La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: gianni salvadori

Proseguono i lavori per la rete idrica del Montedoglio

Proseguono gli interventi relativi alla Diga di Montedoglio, l’invaso artificiale della provincia di Arezzo grazie allo sbarramento sul fiume Tevere. La diga costituisce uno degli elementi fondamentali del sistema irriguo…

Proseguono gli interventi relativi alla Diga di Montedoglio, l’invaso artificiale della provincia di Arezzo grazie allo sbarramento sul fiume Tevere. La diga costituisce uno degli elementi fondamentali del sistema irriguo dell’Italia centrale per le regioni di Toscana ed Umbria e per la sua vastità è una delle dighe più grandi d’Europa. Grazie all’inaugurazione della tappa nel comune di Castiglion Fiorentino, il progetto si avvicina sempre più alla conclusione.

“Siamo riusciti a coniugare tutela dell’ambiente, grazie a un minore utilizzo delle falde, gestione dell’acqua e buona agricoltura. Se è vero che nei progetti quest’opera nasce molto tempo fa, i suoi tempi di realizzazione sono stati celerissimi e oggi possiamo vedere e toccare con mano i risultati tangibili di quanto abbiamo investito. Queste nostre terre si manterranno così se sapremo dare agli agricoltori la possibilità di far rendere economicamente la propria azienda.”

Così si è espresso l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori, che ha preso parte all’inaugurazione di una ulteriore tappa della rete idrica collegata all’invaso di Montedoglio, il “distretto 7” nel comune di Castiglion Fiorentino, in piena Valdichiana.

“L’agricoltura – ha continuato Salvadori – al contrario di quanto spesso si afferma, per noi non è un settore assistito, ma un cuore produttivo della nostra economia. Con il Programma di Sviluppo Rurale potremo fare ancora investimenti importanti, e contiamo anche di intercettare una parte rilevante dei 200 milioni a disposizione per l’attività irrigua nel centro nord. Questo è il modo chiaro e concreto con cui l’agricoltura lavora in Toscana, non chiacchiere ma fatti”.

La cerimonia con la quale è stato dato il via all’adduzione delle acque si è svolta in piena campagna, per dimostrare l’immediata disponibilità dell’acqua per le aziende agricole interessate. Alla cerimonia hanno preso parte il presidente della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai, il sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli, l’assessore provinciale all’agricoltura Andrea Cutini. Nel distretto 7 ci sono 1781 ettari di superficie irrigabile con 88 unità irrigue, 18 delle quali raggiunte dal primo stralcio funzionale appena inaugurato. L’investimento complessivo è stato di 4 milioni 393 mila 700 euro, finanziati dalla Regione, in parte con fondi propri e in parte con fondi del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013.

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Consorzio Vino Nobile: “La viticoltura è il paesaggio toscano”

I produttori di Montepulciano intervengono in maniera critica sulle indicazioni del Piano Paesaggistico Toscano: “La viticoltura e’ il paesaggio toscano” «Saint-Emilion è patrimonio Unesco per la bellezza dei vigneti, in Toscana ora,…

I produttori di Montepulciano intervengono in maniera critica sulle indicazioni del Piano Paesaggistico Toscano: “La viticoltura e’ il paesaggio toscano”

«Saint-Emilion è patrimonio Unesco per la bellezza dei vigneti, in Toscana ora, a quanto pare, sono considerati dannosi e deturpanti nei confronti del paesaggio». Con questa riflessione il Consorzio Vino Nobile di Montepulciano interviene sulle linee guida del Piano di indirizzo territoriale che la Regione Toscana ha presentato nei giorni scorsi muovendo non pochi malumori all’interno del mondo agricolo.

«Siamo rimasti molto perplessi e scoraggiati nel leggere il documento del piano paesaggistico che la Regione ha presentato senza per altro coinvolgere le associazioni agricole – dice il Presidente del Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Natalini – in particolare non riusciamo a capire perché sia stata demonizzata la viticoltura, in una regione, come la Toscana, dove il vino non solo è stato nei secoli sentinella del territorio, ma anche fondamentale traino per la promozione turistica in tutto il mondo».

