La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Categoria: Editoriale

Buon compleanno, pensando al futuro

Era una calda giornata di maggio quando “La Valdichiana” pubblicò il suo primo articolo. Per la precisione, il 3 maggio 2013: l’articolo era la prima parte della “Breve storia della…

Era una calda giornata di maggio quando “La Valdichiana” pubblicò il suo primo articolo. Per la precisione, il 3 maggio 2013: l’articolo era la prima parte della “Breve storia della Valdichiana”, una rubrica di approfondimento sulla storia locale, che già faceva capire il taglio che volevamo dare al nuovo prodotto editoriale. Una testata online per parlare del nostro territorio, senza essere schiavi dell’attualità o inseguire l’emergenza della cronaca, per poter offrire ai lettori degli approfondimenti di qualità.

Sono passati quattro anni, e oggi “La Valdichiana” festeggia uno splendido compleanno. Quattro anni possono essere un periodo breve, per certi versi; d’altra parte, nel settore dell’editoria online, quattro anni sembrano un’eternità. Rubriche, storie, eventi dal vivo, cause di beneficienza… in questi anni il nostro obiettivo è stato il territorio in tutti i suoi aspetti, attraverso una serie di iniziative che hanno cercato di rendere il giornale una creatura viva e attenta, capace di aggregare una comunità di persone curiose e interessate. Ed è stato proprio questo, forse, il segreto del suo crescente successo in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi (che è quello che più ci preme, perché i numeri contano poco se i contenuti non valgono niente!)

“La Valdichiana” iniziò come quotidiano online, per poi evolversi in magazine settimanale dopo un paio d’anni. Diretto fin dagli albori dalla giornalista Valentina Chiancianesi, ha potuto contare sulla collaborazione di tante persone, da redattori a blogger, a semplici appassionati; nel corso di questi quattro anni ha contribuito alla formazione di altri giornalisti, che fanno parte tuttora della redazione o hanno proseguito la carriera presso altre testate editoriali. Una redazione che si è sempre contraddistinta per la massiccia presenza di under 35 (che costituiscono anche la totalità dei soci fondatori e di coloro che tuttora ne fanno parte) e per una forte maggioranza femminile. Queste caratteristiche ci hanno sempre resi orgogliosi, perché non era scontato riuscire a sopravvivere per quattro anni con un progetto editoriale del genere, nel sud della Toscana.

I nostri valori

Abbiamo sempre creduto nel giornalismo e nella necessità di recuperare serietà e autorevolezza, mettendo al centro il lettore. I valori su cui abbiamo costruito “La Valdichiana” sono gli stessi di quattro anni fa, e costituiscono la guida della nostra professione. Ci siamo adattati agli eventi, abbiamo affrontato le avversità e ci siamo messi sempre in discussione, ma abbiamo mantenuto i capisaldi di ciò che ci ha spinto a intraprendere quest’esperienza.

Etici: vogliamo dare voce ai protagonisti del nostro territorio, che brulica di vita e di creatività, attraverso un giornalismo trasparente, votato a un approccio costruttivo. Poca attenzione alla cronaca, alle diatribe politiche e all’attualità, nessuna critica distruttiva che non sia accompagnata anche da una proposta positiva.

Indipendenti: non abbiamo ricevuto finanziamenti pubblici e ci sosteniamo unicamente attraverso gli sponsor e i contributi dei lettori. Siamo riusciti a mantenere il magazine gratuito, fino ad adesso, e contiamo di riuscire a farlo anche in futuro. La mancanza di finanziamenti da parte delle amministrazioni pubbliche garantisce l’autonomia e l’indipendenza del nostro giornalismo.

Viaggiatori: vogliamo scoprire cose nuove e farci coinvolgere, non vogliamo convincervi di ciò che già sappiamo. Ci occupiamo di arte, tradizione, storia, enogastronomia, sport e ambiente, e tanto altro che può suscitare interesse. Ci piace conoscere in prima persona le realtà che raccontiamo, e siamo sempre pronti a viaggiare in lungo e in largo per la Valdichiana: perché siamo una testata online, ma incontrarci dal vivo è più bello!

