Nei nostri territori non è difficile trovare oggettistica della tradizione riconducibile all’attività contadina. Spesso e volentieri attorno a queste realtà vengono costruite sagre, feste paesane ed eventi particolari. Un esempio è la festa che si tiene a fine novembre a Monte San Savino, borgo caratterizzato dalla tradizione dello “Scaldino col fischio”.

Sono state le botteghe artigiane a conduzione familiare del borgo della Valdichiana aretina a trasmettere l’arte della ceramica tra le generazioni: una tradizione che ha dato vita a una produzione ceramica di uso quotidiano, usata prevalentemente in cucina o negli ambienti domestici.

Lo Scaldino col fischio è particolarmente ricercato, anche dai turisti, per via della sua forma caratteristica. Si tratta di un manufatto che, secondo la tradizione, conteneva la brace che si doveva mantenere accesa per un giorno. In altri luoghi viene chiamato “veggio” o “caldano”. Smaltato, con vernice rossa o nera, di forma più o meno tondeggiante e con un manico a ponte, lo scaldino savinese può spesso presentarsi con elaborate decorazioni sul manico, con applicazioni di mascheroni e di girali o traforato. Ma lo scaldino più ambito è appunto quello col fischio, fatto di terracotta e collocato proprio sopra il manico.

La presenza del fischio non è ancora ben chiara (a volte ne esistono addirittura due nello stesso scaldino), ma esistono varie idee formulate attraverso i racconti tramandati dagli abitanti del paese. Probabilmente serviva ai più anziani per catturare l’attenzione dei giovani quando la brace finiva o più semplicemente per chiedere aiuto. Non sono da escludere neanche le ipotesi per le quali il fischio servisse a tenere compagnia ai contadini che durante la notte ritornavano dalla fiera o veniva utilizzato come strumento musicale durante le feste.

Quel che è certo è che lo “Scaldino col fischio” non va confuso con il più comune scaldaletto, che veniva posto all’interno del “prete” o “pretina”, la struttura in legno inserita sotto le coperte per diffondere il calore, utile per ridurre il tasso di umidità dei materassi di cui erano pregne nella stagione invernale le case di campagna o nelle abitazioni prive di riscaldamento.

La tradizione dello Scaldino col fischio viene celebrata durante la fiera dedicata a Santa Caterina, nel centro storico di Monte San Savino. Si tratta di una fiera molto antica, conosciuta anche come “Fiera dell’equino” o “Fiera Grossa”, già presente nelle cronache locali del 1551. Tra giochi popolari e iniziative dedicate, la tradizione di questo oggetto particolare viene tramandata ancora oggi alle generazioni più giovani.

AR/MONTE S.SAVINO FIERA DI S.CATERINA E DELLO SCALDINO COL FISCHIO
Print Friendly, PDF & Email
Show Full Content

About Author View Posts

Chiara Cacace

Diplomata alle Scienze Umane senza neanche essersene resa conto, ha necessitato di un anno sabbatico durante il quale ha scoperto che non può fare nulla per placare la sua volontà di scegliere sempre la via meno praticabile. Per questo aspira a fare parte del mondo dei giornalisti poiché scrivere è l’unica cosa giusta che pensa di sapere fare, ma neanche lei ci giurerebbe, quindi non illudetevi.

1 thought on “La tradizione dello “Scaldino col fischio”

Lascia un commento

Iscriviti alla nostra newsletter!

Ultimi Articoli

Ultimi Podcast

Ultimi Video

Valdichiana Shop

Archivi

Close
Close