Andrea Natalini«Ci sono i disciplinari di produzione e le normative vigenti in materia come naturale limite agli impianti di produzione – continua Natalini – e i produttori sono i primi a non volere che del vino in Toscana si faccia massificazione dal momento che la filosofia assodata in questi anni è rispetto per il territorio, per il paesaggio e per la qualità dei nostri prodotti». Il Consorzio Vino Nobile, d’accordo con altri consorzi vitivinicoli toscani, critica del PIT l’approccio anacronistico che denota una scarsa attenzione all’agricoltura regionale e che, evidentemente, nemmeno prende in considerazione l’importanza di questo settore che da sempre ha saputo integrare l’eccellenza produttiva alla qualità di un paesaggio unico e apprezzato da milioni di visitatori che ogni anno provengono da tutto il mondo.

«Ringraziamo l’Assessore all’agricoltura, Gianni Salvadori, per aver messo in chiaro il suo punto di vista che per altro coincide con il nostro – conclude il Presidente del Consorzio del Vino Nobile – e ribadiamo che come Consorzio siamo stati i primi negli anni a limitare l’ampliamento dei vigneti proprio perché consapevoli che gran parte del valore aggiunto del nostro prodotto, e in generale del Made in Tuscany, derivi dal territorio e dal paesaggio a cui si lega, anche per questo disapproviamo questo Piano di indirizzo territoriale chiedendo alla Regione Toscana, all’Assessore Anna Marson in particolare, di rivedere il testo coinvolgendo le categorie del settore al tavolo di concertazione».

Il patrimonio “Nobile”. Cinquecento milioni di euro. E’ questa la cifra che quantifica il Vino Nobile di Montepulciano tra valori patrimoniali, fatturato e produzione. Nello specifico in oltre 200 milioni di euro è stimato il valore patrimoniale delle aziende agricole che producono Vino Nobile, 150 milioni circa il valore patrimoniale dei vigneti (in media un ettaro vitato costa sui 150 mila euro) e 65 milioni di euro è valore medio annuo della produzione vitivinicola. Una cifra importante per un territorio nel quale su 16.500 ettari di superficie comunale, 2.200 ettari sono vitati, ovvero il 16% circa del paesaggio comunale è caratterizzato dalla vite. A coltivare questi vigneti oltre 250 viticoltori (sono circa 90 gli imbottigliatori in tutto dei quali 78 associati al Consorzio dei produttori) che nel 2013 hanno prodotto 56 mila ettolitri di Vino Nobile e circa 17 mila destinati a divenire Rosso di Montepulciano. Oltre mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino a Montepulciano, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali. Nel 2013 sono state immesse nel mercato circa 7,4 milioni di bottiglie di Vino Nobile e circa 2,5 milioni di Rosso di Montepulciano Doc, numeri in linea con l’anno precedente.

Il mercato. L’export segna con il 2013 un +8% rispetto al 2012 toccando quota 76 per cento di prodotto mentre il restante 24% viene commercializzato in Italia. Per quanto riguarda il mercato nazionale le destinazioni di Vino Nobile si sono dirette al Nord (40 per cento), mentre in Toscana si sono attestate al 19 per cento, mentre resta invariata rispetto allo scorso anno la percentuale della vendita diretta in azienda, 19%. Per quanto riguarda l’estero la Germania è passata ad assorbire il 48 per cento della quota esportazioni, crescendo del 4 per cento rispetto al 2012 e tornando ad essere il mercato di riferimento per il Nobile. Gli Usa confermano l’ottimo andamento segnando nel 2013 il 17,5% (+1,5% rispetto al 2012), così come i mercati asiatici che nel 2013 hanno rappresentato un vero e proprio exploit di vendite passando dall’8,1 al 12 per cento.

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Da settembre si potranno bruciare gli scarti agricoli e forestali

Gli scarti delle lavorazioni agricole e forestali, non sono da considerarsi dei “rifiuti”, pertanto si potranno bruciare e non ci sarà bisogno di autorizzazioni e di ordinanze dei Comuni. Naturalmente, tutto…

Gli scarti delle lavorazioni agricole e forestali, non sono da considerarsi dei “rifiuti”, pertanto si potranno bruciare e non ci sarà bisogno di autorizzazioni e di ordinanze dei Comuni. Naturalmente, tutto questo è possibile soltanto al di fuori del periodo ad “alto rischio” per gli incendi boschivi, che in Toscana termina quest’anno, salvo proroghe, il 31 agosto prossimo.

