La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

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Prospettiva Valdichiana: l’età degli edifici e il rischio sismico

Rischio sismico: la data di costruzione degli edifici in Valdichiana Gli ultimi eventi sismici che hanno colpito in particolar modo l’Italia centrale, con le violente scosse del 24 agosto e,…

Rischio sismico: la data di costruzione degli edifici in Valdichiana

Gli ultimi eventi sismici che hanno colpito in particolar modo l’Italia centrale, con le violente scosse del 24 agosto e, ancor di più, dello scorso 30 ottobre, hanno inevitabilmente accresciuto la preoccupazione dei cittadini, visto e considerato che gran parte del territorio della nostra penisola, escluse rare eccezioni, è classificato come ad elevato e medio rischio sismico.

Ma qual è la situazione degli edifici nel territorio della Valdichiana? C’è da dire innanzitutto che a livello di normativa, l’anno di svolta è stato il 1974, con la legge n.64 che richiede la presenza di motivazioni tecnico-scientifiche affinché una zona venga effettivamente definita come sismica e vengono previste le prime linee guida per la costruzione di edifici. Successivamente, purtroppo, la situazione ha continuato a non essere totalmente completa con alcune zone rimaste senza classificazione e, per arrivare a una situazione più chiara, è stato necessario attendere il 2002, quando un altro evento sismico sconvolge il Molise con la previsione di quattro zone in base ai livelli di pericolosità. È verosimile ipotizzare, pertanto, che gli anni ’80 siano una sorta di spartiacque per la costruzione degli edifici: fino a tale data si è costruito in assenza di indicazioni precise, ma anche le costruzioni successive, almeno fino al 2009, sono state progettate in base a criteri antisismici abbastanza inadeguati.

In questa uscita di Prospettiva Valdichiana cercheremo di capire meglio quale è l’età degli edifici del nostro territorio, analizzando i dati di italia.indettaglio.it, che raccoglie le principali informazioni dei comuni italiani, concentrandoci, come di consueto, sul territorio della Valdichiana Senese. In Valdichiana Senese sono presenti complessivamente 7.784 edifici, dei quali 7.666 utilizzati. Di questi ultimi, 6.887 sono adibiti a edilizia residenziale, 779 sono invece destinati a uso produttivo, commerciale o altro (cfr. Tabella 1).

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Osservando tali dati dal punto di vista percentuale, possiamo vedere come il 36,2% degli edifici residenziali siano stati costruiti prima del 1919 e solamente l’1,1% dopo il 2005 (cfr. Tabella 2). Considerando lo spartiacque del 1980, vediamo come l’87,4% degli edifici residenziali sia stato costruito prima del 1980, e solamente il 12,6% successivamente. La percentuale di edifici costruiti prima del 1980 sale poi vertiginosamente in comuni come Chiusi (96,4%), Chianciano Terme (92,4%) e Montepulciano (91,5%).

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Per quanto concerne i materiali di costruzione, dei 6.887 edifici adibiti a edilizia residenziale, 4.631 edifici sono stati costruiti in muratura portante (67,2%), 1.355 in cemento armato (19,7%) e 901 utilizzando altri materiali, quali acciaio, legno o altro (13,1%) (cfr. Tabella 3).

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Anche in questo caso, alcuni comuni si discostano dal valore medio del territorio, come ad esempio Trequanda, dove il 93,7% degli edifici residenziali sono stati costruiti in muratura portante, o Sarteano, dove solamente il 41,5% degli edifici residenziali è stato costruito in muratura portante.

Come ripetuto più volte, la Valdichiana è classificata come una zona a rischio moderato, ma è evidente che il rischio sismico elevato che caratterizza territori relativamente vicini, come l’Umbria o anche la stessa zona amiatina e, soprattutto, il fatto che l’Italia è lo stato europeo senza dubbio più soggetto a scosse di terremoto, dovrebbe far riflettere in particolar modo sulla prevenzione e sugli interventi di adeguamento delle nostre costruzioni che, in molti casi, sono state costruite in anni in cui le normative erano tutt’altro che adeguate.

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Prospettiva Valdichiana: tempo di vendemmia

Tempo di vendemmia: vino, vino biologico e vino biodinamico. Diamo i numeri Dopo la pausa estiva torna la rubrica Prospettiva Valdichiana e lo fa proprio nel bel mezzo della vendemmia….

Tempo di vendemmia: vino, vino biologico e vino biodinamico. Diamo i numeri

Dopo la pausa estiva torna la rubrica Prospettiva Valdichiana e lo fa proprio nel bel mezzo della vendemmia. È proprio in questi giorni, infatti, che le numerose aziende agricole del territorio sono intente a raccogliere l’uva dalla vigna per portarla in cantina ed iniziare il processo di vinificazione, che trasformerà il mosto in vino. Il rituale della vendemmia è da sempre un momento di grande fascino, e porta con sé un valore storico e antropologico. È un vero e proprio “evento” annuale di lavoro e condivisione sociale nel territorio.

