La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: palazzo pretorio

Il Cassero di Castiglion Fiorentino

Il territorio della Valdichiana può essere considerato come l’eredità di uno dei cuori pulsanti dell’Etruria: sia nel versante aretino che in quello senese, infatti, sono molti i centri urbani che…

Il territorio della Valdichiana può essere considerato come l’eredità di uno dei cuori pulsanti dell’Etruria: sia nel versante aretino che in quello senese, infatti, sono molti i centri urbani che presentano tracce della civiltà etrusca, tra tombe e reperti archeologici. Attorno al fiume Clanis, che un tempo caratterizzava la valle e rappresentava un’importante via di comunicazione, sorgevano numerosi insediamenti che hanno portato tracce del passato fino alla nostra epoca.

Castiglion Fiorentino è uno dei comuni della Valdichiana aretina e uno dei luoghi in cui la civiltà etrusca ha lasciato il segno. Nonostante la cittadina sia prosperata soprattutto durante il Medioevo, nel territorio comunale sono state ritrovate tracce del periodo più antico degli Etruschi, ovvero della cultura Villanoviana. Nelle frazioni e nei paesi sparsi lungo le fertili pianure del Canale Maestro della Chiana sono stati ritrovati numerosi reperti di bronzo e terracotta, custoditi nel Museo Archeologico di Castiglion Fiorentino.

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Il panorama dalla Chiesa di S.Angelo

L’area del Cassero è una tappa obbligata durante la visita a Castiglion Fiorentino, non soltanto per gli appassionati di storia e cultura: all’interno delle fortificazioni sono infatti racchiuse le tracce delle epoche passate e dei vari passaggi che hanno portato quest’antico insediamento etrusco a raggiungere la forma moderna, con interessanti modifiche e adattamenti.

La Torre del Cassero è il principale punto di riferimento dell’area: sovrasta l’ampio giardino e svetta sulla cittadina e sulle pianure circostanti. La torre è di epoca medievale, costruita durante la dominazione perugina del XIV secolo, ma insiste su una precedente struttura etrusca del IV secolo a.C., così come il resto delle mura che delimitano l’area. La Torre del Cassero è visitabile attraverso una serie di suggestive scalinate che conducono fino al campanile a 35 metri d’altezza, permettendo di godere di un panorama invidiabile sulla Valdichiana e sulla Val di Chio. Grazie alla presenza delle cinta muraria e della Porta Etrusca, è facile ipotizzare che nell’area si trovasse una vasta acropoli, come dimostrato dai ritrovamenti successivi.

Il prato al centro del piazzale nasconde un elemento fondamentale, portato alla luce dagli scavi archeologici degli anni ’90. Si tratta infatti di un antico tempio etrusco e di un insediamento che parte dal VIII secolo a.C fino ad arrivare al II secolo a.C., completamente interrato, ma visitabile in alcuni punti attraverso l’ingresso dal Palazzo Pretorio. Sono molti gli elementi di interesse presenti negli scavi: dalle antiche forme di conservazione degli alimenti con i frigoriferi di terracotta ai canali di scolo tra i marciapiedi. Le fondamenta delle mura recuperate dagli scavi archeologici meritano sicuramente una visita: dalle tracce dei pali lasciate dalla cultura Villanoviana alle mura etrusche, fino alle mura medievali costruite sopra a quelle precedenti, il passaggio delle epoche è evidente nelle differenti tecniche di costruzione utilizzate.

Il Palazzo Pretorio è la costruzione più ampia all’interno dell’area del Cassero: al suo interno si trova il Museo Archeologico, visitabile liberamente e gratuitamente anche nei periodi festivi, grazie all’impegno dei volontari locali. Al piano terra sono custoditi i resti dell’antico acquedotto etrusco-romano e i reperti dell’epoca medievale. Ai piani superiori sono invece ordinatamente esposti i reperti più importanti, provenienti dalle aree di scavo delle campagne o dall’acropoli del Cassero: oggetti di bronzo e di terracotta, resti di reti da pesca e di manufatti, assieme alle ricostruzioni del telaio etrusco e di una sezione del tempio, con le facce delle gorgoni e dei leoni sui lati.

