Scuola toscana ai blocchi di partenza: il calendario regionale, come noto, fissa mercoledì 11 settembre come giorno per suonare la prima campanella del nuovo anno scolastico – eccezion fatta per alcuni istituti scolastici che hanno deciso l’inizio del nuovo anno scolastico in un giorno differente.

“La scuola – dice agli studenti la vicepresidente Stella Targetti, che ha la delega all’istruzione – inizia in un momento molto difficile, tra le difficoltà economiche di tantissime famiglie e i venti di un’altra guerra. Ma non bisogna rassegnarsi, le cose possono cambiare. Per farlo bisogna conoscere, cioè imparare e stare insieme agli altri, e voi avete il tempo e l’energia dalla vostra parte. Usateli al meglio: questo è il mio augurio per l’inizio dell’anno scolastico”.

“Nei giorni in cui riprono le scuole – aggiunge – non possiamo dimenticare il grave fenomeno della dispersione scolastica, una vera piaga italiana e toscana. Le vittime sono gli studenti, in particolare i ragazzi, che provengono da situazioni di disagio o difficoltà sociale, come ad esempio i figli degli immigrati (quasi il 45% di chi abbandona gli studi è di origine straniera, ndr).  Ma anche gli insegnanti  ne sono in un certo senso vittime: aiutare chi è in difficoltà o ha poca voglia diventa, in classi complesse come quelle con molti ragazzi stranieri e disabili, un’impresa quasi eroica”.

I docenti titolari di cattedra sono 35.183 compresi gli 868 appena immessi in ruolo: di questi 5.281 sono “di sostegno” (compresi i 106 di nuove immissioni in ruolo). Le istituzioni scolastiche, in tutta la Toscana, sono 483 (16 in meno rispetto alle 499 dell’anno precedente): 26 sono direzioni didattiche, 279 gli istituti comprensivi, 11 le medie autonome, 161 gli istituti superiori. Il quadro è completato dai 6 “omnicomprensivi” con educandati e convitti.

Nell’anno scolastico 2013/2014 la Regione Toscana investirà oltre 4,5 milioni di euro finanziando attività di laboratorio, di  supporto e recupero disciplinare, progetti speciali, formazione dei docenti finalizzate a prevenire il fenomeno della dispersione. L’anno scorso i progetti dei Piani Educativi Zonali in età scolare hanno coinvolto circa 200mila tra alunni e studenti.

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