La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Categoria: Editoriale

Mecenate cercasi: perché abbiamo scelto Patreon

In un’epoca di rivoluzione come quella che stiamo vivendo, l’editoria stenta a trovare una forma di sostentamento efficace di fronte alla saturazione del suo mercato. La disponibilità esagerata di fonti…

In un’epoca di rivoluzione come quella che stiamo vivendo, l’editoria stenta a trovare una forma di sostentamento efficace di fronte alla saturazione del suo mercato. La disponibilità esagerata di fonti di informazione svaluta il lavoro degli articolisti e dei giornalisti, che si trovano ogni giorno a combattere contro altri dieci colleghi pronti a scrivere delle stesse cose. È difficile emergere dal marasma di notizie, gossip e bufale che inondano ogni giorno la nostra bacheca di facebook, la nostra casella di posta o le nostre orecchie attraverso la tv e la radio: l’unico modo per creare qualcosa che abbia davvero un valore è quello di uscire dalle proprie case e andare alla ricerca di storie mai raccontate prima. Questo è quello che cerchiamo di fare con La Valdichiana: non cronaca e attualità ma storie dal territorio, racconti di cose dimenticate. Cerchiamo di dare voce a chi non trova mai uno spazio, asfissiato dalle urla della politica e della cronaca nera. Si tratta di storie che significano tutto per la Valdichiana, perché sono i tasselli della sua epopea che da secoli prosegue e si arricchisce.

La nostra ambizione è sempre stata quella di dare alla Valdichiana un’identità forte, indipendente dalle divisioni amministrative e unita dalle tradizioni e radici comuni, per riportare alla luce il suo valore, le sue bellezze, e aiutarla ad avere un’opportunità in più per il futuro.
Tuttavia, portare avanti un lavoro del genere non è semplice: non esistono finanziamenti pubblici per le realtà editoriali digitali come La Valdichiana, e i grandi investitori non credono più (o non hanno mai creduto) nel valore dell’informazione digitale locale. Se è vero che ancora si trova chi è disposto ad acquistare spazi pubblicitari (e qui ne approfitto per ringraziare tutti i nostri sponsor), è anche vero che sono sempre meno quelli disposti a investire in un progetto perché credono nel suo valore, e non per ottenerne per forza un ritorno di qualche tipo. Quello che un tempo si chiamava mecenatismo è diventato una pratica sempre meno capita e considerata, rendendo tutti i rapporti di finanziamento meramente utilitaristici. Ma una soluzione si trova sempre, e dobbiamo riconoscerci la fortuna di vivere in un momento storico in cui la crisi economica ha spinto le persone a unirsi per aiutarsi a vicenda: l’unione fa la forza.

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È secondo questa logica che è nato Patreon: perché andare alla ricerca di un contratto quando possono essere i nostri fan a sostenerci in prima persona? Patreon è una piattaforma di crowdfunding che permette ai ‘creatori’ – che possono essere scrittori, musicisti, fumettisti, videomaker, game designer, divulgatori e quant’altro – non tanto di raccogliere dei fondi per i propri progetti, ma di chiedere ai propri sostenitori una piccola donazione mensile in cambio di piccole ricompense. I patron – così si chiamano coloro che scelgono di supportare un creatore – collegano la propria carta di credito a Patreon (direttamente o attraverso sistemi più sicuri come PayPal), che poi procederà a scalare mensilmente la donazione scelta per versarla sul conto del creatore. Un sistema di mecenatismo condiviso, semplice da usare ed equo, che può essere interrotto liberamente quando il patron ritiene di non volere o potere più supportare un determinato progetto.

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Nei mesi scorsi avevamo valutato la possibilità di introdurre una versione a pagamento de La Valdichiana, una sorta di abbonamento, perché dopo tre anni di  impegni volevamo che il progetto continuasse a crescere. Non ci vogliamo accontentare di farla sopravvivere, noi vogliamo che La Valdichiana viva di vita propria e fornisca un servizio impeccabile ai suoi lettori.

L’editoria online ha sempre sofferto della gratuità quasi obbligatoria imposta dal formato: se fai pagare per leggere una notizia, probabilmente il lettore piuttosto che pagare andrà a leggerla da qualche altra parte. Non è possibile obbligare tutti a pagare (il sistema del paywall, infatti, stenta a ingranare), ma sembra molto più equo provare a chiedere ai propri lettori un’offerta spontanea proporzionata alle proprie disponibilità.

È stato proprio davanti a questo bivio che ci siamo ricordati dell’esistenza di Patreon. Perché chiedere a tutti di pagare, rendere più difficile l’accesso ai nostri contenuti, quando possiamo semplicemente chiedere una donazione a chi crede nel nostro lavoro, liberamente e spontaneamente?
Questa possibilità è in linea con i nostri valori etici e sicuramente più nobilitante. Abbiamo preparato la pagina, elencato i motivi per cui crediamo di essere meritevoli di un minimo supporto economico da parte vostra (la donazione base è di 5$, quindi circa 4,50€) e ora continueremo a lavorare, impegnandoci per dare sempre il nostro meglio e andare oltre i confini che abbiamo già tracciato.

Se, come noi, credete che raccontare La Valdichiana sia una cosa fondamentale per renderla forte e unita, continuate a leggerci. Dopodiché, se potete, dateci una mano a farlo diventando nostri patron, i nostri mecenate.

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Terremoto, emergenza e verifica delle fonti

Il terremoto del 24 agosto 2016 è stato un evento sismico di magnitudo 6.0 che ha interessato la regione appenninica a cavallo tra Lazio, Marche e Umbria; i gravissimi danni…

Il terremoto del 24 agosto 2016 è stato un evento sismico di magnitudo 6.0 che ha interessato la regione appenninica a cavallo tra Lazio, Marche e Umbria; i gravissimi danni subiti da cittadine come Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto hanno fatto registrare quasi trecento vittime e una situazione ancora ben lontana dall’essere risolta.

Questi, finora, i fatti: a distanza di una settimana dal drammatico evento, possiamo parlare di un terremoto che ha causato ingenti danni, distrutto paesi e causato centinaia di vittime. Ma ricostruire i fatti non è così facile come sembra, e il nucleo di informazioni dell’evento accaduto lo scorso 24 agosto può essere difficile da raggiungere. Perché fin dalla mattina successiva al terremoto si sono susseguite notizie, smentite, commenti e opinioni; tra televisioni, giornali, radio e social network, la sovrabbondanza di informazioni ha amplificato, assieme ai fatti, anche errori e notizie non verificate.

