La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Categoria: Dialetto Chianino

Vocabolario chianino: da Zaccherone a Zizzola

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una raccolta in costante aggiornamento, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. In questa rubrica troverete quindi un utile strumento a supporto dei percorsi di salvaguardia del patrimonio linguistico locale.

Z.

Zaccherone (sostantivo): persona sciatta, sporca. Esempio: “Che zaccherone che sei, vai a pulitti!”

Zazzicare (verbo): armeggiare, trafficare. Esempio: “Stai sempre a zazzica’ nell’orto, che c’avrai da fa’?”

Zeppare (verbo): riempire a forza, spingere. Esempio: “Un la zeppa’ troppa la borsa, sennò ti si rompe!”

Zeppito (aggettivo): zeppo, riempito. Esempio: “I panini li fai troppo zeppiti, un te li mangio più!”

Zittare (verbo): zittire, mettere a tacere. Esempio: “Ovvia, ti sei zittato!”

Zizzola (sostantivo): freddo pungente. Esempio: “Senti che zizzola, gnamo a casa!”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Vedrai a Violo

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Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una raccolta in costante aggiornamento, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. In questa rubrica troverete quindi un utile strumento a supporto dei percorsi di salvaguardia del patrimonio linguistico locale.

V.

Vedrai! (esclamazione): per forza, chiaramente, certamente. Esempio: “Vedrai! Co’ sto vento tocca mettesi il giubbotto!”

Veglia (sostantivo): incontro serale che si svolgeva nei poderi contadini, radunando i parenti e i vicini. Esempio: “Stasera vieni a veglia? Si gioca a briscola!”

Vetrinario (sostantivo): veterinario. Esempio: “Il mì cane sta male, l’ho porto dal vetrinario.”

Vieto (aggettivo): rancido, inacidito, dal sapore guastato. Esempio: “Un la mangià quell’insalata ché è vieta!”

Violo (sostantivo): viottolo, viuzza di campagna. Esempio: “Ci siamo incontri nel violo, si va a scuola insieme”

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Ugna a Usciata

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U.

Ugna (sostantivo): unghia. Esempio: “Tagliati l’ugni, un lo vedi quanto so’ lunghi?”

Ugnata (sostantivo): graffio, unghiata. Esempio: “Quel gatto è ‘nguastito, m’ha dato un’ugnata!”

Un (avverbio): non. Esempio: “Un lo so mica che devo fa’ oggi!”

Uncico (sostantivo): artiglio, uncino. Esempio: “Un lo vedi quel gatto che uncichi che c’ha?”

Unguanno (avverbio):  quest’anno, durante l’annata. Esempio: “Dove si va in vacanza unguanno?”

Untare (verbo): ungere, nel senso figurato di percuotere, picchiare. Esempio: “So’ andato a gioca’ con quelli più grandi ma m’hanno untato per bene!”

Usciata (sostantivo): percossa, sconfitta pesante. Esempio: “Che usciata che s’è chiappo a calcetto!”

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  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
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Vocabolario chianino: da Tarpone a Turbolo

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Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una raccolta in costante aggiornamento, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. In questa rubrica troverete quindi un utile strumento a supporto dei percorsi di salvaguardia del patrimonio linguistico locale.

T.

Tarpone (sostantivo): talpa di grandi dimensioni, nutria. Esempio: “Mica avrai schiacciato quel tarpone?”

Tocco (sostantivo): le ore tredici, scandite dal rintocco singolo della campana. Esempio: “Gnamo a mangià che è il tocco!”

Torbo (aggettivo): torbido, sporco. Esempio: “Un la beve quell’acqua torba!”

Tornare (verbo): trasferirsi, prendere casa da qualche parte, andare ad abitare in una nuova casa. Esempio: “I figlioli del Guerri so’ torni in Chiane”

Tornocasa (avverbio): nei dintorni dell’abitazione, nelle vicinanze. Esempio: “Ho messo la siepe tornocasa”

Torso (aggettivo): torsolo, stupido. Esempio: “Quanto sei torso!”

Trafeo (sostantivo): oggetto inutile o ingombrante. Esempio: “Buttali nel cestino quei trafei!”

Trainoni (avverbio): in disordine, in giro confusamente. Esempio: “Lasci sempre i giocattoli a trainoni!”

Tramelino (sostantivo): rosmarino. Esempio: “Vammi nell’orto a piglià il tramelino”

Trampolo (sostantivo): oggetto o persona ingombrante e fastidiosa. Esempio: “Sei proprio un trampolo, vieni via di costì!”

Transito (aggettivo): molto vecchio, passato. Esempio: “Quel vino è transito, un lo beve!”

Trappola (sostantivo): oggetto inutile, di scarso valore. Esempio: “Spendi tutti i soldi in quelle trappole!”

Traspiggere (verbo): armeggiare, fare rumore. Esempio: “Vieni a dormì invece di traspigge tutta la notte!”

Traventare (verbo): scaraventare, lanciare con poca cura, gettare con forza qualcosa contro qualcuno. Anche nella versione “Attraventare” Esempio: “Se li traventi così, vedrai che li spacchi!”

Tremoto (sostantivo): terremoto. Esempio: “L’hai sentito il tremoto stanotte?”

Tribbia (sostantivo): mietitrebbiatrice. Esempio: “La guidi te la tribbia?”

