giovani leve, vicine al mondo dell’agricoltura e all’ambiente. L’alto tasso di frequentazione dei corsi professionalizzanti, in questo senso, conferma la tendenza crescente di quanti apprendono le tecniche legate alla produzione del vino e lascia auspicare che in futuro nelle cantine non mancheranno professionisti.

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Cantine d’Autore: il progetto “New Art & Wine in Tuscany”

“New Art & Wine In Tuscany”: questo il titolo del progetto che è stato presentato oggi a Firenze alla presenza degli assessori regionali all’agricoltura, Gianni Salvadori, e al turismo, Sara…

“New Art & Wine In Tuscany”: questo il titolo del progetto che è stato presentato oggi a Firenze alla presenza degli assessori regionali all’agricoltura, Gianni Salvadori, e al turismo, Sara Nocentini. Il progetto è realizzato dalla Federazione Delle Strade Del Vino attraverso la struttura operativa dell’Associazione delle Città Del Vino ed ha ricevuto dalla Regione un finanziamento complessivo di 70 mila euro, ripartito in parti uguali fra i due assessorati. Il titolo stesso del progetto “New Art & Wine In Tuscany” ne riassume gli obiettivi e la filosofia.

La Toscana infatti risulta particolarmente interessata dal nuovo fenomeno delle Cantine d’Autore e di design, imprese vitivinicole che hanno realizzato su strutture ed edifici di altissima qualità architettonica, cui sono associate tecnologie innovative di costruzione e produzione, nonché un rinnovato rapporto estetico fra spazio di produzione e prodotto lavorato. Sin dalla prima metà degli anni ’90, quello toscano è stato il territorio in cui si sono concentrati maggiormente progetti e realizzazioni di nuove strutture architettoniche, espressione di tecnologie avanzate e di un attento rapporto con il paesaggio. E sempre in Toscana vi sono inoltre cantine che hanno sviluppato rapporti interessanti con l’arte contemporanea, creando un sistema culturale e produttivo vitale e innovativo.

Il progetto è declinato su questo fenomeno e ha l’obiettivo di valorizzare l’immagine della Toscana come centro nevralgico dei “templi dell’architettura” , tenuto conto che le Cantine d’Autore e di design sono attualmente il più importante fenomeno di committenza privata alla grande architettura, e la loro concentrazione sul territorio toscano rappresenta una vera ricchezza per il patrimonio artistico-culturale della regione. Il progetto fa dunque leva su un binomio di attrazione turistica unico nel suo genere, e al contempo permette di valorizzare un prodotto di grande potenza evocativa, come il vino, che caratterizza gli areali coinvolti come fra i più interessanti nel panorama enologico e vinicolo internazionale.

Con il coinvolgimento delle Istituzioni locali si punta perciò ad ottimizzare l’integrazione dell’offerta turistica con la cultura del territorio e le imprese che vi operano valorizzandone anche l’aspetto architettonico e il legame con l’arte contemporanea. “Si tratta di un settore – ha sottolineato l’assessora Nocentini- che nel 2013 ha portato un milione di presenze turistiche dedicate, con un volume d’affari di rilievo, circa 850 milioni di euro” .

Il fulcro del pacchetto promozionale sarà un “bacino enogastronomico” con le cantine incluse in uno o più “itinerari turistici eno-culturali” da portare all’attenzione dei visitatori sul mercato internazionale e sarà incentrato sul legame “Vino e grande architettura”.

Gli “Itinerari turistici eno-culturali” saranno definiti da un gruppo di lavoro composto dalle Strade del Vino, attraverso la Federazione delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, dai Comuni del territorio e da Ci.Vin, Società dell’Associazione Nazionale Città del Vino, che curerà la messa in pratica del progetto, la promozione, l’accoglienza, le visite e quanto altro.

Agli agenti di viaggio e ai tour operator verranno proposte in “pacchetto” le iniziative contenenti il binomio “vino e architettura”. A potenziare l’offerta ci sarà inoltre il collegamento con la filiera di Ristoranti e Botteghe della rete “Vetrina Toscana” e il marchio “Vetrina Toscana” andrà a caratterizzare anche gli appuntamenti e gli strumenti di comunicazione e promozione afferenti il progetto “New Art & Wine In Tuscany”. Appositi spazi saranno realizzati anche sui portali www.turismo.intoscana.it e www.vetrina.toscana.it

Sono 24 le cantine, situate in tutta la regione, che hanno aderito a “New Art & Wine In Tuscany”: Cantina La Massa (Panzano), Rocca Di Frassinello (Renzo Piano), Le Mortelle – Antinori (Castiglion Della Pescaia), Bargino (Antinori), Fonterutoli (Castellina In Chianti), Cantina Di Montalcino (Montalcino), Colle Massari (Cinigiano), Tenuta Di Coltibuono (Gaiole In Chianti), Rubbia Al Colle (Suvereto), Pieve Vecchia (Campagnatico), Tenuta Di Castelgiocondo (Montalcino), Tenuta Dell’ammiraglia (Magliano In Toscana), Pomaio (Arezzo), Salcheto (Montepulciano), Cantina Podernovo (Terricciola), Petra (Suvereto), Caiarossa (Riparbella), Icario (Montepulciano), Tenuta Delle Ripalte (Capoliveri), Cantina Triacca (Montepulciano), Guado Al Melo Di Attilio Scienza (Castagneto Carducci), Tenuta Argentiera Dei Fratelli Fratini (Castagneto Carducci), Donna Olimpia Di Guido Folonari (Bolgheri)

