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Tag: terracotta

Il Museo della Terracotta di Petroio, storia di un’arte sospesa nel tempo

La terracotta, conosciuta anche con il termine più popolare di “coccio”, è una tipologia di ceramica che costituisce l’elemento base della storia e dell’identità di Petroio, la piccola frazione del comune…

La terracotta, conosciuta anche con il termine più popolare di “coccio”, è una tipologia di ceramica che costituisce l’elemento base della storia e dell’identità di Petroio, la piccola frazione del comune di Trequanda immersa nei boschi e nelle pacifiche campagne ai margini della Valdichiana. È proprio a questo importante elemento dell’artigianato locale che è dedicato il Museo della Terracota di Petroio: un museo che esplora le origini di un’arte sospesa nel tempo e che è stata il fulcro di tante attività artigianali per tanti secoli.

Il piccolo borgo di Petroio è diventato famoso nei secoli passati proprio per la produzione di articoli in terracotta, tanto che l’attività lavorativa dei vasai e degli artigiani collegati alla filiera del coccio sono tuttora i custodi della tradizione locale. La terracotta, dopo le varie fasi di estrazione, lavorazione e cottura, assume una tipica colorazione rossastra e grazie alla sua duttilità è diventata il più diffuso materiale da costruzione, con una moltitudine di usi comuni, per la fabbricazione di stoviglie, vasi, utensili e oggetti di vario genere.

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Nel Museo della Terracotta di Petroio sono raccolti gli attrezzi del lavoro del concaio, vengono illustrate le tecniche antiche e quelle moderne, sono ricostruire la cava, il forno e la bottega artigiana. Una delle volontarie del museo, Vittoria, ci ha raccontato in maniera approfondita le caratteristiche del museo e i suoi legami con il territorio.

Il Museo della Terracotta di Petroio è stato inaugurato nel 2001, ed è ospitato nel Palazzo Pretorio del borgo di Petroio, come parte del Sistema Museale Senese. Il palazzo risale al XIII secolo e, in occasione della sua trasformazione in Museo, il restauro ha recuperato l’intera facciata. È disposto su tre piani, più il piano interrato dove, lungo i muri, sono disposte diverse teche disponibili per le esposizioni temporanee. Proprio in quest’ala del museo è presente l’esibizione “La piccola Toscana” di Rodolfo Morviducci il Maestro Concaio novantaduenne di Petroio che realizza modellini dei borghi toscani con la terracotta locale.

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Il Museo ospita anche delle stanze adibite a laboratorio didattico, dove sia gli studenti che i visitatori in genere possono dilettarsi nella pratica della manipolazione dell’argilla: grazie al piccolo forno messo a disposizione, i prodotti realizzati vengono poi cotti e consegnati ai rispettivi autori da conservare come ricordo.

Il Museo sottolinea l’intreccio tra passato e presente, tra l’artigianato di una volta e la modernità di oggi. Al suo interno custodisce reperti antichi (la maggior parte dei quali era destinato ad uso domestico), una vasta documentazione riguardante gli strumenti e i metodi di lavorazione tradizionale e moderna, più alcuni esemplari di nuovi prodotti che sono stati inseriti sul mercato.

Il museo ha indubbiamente un forte legame con Petroio e con i petroniani: infatti, si hanno notizie delle fabbriche di terrecotte nel paese sin dal XVI secolo. In questo piccolo borgo, il mestiere del concaio o vasaio era molto diffuso; la materia prima, l’argilla, era ed è tutt’ora molto abbondante nel territorio. Le cave davano lavoro alla maggior parte delle famiglie residenti a Petroio, e questo potrebbe essere uno dei tanti motivi per cui il museo e i suoi manufatti sono sentiti come parte della propria famiglia e della propria casa, per la gente del paese.

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“È motivo di orgoglio poter mostrare ai visitatori del Museo come il materiale povero dell’argilla, con la maestria dei concai, si possa trasformare in un prodotto così particolare e resistente nel tempo. – racconta Vittoria – Dimostrazione di tale orgoglio è il fatto che tutt’oggi il museo viene aperto dai volontari del paese, che a turno rendono visitabile questo immenso museo, e dai volontari del sevizio civile. L’ingresso al Museo è aperto a tutti, ad offerta libera.”