Per spiegare l’importanza della verifica delle fonti cercherò di ricostruire l’operato della nostra redazione proprio a partire dal caso del terremoto. Quando siamo di fronte a un’emergenza, la necessità di informare rapidamente tutti gli utenti interessati è continuamente minacciata dal timore di compiere errori o di diffondere notizie false per inseguire la velocità: e questo è un rischio tanto più grande quanto è pronta la redazione a gestire i rapporti con le emergenze. Quello che la nostra redazione ha seguito per trattare l’argomento è stato il Verification Handbook, la guida alla verifica dei contenuti digitali, da poco tradotta in italiano grazie all’associazione Slow News.

La mattina del 24 agosto, come prevedibile, il mondo dell’informazione era scosso dal terremoto del centro Italia: tutte le redazioni dovevano confrontarsi con quello che era accaduto durante la notte, con le sue conseguenze, e con le richieste dei lettori alla ricerca di maggiori informazioni. La nostra redazione si occupa di Valdichiana, quindi trattiamo informazioni locali: nei casi di emergenza nazionale offriamo informazioni relative ai rapporti tra questo territorio e il contesto generale. In questo caso, quindi, la nostra linea editoriale era chiara: capire se in Valdichiana c’erano stati danni, indagare sulla presenza di persone dalla Valdichiana nei luogi dell’emergenza, informare correttamente sulle modalità con cui gli abitanti della Valdichiana potevano aiutare i terremotati.

La mattina dopo il terremoto, nelle testate web e sui social network sono rimbalzati commenti e notizie sull’onda dell’emozione; addirittura un giornale locale è uscito nella versione online parlando di danni anche in provincia di Siena (l’articolo è stato poi rimosso, quando era ormai chiaro che la notizia non era verificata). La nostra direttrice si è limitata a riportare la notizia che il terremoto era stato avvertito anche nell’area della Valdichiana, uscendo in ritardo rispetto agli altri, ma incrociando i lanci delle agenzie con le informazioni provenienti dalla Protezione Civile e dai responsabili locali. Nel frattempo abbiamo scoperto che un gruppo di circa 70 ragazzi di Chianciano Terme si trovava in campeggio proprio nei pressi di Amatrice: come prevedibile, il rischio di panico era notevole, perché la Valdichiana rischiava di essere coinvolta direttamente nel terremoto. Anche in questo caso la direttrice ha ritardato le pubblicazioni, evitando i titoli sull’onda dell’emozione e del click-baiting, seguendo con correttezza l’ordine degli avvenimenti per tranquillizzare i genitori locali.

Dal momento che sui social network continuavano a susseguirsi gli allarmismi e le richieste di opere di solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto, abbiamo fatto un ragionamento interno alla redazione e abbiamo pensato di pubblicare un articolo che chiarisse come si stava muovendo il nostro territorio a livello istituzionale e pubblicare un’infografica sui social network per dare informazioni utili. Abbiamo trovato una serie di linee guida sui comportamenti da tenere in caso di terremoto, ma prima di condividerla abbiamo utilizzato Google Images per verificarne la paternità e siamo risaliti fino alla fonte, seguendo le indicazioni del Verification Handbook.

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Nel tardo pomeriggio del 24 agosto è arrivata una notizia sconvolgente da oltreoceano: la ABC, uno dei colossi media degli Stati Uniti, inseriva Montepulciano tra le città distrutte dal terremoto. Attraverso l’intervista a un presunto testimone oculare, uno dei notiziari più importanti a livello internazionale diffondeva una notizia completamente falsa. Nel giro di poche ore agli uffici turistici locali sono giunte richieste allarmate di americani che volevano chiedere maggiori informazioni sul terremoto o annullare le prenotazioni per le vacanze, sull’onda della falsa informazione trasmessa dalla ABC News. Le smentite da Montepulciano sono arrivate con forza, ma la ABC non ha ancora ufficialmente rettificato, né chiesto scusa per l’errore. Eppure, nei giorni del Bravìo delle Botti, la cittadina è stata visitata da migliaia di persone, e tutti hanno potuto constatare con i loro occhi l’errore compiuto dalla redazione statunitense.

Le vicende successive al terremoto del 24 agosto ci insegnano che anche una piccola redazione locale può fare molto per la verifica delle fonti e per offrire al lettore informazioni utili. Anche la redazione di una grande testata giornalistica può sbagliare: un testimone può raccontare una bugia, oppure può trattarsi di un mitomane alla ricerca di visibilità. Quel che conta è l’approccio, la responsabilità di compiere un passo ulteriore per verificare le fonti a discapito della rapidità di pubblicazione. L’operato della nostra redazione durante il terremoto della scorsa settimana è stato premiato dai lettori, siamo stati ringraziati personalmente da alcuni utenti; l’ufficio stampa di Montepulciano ci ha chiesto aiuto nei rapporti con la ABC, dimostrando apprezzamento per il nostro operato. Credo quindi che le lezioni imparate dal Verification Handbook siano state utili, e che un’informazione corretta e verificata sia sempre la scelta vincente, a discapito della velocità e del click-baitingSe tratti i tuoi lettori con rispetto, ne otterrai reputazione e soddisfazione, e la consapevolezza di aver svolto un buon lavoro.

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C’è un Giardino in Valdichiana

Anche in Valdichiana è arrivata l’estate con la sua voglia di stare all’aperto, magari per un tuffo in piscina o per una passeggiata all’ombra degli alberi. Possiamo lasciare le finestre di casa…

Anche in Valdichiana è arrivata l’estate con la sua voglia di stare all’aperto, magari per un tuffo in piscina o per una passeggiata all’ombra degli alberi. Possiamo lasciare le finestre di casa spalancate, distenderci in giardino per abbronzarci un po’ e godere del sole che abbiamo aspettato per tutto l’inverno – e per buona parte della primavera. Attorno a noi è pieno di fiori e piccoli insetti dall’aspetto curioso, che ci ronzano attorno per capire cosa siamo e cosa abbiamo di interessante.

Noi de La Valdichiana, un po’ come questi insetti laboriosi, abbiamo lasciato le vacanze al futuro prossimo e ci siamo insediati ai Giardini Poggiofanti di Montepulciano per curiosare tra le storie delle persone che vivono nel nostro territorio. Ormai non è più una novità, visto che è da un mese e mezzo che trasmettiamo il nostro programma, Giardino Valdichiana, in diretta Facebook Live tutti i venerdì alle 18:00, e tanti sono gli ospiti che sono già passati sotto il gazebo del Bar Giardino Poggiofanti (potete ritrovare le loro interviste sia sul nostro canale di YouTube che nella playlist su Soundcloud).