Tribbiare (verbo): trebbiare il campo con la mietitrebbiatrice. Esempio: “Oggi venite a tribbià?”

Triciolino (sostantivo): pezzettino, frammento. Esempio: “Me lo dai un triciolino di pane?”

Trippe trappe (loc. avv.): fra una cosa e l’altra. Anche nella versione “Trippete e trappete”. Esempio: “Trippete e trappete, s’è belle fatta sera.”

Tritello (sostantivo): confusione, mucchio di cose rotte. Esempio: “Ha preso uno con la macchina e ha fatto un tritello”

Tritìo (sostantivo): ammasso di cose tritate, mucchio confuso. Esempio: “Un c’andà in mezzo a quella calca, che è tutto un tritìo”

Tronata (sostantivo): brutta botta, colpo, schianto. Esempio: “Ha preso ‘na tronata per terra, ancora un si è riavuto”

Tronare (verbo): gettare per terra, schiantare, buttare. Esempio: “Se li troni per terra, vedrai si spaccano!”

Troncico (aggettivo): arrangiato, malmesso, in pessime condizioni. Esempio: “Quel rastrello è troncico, buttalo via”

Truzzicare (verbo): curiosare, trafficare, armeggiare, frugare. Esempio: “Un truzzicà nella mì roba!”

Tufone (sostantivo): botta, percossa, ceffone. Esempio: “M’ha dato un tufone, un lo rifaccio più!”

Turbolo (aggettivo): nuvoloso, se riferito al tempo. Torbido, se riferito a un liquido. Esempio: “Oggi è turbolo, meglio andà a casa!”

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  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
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Vocabolario chianino: da Salcicciolo a Sviaggiare

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una raccolta in costante aggiornamento, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. In questa rubrica troverete quindi un utile strumento a supporto dei percorsi di salvaguardia del patrimonio linguistico locale.

S.

Salcicciolo (sostantivo): salsiccia. Anche nella versione “Salsicciolo”. Esempio: “Lo voi un salcicciolo col pane?”

Saraccata (sostantivo): batosta, sconfitta. Anche nella versione “Sassata”. Esempio: “M’hanno trovato e m’hanno dato ‘na saraccata!”

Saragia (sostantivo): frutto della ciliegia. Esempio: “Cittino, le voi du’ sarage?”

Saragio (sostantivo): albero del ciliegio. Esempio: “L’ho visto ringuattassi dietro a quel saragio!”

Sbagagliare (verbo): mettere in ordine qualcosa, ripulire una stanza, sgomberare. Esempio: “Ovvia, sbagaglia tutti quei trafei!”

Sbiancucito (aggettivo): sciupato, scolorito. Esempio: “Quei calzoni so’ tutti sbiancuciti!”

Sbilerco (aggettivo): sbilenco, in equilibro precario. Esempio: “Mettilo a posto che è tutto sbilerco!”

Sbonzolato (aggettivo): vestito in maniera disordinata, con la camicia fuori dai pantaloni. Esempio: “Quel citto va in giro tutto sbonzolato”

Sbragione (aggettivo): maldestro, rozzo e incapace. Esempio: “Sei troppo sbragione, il lavoro un lo finirai mai!”

Sbrano (sostantivo): strappo, rottura. Esempio: “Guarda nel giubbotto che sbrano che c’hai!”

Sbrinco (aggettivo): furbo, sveglio e astuto. Esempio: “Tanto sbrinco un sei mai stato, alò!”

Sbroscia (sostantivo): minestra senza sapore, zuppa cucinata male. Esempio: “Io un la mangio ‘sta sbroscia!”

Sbucherare (verbo): fare le buche per terra, ad esempio durante i lavori al manto stradale. Esempio: “Per quella strada stanno sempre a sbucherà, o che ci dovranno fa’?”

Scaciare (verbo): mancare il colpo, sbagliare. Esempio: “So’ andato a tiragli, ma l’ho scaciato”

Scapeare (verbo): scrollare la testa, dire di no. Esempio: “Quel vecchino sta sempre a scapeà!”

Scarca (sostantivo): scarica. Esempio: “Ha piovuto ‘na scarca”

Scatizzolare (verbo): rimestare la legna sul fuoco, muovere le braci. Esempio: “Scatizzola il foco, sennò si spenge!”

Sciabordire (verbo): rintronare, mandare in confusione. Esempio: “Da quanto parli mi fai sciabordì!”

Sciabordito (aggettivo): rintronato, stordito, persona poco sveglia. Esempio: “Quel citto è sciabordito, un ci si compiccia niente”

Sciadatto (aggettivo): inadatto, incapace. Anche nella versione “Sdatto”Esempio: “Quanto sei sciadatto!”

Sciaguattare (verbo): sciacquare, lavare con l’acqua. Si usa anche per definire i vestiti troppo larghi. Esempio: “Ne ‘sti calzoni ci sciaguatto”

Sciaminare (verbo): sparpagliare, disseminare in giro. Esempio: “M’hai sciaminato tutti i soldi, ci stai boncitto?”

Sciaminoni (avverbio): sparpagliati in maniera disordinata. Esempio: “Quando ti vesti lasci tutto a sciaminoni”

Sciaventolare (verbo): sventolare, agitare in aria. Esempio: “Non ti sciaventolà troppo con quel ventaglio!”

