La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Autore: Krizia Ribotta

New Moon: fontana o non fontana? Questo è il problema

Terzo ed ultimo appuntamento dedicato al set del film New Moon girato a Montepulciano, che per l’occasione è stata trasformata nella Volterra descritta minuziosamente nel libro della Meyer. Come in…

Terzo ed ultimo appuntamento dedicato al set del film New Moon girato a Montepulciano, che per l’occasione è stata trasformata nella Volterra descritta minuziosamente nel libro della Meyer. Come in ogni lungometraggio che vuol essere campione d’incassi, realtà e finzione si amalgamate a prova d’arte, per offrire un prodotto intrigante e di qualità.

Ed è proprio per questo che quando i fan arrivano a Montepulciano, muniti ovviamente di cartina geografica per ripercorrere lo stesso percorso di Edward e Bella, rimangono stupiti, in Piazza dei Priori, di non trovare la fontana a base quadrata che lei scavalca per correre a salvare lui. Pensano di essersi persi, chiedono in un italiano sgrammaticato qualche informazione agli abitanti, oppure mostrano loro la fotografia della scena.

In entrambi i casi, purtroppo, rimangono delusi: in questo comune non c’è traccia della fontana in questione, per il semplice fatto che è un’invenzione voluta dalla troupe. Realizzata in legno e cartapesta, è lunga 7 metri ed è stata costruita fedelmente in base alla descrizione che viene fornita nel libro.

Sfortunatamente è stata smontata immediatamente dopo la fine delle riprese, quindi non è più visibile agli assatanati vampireschi. I più fortunati sono stati coloro che hanno dato la loro disponibilità per fare la comparsa: sono state ben 5mila le candidature che sono state sottoposte al casting. La maggior parte della gente voleva essere lì con Edward, lo si sa, per poter dire di comparire nel film con il proprio attore preferito.

Fontana NewMoon

D’altronde lo cantava anche Cenerentola, che i sogni possono diventare realtà, no? Per cui se al posto di una fata madrina e una zucca mettiamo vampiri e licantropi, non è poi così difficile immaginarsi al posto del principe azzurro un sexy vampiro che ha il volto di Robert Pattinson, no?

Quello che però colpisce a proposito di questa fontana, è che in passato, in base ad una fotografia ritrovata nell’archivio storico della città, sembra che a Montepulciano ci fosse davvero una fontana, progettata da Caneschi e dedicata agli Eroi e Martiri della Libertà. Oggi non è più esistente, e la parte centrale, insieme all’obelisco, è stata spostata negli anni ’30 ai Giardini di Poggiofanti.

Un fatto, questo, curioso ed interessante, e grazie alla fontana di New Moon, seppure finta e provvisoria, il comune toscano ha omaggiato ancora una volta, seppure in modo del tutto casuale tutti coloro che hanno dato la vita per la nostra patria. Un gesto che non ha prezzo, e che neppure un vampiro, con il suo bel fisico, è in grado di fare.

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“New Moon”: galeotto fu il tombino dei Volturi

Rieccoci con il consueto appuntamento dedicato a New Moon, il secondo film della saga Twilight in cui Bella salva il suo vampiro. Per chi si fosse perso la prima parte…

Rieccoci con il consueto appuntamento dedicato a New Moon, il secondo film della saga Twilight in cui Bella salva il suo vampiro. Per chi si fosse perso la prima parte dell’articolo, consiglio di leggersi il post del mese scorso, in cui è possibile scoprire alcuni dei luoghi in cui sono state girate le scene italiane.

Dove eravamo rimasti? Ah sì: Bella, arrivata in Piazza Grande, davanti al Palazzo Comunale in cui sono state girate alcune scene con i Volturi, salva il suo vampiro, in quella che è la scena madre della saga. Ed è proprio nell’androne del Comune che, ancora oggi, numerosi fan curiosi scattano una foto ricordo, felici di poter essere nei luoghi in cui sono passati i loro beniamini.