La novità è contenuta nella legge 116 dell’11 agosto 2014, di conversione del decreto legge 91, che era stato emanato ad inizio estate (24 giugno 2014), che è entrata in vigore e ne cambia radicalmente le previsioni. Una novità che è salutata positivamente dall’assessore all’agricoltura e foreste della Regione Toscana, Gianni Salvadori:

“E’ un cambiamento positivo – commenta Salvadori – che abbiamo sostenuto come Regione, perchè la Toscana ha sempre considerato l’abbruciamento controllato dei residui agroforestali, come ad esempio le potature, una normale pratica agricola disciplinandola nell’ambito della propria normativa forestale.”

La nuova legge afferma che la raccolta e “abbruciamento” in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali agroforestali effettuati nel luogo di produzione “costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti”, e non attività di gestione dei rifiuti.

Permane il “divieto di abbruciamento nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni e nel caso in cui i Comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale sospendano, differiscano o vietino la combustione dei materiali vegetali all’aperto in caso di condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana”.

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Regione, Salvadori: “Via a indennizzo danni predatori”

Dopo le innumerevoli richieste degli allevatori toscani, la Regione indennizzerà le aziende agricole per i danni dei predatori all’attività zootecnica. L’uscita dei relativi bandi, che conterranno le modalità per avanzare…

Dopo le innumerevoli richieste degli allevatori toscani, la Regione indennizzerà le aziende agricole per i danni dei predatori all’attività zootecnica. L’uscita dei relativi bandi, che conterranno le modalità per avanzare la domanda è prevista entro il 15 ottobre, ed entro dicembre si prevede la liquidazione.

“E’ questa una delle misure più importanti – rileva l’assessore all’agricoltura e foreste Gianni Salvadori – che fa parte dell’ultimo piano operativo che abbiamo varato il 10 luglio scorso, così come previsto nel protocollo siglato a maggio 2014. Un pacchetto che riguarda l’intero territorio Toscano e che rappresenta una risposta complessiva ad un tema così delicato ed importante. Mi preme sottolineare che gli indennizzi valgono per tutto il territorio regionale. Ringrazio le associazioni agricole, Cia, Coldiretti e Confagricoltura – sottolinea Salvadori – per l’impegno che hanno profuso allo scopo di individuare le modalità e la dimensione degli indennizzi, cosa non facile considerando la complessità del tema.”

Il “piano operativo per l’attuazione degli interventi in materia di conservazione del lupo (canis lupus) e prevenzione/riduzione delle predazioni in Toscana”, fa seguito all’accordo siglato alla fine di maggio, che prevede un impegno complessivo della Regione, per il periodo 2014-2016, di 4 milioni di euro. Per il solo 2014 sono previsti interventi per 1 milione e 270 mila euro, dei quali una consistente parte saranno destinati all’indennizzo dei danni alle aziende zootecniche. Saranno indennizzati sia i capi morti e feriti non recuperabili (danno diretto), che gli eventuali aborti, perdita di latte ecc. (danno indiretto) e si procederà al pagamento secondo l’ordine cronologico nel quale è avvenuto l’evento. Per ogni razza sono previsti indennizzi mirati (ad esempio in caso di pecore sarde l’indennizzo medio che sarà erogato dalla Regione potrà aggirarsi sui 500 o 600 euro a capo) pari al danno medio risarcito per ogni razza.

Le domande di indennizzo dovranno essere inoltrate attraverso il sito di Artea, l’agenzia della Regione per le erogazioni in agricoltura, e saranno subordinate alla messa in atto di sistemi di prevenzione. Si accoglieranno anche le domande di indennizzo di aziende che non abbiano ancora sistemi di prevenzione, nel caso in cui sia il primo evento predatorio subito dall’azienda, e la stessa si impegni a mettere in atto misure preventive.
In ogni caso sarà necessario che il danno predatorio sia certificato da un veterinario della Asl di competenza.

“Verranno accolte tutte le domande che rispettino i requisiti – precisa l’assessore Salvadori . – In attesa dell’uscita dei bandi raccomando a tutti gli allevatori di far certificare l’eventuale danno predatorio attraverso l’apposito verbale da un veterinario della Asl”.

Previsti i “cimiteri aziendali” e contributi a fondo perduto per recinzioni, stalle, sistemi di allarme
Fra le richieste più urgenti e da lungo tempo segnalate degli allevatori c’erano anche i cosiddetti “cimiteri aziendali”. Anche questi sono stati previsti ed è comunque mantenuto anche il contributo regionale o per coprire i costi di stoccaggio, trasporto e smaltimento delle carcasse.