Sciaventolone (sostantivo): ceffone, schiaffone. Esempio: “Se mi rivieni intorno ti tiro uno sciaventolone!”

Sciorno (aggettivo): stupido, scemo. Esempio: “Quella citta è proprio sciorna!”

Scollettare (verbo): scollinare, oltrepassare un colle o una vetta. Si usa in senso figurato anche per intendere il superamento delle difficoltà o degli ostacoli. Esempio: “Quest’anno l’esame un lo scolletto!”

Scracchiare (verbo): sputare catarro, scatarrare. Esempio: “Quel vecchio è sempre a scracchià!”

Scracchio (sostantivo): sputo, scaracchio. Esempio: “In quel piantito c’è uno scracchio!”

Scrinata (sostantivo): la riga dei capelli. Esempio: “Quel parrucchiere m’ha fatto ‘na bella scrinata!”

Scrociassi (verbo): farsi male, cadere rovinosamente, spaccarsi. Esempio: “So’ casco dal trattore e mi so’ scrocio”

Scrogellare (verbo): lo scrocchiare del pane fresco tra i denti. Esempio: “Bono ‘sto pane, senti come scrogella!”

Scrollone (sostantivo): forte rovescio, grande quantità di pioggia. Anche nella versione “Sgrollone”. Esempio: “Ero nel campo ma è venuto uno scrollone”

Sculo (sostantivo): sfortuna, maledizione. Esempio: “Che sculo che hai, un te ne va bene una!”

Sdercio (sostantivo): taglio, strappo. Esempio: “M’hai fatto uno sdercio nei calzoni!”

Sderenare (verbo): picchiare, spezzare le reni. Esempio: “Se ti rivedo ti sdereno!”

Sdilabbrato (aggettivo): slabbrato, divaricato. Anche nella versione “Scilabbrato”. Esempio: “Un lo tira’ troppo quel giubbotto, l’hai sdilabbrato tutto!”

Sdiragnare (verbo): togliere i ragni, pulire dalle ragnatele. Esempio: “Devo sdiragnà tutta la cantina”

Sdirazzare (verbo): compiere azioni diverse rispetto a quelle dei genitori o dei parenti, intraprendere una carriera diversa. Esempio: “Il su’ babbo era dottore, ma lui ha sdirazzato!”

Sdolzo (sostantivo): spavento, sorpresa. Esempio: “L’ho vista ringuattata e m’è preso uno sdolzo!”

Seccaticci (aggettivo): persona secca e magrolina. Esempio: “Che seccaticci quel cittino!”

Sfondo (aggettivo): senza fondo, sfondato. Si usa anche in senso figurato per definire una persona particolarmente affamata. Esempio: “O quanto mangi? Sei proprio sfondo!”

Sfuggito (aggettivo): un abito che ormai non entra più, perché si è troppo cresciuti. Esempio: “Quei calzoni so’ sfuggiti, dalli al tu’ fratello!”

Sgoccigliare (verbo): sgocciolare, piovigginare. Esempio: “Prendi l’ombrello che sgocciglia!”

Sguastare (verbo): scucire, disfare. Esempio: “Vallo a fa’ sguastà quel vestito!”

Sguillare (verbo): scivolare, perdere l’equilibrio. Esempio: “Il piantito è mollo, si sguilla!”

Sgusciassi (verbo): procurarsi una ferita superficiale, escoriarsi. Esempio: “Mi so’ sgusciato i ginocchi”

Sie! (esclamazione): no, per niente d’accordo. Esempio: “Sie! Un ci vengo mica costì!”

Sieda (sostantivo): sedia. Esempio: “Ho comprato una sieda nova”

Smannare (verbo): mettere in disordine, fare confusione. Anche nella versione “Sciamannare”. Esempio: “Lascia sta’ quei fogli che me li smanni tutti!”

Smannato (aggettivo): disordinato, vestito malamente. Anche nella versione “Sciamannato”Esempio: “Non andà in giro smannato!”

Sminestrare (verbo): comandare, dare ordini agli altri. Esempio: “Quella citta sminestra tutto lei, bisogna da’ retta!”

Smontinare (verbo): disfare il mucchio, smucchiare, terminare una riunione. Anche nella versione “Ammontinare”. Esempio: “S’è fatto tardi, si smontina la veglia?”

Solarino (sostantivo): sole tiepido e piacevole. Esempio: “Ora mi riposo al solarino”

Sopressata (sostantivo): soppressata, insaccato del maiale. Esempio: “Lo voi il pane co’ la sopressata?”

Spagliare (verbo): traboccare. Esempio: “Abbassa il foco che l’acqua spaglia!”

Spengere (verbo): spegnere. Esempio: “Spengi la luce quando esci!”

Spertume (sostantivo): posto isolato e selvaggio. Esempio: “È entrato in quello spertume e chi l’ha più trovo?”

Spiccare (verbo): tirare giù, portare a terra. Esempio: “Spicchiamo le mele dalla pianta”

Spisciaccolare (verbo): gocciolare, perdere liquidi. Esempio: “Quella cannella spisciaccola, valla a riparà!”

Spolto (aggettivo): spogliato. Si usa anche in senso figurato per indicare alberi e oggetti. Esempio: “Quella pianta è spolta, so’ casche tutte le foglie”

Sposa (sostantivo): donna. Esempio: “Dove va quella sposa tutta di fretta?”