Ragazzi e ragazze di ogni età, provenienti da diverse parti del mondo solo per poter visitare la location del loro film preferito. Ed ecco che gli scatti immortalano anche diversi palazzi del centro storico e la cantina del Redi, in cui sono state effettuate le altre riprese con i Volturi.

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Uno dei simboli chiave del film, nonché la prima cosa cosa che cercano immediatamente i turisti quando arrivano a Montepulciano è il tombino in cui si calano tre dei Volturi. Un luogo quasi insignificante, che però è diventato famoso tutto d’un tratto nel 2007, quando la scrittrice del romanzo, la Meyer, mentre era in città per presentare il libro, si è fatta fotografare proprio sotto l’arco di vicolo Mazzoni, una stradina buia e umida, in cui ci si imbatte nei piccioni che cercano riparo nei pertugi dei mattoni delle vecchie abitazioni.

Proprio lì c’è una grossa botola di 3 metri, che da quel momento è stata ribattezzata “il tombino di New Moon”, nonostante in realtà non sia affatto un tombino. Ancora una volta il fascino misterioso del cinema prevale sulla realtà, e nonostante sia un mondo di duro lavoro e con orari davvero strabilianti, tutte le fan di Edward che hanno potuto fare le comparse non si sono mai lamentate, anzi, raccontano con un sorriso a 32 denti di come dovevano alzarsi alle 4 per tornare a casa non prima delle 19. Ma per un sexy vampiro si fa questo e altro, no?

Appuntamento alla prossima puntata  per scoprire insieme l’ultima delle location italiane del film New Moon: la fontana.

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“New Moon”: a Montepulciano sul set del film

Montepulciano è stata la location italiana del film New Moon, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa, iniziando quella che si prospetta essere una mini rubrica dedicata al cortometraggio e…

Montepulciano è stata la location italiana del film New Moon, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa, iniziando quella che si prospetta essere una mini rubrica dedicata al cortometraggio e al borgo toscano.

I fan, ossessionati con quella che è stata definita la storia d’amore più romantica dopo Titanic, che hanno divorato senza tregua il secondo libro da cui è tratto l’omonimo film, hanno reagito abbastanza male alla notizia che fosse stato scelto questo comune italiano e non Volterra, meta scelta nel romanzo.
I produttori della Summit Entertainment hanno giustificato la loro scelta spiegando che Montepulciano presenta scenari più belli da filmare, scelta condivisa anche a suo tempo dalla troupe della serie TV italiana Carabinieri.

“Ci siamo innamorati sia di Volterra che di Montepulciano, così come di tutto il territorio toscano. Ovviamente il libro di Stephenie Meyer parla di Volterra ma, come sempre nel cinema, abbiamo dovuto tenere conto di alcune esigenze logistiche che ci hanno fatto cercare anche location diverse finendo col decidere di girare a Montepulciano. Speriamo davvero di riuscire a rendere giustizia sia a Volterra che a Montepulciano”.

Ma facciamo un passo indietro, cercando di capire come da Vancouver si arrivi a Volterra nel libro. É a partire dal 21° capitolo che l’Italia entra in gioco: è il 15 di un mese imprecisato, e in questa cittadina si celebra la festa del patrono della città toscana, San Marco, che morì martire in Romania.

“In realtà il vescovo cristiano è il Marcus dei Volturi, e non ha mai abbandonato la città. Il patrono di Voterra è invece San Giusto” ha da sempre chiarito Paolo Paterni, del consorzio turistico del borgo toscano.

Di questo, però, poco importa ai giovanissimi e i sognatori senza età che si sono innamorati di questa storia fantasy, intrisa di ostacoli e di battiti del cuore: arrivano a Montepulciano per individuare i luoghi storici del film New Moon.