Per coloro i quali hanno già sottoscritto le polizze viene mantenuta la copertura assicurativa. Sono previsti inoltre contributi, a fondo perduto, per le iniziative di difesa attiva e passiva degli allevamenti (recinzioni, stalle, sistemi di allarme e videosorveglianza, cani da guardiania addestrati) oltre una specifica assistenza tecnica per quanto riguarda la loro scelta e applicazione nelle varie realtà aziendali. L’erogazione dei fondi per le opere di prevenzione e difesa avverrà tramite gli Enti locali, che provvedono alle istruttorie. La Regione ha già fatto il decreto di prima assegnazione, entro il 31 ottobre gli Enti delegati dovranno inviare alla Regione il fabbisogno ed entro la fine dell’anno sarà redatto il decreto di liquidazione ai vari Enti.

Il “piano” prevede inoltre un sistema di monitoraggio, anche genetico, della presenza del lupo e degli ibridi e degli eventi di predazione sul territorio regionale, in modo da avere un quadro aggiornato e preciso sul numero di cani vaganti, ibridi e lupi. La Regione si impegna inoltre in raccordo con il Ministero dell’Ambiente e Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) per il superamento dei limiti del sistema normativo riguardante gli ibridi cane-lupo, in modo da consentire certezza del diritto nelle operazioni di riconoscimento, cattura e gestione degli ibridi. In programma ci sono infine, ma sono previste per il prossimo anno, misure di sostegno del pascolo gestito per incentivare buone modalità di conduzione dell’attività di pascolamento.

“Questo piano – conclude l’assessore Salvadori – rappresenta un intervento organico, che la Regione ha varato grazie anche alla collaborazione scientifica del Centro interuniversitario CIRSeMAF, e con l’accordo di tutte le associazioni agricole. Abbiamo messo in campo un forte impegno, il massimo che potevamo, nell’ottica di dare risposte concrete ad un problema molto sentito, delicato e importante.”

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Rischio incendi in Toscana: scatta la massima allerta

È scattata il 1° luglio la massima allerta per la Regione Toscana riguardante il rischio incendi, e resterà in vigore fino al 31 agosto. Per prevenire il rischio di incendi boschivi, quindi,…

È scattata il 1° luglio la massima allerta per la Regione Toscana riguardante il rischio incendi, e resterà in vigore fino al 31 agosto. Per prevenire il rischio di incendi boschivi, quindi, scatta il divieto di accendere fuochi, bruciare residui vegetali e compiere altre operazioni che possano creare pericolo d’incendio. A ribadire l’avviso è stato l’assessore regionale all’agricoltura e foreste, Gianni Salvadori, che insieme a tutti i protagonisti della “macchina antincendio” che opera in Toscana ha tenuto una conferenza stampa.

“Da oggi – ha sottolineato l’assessore Salvadori – la normativa diventa ancora più stringente rispetto al passato. C’è infatti una novità. Con un decreto legge entrato in vigore il 25 giugno si stabilisce che nel periodo “ad alto rischio incendi boschivi” è vietato qualunque tipo di abbruciamento e questo modifica anche la normativa regionale che invece li consentiva in certe ore e a certe distanze dal bosco. Dal 1° luglio fino al 31 agosto il divieto è assoluto. Il periodo che si apre oggi è la fase più delicata per la quale raccomandiamo a tutti estrema attenzione, in una regione come la nostra dove la superficie boscata, oltre un milione di ettari, copre metà del territorio. Non ci stanchiamo mai di invitare tutti alla massima prudenza e attenzione e chiediamo di collaborare segnalando i principi di incendio alla Sala operativa unificata permanente della Regione Toscana, attiva 24 ore su 24 tutto l’anno, attraverso il numero verde 800425425, oppure il 1515 del Corpo Forestale dello Stato e il 115 dei Vigili del Fuoco“.

La forza antincendio è composta di 4700 uomini e 600 mezzi. Il coordinamento a livello regionale è della SOUP – sala operativa regionale, e 10 centri provinciali (COP AIB). 180 sono i direttori delle operazioni AIB. La componente terrestre è di 498 operai forestali e 4.220 volontari, con 615 mezzi operativi. A livello aereo vi sono 10 elicotteri ai quali si possono aggiungere i mezzi della flotta aerea nazionale, messi a disposizione dalla Protezione Civile, in occasione di eventi di particolare gravità.