Spreciso (aggettivo): impreciso. Esempio: “Sei troppo spreciso, un sai manco scrive!”

Stecciare (verbo): sfrecciare, andare veloce. Esempio: “Senti quel motorino come steccia!”

Steccolare (verbo): rompere, fracassare. Esempio: “Gnamo a steccolallo di botte a quel bischero”

Steccolato (aggettivo): rotto e dolorante, con le ossa a pezzi. Esempio: “So’ casco dalle scale e mi so’ steccolato”

Steglia (sostantivo): piccola scheggia di legno. Esempio: “M’è entra ‘na steglia nella mano, mi fa ancora male!”

Stracanassi (verbo): affaticarsi. Esempio: “Un mi garba lavorà pe’ le vigne, c’è da stracanassi troppo!”

Stracanato (aggettivo): affaticato, stancato. Esempio: “Ho fatto ‘na corsa e so’ belle stracanato”

Straccamerigge (sostantivo): sfaccendato, fannullone. Esempio: “Sei proprio uno straccamerigge, un c’hai voglia di fa’ niente!”

Strambuzzolato (aggettivo): scombussolato, stordito. Esempio: “Ho chiappo ‘na pallonata e so’ strambuzzolato”

Striccare (verbo): dividere i litiganti. Esempio: “Quei gatti un c’era verso di striccali!”

Stronito (aggettivo): magro, smagrito. Esempio: “Quella citta è secca stronita”

Strozzicare (verbo): mandare giù, ingoiare. Si usa in senso figurato anche per definire qualcosa da sopportare. Esempio: “Quel citto un si strozzica, è troppo appoioso”

Strucinassi (verbo): strofinarsi, sfregarsi in maniera appiccicosa addosso a qualcosa o a qualcuno. Esempio: “Quella citta sta sempre a strucinassi addosso a te!”

Struffare (verbo): scompigliare i capelli, spettinare. Si usa anche in senso figurato per definire le percosse. Esempio: “Un venì troppo nel mi’ campo, sennò ti struffo!”

Struffato (aggettivo): spettinato, scapigliato. Esempio: “Un vorrai anda’ al giro tutto struffato?”

Strullata (sostantivo): stupidaggine, cosa da nulla. Esempio: “Vai a studia’, un perde tempo co’ le strullate!”

Strullo (aggettivo): stupido, scemo. Esempio: “Quanto ti garberà fa’ lo strullo?”

Sucina (sostantivo): il frutto della susina. Esempio: “La voi la marmellata di sucine?”

Sucino (sostantivo): l’albero del susino. Esempio: “Ci si vede sotto al sucino!”

Sudiciumaio (sostantivo): sporcizia, immondezzaio. Esempio: “Vai a pulì la tu’ camera che è un sudiciumaio!” 

Sviaggiare (verbo): andare veloce, accelerare. Esempio: “Lo senti quelle macchine come sviaggiano?”

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  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
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Vocabolario chianino: da Rabaschiotto a Ruzzo

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R.

Rabaschiotto (sostantivo): ragazzino, giovanotto. Esempio: “Lascialo stare, è ancora un rabaschiotto!”

Rabbreggiare (verbo): sistemare in maniera grossolana, rabberciare. Esempio: “Come l’hai rabbreggiata quella camicia?”

Ragionare (verbo): parlare, scambiarsi opinioni. Esempio: “Vieni qua che si ragiona!”

Rallevare (verbo): educare, crescere. Esempio: “O chi t’ha rallevato, cittino?”

Ramaccione (sostantivo): schiaffo, ceffone. Esempio: “Se rivieni qua ti tiro un ramaccione!”

Ramaiolo (sostantivo): mestolo, grande cucchiaio. Esempio: “Mi passi il ramaiolo?”

Ramelino (sostantivo): rosmarino. Anche nella versione “Tramelino”. Esempio: “Vammi nell’orto a piglià il ramelino”

Raspaticcio (sostantivo): brutta calligrafia, pessima scrittura. Esempio: “Scrivi peggio di un raspaticcio di gallina!”

Ravversata (sostantivo): sistemata, aggiustata. Esempio: “Datti una ravversata a quei vestiti!”

Razzare (verbo): sfiorare, passare vicino a gran velocità. Esempio: “Quella macchina t’ha razzato!”

Regio (sostantivo): la carta del re nel mazzo delle carte da gioco. Esempio: “Butta il regio di briscola!”

Riconcogliere (verbo): sistemare, riordinare. Esempio: “Vacci riconcolto a scuola!”

Ricutinare (verbo): ripulire, mettersi in ghingheri. Esempio: “Domenica ti voglio vedè ricutinato per bene!”

Rigirìo (sostantivo): confusione, andirivieni. Esempio: “Fuori da quel bar è sempre un rigirìo!”

Rigonfia! (escl.): di nuovo, ancora una volta. Esempio: “Rigonfia con ‘sta storia!”

Rimbonzolassi (verbo): sistemarsi i vestiti, mettersi in ordine. Esempio: “Rimbonzolati ‘sta camicia!”

Rimpolpettare (verbo): sgridare, rimproverare. Esempio: “Se fai tardi ti rimpolpetto!”

Rincriccassi (verbo): avere le ossa indolenzite o doloranti. Esempio: “Mi s’è rincriccato il collo!”

Rindoppiare (verbo): addoppiare i panni. Esempio: “Rindoppiamo ‘sti lenzoli!”