A cominciare dalle stradine che Bella Swan e Alice Cullen imboccano quando entrano in città da Porta San Francesco a bordo della porche gialla. Dopo aver attraversato l’oceano, ed essere arrivate da Firenze-Peretola, ecco che le due ragazze raggiungono Volterra/Montepulciano, la città dei misteri in cui vivono Volturi, i vampiri di origine etrusca, per fermare Ed.

Salgono via del Lino, vengono bloccate da un vigile in via Franceschini e imboccano via Roma, una stradina molto stretta lastricata di pietre color ocra. Finalmente giungono a destinazione, arrivando nella Piazza dei Priori, dove si trovano davanti centinaia di persone vestite con lunghi mantelli rossi, intente a celebrare la festa. L’orologio del Palazzo sta per segnare mezzogiorno, ed è una vera e propria corsa contro il tempo…

Appuntamento alla prossima settimana per scoprire insieme un’altra location italiana del film New Moon: il tombino dei Volturi.

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“New Moon” a Montepulciano: tutti in delirio per il vampiro e la sua Bella

New Moon, il secondo romando di Stephenie Meyer, edito da Fazi editore, è il seguito di Twilight, il best seller a livello mondiale da cui è stato tratto l’omonimo film…

New Moon, il secondo romando di Stephenie Meyer, edito da Fazi editore, è il seguito di Twilight, il best seller a livello mondiale da cui è stato tratto l’omonimo film con quella che resta una delle coppie più seguite di Hollywood, Robert Pattinson e Kristin Stewart. L’autrice, dovendo cercare una città italiana in cui ambientare il finale mozzafiato della (non poco) tormentata storia d’amore tra Edward e Bella, ha puntato il dito sulla carta geografica, scegliendo un posto a casa. Volterra. “Non c’ero mai stata” ha spiegato, e dopo essersi documentata, ha visto in quel posto il luogo perfetto.

Così il cast di New Moon, dopo le riprese a Vancouver, è volato in Italia: una fortuna sfacciata non solo per la città, ma anche per i fan italiani, che hanno avuto la possibilità di incontrare i loro beniamini: oltre Pattinson e la Stewart, Charlie Bewley, Ashley Green, Dakota Fanning e Daniel Cudmore.

Protagonista quasi assoluto è stato ovviamente il bel vampiro, che ha dichiarato che la scena più impegnativa è stata quella in cui, a Volterra, doveva mostrarsi alla luce del sole: “C’erano molti fans li ed alcuni di loro erano venuti da molto lontano per poter assistere. Sentivo un enorme senso di responsabilità, ero di fronte a moltissime persone letteralmente ossessionate da questa storia. Non mi sono mai sentito cosi vicino al mio personaggio”.

Non è da tutti, infatti, arrivare in Italia e trovarsi un’accoglienza del genere, ma si sa che la “Twilightmania”, ancora oggi, a distanza di anni, ha contagiato proprio tutti, tant’è che anche attori come Pattinson si sono sentiti leggermente a disagio durante alcune delle riprese. Come quella a Montepulciano, in cui si doveva togliere i vestiti. L’imbarazzo si è decisamente fatto sentire, tant’è che lui stesso, scherzando, ha ammesso che è stato come fare uno striptease. “Ero nella piazza assolata di un piccolo paese e davanti a centinaia di persone arrivate da tutto il mondo solo per guardarmi! Ma l’esperienza è stata anche utile: la presenza dei miei fans mi ha permesso di capire quanto sia emotivamente importante per loro il personaggio di Edward, aiutandomi ad interpretarlo con più responsabilità”.

Tutte le fan impazzivano ogni volta che lui usciva dalla scena, ma nonostante questo era davvero inarrivabile, e i fan più fortunati riuscivano ad avere qualche scatto rubato appostandosi vicino all’Albergo Duomo, che ha ospitato i camerini e la sala trucco per le riprese. Lì, è stato possibile vedere in carne od ossa tutti quei personaggi di cui si era- e si è tuttora- innamorati.