Il Museo è sempre inserito nelle varie manifestazioni che vengono organizzate dall’amministrazione comunale e dalle associazioni locali, una tra queste è la “Corrida del contadino e mostra mercato della terracotta”, che si svolge nel mese di giugno, in cui trova connubio la festa folcloristica del paese con la mostra degli elaborati di terracotta, a cui partecipano la maggior parte dei produttori di terrecotte della zona, che espongono le loro opere. Quest’anno la festa si terrà dal 10 al 12 giugno 2016 e potrà essere un’ottima occasione per visitare anche le tante meraviglie esposte nel museo e fare un tuffo nella storia locale.

“Il nostro obiettivo principale per il futuro – continua Vittoria – è quello di incrementare il sistema di rete tra i due Musei di proprietà comunale (Museo della Terracotta di Petroio e Collezione Archeologica Giancarlo Pallavicini di Trequanda) con il bellissimo e ricco Museo di arte Sacra di Castelmuzio, offrendo al turista una sorta di itinerario turistico che racchiuda tutti e tre questi splendidi musei, che, contornati dal magnifico paesaggio del Comune di Trequanda, possa rappresentare un’offerta apprezzabile per molti.”

La necessità di costituire un circuito di rete dei musei è garantita dalla Fondazione dei Musei Senesi che da anni sta lavorando in tali termini; l’obiettivo è attualmente incrementato dall’adesione del comune di Trequanda all’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese che gestirà i musei del territorio in forma associata.

Attualmente il Museo della Terracotta è aperto il sabato dalle 15.00 alle 19.00 e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 e gli altri giorni su prenotazione. Indirizzo: via Valgelata 10, 53020 Trequanda; telefono 0577/665188; e-mail museo.terracotta@virgilio.it

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Pioggia, terrecotte e maialini: alla Corrida di Petroio

Ammetto che, prima di andare a Petroio per assistere alla Corrida del Contadino, sapevo a malapena dove fosse questo grazioso borgo. Da non autoctona (abito a Montepulciano da 4 anni),…

Ammetto che, prima di andare a Petroio per assistere alla Corrida del Contadino, sapevo a malapena dove fosse questo grazioso borgo.

Da non autoctona (abito a Montepulciano da 4 anni), tutto quello che sapevo era “quando sei all’Amorosa svolta e vai dritta finchè non arrivi“. Ebbene, è effettivamente stato molto semplice arrivare (cosa affatto scontata, considerando il mio pessimo senso dell’orientamento), e più mi avvicinavo a Petroio più riconoscevo che il paesaggio diventava sempre più simile a quello delle Crete Senesi.

Il tempo non prometteva niente di buono e in effetti è stato inclemente con noi, ma la minaccia di qualche goccia d’acqua non è bastata a spaventare gli abitanti di Petroio.

Dopo aver parcheggiato mi sono incamminata verso il centro storico, che mi ha colpita subito per la sua bellezza. Ho intravisto alcuni scorci davvero particolari, che non mi sono fermata a fotografare perchè la luce non rendeva davvero giustizia.

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Dopo un po’ che camminavo per le vie, incontrando di tanto in tanto banchetti di terrecotte o dipinti in esposizione, ho trovato il corteo in fase di preparazione. La prima cosa che ho notato è stato il grande entusiasmo dei partecipanti, soprattutto dei giovani e dei più piccoli.

Il corteo si è  incamminato, sfidando il vento e il tempo avverso, tutti armati di ombrelli e giacche. I figuranti delle quattro contrade hanno sfilato per tutto il paese, arrivando fino al campo già allestito per la Corrida del Contadino.

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A quel punto aveva già cominciato a piovere da un bel pezzo e le mie mani erano occupate dalla macchina fotografica, percui non potevo tenere in mano un ombrello. Mi sono accontentata del cappuccio della mia giacca, e con le tasche piene di telefoni, occhiali e altre cose che non avrebbero dovuto bagnarsi ma che l’hanno fatto, mi sono infilata tra il pubblico per assistere alla gara. Sarò sincera, non avevo la minima idea di cosa aspettarmi!

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Arrivata lì ho visto un ragazzo vestito da contadina (annessa parrucca bionda) avviarsi verso una piramide di rotoballe in fondo al campo. Presto la gara è entrata nel vivo: un secondo ragazzo vestito da contadino (con in testa un cappello chiodato!) è corso sulle rotoballe a recuperare la sua consorte, l’ha caricata su una carriola e l’ha spinta attraverso un percorso ad ostacoli fatto di birilli, equilibrismi e precisione. I due sono poi entrati nel recinto dove grufolavano quattro maialini segnati coi colori delle rispettive contrade. Il contadino, a suon di schiamazzi e inseguimenti, è riuscito a convincere il proprio maialino a imboccare l’uscita del recinto e a fargli compiere tutto un percorso intorno al campo.