Rinfacciassi (verbo): tornare in gola, avere la nausea. Esempio: “Ho mangiato troppi fagioli e ora mi si rinfacciano”

Ringambassi (verbo): ripensare, tornare sui propri passi. Esempio: “Si va al mare o ti sei bell’e ringambato?”

Ringarzullissi (verbo): riprendere energia, recuperare le forze. Esempio: “Guarda quel citto come s’è ringarzullito!”

Ringuattare (verbo): nascondere. Esempio: “Dove lo ringuatti quel pane?”

Ringuattino (sostantivo): nascondino. Esempio: “Si gioca a ringuattino?”

Rinnovare (verbo): mettere i vestiti per la prima volta. Esempio: “Quando la rinnovi quella gonnella?”

Rinseccolito (verbo): rinsecchito, dimagrito. Esempio: “Quell’albero è rinseccolito”

Rinvercio (sostantivo): rovescio. Esempio: “Ti sei messo i pantaloni di rinvercio”

Riscontro (sostantivo): corrente d’aria, folata di vento. Esempio: “Chiudi la porta che fa riscontro!”

Risguastare (verbo): rovinare, mettere in disordine, guastare. Esempio: “Quei panni l’hai risguasti tutti!”

Ristoggiare (verbo): risparmiare, mettere da parte i soldi. Esempio: “Bisogna ristoggià prima della pensione!”

Ritta (sostantivo): salita. Esempio: “Pigli pe’ la ritta e arrivi subito!”

Rivisolare (verbo): riprendersi, riaversi. Esempio: “Ho bevuto un po’ d’acqua e so’ rivisolato”

Rivoltare (verbo): tornare indietro, fare marcia indietro. Esempio: “Appena l’ho visto so’ rivoltata”

Robbiccia (sostantivo): materiale di poco valore. Esempio: “Quella è robbiccia, un vale niente”

Rocchio (sostantivo): flusso d’acqua zampillante, grosso getto. Esempio: “Vieni via dal rocchio o t’annaffi!”

Romba (sostantivo): rombo, rumore fastidioso. Esempio: “Che romba che c’è la sera a ballà!”

Rospata (sostantivo): strigliata, aspro rimprovero. Esempio: “Gli ho fatto una rospata, vedrai un lo rifà!”

Ruzzare (verbo): giocare. Esempio: “Quei cittini stanno sempre a ruzzà!”

Ruzzo (sostantivo): voglia di scherzare, di fare pazzie. Esempio: “Gli è preso il ruzzo, un c’è verso di tenello bono!”

 

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Quadrino a Quistionare

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una raccolta in costante aggiornamento, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. In questa rubrica troverete quindi un utile strumento a supporto dei percorsi di salvaguardia del patrimonio linguistico locale.

Q.

Quadrino (sostantivo): quattrino, soldo. Esempio: “Quel citto è pieno di quadrini!”

Quae (avverbio): qua. Esempio: “Vieni quae, che si beve!”

Qualo (pronome): quale. Esempio: “Qualo voi?”

Quistionare (verbo): litigare, discutere. Esempio: “Col tu’ marito state sempre a quistionà!”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Padellare a Puzziderio

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una raccolta in costante aggiornamento, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. In questa rubrica troverete quindi un utile strumento a supporto dei percorsi di salvaguardia del patrimonio linguistico locale.

P.

Padellare (verbo): sbagliare, mancare il bersaglio. Esempio: “Volevo andà a Roma, ma ho padellato il treno”

Pagliaia (sostantivo): pagliaio. Esempio: “M’aiuti a fa’ la pagliaia?”

Pagniccia (sostantivo): fango, soprattutto se bagnato. Esempio: “Mi so’ inzaccherato nella pagniccia”

Palco (sostantivo): soffitta della casa. Esempio: “La tu’ roba l’ho messa nel palco”

Palletico (sostantivo): nervoso, ansia. Detto di persona che non riesce a stare ferma un momento. Esempio: “Quel citto c’ha il palletico”

Palloccoloso (aggettivo): noioso, lungo ed esasperante. Esempio: “Quant’è palloccoloso quel film, non si finisce!”

Pannuccia (sostantivo): grembiule. Esempio: “Quella è ‘na pannuccia da massaia”

Pantellare (verbo): faticare, affaticarsi. Esempio: “Senti come pantella quel vecchino!”

Papala (sostantivo): cappello, berretto. Esempio: “Bellina ‘sta papala!”

Paraccio (aggettivo): poveraccio. Anche nella versione “Poraccio”Esempio: “Paraccio, un capisci niente!”

Parino (aggettivo): poverino. Anche nella versione “Porino”Esempio: “Parino, glié morto il gatto!”

Pasticca (sostantivo): ragazzo, citto. Esempio: “Pasticca, da quant’è che un ci si vede!”

Patollo (aggettivo): pieno, satollo, in salute. Esempio: “Ti vedo che sei bello patollo!”

Pecetta (sostantivo): cerotto. Esempio: “Mettici ‘na pecetta in quel biccio!”

Pedicciare (verbo): lasciare le impronte dei piedi, camminare trascinando i piedi. Esempio: “Non pediccià per terra, ho dato il cencio!”

Pelare (verbo): sentire freddo, tremare. Esempio: “È un freddo che si pela!”