L’attessimo sequel di Twilight ha davvero riscosso un successo inaspettato, tant’è che i luoghi italiani si sono trasformati nella casa base della congregazione dei Volturi, la famiglia custode del segreto dei vampiri.

Ancora oggi, a distanza di anni, numerosi turisti, specialmente ragazzine ancora innamorate della bellissima storia d’amore tra Edward e Bella, arrivano a Montepulciano per visitare le piazze, i vicoli, la fontana e il “tombino” in cui sprofondano i Volturi.

Ma quanto c’è di vero e quanto, invece, è stato frutto della finzione cinematografica? Appuntamento alla prossima settimana per scoprirlo…

Il cast di "New Moon" a Montepulciano

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Bradley Cooper racconta la sua terza “notte da leoni”

“Ok ragazzi, niente panico, ho un piano”: i lupi sono tornati, per la terza e ultima volta. Phil (Bradley Cooper), Stu (Ed Helms), Alan (Zach Galifianakis) e Doug (Justin Bartha)…

“Ok ragazzi, niente panico, ho un piano”: i lupi sono tornati, per la terza e ultima volta. Phil (Bradley Cooper), Stu (Ed Helms), Alan (Zach Galifianakis) e Doug (Justin Bartha) are back, e da giovedì scorso sono nei cinema italiani con il terzo capitolo della saga Una notte da leoni.

Questa volta nessun matrimonio, nessun addio al celibato, nessuno sballo, nessun party dell’altro mondo: i ragazzi si sono calmati, e la parola d’ordine sembra essere “chiudere il cerchio”, anche se il regista Todd Phillips non riesce a chiudere la trilogia con il botto, come sperava. Forse perchè Bradley Cooper era a disposizione solo part-time, visto che lui, il botto è riuscito a farlo eccome?

Dopo il primo film, infatti, la giovane promessa di Hollywood considerato da molti il figlio adottivo di Robert De Niro (hanno infatti recitato insieme due volte, la prima in Limitless, la seconda ne Il lato positivo, in cui erano padre e figlio, ndr), nonché uno dei sex simbol più ambiti, si è riscattato, riuscendo a conquistare un tale successo che gli ha permesso di staccarsi da queste parti comiche per concentrarsi su altri progetti.

“Non credo che avrei mai potuto produrre Limitless e di certo la Weinstein Company non mi avrebbe affidato Il lato positivo (film per il quale ha ricevuto la sua prima nomination agli Oscar, ndr)” ha spiegato lo stesso attore, confessando che proprio per questo è grato a Phillips. “Farei tutto quello che Todd (Phillips, ndr) mi chiedesse di fare. Non solo perché io abbia un debito con lui, e ce l’ho, ma perché penso semplicemente che sia un grande autore”.

Cooper, infatti, è una persona che prende molto seriamente il suo lavoro, e sceglie di girare un film in base al regista e non al copione. “Perché se non hai un buon regista fai poca strada” ha dichiarato recentemente in un’intervista a Sky. Ed è proprio per questo che ha deciso di tornare alla saga che gli ha dato popolarità, insieme ai suoi compagni di (dis)avventure, tra battute azzeccate, risate assicurate ed una corsa contro il tempo che da Los Angeles condurrà il trio a Las Vegas, passando per il Messico.

“Il nostro obiettivo, come ci alzavamo al mattino, era sempre lo stesso: riuscire a farci ridere a vicenda. E’ anche per questo che ci siamo divertiti moltissimo insieme a girare questo film, e credo che questo sia uno degli aspetti più fondamentali per contribuire alla riuscita di un prodotto cinematografico” ha raccontato l’attore.

Il fatto poi che sia uscito in questo periodo di crisi, in cui non solo l’America ma il mondo intero è alle prese con problemi e situazioni tali da dover dichiarare lo stato d’emergenza (il caso più recente a Londra, dove un soldato è stato ucciso a colpi di machete, ndr), è stata un’ottima strategia di marketing, perché “il pubblico aveva davvero bisogno di una commedia del genere, ed era da un po’ di tempo che non se ne vedeva nessuna”.