La normativa regionale prevede che nelle aree bruciate siano vietate l’edificabilità (per 20 anni), la trasformazione del bosco in altra coltura (15 anni), il pascolo (10 anni) e la caccia (5 anni). Le norme sono stringenti anche per coloro i quali operano nel settore. Il servizio aereo AIB riceve un corrispettivo che è indipendente dal numero e dall’entità degli eventi. Gli interventi di prevenzione e ripristino sono effettuati con maestranze forestali assunte con contratti a tempo indeterminato, senza effettuare appalti o affidamenti a strutture esterne; i volontari convenzionati non ricevono rimborsi personali, ma unicamente contributi alle associazioni di appartenenza.

I primi sei mesi del 2014 sono stati caratterizzati in Toscana da un numero contenuto di incendi di bosco: in tutto 65, contro una media, nello stesso periodo degli ultimi 5 anni, di oltre 150 incendi (-57%). Particolarmente ridotta (-89%) anche la superficie boscata interessata dalle fiamme: quasi 20 ettari contro gli oltre 183 ettari andati in fumo, in media, da gennaio a giugno negli ultimi 5 anni. Le condizioni meteo hanno contribuito a ridurre il fenomeno, ma il dato relativo alla superficie boscata media ad evento, sceso fino a 0,33 ettari, segnala il livello di efficienza raggiunto dall’organizzazione regionale antincendi boschivi. Praticamente tutti questi incendi sono stati chiusi nelle primissime fasi di intervento, contenendo così i danni e i costi di spegnimento.

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Cantine d’Autore: il progetto “New Art & Wine in Tuscany”

“New Art & Wine In Tuscany”: questo il titolo del progetto che è stato presentato oggi a Firenze alla presenza degli assessori regionali all’agricoltura, Gianni Salvadori, e al turismo, Sara…

“New Art & Wine In Tuscany”: questo il titolo del progetto che è stato presentato oggi a Firenze alla presenza degli assessori regionali all’agricoltura, Gianni Salvadori, e al turismo, Sara Nocentini. Il progetto è realizzato dalla Federazione Delle Strade Del Vino attraverso la struttura operativa dell’Associazione delle Città Del Vino ed ha ricevuto dalla Regione un finanziamento complessivo di 70 mila euro, ripartito in parti uguali fra i due assessorati. Il titolo stesso del progetto “New Art & Wine In Tuscany” ne riassume gli obiettivi e la filosofia.

La Toscana infatti risulta particolarmente interessata dal nuovo fenomeno delle Cantine d’Autore e di design, imprese vitivinicole che hanno realizzato su strutture ed edifici di altissima qualità architettonica, cui sono associate tecnologie innovative di costruzione e produzione, nonché un rinnovato rapporto estetico fra spazio di produzione e prodotto lavorato. Sin dalla prima metà degli anni ’90, quello toscano è stato il territorio in cui si sono concentrati maggiormente progetti e realizzazioni di nuove strutture architettoniche, espressione di tecnologie avanzate e di un attento rapporto con il paesaggio. E sempre in Toscana vi sono inoltre cantine che hanno sviluppato rapporti interessanti con l’arte contemporanea, creando un sistema culturale e produttivo vitale e innovativo.

Il progetto è declinato su questo fenomeno e ha l’obiettivo di valorizzare l’immagine della Toscana come centro nevralgico dei “templi dell’architettura” , tenuto conto che le Cantine d’Autore e di design sono attualmente il più importante fenomeno di committenza privata alla grande architettura, e la loro concentrazione sul territorio toscano rappresenta una vera ricchezza per il patrimonio artistico-culturale della regione. Il progetto fa dunque leva su un binomio di attrazione turistica unico nel suo genere, e al contempo permette di valorizzare un prodotto di grande potenza evocativa, come il vino, che caratterizza gli areali coinvolti come fra i più interessanti nel panorama enologico e vinicolo internazionale.

Con il coinvolgimento delle Istituzioni locali si punta perciò ad ottimizzare l’integrazione dell’offerta turistica con la cultura del territorio e le imprese che vi operano valorizzandone anche l’aspetto architettonico e il legame con l’arte contemporanea. “Si tratta di un settore – ha sottolineato l’assessora Nocentini- che nel 2013 ha portato un milione di presenze turistiche dedicate, con un volume d’affari di rilievo, circa 850 milioni di euro” .

Il fulcro del pacchetto promozionale sarà un “bacino enogastronomico” con le cantine incluse in uno o più “itinerari turistici eno-culturali” da portare all’attenzione dei visitatori sul mercato internazionale e sarà incentrato sul legame “Vino e grande architettura”.