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Nel cuore della Val d’Orcia torna l’Orcia Wine Festival

Dal 25 al 27 aprile a San Quirico, l’Orcia, una delle più ambiziose fra le denominazioni italiane accoglie gli appassionati di vino e di paesaggio. Nel cuore della Val d’Orcia,…

Dal 25 al 27 aprile a San Quirico, l’Orcia, una delle più ambiziose fra le denominazioni italiane accoglie gli appassionati di vino e di paesaggio. Nel cuore della Val d’Orcia, patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, al via l’appuntamento con la V edizione dell’Orcia Wine Festival, mostra mercato organizzata dal Comune e Consorzio del vino Orcia.

Tra San Quirico d’Orcia, salotto del medioevo toscano e Bagno Vignoni, l’unico centro termale medioevale ancora intatto i turisti incontreranno per strada – l’antica Via Francigena – attori in abiti antichi che parlano di vino e i drappi delle bandiere dei Quartieri della Festa del Barbarossa. Nelle vetrine el centro storico saranno esposte le bottiglie dell’Orcia Doc mentre nello splendido Palazzo Chigi (XVII secolo) sarà possibile acquistare vini e assaggiare formaggi, salumi e altre produzioni di eccellenza del territorio. E ancora, all’interno delle sale affrescate del palazzo la degustazione dei vini Orcia spiegati e serviti dai produttori in persona.

Le degustazioni tecniche ONAV, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, propone tre tipi di degustazioni: “Pillole di vino” per chi vuole imparare le nozioni base dell’assaggio, per capire i segreti della maturazione in botte e le “degustazioni al buio ”. Novità assolute della manifestazione consistono in assaggi con gli occhi bendati usando bicchieri diversi, con vini a temperature diverse e in abbinamento a musica e cibi tipici. La multisensorialità esaltata dal buio per capire come, senza la vista, gli altri sensi amplificano i loro effetti stimolando sensazioni e emozioni fortissime. Un modo per conoscere il vino e il proprio corpo ma anche per sentirsi più vicini a chi non vede. Una degustazione solidale dunque che sarà guidata dal pro presidente Nazionale ONAV Vito Intini e realizzata in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi di Siena.

Visite in cantina. L’Orcia Wine Festival offre anche l’opportunità di tour di mezza giornata, in bus, nelle cantine per visite e assaggi. Accanto ai vigneti i visitatori troveranno i belvedere del progetto “Orcia il vino più bello del mondo”. Un progetto cofinanziato dalla Regione Toscana- Toscana Promozione, che propone un modo nuovo per l’osservazione del paesaggio del vino.

A Bagno Vignoni, inoltre venerdì 25 e sabato 26 aprile, al tramonto, “Aperivinum” nel loggiato dell’antica vasca di acqua termale ancora con i produttori dell’Orcia che servono e spiegano le loro bottiglie.

Il 26 aprile, invece, “Cena a Palazzo”, un momento di convivialità che fa incontrare chi vive in Val d’Orcia in modo permanente con chi ammira questo territorio e vi abita solo per qualche giorno. Sotto le volte affrescate con rappresentazioni mitologiche saranno serviti i piatti della tradizione locale in abbinamento ai vini Orcia.

Non solo vino e non solo centri storici nel ponte del 25 aprile ma anche sport all’aria aperta. Nel Comune di San Quirico d’Orcia ci sono 300 km di percorsi di trekking segnalati da cartelli e nel web. E per gli amanti del gran fondo c’è la Tuscany Crossing in Val d’Orcia 100 km. Una corsa su strade bianche e sentieri del Parco Artistico e Culturale della Val d’Orcia, Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco con partenza e arrivo a Castiglion d’Orcia e un tempo massimo di percorrenza di 24 ore (dislivello 2800D+). Un tocco glamour con “Aspettando le 1.000 Miglia” con il Club di Auto e moto d’epoca della Toscana che si fermeranno davanti a Palazzo Chigi per offrire agli equipaggi una sosta golosa con i vini dell’Orcia e per offrire agli appassionati l’opportunità di vedere da vicino delle auto leggendarie. Infine un tocco di internazionalità: 30 immagini di “Extempore fotografica Cittanova-Mostra itinerante gastronomica” che mostreranno la cultura materiale istriana.

Proprio a San Quirico d’Orcia nel ’96 le aziende richiesero l’Indicazione geografica tipica (Igt) per valorizzare le produzioni locali; e nel 2000 per loro arrivò la Doc con la denominazione Orcia. Dieci anni dopo, quindi, nacque l’Orcia Wine Festival – che potrà avvalersi delle collaborazioni di Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino), della Provincia di Siena, della Regione Toscana e del patrocinio del Ministero per lo sviluppo economico e del Ministero per l’agricoltura.

Per maggiori informazioni:  ufficioturistico@comune.sanquiricodorcia.si.it 

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