Ascoltatori: ci sono ancora tante storie da raccontare. Siamo sempre all’ascolto: chiunque può contattarci e raccontarci qualcosa, purché costituisca un valore aggiunto per la comunità chianina. Non tutto è adatto a essere pubblicato sotto forma di articolo: per questo abbiamo sviluppato format alternativi, dalla web tv alla radio, che ci permettono di dedicare spazio a tutti.

Rivoluzionari: ci siamo concentrati principalmente sulla Valdichiana Senese, perché è il nostro territorio di origine e la maggior parte dei redattori vive in questi comuni. Ma abbiamo sempre considerato la Valdichiana unita, senese e aretina: non bastano un canale o una provincia per dividerci.

Sperimentatori: siamo una redazione curiosa e pronta a sperimentare nuove idee. Accogliamo i nuovi strumenti tecnologici come un’opportunità per creare qualcosa di nuovo, cercando di dare sempre il nostro meglio in termini di qualità dei contenuti. Dal canale su Telegram ai programmi in diretta su Facebook, la testata ha un intero ecosistema digitale che ruota attorno al sito web!

Giornalismo e sostenibilità

Avere belle idee e affrontare le sfide con tenacia ed entusiasmo, purtroppo, non è sufficiente. L’editoria affronta una crisi precedente a quella economica globale, e il giornalismo non vive i suoi giorni migliori. Per una testata locale come “La Valdichiana” è difficile raggiungere una sostenibilità economica; tanti esperimenti non sopravvivono che qualche mese, di fronte alle difficoltà dei bilanci. Aver compiuto quattro anni ed entrare nel quinto anno significa che siamo riusciti a trovare un equilibrio e la testata ha cominciato a camminare con le sue gambe, diventando una realtà sempre più concreta.

Come già accennato in precedenza, “La Valdichiana” è una testata libera e indipendente: non può contare su finanziamenti pubblici, e questo non può che provocare una difficoltà maggiore dal punto di vista economico. Per massima trasparenza, quindi, ci teniamo a spiegare come la testata riesce a sopravvivere e come può retribuire il lavoro della redazione e dei suoi collaboratori. Non esiste una ricetta segreta per tutte le testate: nel nostro caso, abbiamo tre settori che garantiscono la sostenibilità e permettono di guardare al futuro.

Il primo settore è quello più classico: la vendita degli spazi pubblicitari. Come ogni testata editoriale, e come la quasi totalità dei siti web, anche “La Valdichiana” mette a disposizione degli spazi attraverso dei banner pubblicitari alle attività commerciali del territorio che desiderano raggiungere il vasto pubblico. Tuttavia, abbiamo sempre mantenuto i banner in sezioni non invasive del giornale, a costo di perdere appetibilità per gli sponsor, per non disturbare la lettura; e non ci siamo mai sottomessi alle metriche quantitative, cercando di raggiungere elevati volumi di traffico per aumentare le visualizzazioni dei banner. Questo sarebbe stato a nostro avviso un errore, perché la ricerca della quantità avrebbe costretto a sacrificare la qualità, e a cadere nel corto circuito di articoli click-baiting che avrebbero fatto perdere tutta l’autorevolezza e la serietà della testata; da un punto di vista più strettamente commerciale, l’incremento dell’utilizzo degli adblock rende necessario per tutte le testata online la ricerca di mezzi alternativi.