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Ma cos’è, di preciso, questo Giardino Valdichiana? È un esperimento innovativo proposto dalla nostra redazione per raccontare il territorio e approfondire le storie che vi abbiamo raccontato in settimana: di solito ve le facciamo leggere online, ma incontrarci dal vivo è ancora più bello! Abbiamo scelto di concentrarci in particolar modo sulle storie che coinvolgono i cittadini e li uniscono, specialmente quando partono dal basso e dai ragazzi. Ci piacerebbe raccontarvi anche quelle realtà a cui solitamente non viene data voce dalla stampa, storie di impegno, volontariato e innovazione. Vogliamo che il nostro Giardino sia uno spazio costruttivo dove parlare di esperienze positive e successi.

Vogliamo essere una via di comunicazione tra le menti creative della Valdichiana, perché lo scopo della nostra testata è sempre stato quello di raccontare il territorio e di essere a servizio dei nostri lettori.

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Il nostro impegno di offrire sempre contenuti originali e di qualità non è mai venuto meno, ed è importante che vengano diffusi nella maniera più efficace. Ogni volta che creiamo un articolo o un video, pensiamo sempre a quale sarà la sua destinazione: questa è una cosa molto importante nell’epoca dei social network, che non dovete scambiare per delle piattaforme di distribuzione, perché si tratta più che altro di reti di relazioni. Utilizzare i social come discarica di link per rimandare a un sito web, non avere alcun rapporto con i lettori che commentano gli articoli o i post, pubblicare i video che vanno in televisione anche in diretta streaming: noi le consideriamo tutte pratiche negative, che dimostrano scarsa conoscenza del mezzo e scarsa attenzione al lettore. Utilizzare i social network per dragare traffico e portarlo nel proprio sito significa non avere rispetto per chi si aspetta contenuti di qualità adatti alla piattaforma in cui ci sta seguendo.

Per questo motivo abbiamo deciso di sfruttare l’apertura di Facebook Live per realizzare delle dirette streaming che fossero destinate, appunto, alla nostra pagina di Facebook. Abbiamo allestito una sorta di mini studio televisivo itinerante, composto da smartphone, cavalletto, casse e microfono, e abbiamo definito una linea editoriale adeguata a quel formato, che inizialmente permetteva dirette della durata massima di 30 minuti (Facebook ha recentemente rimosso questo limite).

Il Bar Giardino Poggiofanti, di cui abbiamo raccontato la storia qualche mese fa, ha accettato di ospitarci con entusiasmo, permettendoci di diventare parte di una realtà storicamente percepita come luogo d’incontro e d’aggregazione giovanile, adibito alla socialità offline. Ed è proprio questo il bello, il poter unire online e offline e trasformare la relazione virtuale in una relazione reale. Il programma diventa quindi un appuntamento per gli spettatori ma anche per chi vive i giardini, che può assistere da vicino alla diretta in compagnia degli amici, magari facendo un aperitivo.

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All’inizio, il progetto Giardino Valdichiana è stato un po’ una scommessa: non sapevamo se sarebbe avuto successo e se gli ospiti sarebbero venuti, ma con nostra grande sorpresa abbiamo ricevuto un grande sostegno sia da parte dei nostri sponsor che dei nostri lettori. Dopo le prime settimane potevamo già osservare dei risultati positivi: circa 1.500 spettatori a settimana su Facebook (secondo le metriche del social), ospiti diversificati e numerosi che spesso hanno voluto partecipare di propria iniziativa.

Per rendere più fruibile il programma, abbiamo pensato che fosse il caso di caricare i video della diretta anche su YouTube in un’apposita playlist, per avere un comodo archivio facilmente navigabile per tutti. Per dare ancora più risonanza alle storie che raccontiamo, forse qualcuno di voi l’avrà notato, i video vengono inseriti anche nella nostra newsletter settimanale e condivisi sul canale Telegram de La Valdichiana.

Fin dall’inizio, abbiamo sempre voluto fatto riferimento allo stato dell’arte dell’editoria internazionale, con la quale ci misuriamo costantemente per crescere, migliorarci e offrire sempre qualcosa di nuovo e interessante ai nostri lettori. Per questo, con Giardino Valdichiana non abbiamo voluto creare contenuti per Facebook, che è una società privata, cedendogli lo scettro di editore (come invece si rischia di fare con gli istant articles, che non abbiamo intenzione di cavalcare), ma di creare un contenuto appositamente per quel mezzo e quindi per i nostri lettori. L’obiettivo è il servizio che diamo ai nostri lettori, utilizzando i social network a loro vantaggio sfruttandoli per quello che sono: reti di relazioni. Il nostro lavoro è quello di favorire le relazioni tra le persone, non di creare nuovi muri. Per questo abbiamo allestito un luogo di relazione, di incontro, di confronto. E quale posto migliore di un giardino?

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La Valdichiana è con te: ogni settimana, dove preferisci

Il modo di usufruire dei contenuti online è in costante evoluzione, e una testata editoriale deve rimanere sempre al passo coi tempi per offrire un servizio adeguato ai suoi lettori….

Il modo di usufruire dei contenuti online è in costante evoluzione, e una testata editoriale deve rimanere sempre al passo coi tempi per offrire un servizio adeguato ai suoi lettori. Una cosa è certa: anche nei territori periferici come quello in cui viviamo, sempre più utenti utilizzano i dispositivi mobile (smartphone, tablet) per accedere a internet e per usufruire di contenuti digitali. La necessità, da parte chi fornisce questi contenuti, è quindi quella di adattarsi alle loro esigenze e alle loro preferenze; essere al servizio del territorio in maniera innovativa significa anche questo, avere sempre una strategia digitale aggiornata e adeguata al contesto locale e globale.

“La Valdichiana” è la testata editoriale creata dalla nostra redazione nel 2013; inizialmente un quotidiano, si è evoluta in un magazine di approfondimento del nostro territorio. È un magazine web, con uscite settimanali che comprendono inchieste, interviste, eventi e rubriche che puntano sulla qualità, sull’originalità e sulla semplicità di fruizione da dispositivi mobili, per offrire contenuti interessanti ai nostri lettori.

mobile firstLe nostre scelte editoriali sono sempre state improntate alla trasparenza e alla professionalità, il nostro approccio ai social network non si è mai limitato all’utilizzo dei canali di diffusione unidirezionale, ma un costante tentativo di instaurare un rapporto bidirezionale con i lettori, conversare con loro, affiancando occasioni di incontro e di confronti reali alle attività digitali. Abbiamo sempre cercato di evitare le trappole del clickbaiting, lo spam dei link di notizie che rendono l’utente passivo e indifferente, e vediamo con sospetto l’idea di delegare agli algoritmi di Facebook, Google o altre grandi multinazionali le scelte editoriali fatte con professionalità da giornalisti ed esperti di settore (ne ho parlato di recente su Medium, per chi volesse approfondire).