Ma veniamo ai numeri, cercando di vedere quanto si coltiva, quanto si produce e come si produce, tenendo sempre un occhio di riguardo al territorio della Valdichiana. I dati su cui si basa la nostra analisi provengono dall’Istat, in particolare dai dati del 6° Censimento generale dell’Agricoltura, da SINAB, ARTEA e da alcuni siti specializzati come inumeridelvino.it, demeter.it e uiv.it.

Secondo i dati ARTEA, nel corso del 2014, in Toscana vi sono 23.288 aziende che coltivano vite, per un totale di superficie vitata di 57.942,44 ha. Il maggior numero di aziende è in provincia di Arezzo (4.942 aziende, il 21,2% del totale regionale), seguita dalla provincia di Siena (4.107 aziende, il 17,6% del totale regionale). Ma è proprio la provincia di Siena ad avere la maggior superficie vitata della regione, addirittura il 32,4%, equivalente a 18.774,67 ha.

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Sempre secondo i dati ARTEA, riferiti alla vendemmia 2014, sono stati prodotti quasi 1 milione e 800mila hl di vino D.O.P. nella regione Toscana, suddivisi in quasi 312mila hl di vino D.O.C. e quasi 1 milione e mezzo hl di vino D.O.C.G.. Circa metà della produzione (48,7%) riguarda il Chianti e le varie sottozone, mentre il vino D.O.C.G. per eccellenza della Valdichiana senese, il Vino Nobile di Montepulciano, rappresenta il 3,8% della produzione regionale; tra i D.O.C., invece, il rosso di Montepulciano rappresenta l’1,7% della produzione regionale.

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Sempre di più, inoltre, si sente parlare di vini biologici e vini biodinamici, sia da parte dei consumatori, sempre più attenti verso l’acquisto di prodotti a basso impatto ambientale, sia da parte dei produttori e viticoltori, orientati alla costante ricerca di diversità ed autenticità del loro lavoro, attraverso l’agricoltura biologica, biodinamica o naturale.

I dati ISTAT del 6° Censimento generale dell’Agricoltura ci dicono che la superficie biologica di vite è, in Italia, di 43.999 ha, con la Toscana che ha una superficie di vite biologica di 4.699 ha, il 10,7% del totale nazionale. All’interno del territorio toscano, è proprio la provincia di Siena a vantare la maggior superficie di vite biologica, con 1.412 ha (il 30,1% del totale regionale).

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Più in dettaglio, all’interno della provincia di Siena, tra i vari SEL è l’Alta Val d’Elsa a detenere la maggior superficie biologica di coltivazione della vite con 443,2 ha (il 31,4% del totale provinciale), seguita dal Chianti con il 28,8% (406,9 ha) e dalla Valdichiana Senese con il 16,1% (226,8 ha).

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Nell’Alta Val d’Elsa solo il comune di San Gimignano registra una superficie biologica di vite di 336,8 ha; a livello provinciale vi è poi il comune di Castellina in Chianti con 172,4 ha e il comune di Montalcino con 161,6 ha. Nella Valdichiana Senese è Montepulciano ad avere il primato con 78,9 ha, seguito da Sinalunga con 52,2 ha e da Trequanda con 19,4 ha.

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Vi è poi la viticoltura biodinamica, un particolare metodo di coltivazione il cui marchio commerciale è detenuto dalla Demeter International, un’associazione di adepti della metodologia che, attraverso l’adozione di un disciplinare, si propone di mantenere i medesimi standard tra i coltivatori sia nella fase di produzione sia nella fase di trasformazione dei prodotti agricoli. Il principio base della biodinamica è la ricerca della biodiversità, un equilibrio tra l’uomo, le piante e il cosmo, cercando di sfruttare al meglio le forze naturali nei terreni e l’influenza dei pianeti quando si agisce sulla terra in modo da rendere la pianta più resistente ed autosufficiente. In Toscana le aziende produttrici di vino certificate Demeter sono 19, di cui 4 in provincia di Siena.

Vini toscani e denominazioni: fonte Federdoc

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Prospettiva Valdichiana: affluenza alle urne

L’inesorabile calo dell’affluenza, anche in Valdichiana Domenica scorsa si è votato in molti comuni italiani per le elezioni amministrative. In Valdichiana i comuni che sono andati al voto sono stati…

L’inesorabile calo dell’affluenza, anche in Valdichiana

Domenica scorsa si è votato in molti comuni italiani per le elezioni amministrative. In Valdichiana i comuni che sono andati al voto sono stati due, Chiusi e Trequanda. Per tale motivo, in questa uscita di Prospettiva Valdichiana abbiamo deciso di analizzare il dato riguardante l’affluenza, analizzando le ultime cinque tornate elettorali comunali dei dieci comuni della Valdichiana Senese. I dati sono quelli del Ministero degli interni, analizzati dall’istituto di ricerca fiorentino reteSviluppo.