Il secondo settore è quello del branded content: lo avrete notato in alcuni speciali realizzati dalla redazione, principalmente per gli eventi. Non abbiamo mai apprezzato il giornalismo che si presta alle marchette, ma pensiamo che si possa comunicare in maniera efficace e trasparente: attraverso il branded content, il cliente non commissiona un pezzo, ma sponsorizza la redazione per la creazione di un contenuto editoriale creato appositamente per raccontare i suoi valori o le sue caratteristiche. Nella pratica, un’azienda di vino non acquisterà uno spazio per scrivere ciò che vuole della sua attività commerciale, ma acquisterà un contenuto editoriale che parlerà del vino, lasciando alla redazione completa autonomia editoriale. Ciò garantisce la massima trasparenza per il lettore, che deve sapere che tale contenuto è stato sponsorizzato da un cliente, ma al contempo è cosciente che ciò che viene scritto non è stato commissionato, bensì è frutto dell’autorevolezza e della professionalità dei redattori. Questa tecnica, che avviene attraverso la società Valdichiana Media (editrice del giornale e fondata dai redattori), consente la massima resa anche per il cliente, che potrà comunicare i propri valori in maniera più efficace e autentica rispetto alla normale pubblicità.

Infine, il terzo settore è quello del finanziamento diretto da parte dei lettori: nello specifico, abbiamo scelto Patreon. Inutile girarci attorno: il giornalismo costa, e la qualità va pagata. Abbiamo deciso di mantenere “La Valdichiana” gratuita per tutti i lettori, evitando quindi di chiuderla ai soli abbonati, ma abbiamo comunque attivato delle forme di finanziamento dal basso che possano aiutarci a rendere sostenibile la testata o ampliare i suoi contenuti. Attraverso Patreon, i nostri lettori possono sostenerci direttamente attraverso una donazione mensile: al raggiungimento di determinate soglie, la redazione attiverà nuovi servizi (inchieste e reportage aggiuntivi, eventi di beneficenza e così via) che consentiranno la crescita costante della testata.

Questo è ciò che siamo riusciti a fare in quattro anni, e speriamo di continuare a fare per molti anni ancora: ma niente di tutto questo sarebbe stato possibile senza di voi, che avete apprezzato e sostenuto il nostro forzo. A tutti voi vanno i nostri più sinceri ringraziamenti per il quarto compleanno de “La Valdichiana” e l’augurio di continuare a osservare il territorio con sguardo curioso ed entusiasta.

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Notizie e responsabilità nell’epoca dei social media

La diffusione di internet ha ormai raggiunto una dimensione globale, ed è sempre più veicolata dagli smartphone: grazie ai dati presentati dal rapporto annuale di “We are Social” sul digitale, possiamo comprendere…

La diffusione di internet ha ormai raggiunto una dimensione globale, ed è sempre più veicolata dagli smartphone: grazie ai dati presentati dal rapporto annuale di “We are Social” sul digitale, possiamo comprendere che più della metà della popolazione mondiale nel 2017 utilizzi gli smartphone, responsabili di più della metà del traffico internet. Anche in Italia i dati sono impressionanti: oltre 39 milioni di persone connesse a internet, di cui 31 milioni possono essere definiti come utenti attivi sui social media.

La diffusione delle tecnologie digitali e l’impatto originato dai social media non può essere trascurato dagli editori e da coloro che operano nel giornalismo; anche se la crescita di questi strumenti è stata rapida, l’editoria italiana non è riuscita a tenere il passo della rivoluzione digitale, faticando sempre più a trovare spazio. La crisi ha colpito soprattutto i quotidiani e le testate dedicate alle notizie, sempre più immerse nel vortice dei social media, della fruizione immediata e della difficoltà di monetizzazione.

Eppure, le innovazioni digitali non possono essere trascurate: secondo l’ultimo rapporto britannico Ofcom, per la percentuale di persone che hanno accesso a internet, la televisione è stata sorpassata da internet quale principale mezzo di accesso alle notizie. La differenza diventa ancora più marcata quando parliamo di informazione locale: tra gli italiani che hanno accesso a internet, la stessa internet è la prima fonte di notizie locali (31%) sopra la televisione (23%). Per quanto riguarda internet, ovviamente, sono i social media a farla da padrone, principalmente Facebook, con la sua capacità di penetrazione attraverso gli smartphone in gran parte della popolazione.