Per questi motivi “La Valdichiana” vedrà potenziare le sue attività digitali già dalle prossime settimane. Il sito web rimarrà al centro del progetto editoriale, ma sarà il concetto di uscita settimanale a godere di uno slancio rinnovato. I principali canali di distribuzione dei contenuti e di conversazione con i lettori, oltre al sito web, saranno la pagina Facebook, la Newsletter e il canale Telegram (non dimenticheremo gli altri social network, YouTube e Twitter su tutti). Ogni piattaforma avrà contenuti personalizzati, per venire incontro alle esigenze delle varie tipologie di lettori: ma a curare i contenuti sarà sempre la nostra redazione, con tutta la professionalità e la passione a cui siete abituati.

“La Valdichiana” è il web magazine di approfondimento del territorio, che esce ogni venerdì mattina. Potete scegliere di usufruire dei nostri contenuti, ottimizzati per l’esperienza mobile, attraverso Facebook, Telegram o la Newsletter: oppure, possiamo semplicemente leggerci in queste pagine. La scelta è vostra! E questo è solo l’inizio: una prima fase di sperimentazione, ma tante cose cambieranno e miglioreranno nei prossimi mesi!

Noi siamo le nostre storie. Non vogliamo dei link da spammare fino a infastidire gli utenti, non vogliamo dei lettori trasformati in numeri che cliccano sui banner. Noi siamo le storie che raccontiamo, e ci sforziamo di offrirvele in maniera sempre più professionale, efficace e innovativa. Speriamo di avervi accanto anche in questa nuova avventura!

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Raccontiamo insieme la Valdichiana, tra musica e parole

Raccontare un territorio significa soprattutto cercare di dare voce a chi una voce non ce l’ha. Significa approfondire, emozionare, coinvolgere, vivere. Il ruolo di una testata locale come “La Valdichiana”,…

Raccontare un territorio significa soprattutto cercare di dare voce a chi una voce non ce l’ha. Significa approfondire, emozionare, coinvolgere, vivere. Il ruolo di una testata locale come “La Valdichiana”, che negli anni si è ritagliata uno spazio sempre maggiore nel nostro territorio, orientandosi sempre più sull’approfondimento piuttosto che sulla diffusione di comunicati stampa, non può prescindere dall’approccio narrativo: il desiderio di raccontare è il carburante del nostro motore. È questo l’approccio che ci ha spinto a realizzare i reportage sui migranti di Torrita, sulla raccolta fondi al Lago di Montepulciano, le analisi economiche, le interviste, i dietro le quinte degli spettacoli teatrali.

Il ruolo dell’editoria e del giornalismo, e quello dei professionisti della comunicazione in senso più generale, vive in questi anni un periodo di grandi mutamenti e si trova di fronte a un futuro incerto. Ma noi crediamo fortemente che sia finita l’epoca in cui il lettore era soltanto un utente passivo. È finita l’epoca in cui soltanto un giornalista poteva diffondere una notizia, soltanto uno scrittore poteva raccontare una storia, soltanto un editore poteva decidere cosa pubblicare; un sistema che era in crisi ancor prima dell’avvento dei social network e dell’user-generated content.

Nell’attuale panorama, dove alcune testate giornalistiche neppure hanno una strategia di presenza sui social network, noi vogliamo osare di più: pensiamo che i social network non siano una piattaforma di distribuzione (come ci insegnano i professionisti del settore), ma che siano uno strumento per migliorare il rapporto con i nostri lettori, per costruire una relazione di fiducia, seria e duratura. Perché “La Valdichiana” è prima di tutto una community, una comunità virtuale che si fonde a una comunità reale che vive in questo territorio, con tutte le sue identità e le sue storie da raccontare.

Impatto Zero

Impatto Zero

Tutto questo per spiegare che il nostro obiettivo è quello di contribuire al racconto del nostro territorio, dialogando con la nostra comunità; evitando però il rapporto unidirezionale dei media tradizionali, con l’asimmetria di potere tipica della televisione o dei quotidiani. Noi vogliamo raccontare le vostre storie, vogliamo aiutarvi a farvele narrare e a farvene conoscere di nuove. Non per appropriarci indebitamente dei vostri contenuti, bensì per costruire assieme un progetto editoriale e valorizzarci a vicenda. Se ci pensate, era questo il vecchio ruolo dell’editoria, sacrificato con il passare del tempo sull’altare del dio Denaro.

Se i nostri lettori hanno storie sul territorio, noi siamo qui per loro. Parliamone assieme, lavoriamoci assieme; facciamole funzionare, facciamoci coinvolgere. Dei passi in avanti in questa direzione sono stati già compiuti, basta osservare le nostre ultime pubblicazioni, gli eventi che abbiamo organizzato e le rubriche che abbiamo lanciato; ma stavolta vogliamo fare ancora di più, fornendo ai nostri lettori tutta la nostra professionalità e la nostra capacità di dialogare.

Inaugureremo il nuovo corso con due storie, che comprendono reportage multimediali ed eventi dal vivo, che riguardano dei giovani artisti del nostro territorio. Aspiranti musicisti, che si impegnano per il salto di qualità dall’impegno amatoriale a quello professionale, e che hanno tanto da raccontare: i Toscana Sud, crew di giovani rapper della Valdichiana che già da un anno porta avanti il contest di freestyle Spit Fix, e gli Impatto Zero, gruppo alternative rock di Trequanda che sta per pubblicare il primo disco.

Toscana Sud

Toscana Sud

Vogliamo raccontare le loro storie, non per pubblicizzare le loro opere, ma per comprendere i loro sogni, le loro speranze, le loro aspirazioni. Vogliamo raccontare le loro esperienze musicali, le loro autoproduzioni, la loro fatica e la loro gioia, i successi e gli insuccessi, perché attraverso di essi possiamo raccontare il fermento del nostro territorio e della nostra epoca. Vogliamo dare gli strumenti a chi volesse imitarli, oppure contattarli per collaborare, per migliorarsi vicendevolmente. Vogliamo aiutare il territorio ad essere sempre più in relazione, a trovare connessioni positive, tutti parte di narrazioni condivise e non più unilaterali.