Nei due comuni interessati, l’affluenza alle urne è stata del 71,34% a Trequanda e del 68,76% a Chiusi; a livello nazionale l’affluenza è stata del 62,14%. Il dato, quindi, è migliore rispetto a quello medio nazionale, come quasi sempre accade nel nostro territorio dove, indipendentemente dal tipo di elezione, l’affluenza tende ad essere più alta rispetto a quella media nazionale. Ma, nonostante questo, anche in Valdichiana, l’affluenza tende a diminuire costantemente negli ultimi anni.

Come detto, sono state prese in considerazione le ultime cinque elezioni comunale dei 10 comuni della Valdichiana, per la maggior parte dei quali si sono svolte nel 1995, nel 1999, nel 2004, nel 2009 e nel 2014. Vi sono poi alcuni comuni in cui le tornate elettorali si sono svolte in anni diversi: a Chiusi, le ultime 5 elezioni comunali, si sono avute nel 1998, nel 2002, nel 2007, nel 2011 e appunto nel 2014; a Trequanda, prima delle elezioni di domenica scorsa, si è votato per l’elezione del sindaco nel 1997, nel 2001, nel 2006 e nel 2011; infine Sarteano, dove le ultime cinque elezioni comunali si sono svolte nel 1994, nel 1998, nel 2002, nel 2007 e nel 2012.

Ma vediamo come è cambiata l’affluenza alle urne. Se l’affluenza media dei dieci comuni nel 1995 era dell’87,59%, nell’ultima votazione per il sindaco la media dei dieci comuni della Valdichiana Senese è scesa al 72,19%. Il calo è di poco superiore ai 15 punti percentuali: la diminuzione è stata marcata tra il 1995 e il 1999, quando l’affluenza è passata dall’87,59% all’81,53% e dal 2009 al 2014, quando è passata dal 78,06% all’attuale 72,19%.

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Se osserviamo poi i singoli comuni, notiamo come in alcuni casi siamo scesi anche sotto al 70%: proprio a Chiusi, come dicevamo, domenica 5 giugno 2016 l’affluenza si è fermata al 68,76%, ma anche a Sarteano, nelle ultime consultazioni comunali, vi è stata un’affluenza del 66,61%, e anche a Sinalunga ci siamo fermati al 68,8%. E pensare che proprio a Sinalunga, nel 1995, l’affluenza era stata dell’89,96% (-21,16%). Solo il comune di Pienza si mantiene sopra l’80% (82,77% nel 2014), ma anche in questo caso si perdono quasi 8 punti percentuali, visto che nel 1995 era andato a votare il 90,45% dell’elettorato avente diritto. I cali più consistenti si sono avuti, oltre che a Sinalunga, a Sarteano (-20,59%), a Torrita di Siena (-17,56%) e a Chianciano Terme (-17,02%), ma anche a Montepulciano si supera il 15% (-16,78%).

Purtroppo, la tendenza è comune in tutta Italia, con un livello di astensionismo che, pur variando a seconda del tipo di elezione, è costantemente crescente. A livello nazionale, ad esempio, se prendiamo in considerazione le elezioni politiche, se dal 1948 al 1979 abbiamo costantemente superato il 90% di affluenza alle urne, negli ultimi 30 anni il dato è andato regolarmente diminuendo arrivando al 72,25% delle ultime elezioni nel 2013. Le ragioni sono numerose, e sono da ricercarsi sia alla crisi delle ideologie e dei partiti che ha avuto inizio verso la fine degli anni ’70, sia alla sempre crescente sfiducia-protesta verso i nostri governanti.

tabella elezioni

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Prospettiva Valdichiana: analisi del turismo estivo

Prospettiva Valdichiana e dati turistici: come è andata la scorsa estate? Essendo ormai alle porte le vacanze estive, in questa uscita di Prospettiva Valdichiana ci occupiamo di turismo. Nel recente…

Prospettiva Valdichiana e dati turistici: come è andata la scorsa estate?

Essendo ormai alle porte le vacanze estive, in questa uscita di Prospettiva Valdichiana ci occupiamo di turismo. Nel recente Forum sul Turismo in Valdichiana, tenutosi lo scorso 20 aprile 2016 all’Istituto Pellegrino Artusi di Chianciano Terme, ed organizzato dall’Associazione Albergatori di Chianciano Terme insieme a reteSviluppo e a Valdichiana media, proprio l’Istituto di ricerca fiorentino ha analizzato i dati turistici del 2015 in Valdichiana diffusi qualche settimana fa dalla Provincia di Siena.

In quell’occasione si faceva riferimento alle differenze di arrivi e presenze tra il 2014 ed il 2015, con un focus particolare relativo ai mesi di dicembre dei due anni, per capire come gli eventi organizzati nel relativo periodo avevano influito sui numeri turistici. Da questo punto di vista i dati erano buoni, con la Valdichiana che tra il 2014 ed il 2015 aveva accresciuto i propri arrivi dell’8,1% e le proprie presenze del 10%, contro dei dati provinciali che esprimevano crescite più contenute: + 6,3% gli arrivi e +4,7% le presenze. Ancora meglio per ciò che riguardava il mese di dicembre, con la Valdichiana che registrava un incremento degli arrivi tra il dicembre 2014 ed il dicembre 2015 del 35% (contro il 18,1% provinciale) ed un incremento delle presenze del 30,4% (contro l’11,5% provinciale). Dati che mettevano pertanto in evidenza un certo recupero tra il 2014 ed il 2015 e dei numeri molto positivi per quanto riguardava il mese di dicembre, a testimonianza di un turismo sempre più legato alla destagionalizzazione.