Pelucchio (sostantivo): pelucco, lanugine. Esempio: “Quel maglione è pieno di pelucchi”

Pettata (sostantivo): salita ripida. Esempio: “Un ce la fo’ mica a fà ‘sta pettata!”

Pettignone (sostantivo): il petto del tacchino. Esempio: “Piglialo un pochino di pettignone!”

Piantito (sostantivo): pavimento. Esempio: “L’hai passo il cencio pel piantito?”

Picciolo (sostantivo): gambo, estremità. Esempio: “Pigliala pel picciolo quella mela”

Pichinaccio (sostantivo): bambino dispettoso, discolo. Esempio: “Dagli ‘na manata a quel pichinaccio!”

Pichirillo (aggettivo): piccolino, bambino immaturo. Esempio: “Che voi sape’ te, pichirillo!”

Picio (sostantivo): piatto tipico della tradizione locale, pastasciutta con la forma di grossi spaghetti. Esempio: “Oggi si mangia i pici!”

Pigio (sostantivo): pigiatura. Detto principalmente a persona che lavora duramente. Esempio: “Oggi t’hanno messo al pigio!”

Pillottare (verbo): infarcire, imbottire una pietanza, specialmente con erbe aromatiche. Esempio: “L’hai pillottata la nana?”

Pintare (verbo): spingere. Esempio: “Smettila di pintà!”

Pintone (sostantivo): spintone. Esempio: “M’ha datto un pintone, so’ casco dalle scale!”

Pisticchiare (verbo): pestare con i piedi, lasciare le impronte dei piedi. Anche nella versione: “Pesticchiare”. Esempio: “Perché mi pesticchi nel piantito?”

Pitinicchio (loc. avv.): prendersi di punta con qualcuno, litigare. Esempio: “Quei due stanno sempre a pitinicchio!”

Poccia (sostantivo): mammella. Esempio: “Che belle pocce!”

Pocciare (verbo): poppare, succhiare il latte. Esempio: “Quel cittino poccia ancora dalla mamma!”

Pomarola (sostantivo): salsa di pomodoro. Esempio: “Metticela un po’ di pomarola nel sugo!”

Popo (sostantivo): bambino, ragazzino. Esempio: “Popa, dove vai?”

Popone (sost. e agg.): si usa sia per definire il frutto del melone, sia per dare dello stupido a qualcuno. Esempio: “Sei un popone!”

Poro (aggettivo): povero. Esempio: “È morto quel poro citto!”

Pottone (aggettivo): vanitoso, spocchioso, borioso. Esempio: “Quel citto è troppo pottone!”

Poventa (sostantivo): luogo riparato dal vento. Esempio: “Mettiti un pochino alla poventa!”

Prace (sostantivo): lo spazio di terra tra due solchi del campo. Anche nella versione “Pracella”. Esempio: “Quella è la mi’ pracella”

Presa (sostantivo): parte di terreno coltivato. Esempio: “Tutte quelle prese so’ mie”

Presciutto (sostantivo): prosciutto. Esempio: “Vedrai te la levo la sete col presciutto!”

Pressa (sostantivo): balla di fieno pressato. Esempio: “Monta in quella pressa!”

Prete (sostantivo): telaio di legno utilizzato per riscaldare il letto. Esempio: “Ce l’hai messo il prete sotto le coperte?”

Pretina (sostantivo): contenitore della brace che veniva inserito nel prete per scaldare il letto. Esempio: “Cambia la pretina che è fredda”

Principiare (verbo): iniziare, cominciare a fare qualcosa. Esempio: “Ovvia, si principia a cenà?”

Proda (sostantivo): striscia di terreno ai confini del campo, margine di una strada di campagna. Esempio: “Mettiti in proda quando passano le macchine”

Propio! (esclam.): proprio, figuriamoci, nemmeno per idea. Esempio: “Dovrei veni’ costì? Propio!”

Pulenta (sostantivo): polenta. Anche nella versione “Pulenda”. Esempio: “Oggi si mangia la pulenta!”

Pulezza (sostantivo): foglie della rapa per uso alimentare, cime di rapa. Esempio: “Le voi un pochino di pulezze di contorno?”

Pultricchio (sostantivo): fanghiglia densa, fango. Esempio: “Stai lontano da quel pultricchio!”

Punto (avverbio): niente affatto, per nulla. Esempio: “Oggi un so’ punto contento”

Puzziderio (sostantivo): cattivo odore, persona puzzolente. Esempio: “Senti che puzziderio in questa stanza?”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Occhino a Ovo

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una raccolta in costante aggiornamento, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. In questa rubrica troverete quindi un utile strumento a supporto dei percorsi di salvaguardia del patrimonio linguistico locale.

O.

Occhino (sostantivo): occhiolino, cenno d’intesa. Esempio: “Perché un m’hai fatto l’occhino?”

Ocio (sostantivo): oca, papero. Esempio: “Lo voi il collo d’ocio ripieno?”

Oggiù! (esclamazione): esortazione a fare presto. Anche nella versione “Ovvia!”. Esempio: “Oggiù, famo anche questa!”

Omo (sostantivo): uomo, persona generica. Esempio: “Chi è quell’omo laggiù?”

Omomorto (sostantivo): attaccapanni. Esempio: “Il giubbotto mettilo nell’omomorto”

Oppio (sostantivo): albero del pioppo. Esempio: “Ci si vede sotto l’oppio!”