Noi ci metteremo tutta la nostra passione e la nostra professionalità. Voi non dovrete soltanto leggerci o ascoltarci, voi siete parti di tutto questo. Costruite, scrivete, proponete, partecipate: il potere è nelle vostre mani. Le nostre storie sono le vostre: raccontiamole assieme!

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I nostri propositi per il 2016: senza paura, verso il futuro

Sono le nostre azioni a scrivere il futuro, e noi ci crediamo fermamente. Ecco i nostri progetti per l’anno 2016

L’inizio di un nuovo anno è sempre un momento di grande analisi introspettiva, come si fa alla fine di un viaggio, quando si è già pronti per ripartire.

Il 2015 di Valdichiana Media è stato bello, intenso, ricco di nuove sfide e di possibilità inaspettate, che hanno concesso a tutti noi che ci abbiamo lavorato l’opportunità di imparare e crescere sia come persone che come professionisti. La strada per il miglioramento è sempre, giustamente, in salita: affrontare le difficoltà può risultare difficile, ma il viaggio è sempre piacevole quando si è in buona compagnia.

Per tutti i soci e i collaboratori di Valdichiana Media, questo 2016 inizia con la promessa di fare ancora meglio, di evolversi, sperimentare, scoprire. Siamo un gruppo di persone dalle formazione e dagli interessi più disparati, una fucina creativa in continua attività che vuole coinvolgere sempre più persone e instaurare nuovi rapporti per dare vita a nuovi progetti che valorizzino le nostre bellissime città e campagne, senza escludere nessuno. Ora più che mai, vogliamo lavorare per mostrare al mondo le nostre bellezze e peculiarità, la storia, le tradizioni, le nuove frontiere che esploriamo.

Quali sono i nostri progetti per il futuro?

Assieme a Toscana Media continueremo a tenervi informati sui fatti e sugli eventi del territorio, proseguendo l’attività di QuiNewsValdichiana e Valdorcia, QuiNewsArezzo e QuiNewsAmiata con la stessa passione e puntando sempre al miglioramento.

La Valdichiana continuerà a essere un osservatore del territorio, teatro di una comunità unita nell’arte, nella solidarietà e nell’amore per i luoghi che abita. Vogliamo raccogliere nuove storie locali e portare un po’ di mondo in Valdichiana, analizzare la situazione economica e sociale che la caratterizza e dare spazio alle voci di coloro che, in un modo o nell’altro, continuano a sognare.

In collaborazione con l’Associazione Albergatori di Chianciano Terme lavoreremo per dare vita alla seconda edizione del Forum sul Turismo nella Valdichiana Senese, per dare modo alle realtà locali di incontrarsi e discutere assieme un percorso da seguire assieme, per un’azione coordinata a supporto dello sviluppo turistico nel nostro territorio.

E poi ci sarà la stagione degli eventi, che animeranno tutto il nostro territorio e che vi racconteremo alla nostra maniera. Oltre alle iniziative abituali, quest’anno aspiriamo ad avere un ruolo più attivo nello sviluppo di nuovi eventi che possano rendere la nostra comunità ancora più unita, come ad esempio il torneo nato dalla nostra rubrica “Fantacalcisticamente”, serate dedicate alla musica e ad artisti di ogni tipo.

Sono le nostre azioni a scrivere il futuro, e noi ci crediamo fermamente. Per questo non smetteremo mai di dare il massimo e di impegnarci per offrire passione e professionalità a tutti coloro che incontreremo sul nostro cammino. Speriamo di poter continuare questo cammino assieme a voi, per un altro anno: buon 2016 a tutti!

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La Valdichiana e Tele Idea, forze unite per il territorio

Se c’è qualcosa che la storia ci ha insegnato, è che l’unico modo per costruire qualcosa e per superare le difficoltà è quello di unire le forze. La collaborazione è…

Se c’è qualcosa che la storia ci ha insegnato, è che l’unico modo per costruire qualcosa e per superare le difficoltà è quello di unire le forze.

La collaborazione è un meccanismo costruttivo, che permette alle persone di mettere in pratica idee comuni e di realizzare progetti che un individuo da solo non sarebbe in grado di portare a termine, e spesso nemmeno di cominciare.

Contrapposto alla collaborazione c’è l’atteggiamento distruttivo del tutti contro tutti e ciascuno per sé stesso: non è raro che, per danneggiare qualcun altro, le persone finiscano per danneggiare prima di tutto sé stesse, in una dimostrazione di miopia e mancanza di etica che purtroppo vediamo spesso in atto nella quotidianità.

Essendo costituite da persone che credono fortemente nel potere della collaborazione, Valdichiana Media e Tele Idea hanno recentemente stretto un accordo di reciproco supporto tra le due società: l’obiettivo è quello di unire l’esperienza e il valore umano di una rete televisiva storica come Tele Idea con la freschezza di idee e la competenza nei nuovi linguaggi comunicativi di una realtà giovanissima come quella di Valdichiana Media.

Alla base di questo accordo c’è la convinzione che una sinergia tra diverse realtà del campo dell’informazione, che rimangono comunque autonome tra loro, potrà non solo migliorare il servizio complessivo che queste offrono ai cittadini della Valdichiana e delle aree limitrofe, ma anche portare quell’innovazione e quella creatività che è fondamentale per poter marciare a testa alta nel mondo iperconnesso e rapidissimo in cui viviamo oggi.

Avete già visto Valdichiana Media e Tele Idea al lavoro assieme durante il programma Libero Accesso, andato in onda lo scorso inverno e ora integralmente disponibile sul canale YouTube de La Valdichiana. Con Libero Accesso avevamo provato a realizzare qualcosa di diverso, un programma di approfondimento politico che stimolasse discussioni e riflessioni sia negli ospiti che negli spettatori, che erano invitati a partecipare in diretta tramite i profili social delle due testate. La risposta del pubblico è stata ottima, così come l’esperienza degli addetti ai lavori.

Il nostro desiderio è quello di offrire contenuti stimolanti per ogni fascia d’età, valorizzanti per il territorio e per i suoi abitanti, sperimentali e multimediali. Perché considerare televisione e web due mondi separati, quando possono lavorare in sinergia tra loro e arricchirsi vicendevolmente?

Per fare questo, le redazioni della nostra testata La Valdichiana e quella di Tele Idea lavoreranno a stretto contatto, mettendo sul tavolo le rispettive eccellenze professionali per dare a tutti voi, che ci leggete e ci guardate, il massimo.

I risultati si vedranno presto e speriamo che anche voi vogliate unirvi a noi in quest’avventura giornalistica che stiamo intraprendendo, in cui vogliamo investire tutte le nostre forze e la nostra fantasia, trovando sempre il coraggio di provare a costruire qualcosa di nuovo ed emozionante.

