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Tag: rissa

Tre stranieri e un sorvegliato speciale denunciati dalla Polizia di Stato

C’è voluto l’intervento della Polizia di Stato per calmare gli animi accesi di due stranieri che ieri se le davano di santa ragione nei pressi di un noto centro commerciale della…

C’è voluto l’intervento della Polizia di Stato per calmare gli animi accesi di due stranieri che ieri se le davano di santa ragione nei pressi di un noto centro commerciale della Valdichiana, in provincia di Siena.

A seguito di una richiesta d’intervento giunta al 113, con la quale era stata segnalata una rissa tra extracomunitari, la Volante del Commissariato di pubblica Sicurezza di Chiusi è intervenuta sul posto e, anche grazie alle informazioni raccolte da alcuni testimoni, ha rintracciato, due cittadini provenienti dalla Liberia e dalla Nigeria, rispettivamente di 35 e 28 anni, che poco prima erano stati protagonisti di una lite violenta.

Gli agenti hanno, infatti, accertato che i due avevano discusso per la spartizione delle monete che gli avventori di un supermercato limitrofo lasciavano loro sul carrello in cambio di un aiuto, offerto proprio dagli stranieri, per scaricare la spesa.

Dalle parole sono poi passati ai fatti prendendosi a pugni e schiaffi.

All’arrivo della Polizia la situazione, degenerata al punto da seminare il panico tra i vari clienti del negozio, si stava tranquillizzando, così gli agenti li hanno fermati e hanno contattato i sanitari del 118 che ne hanno trasportato uno al pronto soccorso, mentre l’altro è stato accompagnato in Commissariato per ulteriori accertamenti, al termine dei quali entrambi sono stati denunciati per lesioni.

In seguito all’accesa lite, infatti, uno di loro ha riportato ferite al volto con una prognosi di 10 giorni mentre l’altro è stato giudicato guaribile in 1 giorno. Tutti e due sono stati poi segnalati immediatamente al Questore di Siena per la successiva irrogazione del foglio di via con allontanamento dal territorio della nostra provincia.


Pochi giorni prima, sempre la pattuglia del Commissariato di Chiusi è invece intervenuta all’interno di un locale pubblico ove uno straniero, marocchino di 33 anni, stava infastidendo i clienti. Alla vista degli agenti, in evidente stato di ebbrezza alcolica, ha cercato di opporsi al controllo divincolandosi energicamente, costringendoli quindi ad accompagnarlo in Commissariato per poter procedere alla sua identificazione.

Visto il suo stato di alterazione si è reso necessario anche l’intervento del 118 che ne ha riscontrato l’ubriachezza.

L’uomo è stato denunciato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale con l’immediata proposta del foglio di via al Questore di Siena.


E’ stato rintracciato dalla Polizia in seguito ad una segnalazione giunta al 113 di una persona ubriaca, un 52enne originario della provincia di Vercelli che bivaccava nei pressi del noto centro commerciale che si affaccia sulla stazione ferroviaria di Siena.

L’uomo, dall’aspetto trasandato e in pessime condizioni igieniche, è stato trovato dagli agenti delle Volanti della Questura intervenuti sul posto, seduto su una panchina di Piazzale Rosselli, colto da un leggero malore.

I poliziotti hanno fatto quindi intervenire i sanitari del 118 che lo hanno accompagnato al Pronto soccorso dell’Ospedale le Scotte.

Durante le cure la Polizia ha approfondito gli accertamenti nei suoi confronti verificando che l’uomo era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza Speciale per due anni, emessa dal tribunale di Biella.

All’esito dei riscontri e all’atto delle sue dimissioni dall’Ospedale è stato pertanto denunciato per le violazioni inerenti la misura stessa ed invitato a presentarsi all’Autorità del posto, come previsto dalla legge.

Comunicato stampa della Questura di Siena del 19 novembre 2014.
Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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Carceri, situazione sempre più grave in Toscana

La situazione nelle carceri della Toscana rischia di diventare sempre più grave, con episodi di risse tra detenuti e tentati suicidi dovuti al sovraffollamento. Una maxirissa ha coinvolto 40 detenuti, nel…

La situazione nelle carceri della Toscana rischia di diventare sempre più grave, con episodi di risse tra detenuti e tentati suicidi dovuti al sovraffollamento.