Le riflessioni da fare sarebbero numerose: per una testata locale come “La Valdichiana”, che opera a livello locale e che fin dalla sua nascita si è contraddistinta per lo spiccato utilizzo delle tecnologie digitali, è fondamentale comprendere il ruolo sociale che è chiamata a svolgere in un territorio all’interno di un mondo sempre più interconnesso. Da una parte c’è la costante attenzione alle innovazioni del settore e ai processi formativi per rimanere aggiornati, dall’altra la necessità di informare correttamente i lettori che utilizzano sempre più internet e i social media come fonte prioritaria di notizie.

Anche se gli strumenti stanno cambiando, anche se l’orizzonte è difficile da vedere nell’epoca dei social media, l’etica alla base del lavoro giornalistico non è cambiata. Se la stampa è sempre stata considerata come il “Quarto Potere”, la sua importanza non è necessariamente diminuita: il suo potere rimane, ed è di fondamentale importanza nella nostra società, assieme alla responsabilità che ne consegue. “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, era la lezione di vita di Spider-Man. E non è un caso che Peter Parker, l’alter-ego del supereroe coi poteri di ragno, lavorasse proprio come giornalista di un quotidiano locale.

La crescente importanza dei social media come fonte di informazione dona agli editori digitali un grande potere, poiché sempre più lettori, anche nei territori più periferici, utilizza questi strumenti per accedere alle notizie locali. Ma è un potere che porta con sé una grande responsabilità, per garantire la correttezza dell’informazione e il rispetto della deontologia della professione giornalistica. Non ci addentreremo in questa sede nel dibattito sulle bufale e sulle “Fake news”: per chi svolge attività giornalistica, per chi opera nel rispetto della legge e dell’etica con testate editoriali regolarmente registrate, l’utilizzo dei mezzi digitali non dovrebbe cambiare il modo di lavorare, semplicemente perché fin dagli albori era chiamato a verificare le notizie prima di pubblicarle.

Quello che voglio affrontare, in realtà, è il modo di stare sui social media: perché tutti gli utenti hanno la possibilità di pubblicare post su Facebook o su Twitter, ma giornalisti ed editori sono chiamati a utilizzare questi strumenti in maniera più consapevole, a prescindere dagli standard minimi e dalle condizioni d’uso dettate dai colossi statunitensi che li controllano. Una testata non può permettersi di pubblicare una notizia falsa, neppure nel suo account Facebook; il suo ruolo pubblico, che qualifica il suo potere, porta con sé una responsabilità che deve essere rispettata anche sui social media.

È importante sottolineare che i social media sono mezzi di relazione e che facilitano la conversazione. Se una testata editoriale li utilizza unicamente come mezzi di distribuzione, pubblicando una serie infinita di link per ricevere visite distratte al proprio sito web, compie a mio avviso un errore e vanifica il suo ruolo. I social media offrono opportunità di relazione, per comunicare in maniera interattiva e non unidirezionale, per parlare assieme ai lettori; a prescindere dalle condizioni d’utilizzo del mezzo, una testata editoriale è responsabile eticamente anche dei commenti e delle conversazioni che riceve sui propri account sui social media.

La nostra redazione si è sempre impegnata a valorizzare il confronto e la conversazione sui social media, a rispondere ai commenti dei lettori e a favorire il confronto civile. Non sempre ci siamo riusciti, soprattutto su Facebook, che avrebbe bisogno di un’attenzione costante da parte di uno staff interamente dedicato. Tuttavia, non cerchiamo scuse: preferisco pubblicare una notizia in meno, se questo serve a curare maggiormente la relazione con i lettori e rispondere alle loro richieste. Preferisco moderare i commenti volgari e cercare di aiutare gli utenti a trovare le informazioni che cercano, piuttosto che utilizzare gli account del nostro magazine come una discarica di link.