Cooper ha poi sottolineato con grande entusiasmo il fatto di aver recitato ancora una volta con i colleghi di sempre, senza essersi mai stancato di loro. “Ci sono state delle pause tra un film e l’altro, quindi non abbiamo avuto modo di stancarci l’uno dell’altro. Io amo questi ragazzi sia professionalmente che personalmente. Ed è anche per questo che è stato facile fingere che Ed (Helms, ndr) e Zach (Galifianakis, ndr) fossero i miei migliori amici”.

Se una trilogia può finire, una vera amicizia dura per sempre.

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L’Hitchcock di Gervasi? Ha il volto di Anthony Hopkins

Un cast stellare per il film di Sasha Gervasi, Hitchcock, ispirato al libro di Stephan Rebello Come Hitchcock ha realizzato “Psycho”, che mostra il “making of” di uno dei più…

Un cast stellare per il film di Sasha Gervasi, Hitchcock, ispirato al libro di Stephan Rebello Come Hitchcock ha realizzato “Psycho”, che mostra il “making of” di uno dei più grandi successi cinematografici del genio dell’horror.

In meno di due ore, infatti, il regista condensa tutto il lavoro, durato mesi, che c’è stato dietro quel film, non per limitarsi a raccontare in modo cronologico lo svolgimento dei fatti, ma per svelare tutti quei minuziosi dettagli che pochi conoscono di “Sir Alfred”. Le sue ossessioni per il sovrappeso, la sua passione per le bionde inarrivabili, il suo rapporto inquietante con la moglie Alma Reville, con cui è geloso e possessivo e la sua maniacale attenzioni ai dettagli. Un regista talmente concentrato sul lavoro che, insoddisfatto dell’attore che nel film deve accoltellare la collega Marion Craine (che interpreta Janet Leigh, ndr) nella famosa scena della doccia, impugna lui stesso il coltello, avventandosi con furia sulla poveretta. Un fuori programma che permette di ottenere dalla Craine quelle espressioni terrorizzate che hanno conquistato il pubblico di tutto il mondo.

Un film clamoroso, Psycho, che però nessuna casa di produzione cinematografica, neanche la Paramount, vuole distribuire, per via della scena finale. Alma, sceneggiatrice di talento, suggerisce allora di aggiungere alla scena della doccia la musica e di rimontare il film da capo. Così facendo, i due decidono poi di finanziare personalmente il progetto, anche a costo di ipotecare la loro casa. E il successo non è ovviamente immediato, anzi, il film viene osteggiato dalla critica e fortemente censurato dalla critica, tanto da essere indicato da alcune major come un horror B movie. Ma alla fine Psycho riesce ad ottenere grandi incassi e, sebbene non vince nessun Oscar, viene considerato uno dei capolavori del genio del mistero.

D’altronde, dietro ad ogni grande uomo c’è sempre una grande donna, e ne sono la prova i teli della stanza da bagno, che hanno le iniziali AH. A per Alfred o per Alma Hitchcock? Forse per entrambi, come testimonianza della perfetta, seppure difficile, fusione tra i due.

Nel ruolo del protagonista, un Anthony Hopkins perfettamente truccato, ingrassato, divertente, integro ed empatico, e al suo fianco, ad impersonare la moglie, Helen Mirren, intensa e misurata nella parte. Curioso è vedere che lei, all’inizio del film, indossa la stessa biancheria usata da Marion Craine all’inizio di Psycho. Nella parte di quest’ultima, Scarlett Johansson, che sebbene sia di una bravura eccezionale, in particolare nella scena della morte sotto la doccia, ed assomigli all’attrice, risulta essere se stessa, ovvero bellissima ed esplosiva.

