La Valdichiana

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La Bonifica Leopoldina in Valdichiana verso il registro dei Paesaggi Rurali Storici

La Valdichiana toscana, intesa come territorio comprendente la Valdichiana senese e aretina, è caratterizzata dal ruolo storico della bonifica e della gestione delle risorse idriche che ne hanno modellato il…

La Valdichiana toscana, intesa come territorio comprendente la Valdichiana senese e aretina, è caratterizzata dal ruolo storico della bonifica e della gestione delle risorse idriche che ne hanno modellato il paesaggio rurale nel corso degli ultimi secoli, permettendo lo sviluppo dei terreni agricoli e dell’economia attuale. L’assetto del reticolo idrografico che possiamo osservare ancora oggi, così come la rete di fossi e canali e l’assetto poderale in cui sono suddivise le campagne, sono il risultato della gestione del territorio attraverso le grandi fattorie granducali originate dalla bonifica leopoldina.

Proprio per certificare l’integrità di questo paesaggio rurale e testimoniarne l’importanza storica e culturale è nato il progetto di candidatura dell’intera area al registro nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. Si tratta di un progetto di area che coinvolge undici Comuni della Valdichiana aretina (Castiglion Fiorentino, Civitella, Cortona, Foiano, Lucignano, Marciano, Monte San Savino) e senese (Chiusi, Montepulciano, Torrita, Sinalunga) uniti per il raggiungimento di questo importante obiettivo, che sta raggiungendo la sua fase finale

La candidatura riguarda infatti il “Paesaggio Storico della Bonifica Leopoldina in Valdichiana”, un’area definita da oltre 23mila ettari del fondovalle interessata dai processi di bonifica e dallo sviluppo agricolo degli ultimi due secoli. Si tratta di un importante percorso di valorizzazione territoriale che comprende un profondo e dettagliato studio tecnico per valutare l’importanza del paesaggio rurale, misurandone l’evoluzione nel corso dei decenni, analizzando l’utilizzo del suolo, le dinamiche sociali e culturali, i processi economici che hanno interessato l’agricoltura locale.

L’obiettivo della candidatura è quello di essere inseriti nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, un registro istituito dal Ministero competente (MiPAAFT) al fine di raccogliere le candidature provenienti dagli enti interessati su tutto il territorio nazionale, che soddisfino determinati requisiti di ammissibilità, definendo la loro significatività, integrità e vulnerabilità, tenendo conto sia di valutazioni scientifiche, sia dei valori che sono loro attribuiti dalle comunità, dai soggetti e dalle popolazioni interessate.

Il percorso di candidatura, iniziato già nel 2019 con la scheda di segnalazione, ha  avviato un percorso di studi, ricerche, condivisioni e concertazioni sul territorio che ha portato alla redazione di un complesso dossier per l’iscrizione definitiva nel registro nazionale.

Tale dossier ha messo in luce l’importanza storica del paesaggio della bonifica leopoldina: quello che caratterizza il territorio della Valdichiana preso in esame, infatti, è un paesaggio scaturito dalle trasformazioni operate dalle comunità locali che, grazie alle opere di ingegneria della bonifica, hanno formato un paesaggio rurale unico nel suo genere, attraverso l’importante rete idraulica, principale e secondaria, che contraddistingue anche la forma degli appezzamenti.

Fin dall’antichità il territorio della Valdichiana Toscana è stato caratterizzato dalla gestione delle risorse idriche: l’area fu una campagna fiorente già dall’epoca etrusca e romana, allora attraversata dal fiume Clanis, per poi subire un progressivo impaludamento in epoca medievale. Il processo di bonifica partito dal XVI secolo si è concluso solo nella prima metà del XIX secolo, permettendo il nuovo sviluppo di terreni agricoli, assicurando una notevole salubrità e rendendola una delle aree più fertili d’Italia. Le infrastrutture comprendono un sistema di chiuse, di “chiari” (i due bacini di Chiusi e Montepulciano) e di colmate che costituiscono un reticolo idrografico complesso, che è al centro della presente candidatura. La liberazione di ampie estensioni di terreno coltivabile ha consentito un nuovo assetto del territorio, tutt’oggi perfettamente leggibile anche a una prima analisi: l’assetto poderale presenta in primo luogo le dieci fattorie granducali e la suddivisione in poderi; tale assetto è stato gestito, sino in tempi molto recenti, tramite il contratto di mezzadria.

Il dossier di candidatura ha dimostrato che il paesaggio della Valdichiana Toscana presenta un alto livello di integrità, grazie alla continuità dell’utilizzo del suolo: il fondovalle intorno all’attuale Canale Maestro è stato bonificato appositamente per favorire la coltivazione, e ha mantenuto tale funzione. Anche se il disegno dei campi è variato, la rete di fossi e canali originati dalla bonifica leopoldina si è mantenuta come in origine. Lungo la rete idrografica sono poi presenti antiche opere ingegneristiche e architettoniche che possiamo tuttora apprezzare (come ad esempio la Chiusa dei Monaci, la Botte allo Strozzo o il Callone di Valiano).

Dal punto di vista tecnico, il dossier ha mostrato come il valore di integrità paesaggistica sia pari al 76,75%, una delle classi più avanzate del registro nazionale. Tale valore è stato ricavato attraverso uno specifico strumento chiamato Valutazione Storico Ambientale (VASA), attraverso il confronto e l’elaborazione dei dati tra le cartografie di due epoche differenti (1954-2013). Secondo questo studio, le superfici dedicate ai seminativi lungo il Canale maestro della Chiana si sono mantenute sostanzialmente integre durante il corso degli anni, senza intaccare eccessivamente il paesaggio agricolo dell’area.

Il percorso di candidatura, durato oltre due anni, è giunto alla sua fase finale: il paesaggio della bonifica leopoldina è in attesa della valutazione finale e dell’inserimento nel registro dei Paesaggi Rurali Storici. Nel corso degli ultimi mesi si sono succedute una serie di iniziative pubbliche per coinvolgere le istituzioni locali e la cittadinanza, guidate dal gruppo di lavoro di cui sono stato onorato di far parte. Durante tali incontri sono state raccolte proposte, suggerimenti e idee utilizzate per integrare ulteriormente il dossier di candidatura.

Il soggetto promotore del percorso di candidatura è Qualità e Sviluppo Rurale srl, società del territorio che da anni lavora sul territorio con progetti di valorizzazione e sviluppo sostenibile riconosciuta quale eccellenza; il comitato promotore è formato dai Comuni nei quali ricade amministrativamente l’area interessata. A sostegno della candidatura hanno inoltre aderito la Regione Toscana la Scuola di Rigenerazione Urbana ed Ambientale dell’Università Telematica Pegaso, L’Università Sapienza, la Camera di Commercio Arezzo-Siena, Coldiretti Arezzo, Confindustria Arezzo-Siena, Confcommercio Arezzo, Confesercenti Arezzo, Alpaa Cgil Toscana, Cna Arezzo, Confagricultura Arezzo, Cia Arezzo, Cia Siena, l’Istituto Statale di Istruzione Superiore “A. Vegni” delle Capezzine-Cortona.

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