Gli “Itinerari turistici eno-culturali” saranno definiti da un gruppo di lavoro composto dalle Strade del Vino, attraverso la Federazione delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori, dai Comuni del territorio e da Ci.Vin, Società dell’Associazione Nazionale Città del Vino, che curerà la messa in pratica del progetto, la promozione, l’accoglienza, le visite e quanto altro.

Agli agenti di viaggio e ai tour operator verranno proposte in “pacchetto” le iniziative contenenti il binomio “vino e architettura”. A potenziare l’offerta ci sarà inoltre il collegamento con la filiera di Ristoranti e Botteghe della rete “Vetrina Toscana” e il marchio “Vetrina Toscana” andrà a caratterizzare anche gli appuntamenti e gli strumenti di comunicazione e promozione afferenti il progetto “New Art & Wine In Tuscany”. Appositi spazi saranno realizzati anche sui portali www.turismo.intoscana.it e www.vetrina.toscana.it

Sono 24 le cantine, situate in tutta la regione, che hanno aderito a “New Art & Wine In Tuscany”: Cantina La Massa (Panzano), Rocca Di Frassinello (Renzo Piano), Le Mortelle – Antinori (Castiglion Della Pescaia), Bargino (Antinori), Fonterutoli (Castellina In Chianti), Cantina Di Montalcino (Montalcino), Colle Massari (Cinigiano), Tenuta Di Coltibuono (Gaiole In Chianti), Rubbia Al Colle (Suvereto), Pieve Vecchia (Campagnatico), Tenuta Di Castelgiocondo (Montalcino), Tenuta Dell’ammiraglia (Magliano In Toscana), Pomaio (Arezzo), Salcheto (Montepulciano), Cantina Podernovo (Terricciola), Petra (Suvereto), Caiarossa (Riparbella), Icario (Montepulciano), Tenuta Delle Ripalte (Capoliveri), Cantina Triacca (Montepulciano), Guado Al Melo Di Attilio Scienza (Castagneto Carducci), Tenuta Argentiera Dei Fratelli Fratini (Castagneto Carducci), Donna Olimpia Di Guido Folonari (Bolgheri)

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Oltre 7 milioni stanziati per la promozione all’estero del vino Dop e Igp della Toscana

Promozione all’estero di vini toscani di qualità. Questo l’obiettivo della delibera della Regione Toscana (delibera 3 giugno 2014, n. 463) con la quale sono state approvate le disposizioni attuative della…

Promozione all’estero di vini toscani di qualità. Questo l’obiettivo della delibera della Regione Toscana (delibera 3 giugno 2014, n. 463) con la quale sono state approvate le disposizioni attuative della misura della promozione del vino sui mercati dei paesi terzi per la campagna vitivinicola 2014/2015.

Da oggi e fino al 3 luglio prossimo, con la pubblicazione del bando relativo sul sito di Toscana promozione è possibile richiedere il sostegno da parte degli interessati.

“Questa misura – commenta l’assessore all’agricoltura della Regione, Gianni Salvadori – nel corso degli anni ha suscitato un sempre maggior interesse da parte delle imprese ed è anche risultata molto incisiva per la promozione del vino toscano. Quest’anno alla promozione del vino sui mercati di paesi terzi sono stati destinati quasi 7,5 milioni di euro di fondi comunitari a cui si aggiungono 250 mila euro di fondi regionali. A ciascun progetto di promozione, che dovrà riguardare esclusivamente vini a denominazione di origine o indicazione di origine protetta, potranno essere assegnati fino ad un massimo di 800 mila euro di contributo.”

I progetti per i quali è possibile fare domanda e le eventuali priorità sono specificati nel materiale allegato al bando, che è possibile scaricare dal sito internet di Toscana promozione, l’agenzia regionale il cui scopo è la valorizzazione e promozione della competitività toscana all’estero. Nel bando e negli allegati sono contenute inoltre tutte le modalità di presentazione della domanda e tutte le indicazioni sulle successive fasi procedurali. Ulteriori informazioni sul sito istituzionale della Regione Toscana alla pagina dedicata alla “Promozione del vino nei paesi terzi – campagna 2014/2015”.