Ma l’estate, invece, come è andata? In questo senso, abbiamo analizzato i dati provinciali aggregando i quattro mesi estivi (giugno, luglio, agosto e settembre). Anche da questo punto di vista i dati relativi alla Valdichiana nel suo complesso sono positivi: gli arrivi, tra l’estate 2014 e l’estate 2015, crescono del 9,7%, contro un dato provinciale che registra un + 6,1% e il resto della provincia di Siena che si ferma a un + 4,8%. Risultato simile per quanto concerne le presenze: in Valdichiana crescono del 9,8%, mentre in provincia di Siena nel suo complesso del 5,1%; il resto del territorio provinciale registra invece un + 3,3%.

A livello comunale, le crescite più importanti si registrano  nei comuni di Pienza (+37% gli arrivi e +39,5% le presenze) e Chianciano Terme (+13,1% sia per gli arrivi che per le presenze), mentre altri comuni mostrano delle dinamiche diverse tra arrivi e presenze: Montepulciano, ad esempio, incrementa gli arrivi del 6,8%, ma diminuisce le presenze dell’1%; Torrita di Siena, invece, mantiene pressoché costanti gli arrivi (+0,2%), ma incrementa le presenze (+15,2%).

Tuttavia, prendendo come riferimento tempi meno recenti, osserviamo dati diversi. Se confrontiamo i numeri del 2015 con quelli del 2002, la Valdichiana vede un aumento degli arrivi dell’11,8%, ma un decremento delle presenze del 26,8%, a differenza del dato provinciale complessivo che registra per gli arrivi un + 38,3% e per le presenze un + 11,6%; nel resto della provincia, addirittura, abbiamo un +52% degli arrivi ed un +41,3% per le presenze. È evidente che tale situazione è scaturita dal trend del comune di Chianciano Terme che, tra l’estate del 2002 e l’estate del 2015, perde il 14,8% degli arrivi e il 49,2% delle presenze che, in numeri assoluti, influiscono molto pesantemente su tutto il territorio della Valdichiana.

turismo estate 2015

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Prospettiva Valdichiana: le emissioni di CO2

A Parigi la Conferenza sul clima, ma a livello territoriale? Proprio in questi giorni 150 leader mondiali sono riuniti a Parigi per la Cop21, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite….

A Parigi la Conferenza sul clima, ma a livello territoriale?

Proprio in questi giorni 150 leader mondiali sono riuniti a Parigi per la Cop21, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Il primo obiettivo è siglare un accordo storico che limiti il riscaldamento climatico per evitare una catastrofe ambientale irreversibile.

Sulla scia di questo evento planetario, Prospettiva Valdichiana osserverà nell’uscita di questa settimana qualche dato del nostro territorio che si riferisce alle emissioni di CO2 equivalenti, ottenute moltiplicando le emissioni di ogni gas per il proprio potenziale di riscaldamento – Global warming potential (Gwp) – espresso in rapporto al potenziale di riscaldamento dell’anidride carbonica. Come sempre le analisi sono a cura dell’Istituto di Ricerca fiorentino reteSviluppo sui dati della Regione Toscana – Dip. Politiche Ambientali – IRSE 2010.

Sono 8,6 le tonnellate di CO2 equivalenti per abitante della Valdichiana Senese, un dato inferiore rispetto a quello medio provinciale (9,8) e a quello regionale (9,4). Dal 2007 al 2010 le emissioni di CO2 equivalenti del territorio sono diminuite del 4,7%, a fronte di una diminuzione provinciale del 2,4%; migliore il dato regionale, che vede una variazione negativa del 14,3%.

Rispetto alle altre aree provinciali, la Valdichiana Senese mostra un valore simile a quello del SEL (Sistema Economico Locale) Crete Senesi Valdarbia (8,3 tonnellate di CO2 equivalenti per abitante) e del Chianti (8,3); più virtuosa la zona della Val di Merse (6,8) e l’area urbana senese (5,2), mentre il dato è più alto nell’Alta Valdelsa (10,4%) e, soprattutto, nell’area dell’Amiata Valdorcia (26,9). Tutte le zone, ad eccezione della Val di Merse (+1,6%), mostrano tuttavia una riduzione di emissioni tra il 2007 ed il 2010.

Guardando a livello regionale, la provincia di Siena risulta essere una di quelle con valori più alti di emissioni di CO2 equivalenti per abitante (9,7), insieme alla provincia di Grosseto (10,1), anche se entrambe si mantengono distanti dai valori molto alti della provincia di Livorno (33,4); inferiori i valori delle altre province, in particolar modo quella di Prato (4,5), di Firenze (5,2), di Pistoia (5,5) e di Massa Carrara (5,5). Anche in questo caso il confronto 2007-2010 mostra riduzioni di emissioni per tutte le province, in particolar modo proprio per la provincia di Livorno (-25,7%), ma anche per la provincia di Arezzo (-21,5%).