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Gli scavi dell’antica acropoli etrusca

Per finire, la Chiesa di S.Angelo al Cassero si trova di fronte al Palazzo Pretorio ed è stata edificata nel XII secolo. Nella cripta sotterranea sono state trovate le fondamenta appartenenti all’antica cinta muraria etrusca, sopra le quali il luogo di culto è stato costruito in epoca medievale. La chiesa ha subito numerose modifiche nel corso del tempo: è stata utilizzata come convento dalle monache di San Girolamo nel XVI secolo e come ospedale nel XVIII secolo. Attualmente ospita la Pinacoteca Comunale, e, come il Museo Archeologico, è visitabile liberamente e gratuitamente.

Il fortilizio che racchiude tutti questi elementi, eretto durante la dominazione dei Tarlati del XIV secolo, domina Castiglion Fiorentino: vi si accede dal vicolo che conserva elementi del ponte levatoio a saracinesca, attraverso dei suggestivi percorsi nel centro cittadino. Grazie alla sua posizione elevata, con la possibilità di spaziare lo sguardo per tutta la Valdichiana, il Cassero è un luogo di interesse turistico che merita una visita, non soltanto per gli appassionati di storia.

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La ricostruzione di una sezione dell’antico tempio etrusco

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“Palazzo Pretorio di Sinalunga, quale futuro”, commento di Angelina Rappuoli

Sabato scorso, 22 novembre, presso la Sala Agnolucci del Teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga, si è svolto un incontro dal titolo “Il palazzo Pretorio, quale futuro”, per discutere e presentare…

Sabato scorso, 22 novembre, presso la Sala Agnolucci del Teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga, si è svolto un incontro dal titolo “Il palazzo Pretorio, quale futuro”, per discutere e presentare i progetto di restauro di Palazzo Pretorio.

L’incontro è stato organizzato in base alla Legge Franceschini, che prevede la deducibilità del 65% delle donazioni devolute per il restauro di beni culturali pubblici, di biblioteche e di archivi, gli investimenti dei teatri pubblici e delle fondazioni lirico sinfoniche, fino a arrivare alle agevolazioni fiscali per favorire la competitività del settore turistico attraverso la sua digitalizzazione e la ristrutturazione e riqualificazione degli alberghi.

Per Palazzo Pretorio sono in programma vai lavori di rifacimento dell’atrio, degli stemmi dei podestà e dell’orologio della torre.

Dal consigliere di opposizione Angelina Rappuoli, riceviamo e pubblichiamo il commento all’incontro ed il progetto di recupero previsto per Palazzo Pretorio di Sinalunga.

“Sabato scorso ho partecipato volentieri al convegno “Il Palazzo Preotrio, quale futuro” presso il Teatro Ciro Pinsuti. Nel complesso sono stata soddisfatta ed in particolar modo ho apprezzato il fatto che l’Amministrazione Comunale abbiano sposato ben due idee presenti nel programma elettorale della mia Lista Civica. Mi riferisco all’iniziativa di impiegare il Palazzo Pretorio, dopo i dovuti lavori di restauro, per mostre ed eventualmente adibire una porzione a museo permanente. Con stupore ho constatato che il Comune vorrebbe valorizzare gli scavi etruschi presenti nel nostro territorio e usare proprio il Palazzo pretorio come museo in cui collocare i reperti provenienti dagli scavi.

Tutto questo era stato proposto dalla Lista Civica Angelina per Sinalunga! Quindi sono assolutamente favorevole, anche se durante la campagna elettorale alcuni componenti dell’attuale maggioranza targata PD facevano dell’ironia su queste mie proposte. – la nota conclude – Sono un po’ meno soddisfatta della presentazione, o meglio della non presentazione, delle modalità con cui tale opera di restauro verrà fatta, infatti ancora si brancola nel buio e a quanto pare un vero progetto non esiste e se esiste, durante l’incontro svoltosi sabato, non è stato illustrato!

Infine vorrei fare una domanda, per così dire, polemica all’attuale Sindaco Agnoletti al quale chiedo pubblicamente che fine abbiano fatto i soldi stanziati dalla Fondazione Monte dei Paschi per il restauro del Palazzo Pretorio, negli anni passati? Sicuramente lui ne saprà qualcosa visto che era Vice-Sindaco e Assessore.”

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