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Le contrade si sono sfidate a realizzare il tempo migliore, facendo due giri a testa. Il percorso a ostacoli era avvincente, ma tutti l’hanno superato senza particolari difficoltà. Quando arrivava il momento di convincere i maialini a imboccare il percorso, invece, era tutta un’altra storia.

Un paio di maialini sono stati particolarmente collaborativi, quelli delle contrade Pianate e Torre, il maialino della Fonte diciamo che non ha aiutato, ma il vero osso duro è stato il maialino del Borgo, che al secondo giro ci ha messo la bellezza di cinque minuti prima di decidersi a prendere la direzione giusta!

Nel frattempo, noi osservavamo sotto l’acqua. La mia Canon era piuttosto fradicia, ma credo sia sopravvissuta.

Alla fine degli otto giri, è risultata vincitrice la contrada Pianate (che ha vinto anche l’edizione precedente), seconda la Torre, terza la Fonte e quarta la sfortunata Borgo. Alla fine della Corrida, una persona dal pubblico è stata estratta a sorte e ha vinto uno dei quattro maialini che hanno corso la gara: spero che il povero animale non sia finito sulla tavola del fortunato spettatore!

Ciò che colpisce sempre agli occhi esterni, durante le feste folcloristiche e le gare sportive fra contrade nei paesi più piccoli, è la maggiore passione con cui viene vissuta la manifestazione da parte degli abitanti. Le ragazze a bordo della recinzione non risparmiavano le grida di incitamento per la loro fazione, e tutti hanno sopportato la pioggia incessante per tutta la durata della gara.

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Anche se credo di aver vinto una bronchite, è stata una bella esperienza, che sarò felice di ripetere anche il prossimo anno, magari rimanendo anche per la cena prevista dopo la gara, che sulla carta metteva davvero l’acquolina in bocca!

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Entra nel vivo la campagna elettorale di Benocci, candidato sindaco di “Sinalunga Bene Comune”

Riceviamo e pubblichiamo «Vogliamo essere una vera forza di rottura, che vada realmente ad ascoltare i cittadini, ne capisca i bisogni e lavori per il bene di Sinalunga e del…

Riceviamo e pubblichiamo

«Vogliamo essere una vera forza di rottura, che vada realmente ad ascoltare i cittadini, ne capisca i bisogni e lavori per il bene di Sinalunga e del territorio».

Così Corrado Benocci, candidato sindaco della lista “Sinalunga Bene Comune”, presenta la sua lista in vista delle amministrative del prossimo 25 maggio.

«Siamo una lista civica – prosegue Benocci – che farà scelte senza dover dipendere da obblighi o dettami di partito, ma lavorerà solo per il bene di Sinalunga e di tutti i suoi cittadini».

Parlando dei candidati al consiglio comunale, Benocci spiega che «con me ci sono tante persone ‘nuove’ senza tessera di partito e che adesso vogliono mettere la loro professionalità e la voglia di fare al servizio dei cittadini». Sinalunga è reduce da un periodo di commissariamento che ha creato disagi e difficoltà ai cittadini e dunque «mi sono convinto che non era il momento di stare a guardare ma di mettere a disposizione di tutti la mia esperienza, la serietà, l’entusiasmo e la determinazione», prosegue il candidato sindaco. Il tutto riassunto dallo slogan “Sinalunga bene comune, per cambiare insieme”.

Il programma della lista (già disponibile sul sito internet Sinalunga Bene Comune e sulla pagina Facebook del candidato) e si snoda su più punti: dal lavoro al turismo, passando per lo sport, la famiglia e le politiche per giovani e anziani. Ma il punto centrale è la voglia di coinvolgere tutti, con la volontà di mettere l’amministrazione comunale al servizio del cittadino. Tre le proposte un ufficio relazioni con il pubblico (Urp) efficiente e presente, la creazione di assemblee cittadine aperte a tutti con cadenza mensile il cui ordine del giorno sarà stilato in base alle richieste fatte dai cittadini stessi e alle informazioni e alle novità che l’Amministrazione ha necessità di comunicare, la nascita di una figura professionale incaricata di svolgere mansioni di Fundraising e Fundsaving, ovvero ricerca fondi attraverso bandi europei e conservazione del patrimonio tramite politiche virtuose di risparmio. Ed infine, ma non certo ultima per importanza, sindaco e assessori rinunceranno a parte del loro compenso a favore di progetti e iniziative di natura sociale e culturale.

 

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