Anche a livello nazionale si registra una diminuzione del livello di emissioni comune a quasi tutte le regioni italiane. Nel 2010 sono Puglia e Friuli-Venezia Giulia le regioni con il più alto valore di emissioni pro capite di gas serra (superiori alle 10 tonnellate di CO2 equivalente per abitante), mentre le regioni con emissioni procapite più ridotte sono tutte del Sud: Campania, Calabria e Basilicata.

È evidente come gli esiti della Conferenza sul clima di Parigi siano di estrema importanza, ma è necessario contribuire anche dal basso per cercare di salvare il pianeta da un meccanismo che ci sta sfuggendo di mano e per consentire un futuro alle nuove generazioni, anche perché è assai probabile che questa sia proprio l’ultima generazione in grado di poter fare qualcosa.

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La Toscana viaggia a pieni giri verso il 2020

Nell’ormai consueto appuntamento con il Buy Tourism Online, la Regione Toscana ha presentato i dati relativi alla stagione turistica che sta per concludersi e le prospettive future, con uno sguardo…

Nell’ormai consueto appuntamento con il Buy Tourism Online, la Regione Toscana ha presentato i dati relativi alla stagione turistica che sta per concludersi e le prospettive future, con uno sguardo rivolto al sempre più vicino 2020.

Il panel del BTO2015, che si è svolto nella giornata di apertura di mercoledì 2 dicembre, ha visto la partecipazione di Stefano Ciuoffo, assessore alle attività produttive, al credito, al turismo e al commercio della Regione Toscana, Laura Benedetto, segretario generale della Camera di Commercio di Firenze, Mario Curia, consigliere delegato di PromoFirenze, Alberto Peruzzi, dirigente del settore turismo di Toscana Promozione, Alessandro Tortelli, direttore centro studi turistici di Firenze, Davide De Crescenzo, direttore responsabile di intoscana.it.

L’assessore Ciuoffo ha chiarito che quella al turismo è una delega temporanea, che serve a portare a completamento il rinnovamento politico del turismo toscano, attraverso il quadro normativo di riferimento. L’ottava edizione del BTO certifica l’importanza delle piattaforme digitali e della comunicazione online:

“Otto anni fa questi strumenti erano agli albori, ma ora sono sempre più fondamentali. – ha dichiarato Stefano Ciuoffo – La sfida è alta, non si può vivere di rendita con il brand Toscana e il suo patrimonio storico-artistico, dobbiamo costruire in anticipo elementi di competizione rispetto agli altri territori. Il turismo è un settore dell’economia e si fonda sulla qualità come ogni altro prodotto, dobbiamo pensare a cosa offrire ai mercati e come comunicarlo. Dobbiamo essere efficaci nel costruire e comunicare questo prodotto, o rischiamo di perderlo.”

Ai dirigenti di Toscana Promozione e dei centri studi regionali è toccato il compito di illustrare i dati del 2015, che fanno registrare, 12,8 mln di visitatori e 44,4 mln di presenze, con un incremento di +2,3% per gli arrivi e +2,1% per i pernottamenti, con una permanenza media di 3,5 giorni. Si nota poi un rafforzamento degli arrici dall’estero: sono 2,6% in più gli stranieri in arrivo, ma anche gli arrivi degli italiani fanno registrare +1,9%.

Molto importante, anche per il nostro territorio, analizzare con attenzione i settori che più attirano i turisti in Toscana: i principali sono la campagna (+3,1%), le città d’arte (+2,7%) e il mare (+2,6%). Bene anche la montagna con +1,6%, unico neo le terme che segnano -0,9%. Curioso notare che proprio il settore delle terme, l’unico con segno negativo, sia stato affidato a Federica Fratoni nella giunta della Regione Toscana e non sia compreso nella delega al turismo dell’assessore Ciuoffo. Questa scelta rappresenta il problema oppure la soluzione?

Le tendenze per il 2016 fanno prevedere il superamento delle 45 mln di presenze complessive in Toscana; al 2020 il Centro Studi Turistici stima una crescita media annua del turismo del +0,9%. I maggiori protagonisti saranno i viaggiatori della generazione Millennials che utilizzano il Mobile come strumento principale. Tra le prime cinque tipologie di prodotti turistici per le quali è prevista una crescita troviamo cultura, enogastronomia, shopping, lusso accessibile e proposte sportive.

Entrando nel dettaglio nel settore web, grazie ai dati forniti da intoscana.it, possiamo notare l’assoluto predominio dei canali digitali nella prenotazione turistica. Attualmente i canali di prenotazione sono occupati dalle OLTA per il 49,7%, dalla vendita diretta online per il 28,3% e soltanto il 9% dalla vendita tradizionale e il 13% dall’intermediazione delle agenzie di viaggi e dei tour operator. L’incidenza online è maggiore in Toscana rispetto alle altre regioni italiane, ma ancora inferiore rispetto alla media delle altre grandi mete turistiche, quindi è un dato destinato a salire ulteriormente.