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Un Live Rock Festival sempre più “Live”

Sempre più avanti, rimanendo curiosi, entusiasti e disposti a mettersi alla prova. È il nostro carattere, è il nostro modo di approcciare il lavoro e la realtà che ci circonda….

Sempre più avanti, rimanendo curiosi, entusiasti e disposti a mettersi alla prova. È il nostro carattere, è il nostro modo di approcciare il lavoro e la realtà che ci circonda.

Quando il Collettivo Piranha, gli organizzatori del Live Rock Festival di Acquaviva, hanno contattato la nostra redazione, ci siamo sentiti orgogliosi e un po’ preoccupati. Perché il Live Rock Festival è uno dei principali eventi del territorio e uno dei più importanti festival musicali a ingresso gratuito in Italia. C’è di più: oltre a un’offerta artistica di alto livello (quest’anno gli headliner erano Fask, Verdena, Fujiya&Miyagi, Seun Kuti, Rachele Bastreghi) può vantare degli stand enogastronomici di ottima qualità e un’attenzione spasmodica alle tematiche ecologiche, con invenzioni come gli eco-bicchieri che assicurano una pulizia dell’area inusuale per un festival musicale di questo tipo. Un approccio etico, prima ancora che artistico, per il Collettivo Piranha, che da vent’anni rende quest’angolo della Valdichiana una delle punte di diamante del panorama rock regionale e nazionale.

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Lo stand di “Diretta Rock”

Quando siamo stati chiamati in causa per collaborare nel settore dei social network con il Collettivo Piranha, quindi, ci siamo sentiti messi alla prova. Ma abbiamo accettato la sfida, come abbiamo sempre fatto, cercando di creare rapidamente un progetto che potesse facilitare il coinvolgimento degli utenti sui social media, la comunicazione e la diffusione delle particolarità del Live Rock Festival sia online che offline.

Ci siamo calati nella parte, cercando di supportare i ragazzi del Collettivo Piranha, a metà tra i volontari dell’associazione e i fornitori esterni. Ci siamo adattati alla situazione, sforzandoci di superare tutte le difficoltà tecniche e la connessione internet altalenante, per portare avanti un progetto che potesse essere sperimentale e innovativo, con la speranza di avviare una proficua collaborazione.

Il Live Rock Festival ci ha preparato uno stand all’ingresso, in cui abbiamo gestito un Social Wall grazie a un portatile e un maxischermo gentilmente offerti dalla Trust. Grazie a una Tagboard, tutti i contributi pubblicati dagli utenti su Facebook, Instagram e Twitter conteneti l’hashtag #LRF15 sono stati aggregati e mostrati in diretta al pubblico: in questo modo il festival ha potuto godere di uno spazio fisico in cui poter osservare in diretta la conversazione che stava avvenendo online. Aggiungendo il contest che permetteva di vincere una birra ogni sera a chi aveva pubblicato la foto più divertente, abbiamo aumentato notevolmente l’interazione con il pubblico, che è diventato protagonista del festival anche sui social network.

Non è finita qui: lo stand è diventato il set di una trasmissione che è andata in onda tutte le sere prima del festival, Diretta Rock, in onda su Periscope e sui principali social network: un programma in streaming con interviste agli artisti, agli organizzatori e al pubblico, visibile sia da desktop che da dispositivi portatili, per presentare la serata e scaldare gli animi in attesa dei concerti. Un ulteriore strumento di promozione sui social network che ha permesso di creare ancor più coinvolgimento, attesa ed emozione.

Alcune analisi di #LRF15

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Dopo i primi giorni di rodaggio, sia Diretta Rock che il Social Wall hanno ottenuto dei buoni consensi e ci hanno permesso di aiutare in maniera efficace gli organizzatori dell’evento. A metà tra animazione e promozione, abbiamo aumentato la presenza del festival nei social network e migliorato il coinvolgimento degli utenti, rendendoli sempre più affezionati. Cercando quindi di diffondere anche in loro lo spirito che anima il Collettivo Piranha e che rende speciale questo festival: un approccio etico, prima ancora che artistico. Sempre più avanti, con curiosità ed entusiasmo.

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Il nostro pazzo, grasso, grosso Bravìo delle Botti

“Raccontare una storia non è un impegno che va preso alla leggera. Raccontare una storia inventata è facile, ma raccontare una storia vera è difficile. E quando prendiamo l’impegno di…

“Raccontare una storia non è un impegno che va preso alla leggera. Raccontare una storia inventata è facile, ma raccontare una storia vera è difficile. E quando prendiamo l’impegno di raccontare una storia, noi di Valdichiana Media dobbiamo portarlo a termine”.

Prendo in prestito la frase di Alessio Banini per rimarcare quella che è l’attività giornaliera di Valdichiana Media: i componenti della redazione non si limitano solo a descrivere i fatti di cronaca o a seguire gli argomenti più importanti, ma cercano di far vivere al lettore delle esperienze uniche, raccontando avveni11988359_1615911561991222_9168479467031806911_nmenti e particolari del territorio che a volte sfuggono ai suoi stessi abitanti, o che per molti non sono degni di far notizia.

Proprio l’esigenza di raccontare è stato il nostro valore di riferimento anche quando il Magistrato delle Contrade di Montepulciano ci ha affidato il compito di contribuire al racconto del Bravìo 2015. Un impegno semplice, per certi versi, ma raccontare un avvenimento con quarant’anni di storia alle spalle e che ogni anno viene sempre più seguito, fotografato, menzionato e documentato, non solo dalla stampa locale e nazionale, ma anche da quella internazionale, non può essere semplice. Un po’ di timore è sorto all’interno della redazione, ma allo stesso tempo eravamo entusiasti del compito assegnatoci.

Abbiamo affrontato con coraggio il timore non di non essere all’altezza; ci siamo riuniti e ci siamo scervellati su cosa dovevamo e potevamo inventarci per descrivere il 43° Bravìo delle Botti in modo da renderlo ancor più memorabile. Fin dalla prima puntata di “Quelli che la Botte”, il programma televisivo con 15 anni di storia che accompagna e intrattiene il pubblico di Tele Idea nella settimana degli eventi che precede la corsa del Bravìo, ci siamo resi conto che non serviva inventarsi nulla di complicato: bastava essere noi stessi e permettere alla manifestazione di parlare di sè stessa, dando spazio ai contradaioli e agli spingitori, a tutti coloro che il Bravìo lo vivono e lo amano. Non dovevamo creare contenuti eccezionali per sovrastare l’evento, ma facilitare il racconto dei protagonisti senza imporre loro nulla.