Una maxirissa ha coinvolto 40 detenuti, nel carcere di Sollicciano a Firenze, a cui è seguita una nota di Leo Beneduci, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp:

«Dopo le proteste dei giorni scorsi di circa 200 detenuti delle sezioni 11, 12 e 13 del reparto penale del carcere di Firenze-Sollicciano, le stesse in cui si era attuato il discutibile progetto della cosiddetta ‘vigilanza dinamica’ con celle completamente aperte per la circolazione di detenuti e polizia penitenziaria presente solo saltuariamente».

«Un aggravarsi delle preoccupanti tensioni già presenti nella struttura anche per gli insostenibili rischi che il personale si trova ad affrontare quotidianamente. Le principali responsabilità di una situazione che peggiora ogni giorno e vede il venir meno nel carcere fiorentino delle regole della civile convivenza, sono da ricercarsi negli errori di gestione della direzione e nell’inerzia del provveditore regionale che non hanno saputo cogliere adeguatamente gli allarmanti segnali di questi ultimi due mesi. Se esistessero un’Amministrazione penitenziaria centrale responsabile ed efficiente e un Ministro della Giustizia sensibile ai disagi che il carcere in Italia procura non solo ai detenuti, ma anche alla Polizia Penitenziaria – conclude Beneduci – avremmo potuto sperare in immediati e concreti correttivi e non immaginare, come purtroppo siamo costretti a fare, ulteriori e gravi situazioni nel carcere di Firenze come in molti altri penitenziari sul territorio nazionale».

Anche se calano i suicidi, le carceri scoppiano. A Firenze e Prato il triste primato dei penitenziari con il più alto numero di detenuti che hanno tentato di togliersi la vita. La Toscana è infatti la regione con il numero più alto di tentati suicidi in carcere (161) e quella in cui si sono registrati più atti di autolesionismo (1189) mentre la Campania (8) quella con il più alto numero di suicidi. Roma Rebibbia è il carcere, invece, che ha fatto registrare il maggior numero di suicidi (3).

Questi sono i dati che emergono dallo studio annuale su alcuni dati penitenziari, effettuato dalla Uilpa Penitenziari e presentato dal segretario generale Eugenio Sarno. Calano dunque i suicidi e gli eventi critici nelle carceri italiani. Un segnale “incoraggiante” ma la situazione in generale resta critica e un dato come quello del sovraffollamento ancora troppo alto. Al 31 dicembre del 2013 nelle 203 strutture penitenziarie per adulti erano ristrette 62.536 (59.842 uomini e 2.694 donne) persone a fronte delle 65.701 (62.897 uomini e 2.804 donne) detenute alla stessa data del 2012. Oltre al calo delle presenze complessive, il 2013 fa registrare importanti e generalizzate diminuzioni degli eventi critici più significativi.

Firenze Sollicciano è l’istituto in cui si è verificato il maggior numero di tentati suicidi (45), seguita da Prato (43) e Piacenza (36). Sempre Firenze Sollicciano guida la classifica degli istituti con il più alto numero di atti di autolesionismo (358), seguita da Pisa (248) e Piacenza 235.

«Evidentemente va sottolineata- afferma il segretario generale Uilpa Eugenio Sarno – con interesse ed attenzione la curva in ribasso degli eventi critici. Nel 2013 i suicidi in cella sono stati 42 rispetto ai 56 del 2012 (- 33,3 %); 1062 i tentati suicidi rispetto ai 1305 del 2012 (- 10,6%); gli atti di autolesionismo sono stati 6858 rispetto ai 7260 del 2012 (-5,6%). Gli episodi che hanno riguardato aggressioni in danno di poliziotti penitenziari sono 235 (con un totale di 298 feriti). Credo che, più di ogni parola, questi numeri fanno giustizia dell’impegno quotidiano della polizia penitenziaria. Ancor più se pensiamo che nel 2013 sono state 412 le persone salvate in extremis, dalle donne e gli uomini dei baschi blu, da tentativi di suicidio in cella. Nonostante permanga, con grave colpa del ministro Cancellieri, un gap di circa 7500 unità sugli organici decretati nel 2013 la polizia penitenziaria- rimarca Sarno – ha svolto ben 170.125 servizi di traduzione, movimentando 342.008 detenuti per un impiego complessivo di 710.727 unità di polizia penitenziaria. E questo la dice lunga sulla necessità di riorganizzazione dei circuiti penitenziari e delle assegnazioni dei detenuti nelle varie sedi».

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