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Agricoltura in Toscana, in arrivo 110 milioni destinati a 3mila aziende

Sono quasi 110 milioni di euro (per la precisione 109 milioni e 138 mila euro a valere sul FEASR, il fondo europeo per lo sviluppo rurale) la somma che la Regione vuole destinare…

Sono quasi 110 milioni di euro (per la precisione 109 milioni e 138 mila euro a valere sul FEASR, il fondo europeo per lo sviluppo rurale) la somma che la Regione vuole destinare alle imprese agricole e forestali della Toscana

La delibera è stata portata in approvazione il 16 aprile dall’assessore all’agricoltura e foreste Gianni Salvadori, che ne ha spiegato il meccanismo in termini di “overbooking finanziario”. Si tratta di una sorta di “scorrimento”, consentito dall’ultima normativa europea, secondo la quale è possibile andare a soddisfare le richieste delle aziende che avevano fatto domanda sul Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, grazie ad “impegni giuridici” sul futuro Programma 2014-2020.  Un meccanismo che permetterà di soddisfare le esigenze delle circa 3 mila aziende che avevano fatto domanda, per una serie di interventi di grande importanza. Tutte le aziende che avevano fatto domanda nel Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, ma non avevano potuto ottenere i finanziamenti per mancanza di risorse, potranno così finalmente essere soddisfatte, a tutto vantaggio dell’economia del territorio.

La maggior parte delle risorse, oltre 94 milioni di euro, andrà a finanziare le domande di investimenti per l‘ammodernamento delle imprese agricole. A questi si aggiungono oltre 10 milioni di euro che andranno all’ammodernamento delle imprese forestali. Quasi 3 milioni di euro sono finalizzati alle infrastrutture, e un ulteriore milione e mezzo circa è destinato alle imprese che si trovano in zone di dissesto idrogeologico. Circa 134 mila euro, infine, potranno sostenere le piccole imprese di trasformazione.

Sempre grazie alla stessa delibera circa 15 milioni di euro potranno essere destinati ad un’altra misura, ritenuta strategica, vale a dire la diversificazione delle aziende agricole. Un passaggio importante per riqualificare le aziende agricole in crisi verso l’agriturismo o per interventi green che favoriscono l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

Le province di Grosseto e Siena sono sono in testa alla statistica regionale per l’ottenimento dei finanziamenti per l’agricolutra, con circa 30 milioni a provincia, seguite da Arezzo con 20 milioni, e Pisa e Pistoia con circa 10 milioni ciascuna. A questi si aggiungono gli ulteriori 20 milioni che erano stati messi a disposizione da una delibera della scorsa settimana e che riguardavano le misure agroambientali, ossia l’agricoltura biologica e l’agricoltura integrata.

(Fonte: www.intoscana.it)

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Dalla Regione aiuti alle aziende zootecniche in zone svantaggiate e montane

Aziende agricole e zootecniche in zone svantaggiate o montane? Dal 19 marzo si può fare domanda per i nuovi bandi delle misure 211 e 212 del Piano di Sviluppo Rurale…

Aziende agricole e zootecniche in zone svantaggiate o montane? Dal 19 marzo si può fare domanda per i nuovi bandi delle misure 211 e 212 del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Toscana 2007-2013.

La scadenza per la presentazione delle domande è il 15 maggio. Le misure prevedono l’erogazione di indennità compensative (100 euro/ha) per le aziende poste in zone montane (misura 211) o caratterizzate da altri svantaggi naturali (misura 212) e che conducono attività di allevamento estensivo.

“L’obiettivo – spiega l’assessore all’agricoltura e foreste della Regione, Gianni Salvadori – è quello di sostenere l’attività agrozootecnica per il mantenimento di un tessuto socio-economico vitale in zone montane spesso poco produttive. La presenza degli agricoltori e degli allevatori in queste zone svolge una funzione di presidio ambientale perché garantisce la difesa della biodiversità e del suolo, nonché il mantenimento del paesaggio. La misura è finalizzata a fornire incentivi agli allevatori che mantengono la loro attività sul territorio, conservando i pascoli e le attività di coltivazione di foraggere.”

La principale novità dei bandi 2014 sta nel fatto che per la prima volta le risorse messe a disposizione (100 mila euro per la misura 211 e 100 mila per la misura 212) saranno erogate sulla base di una graduatoria regionale e non più locale: tutti gli allevatori del territorio regionale, in possesso dei requisiti previsti dal bando, potranno presentare domanda sul sistema informativo Artea. Saranno poi i criteri di priorità a selezionare le aziende nel caso in cui le risorse non siano sufficienti a finanziare tutte le domande.

L’altra novità sta nel fatto che l’adesione alle misure comporterà l’assunzione dell’impegno (mantenimento dell’attività agrozootecnica) per un solo anno e non più per cinque: questo consentirà agli agricoltori di presentare nuove domande nel 2015 con le regole del nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020.