Orcello (sostantivo): culaccino, parte terminale del pane. Esempio: “L’orcello lo piglio io!”

Oriolo (sostantivo): orologio. Esempio: “Bello st’oriolo, dove l’hai comprato?”

Ovo (sostantivo): uovo. Esempio: “Oggi mi mangio l’ovo al padellino”

Ovvai! (esclamazione): vai, finalmente, era l’ora. Esempio: “Ovvai, siamo tutti!”

Ovvia! (esclamazione): esortazione a fare presto. Anche nella versione “Oggiù!”. Esempio: “Ovvia, ora si pole andà!”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Nafantito a Nusare

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una raccolta in costante aggiornamento, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. In questa rubrica troverete quindi un utile strumento a supporto dei percorsi di salvaguardia del patrimonio linguistico locale.

N.

Nafantito (aggettivo): trafelato, impegnato. Esempio: “Perché sei tutto nafantito?”

Naffeta (sostantivo): nafta, gasolio, carburante per veicoli. Esempio: “Mi metti la naffeta nell’apino?”

Nana (sostantivo): anatra. Esempio: “Li voi i pici co’ la nana?”

Nappa (sostantivo): naso prominente. Esempio: “Ma che nappa c’hai?”

Nappata (sostantivo): caduta in terra, battendo il naso o il viso. Esempio: “Hai visto che nappata ha preso?”

Nazzicare (verbo): frugare, rovistare.  Esempio: “O che nazzichi?”

Nenne (sostantivo): latte, derivato dal gergo infantile. “Lo pigli un po’ di nenne?”

Nduelle (avverbio): da nessuna parte. Esempio: “Dove vai?” “Nduelle”

Nocchino (sostantivo): colpo dato con le nocche della mano. Esempio: “Se non stai zitto ti do’ un nocchino!”

Nocio (sostantivo): albero di noce. Esempio: “Vai alla merigge, sotto al nocio”

Nodo (aggettivo): persona robusta, muscolosa. Esempio: “Quel citto è un nodo, stagli lontano!”

Noe! (esclamazione): no, niente affatto. Esempio: “Vieni?” “Noe!”

Noiare (verbo): dare fastidio, dare noia. Esempio: “Quanto mi noi!”

Nottolo (sostantivo): pipistrello. Esempio: “Attento a quel nottolo!”

Ntufare (verbo): intufare, inzuppare. Esempio: “Ntufalo per bene quel cantuccio nel vinsanto!”

Nusare (verbo): annusare. Esempio: “Quel cane è sempre in giro a nusà”

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  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
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  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
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Vocabolario chianino: da Malcipiare a Muraiola

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una…

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M.

Malcipiare (verbo): malmenare, ridurre malamente. Anche nella versione “Mancipiare”. Esempio: “M’hanno malcipiato per bene”

Manatone (sostantivo): ceffone, manata. Esempio: “Se un la finisci t’arrivo un manatone”

Manicchiolo (sostantivo): manico. Esempio: “Quel tegame piglialo pei manicchioli”

Maremma! (esclamazione): imprecazione, insulto. Esempio: “Maremma maiala!”

Marmiccio (sostantivo): guaio, incidente. Esempio: “S’è fatto un marmiccio co’ le macchine”

Marroca (sostantivo): mostro del bottino, bestia fantastica che veniva evocata come babau per spaventare i bambini. Esempio: “Vai a letto sennò viene la marroca!”

Masticone (sostantivo): gomma da masticare. Esempio: “Me li compri i masticoni?”

Medicare (verbo): malmenare, dare una sistemata a qualcuno con percosse. Esempio: “Se ti chiappo ti medico!”

Merigge (sostantivo): ombra, luogo al riparo dal sole. Esempio: “Gnamo un pochino alla merigge”

Merolla (sostantivo): mollica del pane. Esempio: “Quel pane unn’è bono, c’è troppa merolla”

Merollare (verbo): mettere il pane a macerare in acqua per renderlo morbido. Esempio: “L’hai messo a merollà il pane pe’ la panzanella?”

Metrata (sostantivo): unità di misura che indica all’incirca un metro. Esempio: “Dammene ‘na metrata”

Mezzo (aggettivo): si usa sia per definire i frutti che hanno raggiunto la fine della maturazione, sia la persona che ha raggiunto la fine delle sue energie per la fatica. Esempio: “So’ stanco mezzo”

Mi’! (esclamazione): guarda, che sorpresa. Anche nella versione Mio!. Esempio: “Mio chi c’è! O che voi?”

Miccia (sostantivo): stanchezza, sbornia. Esempio: “Che miccia hai chiappato?”

Mina (sostantivo): botta, percossa, forte colpo. Esempio: “M’ha dato una mina, m’ha butto per terra!”

Minonna! (esclamazione): mia nonna, nel senso di “madonna”. Esempio: minonna ciuca!

Mischiume (sostantivo): miscuglio, miscela, confusione. Esempio: “Vieni fori da ‘sto mischiume!”

Moccico (sostantivo): moccio, muco nasale. Esempio: “Pulisciti il naso da ‘sto moccico!”

Mollassi (verbo): bagnarsi, infradiciarsi. Esempio: “So’ rimasto sotto il temporale, mi so’ mollato tutto”

Mollo (aggettivo): bagnato, fradicio. Si usa in forma estensiva anche per indicare una superficie bagnata. Esempio: “Un ci passà per quel piantito che c’è il mollo!”