Questo è uno dei motivi per cui abbiamo ufficializzato una Social Media Policy, che spiega pubblicamente il nostro modo di utilizzare i social media e le regole da seguire. Si tratta di un regolamento aggiuntivo ai termini d’utilizzo propri dei rispetti social (Facebook, Twitter, Instagram: tutti hanno la loro licenza d’uso, che un utente approva al momento dell’iscrizione) e che spiega il nostro modo di intervenire sui commenti attraverso la moderazione delle volgarità e il rispetto della Netiquette. Una politica di intervento che abbiamo sempre utilizzato, fin dalla nascita della testata, ma che abbiamo deciso di ufficializzare soltanto pochi mesi fa, per rendere evidente a tutti gli utenti il nostro lavoro. Questo strumento chiarisce quindi il nostro potere editoriale di intervenire sulla conversazione online: ma, allo stesso tempo, ci obbliga al rispetto di quella responsabilità pubblica dovuta al nostro ruolo.

Il nostro impegno non è soltanto quello di informare correttamente i nostri lettori, ma anche di dialogare con loro, aiutarli a trovare le informazioni corrette, favorire lo scambio e il confronto pubblico negli strumenti digitali collegati alla nostra testata. I commenti saranno monitorati e moderati, ai messaggi privati verrà sempre data una risposta, nel rispetto reciproco e nella massima trasparenza. Può sembrare banale, ma non lo è affatto, se si considera il panorama locale, nazionale e internazionale.

Dagli errori non ci si difende: dagli errori si impara, chiedendo scusa. Perché il rapporto onesto e autentico con i lettori è l’unica forma di autorità che è rimasta a chi svolge questa professione in maniera seria: ed è una precisa responsabilità che compete ai tanti Peter Parker, anche quando svestono i panni di Spider-Man.

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Oltre la notizia: che succede in Valdichiana?

L’arrivo del nuovo anno è il momento per festeggiare per programmare i buoni propositi per il futuro: si lascia l’anno vecchio e ci si prepara a quello nuovo, mettendo da parte…

L’arrivo del nuovo anno è il momento per festeggiare per programmare i buoni propositi per il futuro: si lascia l’anno vecchio e ci si prepara a quello nuovo, mettendo da parte ciò che è stato e gettando le basi per ciò che dovrà venire. Per quanto ci riguarda, il 2016 è stato pieno di sorprese e soddisfazioni, che ci hanno portato in lungo e in largo per la Valdichiana, raccontando storie e coinvolgendo i lettori in progetti editoriali sempre nuovi.

Anche per questo 2017 non vogliamo perdere lo slancio creativo, la voglia di innovare e di cercare soluzioni sempre più orientate al servizio per i nostri lettori, per far crescere la consapevolezza e le opportunità di tutti coloro che vivono la Valdichiana, o più semplicemente, la amano. La nostra intenzione è quella di sviluppare ulteriormente questa testata giornalistica, che nel corso degli ultimi anni ci ha regalato tante soddisfazioni grazie al vostro supporto e alla vostra collaborazione: anche per quest’anno, quindi, le sorprese non mancheranno!

La prima novità per il 2017 è rappresentata dall’evoluzione della veste grafica del magazine: chi ha visitato la homepage avrà già notato la differenza con il passato: la diminuzione di blocchi relativi agli ultimi articoli delle rubriche e un grande spazio dedicato all’aggregatore dei principali social network. Dal momento che “La Valdichiana” si concentra nell’offrire contenuti e approfondimenti di qualità, a discapito della quantità, le uscite di articoli settimanali rimarranno invariate, ma questo non sarà un buon motivo per frequentare il sito web soltanto una volta a settimana, anzi!

Nel flusso di informazioni del web e nelle centinaia di notifiche dei social network, è sempre più difficile orientarsi: noi crediamo che parte del nostro lavoro giornalistico sia quello di offrire gli strumenti per comprendere questo flusso informativo, curare i contenuti e offrire un servizio quanto più possibile autorevole e verificato. Non andremo a caccia di clic, non cercheremo di blandire gli utenti con informazioni inutili: vogliamo parlare con voi, non al posto vostro. E per far questo, abbiamo modificato la homepage per mettere in risalto i contenuti che riteniamo più utili, autorevoli e verificati del nostro territorio sui social network.