“Nel travel, il Mobile è il nuovo mainstream – ha dichiarato Davide De Crescenzo – La crescita è esponenziale e il traffico globale sul Mobile è diventato sempre più di uso quotidiano. Le prenotazioni da dispositivi Mobile stanno crescendo per tutti i prodotti turistici.”

La priorità per i prossimi anni sarà quindi quella di modellare i canali di vendita in funzione delle nuove abitudini di consumo, che abbiano alla base tecnologia e social network, con un’attenzione al Mobile sempre più imprescindibile.

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Prospettiva Valdichiana: Pienza e i pendolari

Pienza: anche i flussi pendolari dicono Valdichiana In questa nuova uscita di Prospettiva Valdichiana continuiamo a occuparci della questione inerente l’entrata del comune di Pienza nell’Unione dei Comuni della Valdichiana…

Pienza: anche i flussi pendolari dicono Valdichiana

In questa nuova uscita di Prospettiva Valdichiana continuiamo a occuparci della questione inerente l’entrata del comune di Pienza nell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese. Questa volta, dopo aver analizzato il “peso” di Pienza dal punto di vista demografico, turistico e produttivo, osserveremo i flussi pendolari delle persone che, residenti nel comune pientino, lavorano o studiano fuori dal proprio comune di residenza. I dati, analizzati dall’Istituto di ricerca reteSviluppo, sono quelli del censimento 2011.

Il 33,7% dei pientini che lavorano o studiano lo fanno fuori dal proprio comune di residenza e si recano giornalmente in un altro comune della provincia di Siena. Ma vediamo in quale direzione della provincia si muovono i flussi pendolari del comune di Pienza. Delle persone che lavorano o studiano fuori dal comune di residenza ma all’interno di un comune senese, il 56,8% si reca in un comune della Valdichiana Senese: il 39,4%, infatti si reca nel comune di Montepulciano, il 7,7% nel comune di Chianciano Terme e una quota minoritaria negli altri comuni della Valdichiana.

Solo il 23,2% delle persone che lavorano o studiano fuori dal comune di Pienza, ma all’interno di un comune della provincia di Siena, si recano nei comuni dell’Unione dei Comuni Amiata Valdorcia: in questo caso la maggior parte dei pendolari si reca a San Quirico d’Orcia (12,3%), poi in misura minore ad Abbadia San Salvatore (6,5%).

Il 20% delle persone che lavorano o studiano fuori dal comune di Pienza, ma all’interno di un comune della provincia di Siena, invece, si dirigono verso gli altri comuni della Provincia, dove il comune più rappresentato è il capoluogo Siena (10,0%), seguito da Montalcino (6,2%).

I numeri ci mostrano pertanto una situazione in cui Pienza, dal punto di vista dei flussi pendolari delle persone che lavorano o studiano fuori dal proprio comune di residenza, pare essere più connessa con il territorio della Valdichiana Senese, piuttosto che con le altre zone della provincia senese, compresa l’area dell’Amiata Valdorcia di cui Pienza faceva parte prima della recente entrata nell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese.

E’ in particolar modo la connessione con Montepulciano, comune nel quale si recano per studio o lavoro quasi il 40% delle persone che escono quotidianamente dal comune di Pienza, a essere particolarmente forte: il fenomeno si spiega ovviamente con la presenza dei vari Istituti Superiori ubicati nel comune poliziano, che attirano molti studenti dei comuni limitrofi, ma non è minoritaria anche la quota di persone che lavora nel comune di Montepulciano, anzi, in questo caso rappresenta la motivazione principale dello spostamento.

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Prospettiva Valdichiana: quanto “pesa” Pienza?

È notizia di poche settimane fa l’entrata di Pienza nell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, che andrà quindi ad aggiungersi ai nove comuni già facenti parte dell’Ente e che concorrerà alla…

È notizia di poche settimane fa l’entrata di Pienza nell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese, che andrà quindi ad aggiungersi ai nove comuni già facenti parte dell’Ente e che concorrerà alla gestione di uffici unici per dieci comuni in modo da generare risparmi e dare servizi migliori ai cittadini; un’unità politica per attrarre risorse e coordinare in modo organico il territorio. Ma quanto “pesa” all’interno della provincia di Siena la Valdichiana con Pienza sotto il profilo demografico, turistico e produttivo? In questa nuova uscita di “Prospettiva Valdichiana” proveremo a dare qualche dato, sempre elaborato dall’Istituto di ricerca reteSviluppo.