Grande omaggio al maestro del brivido Hitchcock quello di Gervasi, che per quanto sia un regista semisconosciuto, propone un film che si avvale di numerose nomination: agli Oscar per il miglior trucco, ai Golden Globe per la migliore attrice in un film drammatico (Helen Mirren) e ai BAFTA (l’organizzazione britannica British Academy of Film and Television Arts, ndr) per la migliore attrice non protagonista (Helen Mirren) e il miglior trucco.

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“Effetti collaterali”: mai fidarsi del proprio psichiatra

Effetti collaterali: mai fidarsi del proprio psichiatra, neanche se si tratta di Jude Law Effetti collaterali, il nuovo film uscito da poco nelle sale italiane, racconta la storia di Emily…

Effetti collaterali: mai fidarsi del proprio psichiatra, neanche se si tratta di Jude Law

Effetti collaterali, il nuovo film uscito da poco nelle sale italiane, racconta la storia di Emily Taylor (Rooney Mara), una giovane donna depressa che arriva a tentare il suicidio. Conosce così il dottor Jonathan Banks (Jude Law), psichiatra di successo e, per affrontare il ritorno a casa del marito Martin (Channing Tatum), che è appena stato rilasciato di prigione, gli chiede di prescriverle alcune pillole per aiutarla a guarire. Lo specialista, dopo essersi consultato con il precedente medico della ragazza, la dottoressa Victoria Siebert (Catherine Zeta Jones), le prescrive l’Ablixa, farmaco che si rivela determinante.

Emily, infatti, durante un apparente stato di sonnambulismo, accoltella il marito, e nonostante le prove siano chiare e conducano a lei, non viene condannata, in quanto, non ricordando nulla, viene giudicata non cosciente delle sue azioni. Viene così rinchiusa in un istituto di salute mentale, dove l’unica visita che riceve è quella del dottor Banks, il quale si sente in colpa per quanto accaduto. Lui le ha prescritto le pillole, e ora si sente responsabile per la morte dell’uomo.

Volendo arrivare alla verità, lo psichiatra cerca in tutti i modi di scoprire quello che è veramente successo e capire il vero motivo dell’omicidio. Quali sono gli effetti collaterali dell’Ablixa e quali invece le manipolazioni mentali per ottenere veramente quello che si vuole? Ma soprattutto, quali sono i limiti estremi della finzione umana?

Il regista Soderbergh, accettando di dirigere questo film, ha accettato una bella sfida, ovvero quella di proporre al pubblico uno spaccato della società moderna, in cui qualsiasi problema o stato d’animo sembra poter venire controllato dall’assunzione di farmaci e chiunque voglia sentirsi meglio si rivolge ad un’analista. Elementi, questi, che fanno pensare ad un documentario d’inchiesta, che invece si rivela essere “un sofisticato thriller adulto ambientato nel mondo della psichiatra e dei farmaci”, come lo ha definito Jude Law. Questo proprio perché è la perversione della cronaca quotidiana che offre al mondo del cinema interessanti spunti per un film accattivante.

Scott Z. Burns, il produttore del documentario Premio Oscar Una scomoda verità, si conferma un ottimo sceneggiatore, in grado di far luce non solo sulla questione legata all’uso massivo degli psicofarmaci, ma anche sul particolare meccanismo psicologico che porta la mente umana a falsificare la realtà.

Una sceneggiatura avvincente, molto ben calibrata, con dialoghi solidi che catturano immediatamente lo spettatore e lo portano a seguire l’intera vicenda, per indagare sulla finzione stessa. Si va infatti dall’insider trading all’omicidio, all’abuso di potere: un solo sospettato o tutti fanno parte di questo incredibile gioco al gatto e al topo? Depressione e ansia si alterano come stati d’animo di Emily e del dottor Banks, i quali, per denaro, sono disposti a tutto, anche a deteriorare la mente umana. E ne è la prova il finale, che mostra come follia e normalità diventino semplici ossimori, rispettivamente una follia normale ed una normalità folle.

Un prodotto cinematografico di alta qualità, che merita assolutamente di essere visto, anche solo per il cast stellare che si conferma azzeccato.

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