11913878_827267320721531_6361954008125418453_nE così è stato, con parole semplici e dirette. Abbiamo cercato di raccontare la manifestazione con gli occhi di coloro che vivono il Bravìo delle Botti, che hanno condiviso vittorie e sconfitte, gioie e dolori. Abbiamo fatto interagire gli attori principali, ovvero chi tutto l’anno lavora per rinnovare l’emozione del suono delle botti sulla pietra serena delle strade di Montepulciano, con tutti gli elementi che rendono magica la manifestazione: storia, religione, arte, sport ed enogastronomia.

Con le nostre gag (tutte non programmate), gli interventi, le interviste, le incursioni e le improvvisazioni abbiamo cercato di rendere il pubblico il vero protagonista della trasmissione, cercando di comunicare allo spettatore l’imbarazzo della diretta, le fatiche degli spingitori, l’agitazione delle cucine nell’ora di punta e l’adrenalina che si respira per le vie di Montepulciano nella settimana degli eventi. Fino al contest “Il meglio fico del paniere”, un azzeccato esperimento che ha messo in relazione la televisione con i social network e la vita reale delle contrade, ottenendo un grande coinvolgimento del pubblico.

Adesso, dopo una settimana dalla fine della trasmissione, possiamo cominciare a fare un bilancio. Il primo bilancio lo avete già fatto voi, tutti i nostri lettori e i nostri spettatori, e vi ringraziamo per tutti i commenti di apprezzamento che ci avete inviato. Forse per chi ha già raccontato il Bravìo negli anni passati, il nostro gruppo è stato uno fra i tanti, ma essere uno fra i tanti a fare la differenza è una bella soddisfazione.

11951972_1615829501999428_4028691655857588900_nCredo che siamo stati capaci di costituire un mix esplosivo, unendo la professionalità, la memoria storica e l’occhio sull’attualità di Diego Mancuso e Celso Pallassini, la fiducia che hanno riposto in noi tutti i ragazzi del Magistrato delle Contrade di Montepulciano, la tenacia combattiva, l’affidabilità e la pazienza della storica emittente Tele Idea e infine il nostro modo di raccontare, la nostra passione per questo lavoro e per il territorio in cui abitiamo.

In conclusione, se dovessi dare un titolo a questa bella esperienza, che non è stata solo lavorativa, ma soprattutto formativa ed emotiva, prenderei in prestito un titolo di un famoso film: “Il nostro pazzo, grasso, grosso Bravìo delle Botti”. Pazzo perché non ci sono orari precisi e riempie l’intera vita per due settimane, grasso perché la cucina è prelibata (ringraziamo tutte le contrade per averci ospitato a cena!) e  è una manifestazione in grado di coinvolgere centinaia di persone ed è in grado di far piangere, ridere ed emozionare anche chi poliziano non è.

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Il valore di una comunità unita e aperta

Penso di parlare a nome di tutta la redazione quando dico che siamo un gruppo di persone che amano mantenere le promesse e che cercano sempre di dare il proprio…

Penso di parlare a nome di tutta la redazione quando dico che siamo un gruppo di persone che amano mantenere le promesse e che cercano sempre di dare il proprio meglio mentre lo fanno.

Da un punto di vista personale, mi sembra il minimo volerci mettere tutto l’impegno possibile quando di mezzo c’è una causa di grandissimo valore sociale, che può avvicinare due territori apparentemente lontani anni luce l’uno dall’altro, e che può fare concretamente del bene a tante persone non solo nel breve ma anche nel lungo termine.

Il progetto per realizzare l’evento di domenica 28 giugno è nato un pomeriggio di maggio a Montepulciano Stazione, quando Athanase e Alessio si sono incontrati e hanno cominciato a parlare della cooperativa Dufatanemunda e del progetto di orto sociale di Athanase. In redazione abbiamo due antropologi e quattro o cinque scrittori, era inevitabile che l’interesse per una cosa simile fosse alle stelle, senza poi contare che abbiamo tutti un debole per la narrativa e per le storie.

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Abbiamo quindi chiesto ad Athanase di darci tutto il materiale a sua disposizione. Ci siamo incontrati più volte perché le cose da dire erano veramente tante, ma alla fine avevamo tra le mani foto, video, registrazioni audio e pagine piene di appunti. Abbiamo diviso il lavoro a seconda delle rispettive competenze, e per tutto il mese di giugno abbiamo prodotto e pubblicato quelli che definirei quasi dei micro-capitoli della storia di Athanase, della cooperativa Dufatanemunda e del Burundi.
In questo modo, abbiamo potuto creare un percorso giornalistico attraverso il mese di giugno, che culminasse con l’evento del 28 giugno. Volevamo che i nostri lettori arrivassero informati alla serata principale, che avessero avuto la possibilità e il tempo di conoscere Athanase e il suo progetto, che avessero avuto modo di prendersi a cuore la causa tanto quanto ce l’eravamo presa a cuore noi.

Il 28, al Centro visite La Casetta della Riserva Naturale del Lago di Montepulciano c’erano più di 120 persone. La grande partecipazione è stata davvero la ricompensa più grande per gli sforzi di tutti coloro che hanno dedicato le loro risorse e il loro tempo a questo proposito benefico: moltissimi erano venuti da Montepulciano e dai comuni limitrofi, ma c’era chi veniva da Perugia, da Firenze e dalle terre di Siena.11667379_799769556804641_1709753707977735220_n
La serata, organizzata dall’associazione Amici del Lago di Montepulciano e da La Valdichiana, è stata un successo sia grazie ai partecipanti, sia grazie a tutte le aziende e associazioni che hanno donato i loro prodotti e le loro risorse per fare in modo che tutti i soldi raccolti durante la serata potessero andare a Dufatanemunda, senza dover essere usati per ripagare la serata.

Mi ha fatto un grande piacere vedere quanta gente tenesse al progetto di Athanase, quanti capissero l’importanza della cosa e quanto fossero disposti a dare nonostante i tempi non siano dei migliori. Credo sia importante, in un periodo come questo in cui l’economia rende la vita meno agevole di quanto lo fosse in passato, tenere in grande considerazione il valore del dono. Il benessere degli altri genera il nostro benessere: questo concetto è il fulcro di una società sana. Non importa quanto questi siano lontani, ma l’unico modo per creare un futuro di prosperità per tutti è quello di condividere le risorse e le conoscenze, perché siamo tutti cittadini dello stesso, singolo pianeta, tutti confinati su questa biglia blu che fluttua nel vuoto nello spazio. La condivisione è il futuro inevitabile dell’umanità, se vogliamo sopravvivere.