Dal punto di vista demografico, il comune di Pienza, con i suoi 2.129 abitanti al 1° gennaio 2015, non accresce in maniera significativa la popolazione dell’area, anche se il territorio rappresenta, con i 10 comuni dell’Ente, il 23,3% della popolazione provinciale. È senz’altro più consistente l’apporto di Pienza sotto il profilo della superficie territoriale, in quanto, con i suoi 123 chilometri quadrati, rappresenta il secondo comune più esteso della “nuova” Valdichiana Senese, dopo Montepulciano. Il territorio chianino va a costituire il 21,3% del territorio provinciale.

La quota della Valdichiana Senese rispetto alla provincia di Siena si incrementa se guardiamo poi al settore produttivo: sono 7.791 le imprese totali del territorio nel 2013, che rappresentano il 26,5% delle imprese provinciali, con Pienza che può vantare quasi 500 imprese attive. Ma è soprattutto dal punto di vista turistico che la Valdichiana Senese rappresenta uno quota consistente della provincia, con Pienza che va ad aumentare quantitativamente e qualitativamente il “peso” del territorio: i posti letto della Valdichiana sono, al 31 dicembre 2014, il 37,4% di quelli provinciali, con le strutture ricettive che rappresentano il 27,1%. Anche le presenze e gli arrivi in Valdichiana sono una quota consistente di quelli provinciali: le prime rappresentano, nel 2014, il 26,9%, mentre i secondi il 28,5%, con Pienza che, per numero di arrivi e presenze, si piazza al terzo posto all’interno della Valdichiana Senese, dopo Chianciano Terme e Montepulciano.

Sia dal punto di vista turistico che produttivo, la Valdichiana Senese può vantare quindi un ruolo da assoluta protagonista sia sul piano provinciale che regionale. Un protagonismo necessario a sviluppare strategie innovative che si basino principalmente sulla condivisione e sulla capacità di fare sistema a livello intercomunale.

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Prospettiva Valdichiana: treni e pendolari

In questa seconda uscita di “Prospettiva Valdichiana” parliamo del pendolarismo nel nostro territorio. I dati, sempre analizzati dall’Istituto di ricerca reteSviluppo, sono quelli del censimento 2011 e vanno ad indagare…

In questa seconda uscita di “Prospettiva Valdichiana” parliamo del pendolarismo nel nostro territorio. I dati, sempre analizzati dall’Istituto di ricerca reteSviluppo, sono quelli del censimento 2011 e vanno ad indagare i flussi delle persone che lavorano o studiano fuori dal proprio comune di residenza.

In Valdichiana Senese il 39,2% delle persone che studiano o lavorano lo fanno fuori dal proprio comune di residenza; la percentuale è molto simile sia a livello provinciale (39,9%) che a livello regionale (39,3%). Tuttavia i dati cominciano a variare di qualche punto se consideriamo la percentuale di persone che lavorano fuori comune, ma all’interno della stessa provincia: in questo caso i lavoratori e gli studenti che lo fanno in provincia di Siena sono il 32,7%, mentre in Valdichiana tale categoria ammonta al 28,7% (di cui solo il 15,7% si reca nel comune di Siena); nel nostro territorio una percentuale maggiore di lavoratori e studenti si reca fuori provincia. Sono infatti il 10,2% coloro che studiano o lavorano fuori comune e fuori provincia, contro il 7,2% della provincia di Siena, mentre le persone che studiano o lavorano fuori regione sono l’1% in provincia di Siena ed il 3,9% in Valdichiana.

Ma vediamo dove sono diretti i flussi di pendolari che ogni mattina escono dal proprio comune di residenza per andare a studiare o a lavorare. In Valdichiana l’89,7% di coloro che studiano o lavorano fuori provincia si dirigono in provincia di Arezzo, in provincia di Firenze e in provincia di Perugia. Nel dettaglio, il 7,8% è diretto verso la provincia fiorentina (di questi l’82,3% si reca nel comune di Firenze), il 53,8% verso la provincia di Arezzo (di questi il 33,5% si dirige nel comune di Arezzo) ed il 28,1% verso la provincia di Perugia (di questi solo il 21% si reca nel comune di Perugia).

Al di là delle recenti vicende che hanno riguardato la possibile realizzazione della stazione dell’alta velocità Media Etruria nel territorio della Valdichiana, è evidente come tale territorio non possa prescindere da uno sviluppo infrastrutturale e dei servizi nel settore dei trasporti che, sicuramente utile e necessario dal punto di vista turistico, vada a sostegno di tutti quei pendolari costretti a recarsi verso le principali città regionali e non solo e che negli ultimi anni hanno visto il taglio quasi totale dei treni Intercity.

È ovviamente l’asse che va verso Firenze, e che passa per la provincia di Arezzo, quello a essere più utilizzato, anche se non manca una buona percentuale di pendolari che si reca fuori regione e gravita nella zona della provincia di Perugia.

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Prospettiva Valdichiana: investire nel turismo?