Possono presentare domandare anche le aziende che hanno presentato domanda di aiuto nel 2009 e per le quali l’impegno scade quest’anno.

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Nuovi Totem interattivi dalle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana

Sono 7 in provincia di Pisa e 5 in quella di Grosseto, 4 in provincia di Arezzo, 3 in quella di Livorno e in quella di Firenze, 2 in provincia…

Sono 7 in provincia di Pisa e 5 in quella di Grosseto, 4 in provincia di Arezzo, 3 in quella di Livorno e in quella di Firenze, 2 in provincia di Siena e 1 in provincia di Pistoia.

Sono i nuovi Totem, in totale 26, per 12 delle 22 strade del vino dell’olio e dei sapori di Toscana, che hanno aderito al progetto. I totem sono già operativi e vanno a costituire il nuovo sistema di infopoint in rete realizzato dalla Federazione delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori di Toscana. Il progetto è stato realizzato grazie ad una compartecipazione con Regione Toscana che ha stanziato 140 mila euro.

Denominato “Strade di Toscana in rete” il progetto è stato presentato l’8 Marzo in palazzo Strozzi Sacrati a Firenze. Presenti l’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori, il presidente della federazione delle Strade del vino dell’olio e dei sapori, Mauro Marconcini, il rappresentante dell’azienda che ha ideato e realizzato la piattaforma e le soluzioni tecniche, Bruno Bottini.

I totem touchscreen, oltre a fornire in modo semplice, immediato ed in multilingua tutte le informazioni sul territorio, sugli eventi e sulle sue aziende, permetteranno al turista di conoscere ciò che accade in tutta la Toscana, inserendo così gli eventi promossi da ogni singola Strada nel più ampio contesto regionale.

L’integrazione con il QR Code, che trasferisce ai cellulari la sintesi dei contenuti di interesse consultati, e l’integrazione con il sistema di e-booking del sito web di Regione Toscana (www.turismo.intoscana.it) permetteranno a ciascuna Strada di diffondere informazioni sul proprio territorio, valorizzandone gli eventi e le aziende che vi operano. Dai totem sarà inoltre possibile per il turista telefonare gratuitamente alle Strade del Vino e a tutte le aziende del territorio, per ricevere maggiori informazioni ed effettuare prenotazioni per pernottamenti o degustazioni.

Tutte queste informazioni saranno disponibili anche sugli apparecchi mobili tramite le applicazioni per Smartphone che, grazie al sistema di geolocalizzazione, permettono di trovare le cantine, i frantoi e gli agriturismi più vicini alla nostra posizione. Sarà quindi possibile degustare i milgiori vini, assaggiare i migliori Oli ed assaggiare i prodotti dell’eccellenza toscana percorrendo percorsi minimi e con la massima semplicità

Infine, il circuito dei totem è connesso in rete anche con l’aeroporto di Pisa e quello di Milano Orio al Serio, quest’ultimo con un flusso di 9 milioni di turisti, è il terzo aeroporto italiano ed è partner di Expo 2015.

“Il progetto Strade del Vino in Rete – ha detto il presidente della Federazione, Mauro Marconcini – valorizza il territorio, migliora il servizio di accoglienza turistica e contestualmente promuove le ricchezze turistiche della regione ed offre un servizio non stop anche agli oltre 13 milioni di turisti che ogni anno transitano dall’aeroporto di Pisa e da quello di Milano Orio al Serio.”

“Grazie a questi Totem – ha aggiunto Bruno Bottini, presidente di BBS – il turista può avere informazioni anche quando gli uffici sono chiusi, con dati coerenti, sempre aggiornati e fruibili anche attraverso la APP disponibile gratuitamente dai principali market, con un dettaglio informativo che solo il territorio può garantire e diffonderle in modo coordinato su tutti i media disponibili. ” In vista ci sono anche ulteriori novità. “In previsione di Expo 2015 – ha concluso Bottini – stiamo allestendo un video call center in grado di erogare supporto ai turisti live in 7 lingue (russo e cinese incluso) gratuitamente attraverso i nostri totem.”

“Questa iniziativa – ha concluso l’assessore Salvadori – è già una realtà concreta di grande potenzialità, che permetterà ai turisti di conoscere in maniera più completa la grande offerta del nostro territorio e alle aziende darà l’opportunità di una vetrina sempre aperta per farsi conoscere e far conoscere sempre meglio la qualità dei loro prodotti.”

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