Il nostro pianeta, la Terra, fotografata dalla sonda spaziale Voyager 1 nel 1990, quando si trovava a 6 milioni di chilometri di distanza.

Il nostro pianeta, la Terra, fotografato dalla sonda spaziale Voyager 1 nel 1990, quando si trovava a più di 6 milioni di chilometri di distanza da noi.

L’impulso di fare qualcosa, almeno per me, viene istintivo al sentire storie di bambini che non hanno accesso ai beni primari e a un’istruzione che possa dar loro la possibilità di scegliere il proprio futuro, di madri che muoiono a causa dell’inadeguatezza degli ospedali, di risorse sprecate e di territori sfruttati senza criterio.

L’Africa non è lontana, c’è solo un pezzetto di mare a dividerci dalle sue nazioni più a nord (nazioni con le quali tra l’altro abbiamo condiviso cultura ed economia in un passato neanche troppo remoto): credo sia ora che si impari a conoscerne la geografia, i popoli, i problemi, perché l’innovazione non è mai – in tutta la storia dell’uomo – venuta dalla chiusura delle frontiere, anzi.

Il terribile nemico da combattere, qui, è l’ignoranza: il disinteresse, l’accidia, l’egoismo distruttivo di coloro che non sono disposti a donare pochi minuti del proprio tempo per conoscere una storia.

Tornando alla serata, non nego l’amarezza di non aver visto comparire volti che avevano promesso e ripromesso di venire all’evento, perché le promesse infrante suonano sempre come bugie atte a offendere il duro lavoro che tutti i volontari hanno svolto, ma credo che sia fondamentale, invece, dare risalto a coloro che c’erano (ed erano tantissimi), che hanno fatto di tutto per esserci e che hanno dimostrato di tenerci, di essere membri di una comunità attenta. Queste sono le cose che mi ridanno speranza per il futuro, il sapere che ci sono persone che sanno donare e che capiscono l’importanza del mutuo soccorso. In queste persone trovo quei valori rarissimi che sono la civiltà, l’altruismo, l’empatia e il rispetto.

Il bilancio della serata è stato assolutamente positivo, tanto che già stanno prendendo forma nuove iniziative sempre a sostegno della cooperativa Dufatanemunda, che cercheremo di portare in giro per la Valdichiana. Noi della redazione vorremmo che queste cause sfondassero le barriere dei singoli comuni e venissero adottate da tutto il territorio, che esattamente come le nazioni non deve soccombere a futili divisioni campaniliste.

Abbiamo visto che unendosi i risultati si fanno concreti: l’anno scorso abbiamo combattuto per far sì che il Torrione della fattoria granducale di Abbadia di Montepulciano rientrasse tra i Luoghi del Cuore tutelati dal FAI. Ci siamo arrivati vicinissimi, e da poco abbiamo saputo che sarà proprio l’ente a portare questo importantissimo simbolo di una comunità all’EXPO. Il Torrione arriverà a Milano, in Europa e nel mondo, e questo grazie a tutti coloro che hanno firmato la petizione.

La Valdichiana continuerà a lavorare per il territorio che ha scelto di raccontare, che comprende Valdichiana senese, aretina e Valdorcia. Continuerà a sostenere cause meritevoli e a porsi come megafono per coloro che hanno bisogno di farsi sentire, perché crediamo che una comunità unita e consapevole sia una comunità sicura, ricca e longeva. Per portare la Valdichiana nel mondo e il mondo in Valdichiana.

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AfterSun Magazine: il mensile delle terme senesi

L’avevamo già annunciato a Gennaio che quest’anno sarebbe stato ricco di novità per la nostra redazione. Sempre più servizi per i nostri lettori, sempre più contenuti multimediali riguardanti il nostro territorio. Dopo…

L’avevamo già annunciato a Gennaio che quest’anno sarebbe stato ricco di novità per la nostra redazione. Sempre più servizi per i nostri lettori, sempre più contenuti multimediali riguardanti il nostro territorio. Dopo il successo del magazine online, l’ingresso nel network QuiNews.it, la collaborazione editoriale con le emittenti televisive e l’organizzazione di eventi sul territorio, siamo lieti di annunciarvi un’altra grande novità che vede impegnata la nostra redazione: AfterSun Magazine!

AfterSun ApertoAfterSun Magazine è un free press innovativo, distribuito gratuitamente nelle strutture termali delle Terre di Siena: un mensile che parla del nostro territorio, indirizzato ai visitatori delle terme, con uno specchio di cartone abbronzante al centro per gli amanti della tintarella. Al suo interno potete trovare contenuti pubblicati su “La Valdichiana” e altri creati appositamente per il mensile brossurato, con argomenti che spaziano dalla musica al folclore, dal turismo all’enogastronomia, dai consigli sugli eventi alle curiosità sul territorio.

AfterSun Magazine vuole mettere in rete le strutture termali del territorio con tutte le altre eccellenze delle Terre di Siena, fornendo consigli e spunti per viaggi e itinerari, proponendo una lettura ricca e variegata per facilitare il relax termale ai tanti visitatori nazionali e internazionali, con alcuni contenuti editoriali tradotti in inglese. Il mensile è corredato anche da una app in fase di sviluppo, che potrà aiutare i curiosi a trovare consigli per ristoranti, locali o luoghi d’interesse nei dintorni delle strutture termali.

Il mensile, che viene distribuito in tutti gli stabilimenti senesi, può essere letto e consultato gratuitamente da tutti. Come gli altri prodotti editoriali da noi curati, non utilizza risorse pubbliche, ma si fonda sull’apprezzamento dei lettori e gli investimenti delle aziende private che ne riconoscono il valore commerciale.

Ecco gli stabilimenti termali dove potete trovare, ogni mese a partire da Giugno 2015, il nuovo numero di AfterSun Magazine:

  • Terme Antica Querciolaia (Rapolano Terme)
  • Terme San Giovanni (Rapolano Terme)
  • Centro Termale Fonteverde (San Casciano dei Bagni)
  • Terme di Chianciano (Chianciano Terme)
  • Terme di Sant’Elena (Chianciano Terme)
  • Terme di Montepulciano (S.Albino di Montepulciano)
  • Terme di Petriolo (Monticiano)
  • Terme San Filippo (Bagni San Filippo)
  • Adler Thermae Spa Resort (Bagno Vignoni)
  • Albergo Le Terme (Bagno Vignoni)
  • Hotel Posta Marcucci (Bagno Vignoni)

Ulteriori informazioni sul sito web dedicato: www.aftersunmagazine.it 
Buona lettura, e buon relax termale!

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