Mora (sostantivo): livido, ematoma di colore violaceo. Esempio: “Ho battuto il piede, m’è venuta ‘na mora!”

Morca (sostantivo): morchia, grasso lubrificante. Esempio: “Ti sei sporcato co’ la morca della bicicletta”

Moschino (sostantivo): pezzetto, morso di cibo. Esempio: “Lo voi un moschino di pane?”

Moscino (sostantivo): moscerino, piccolo insetto. Esempio: “Chiudi la porta, che entrano i moscini!”

Mota (sostantivo): fango, fanghiglia. Esempio: “Un ci cammina’ nella mota!”

Mottola (sostantivo): zolla di terra. Esempio: “Ti sei sporco in quelle mottole?”

Mucchia (sostantivo): il mucchio di covoni della trebbiatura. Esempio: “Gnamo a fa’ la mucchia”

Mugliare (verbo): lamentarsi, soffrire, mugugnare. Esempio: “Quel cittino è sempre a muglià!”

Muglio (sostantivo): il lamento di una persona o del vento. Esempio: “Senti che muglio di fori?”

Muraiola (sostantivo): erba parietaria. Esempio: “O che sei allergico alla muraiola?”

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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Vocabolario chianino: da Labbrata a Lupata

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una…

Alla scoperta del dialetto chianino! Quello che troverete in questa pagina non vuole essere un dizionario definitivo, frutto di una ricerca filologica in tutto il territorio della Valdichiana, ma una raccolta in costante aggiornamento, a uso e consumo delle generazioni più giovani e dei visitatori di queste zone, per comprendere e tramandare le espressioni e le parole dialettali di uso più comune. In questa rubrica troverete quindi un utile strumento a supporto dei percorsi di salvaguardia del patrimonio linguistico locale.

L.

Labbrata (sostantivo): identifica sia il colpo dato con il dorso della mano sulla labbra di una persona, sia il colpo preso sulla bocca dopo una caduta o un urto. Esempio: “Stai zitto o t’arrivo una labbrata!”

Lacca (sostantivo): colpo rumoroso. Per estensione identifica anche una sberla sonora. Meno frequente la versione “Cilacca”. Può anche essere usato per definire la sensazione di stanchezza, nel modo di dire “Averci la lacca”Esempio: “Che lacca che m’ha preso!”

Lanicchio (sostantivo): polvere, sporcizia accumulata sotto i mobili. Esempio: “Pulisci lì sotto, è pieno di lanicchio!”

Lapisse (sostantivo): lapis, matita. Esempio: “Me lo compri un lapisse?”

Lenzolo (sostantivo): lenzuolo. Esempio: “Aiutami a rindoppià i lenzoli!”

Lesso (aggettivo): sentirsi stanco, simile alla carne cotta in acqua bollente. Esempio: “Oggi so’ lesso!”

Levassi (verbo): alzarsi dal letto, levarsi in piedi. Esempio: “Oggi a che ore ti sei levo?”

Lezzo (aggettivo): agitato, innervosito. Esempio: “Lasciami sta’ che so’ lezzo!”

Linghiera (sostantivo): ringhiera. Esempio: “Puliscimi la linghiera!”

Locco (aggettivo): persona credulona, allocco. Esempio: “Pora locca, unn’è mica vero!”

Loto (sostantivo): sporcizia, lordura. Esempio: “Ma che è quel loto? Perché un lo pulisci?”

Luchia (sostantivo): scintilla del fuoco che brucia. Può anche essere usata per definire una persona felice e brillante, nel modo di dire “Fare le luchie”. Esempio: “Guarda quel citto, fa’ le luchie!”

Lupata (sostantivo): rimprovero, sgridata, rumoroso ammonimento. Esempio: “M’ha fatto ‘na lupata, un lo rifaccio più!”

Il dialetto chianino mostra numerose parlate differenti al suo interno, con inflessioni diverse a seconda delle zone. Molte differenze esistono tra le caratteristiche linguistiche della Valdichiana senese, la Valdichiana aretina e la Valdichiana romana. In questo contesto ci siamo concentrati principalmente sui comuni e sulle aree adiacenti al Canale Maestro della Chiana, inteso come elemento fondante della storia e dell’identità della Valdichiana, dal punto di vista culturale e linguistico prima che istituzionale. La prevalenza delle parole e dei modi di dire che troverete in questa rubrica sono inoltre indirizzati al versante senese, da dove provengono la maggioranza delle nostre fonti e dei membri della nostra redazione.

Vuoi suggerire delle modifiche o integrare il vocabolario con altre parole e modi di dire? Scrivici a redazione@lavaldichiana.it

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Fonti:

  • Di qua dal fosso. Piccolo dizionario di chianino, Ass. cult. Ottagono,Edizioni Effigi 2010
  • La parlata di Montepulciano e dintorni, Carlo Lapucci, Editori del Grifo 1988
  • A Chianciano si parla(va) così, Alberto Fabbri, Le Balze 2000
  • Lessico chianino. Espressioni vernacolari, Ecomuseo Valdichiana
  • Note sul dialetto aretino, Silvio Pieri, Pisa 1886
  • Vocabolario Aretino
  • Interviste e memoria storica della redazione del magazine “La Valdichiana”
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