Il turismo è da sempre uno dei settori italiani che offre le maggiori potenzialità, favorito ovviamente dalle innumerevoli bellezze paesaggistiche del Bel Paese. Nonostante gli anni di crisi che stiamo…

Il turismo è da sempre uno dei settori italiani che offre le maggiori potenzialità, favorito ovviamente dalle innumerevoli bellezze paesaggistiche del Bel Paese. Nonostante gli anni di crisi che stiamo vivendo, investire nel settore del turismo è una pratica che sta riscuotendo un certo successo anche nella nostra Valdichiana.

chianciano travelI dati della Camera di Commercio di Siena, analizzati ed elaborati dall’istituto di ricerca fiorentino reteSviluppo, mostrano come, dal 2009 al 2013, le imprese operanti nei settori turistici, come attività di alloggio e ristoranti, siano cresciute, al contrario degli altri settori che, a causa della grave crisi economica, hanno diminuito il proprio numero. Il dato provinciale vede negli anni considerati una certa stabilità del numero delle imprese totali (+0,01%), con diminuzioni marcate però in settori come le imprese manifatturiere (-16,12%) e le costruzioni (-7,45%); al contrario, le imprese operanti in attività di alloggio e ristorazione sono aumentate, dal 2009 al 2013, del 14,58%.

Anche in Valdichiana Senese il trend è positivo: mentre le imprese totali si riducono del 2,3% dal 2009 al 2013, le imprese specializzate in attività di alloggio e ristorazione crescono del 12,56%, registrando incrementi in tutte i comuni dell’area, ad eccezione di San Casciano dei Bagni, dove per le imprese del settore si osserva una diminuzione dell’11.11%. Anche Chianciano Terme registra una leggera crescita (+2,45%), mentre per gli altri comuni l’incremento è a doppia cifra.

La controtendenza è confermata, anche nel caso del nostro territorio, dall’andamento degli altri settori imprenditoriali: le imprese manifatturiere diminuiscono del 15,98%, le imprese di costruzioni arretrano del 12,12%, mentre le imprese relative al commercio all’ingrosso e al dettaglio decrescono del 4,05%. Il numero dei turisti a livello mondiale sta aumentando negli anni e, di conseguenza, sta aumentando anche il fatturato legato a questa industria. È continua la nascita di nuove mete turistiche e il settore si sta segmentando uniformandosi ai nuovi flussi turistici e ai nuovi clienti sempre più diversificati tra loro.

È tuttavia necessaria una sinergia anche con il settore pubblico che dovrebbe investire in infrastrutture, difesa dell’ambiente e beni culturali; per tornare al nostro territorio, la Valdichiana Senese ha senza dubbio le potenzialità e l’opportunità di competere anche a livello internazionale, attraverso strategie d’area che siano innovative e condivise. Le opportunità per investire nel turismo sono molte. L’Unione Europea, anche attraverso le Regioni, offre diversi strumenti di finanziamento per il settore, rivolti sia alle PMI che agli enti locali, con programmi specifici destinati a particolari aree tematiche.

(fonte: elaborazione reteSviluppo su dati Camera di Commercio di Siena)

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Rosso di sera per il lago di Chiusi, dovuto a un tipo di alga

A seguito di una comunicazione della Polizia Provinciale di Siena, che segnalava la presenza di una colorazione rossa nelle acque del lago di Chiusi, alcuni operatori del Dipartimento ARPAT di…

A seguito di una comunicazione della Polizia Provinciale di Siena, che segnalava la presenza di una colorazione rossa nelle acque del lago di Chiusi, alcuni operatori del Dipartimento ARPAT di Siena sono intervenuti in collaborazione con la stessa polizia Provinciale, che ha messo a disposizione l’imbarcazione, e con la Polizia Municipale, per effettuare un prelievo di acque nel lago.

Il prelievo è stato effettuato il giorno 16 settembre, al centro del lago, e il campione di acqua è stato sottoposto a prove in campo ad analisi sia chimica che biologica presso il laboratorio di ARPAT.

Dall’osservazione al microscopio del vetrino opportunamente preparato è stata rilevata la presenza di organismi algali appartenenti al genere Ceratium (phylum Dinoflagellata ).

Il quantitativo rilevato è risultato piuttosto modesto, tuttavia questo tipo di alga, unicellulare, non tossica, appartenente al fitoplancton di acque, sia dolci che salate, può conferire una colorazione bruno/rossastra alle acque quando è presente in quantitativi elevati.

Le analisi chimiche hanno rilevato concentrazioni di ossigeno e degli altri parametri rilevati in campo, temperatura, pH e conducibilità, rappresentativi di una buona situazione delle acque dell’invaso ed una concentrazione di azoto e fosforo (normali nutrienti dei microrganismi di questo tipo) al di sotto dei limiti di rilevabilità compatibili con la scarsa presenza di alghe al momento del prelievo.

Pertanto la presenza di questi organismi è da mettere in correlazione con il fenomeno osservato nei giorni precedenti e che ha destato l’allarme dei frequentatori dello specchio di acqua per la presenza di “sostanze rosse”, avvenuto probabilmente in coincidenza con un periodo durante il quale si è avuta una elevata concentrazione di alghe in corrispondenza della loro maggior fioritura, dovuta a condizioni di temperatura luce e nutrienti più favorevoli per la loro crescita.

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