L’aggregatore che trovate nella homepage si aggiorna ogni sei ore, e vi offre una selezione dei contenuti più interessanti per contribuire a informarvi su ciò che succede in Valdichiana. Per il momento ci siamo concentrati sul nostro profilo Twitter, che aggiorna quotidianamente gli utenti con le notizie principali del territorio; a questi tweet sono state aggiunte le nuove uscite video del canale YouTube, e altri contenuti che non sono creati da noi ma che abbiamo verificato e selezionato per l’inserimento in quest’unico contesto editoriale. Ad esempio, la pagina Facebook della Protezione Civile dell’Unione dei Comuni, con tutte le informazioni sugli eventuali allarmi meteo, e le pagine della Questura di Siena e del Centro Pari Opportunità Valdichiana; oppure il profilo Instagram di Valdichiana Living, con immagini e fotografie del nostro territorio. Lo strumento è ancora in fase di test, e i contenuti potranno essere modificati, aumentati o sostituiti, a seconda dei vostri consigli e delle vostre esigenze.

Passare in rassegna tutti i quotidiani e i magazine, scorrere gli stream dei social network, seguire i telegiornali: tutto ciò non è solo sempre più lungo e faticoso da fare, per via della quantità di contenuti prodotti sul web, ma non più sufficiente per comprendere pienamente la complessità del mondo che circonda, anche in un territorio periferico come quello della Valdichiana. Il nostro tentativo è quello di affiancare ai nostri contenuti settimanali, con gli approfondimenti e le rubriche di carattere storico o culturale, gli aggiornamenti sugli eventi e la cura dei contenuti pubblicati sui social network. Visitare la homepage di www.lavaldichiana.it, insomma, sarà un ottimo modo per rimanere costantemente aggiornati su quello che succede nel nostro territorio!

Dare le notizie non basta più: le sfide editoriali del futuro ci impongono di imparare a filtrare, scegliere, spiegare. Senza avere la pretesa di pensare al posto dei lettori, ma dando loro gli strumenti per formare una loro opinione. Questo è quello che abbiamo sempre voluto fare, agendo come compagni affidabili al servizio dei lettori, che sono sempre stati il nostro fine e non il mezzo. Buon anno a tutti!

 

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L’editoria torna a scuola: il progetto dei licei poliziani

Per un editore è fondamentale conoscere i propri lettori, e per chi lavora in una redazione web è importante comprendere come le nuove generazioni si approcciano al giornalismo e come fruiscono…

Per un editore è fondamentale conoscere i propri lettori, e per chi lavora in una redazione web è importante comprendere come le nuove generazioni si approcciano al giornalismo e come fruiscono le news online. Il progetto messo in campo dai Licei Poliziani e da Valdichiana Media a partire dal mese di Novembre 2016 risponde proprio a quest’esigenza, avvicinando la scuola all’editoria e permettendo agli uni di imparare dagli altri.

I millennials e l’informazione. Li chiamano “millennials” perché sono nati a cavallo del nuovo millennio e hanno avuto fin dall’infanzia una grande dimestichezza con la tecnologia e con la comunicazione digitale. Nella fascia d’età tra i 15 e i 35 anni dei millennials sono compresi sia gli studenti dei Licei Poliziani che parteciperanno al progetto, sia i professionisti di Valdichiana Media che seguiranno la sala stampa: ma nei quindici anni di differenza tra i due, ci sono differenti tipologie di fruizione dell’informazione online e del modo di approcciarsi all’editoria.

La premessa è infatti doverosa: i millennials non leggono le news online, come ha fatto notare poche settimane fa Datamediahub sulla base dell’indagine estiva messa a disposizione da Audiweb. Gli editori utilizzano Facebook come uno dei principali veicoli di traffico verso i loro contenuti editoriali, ma i millennials non sembrano rispondere con grande interesse, nonostante la loro maggiore dimestichezza con i media digitali rispetto alle generazioni più anziane. La fascia d’età 13-17 anni ha una media del 2% di accesso ai contenuti editoriali pubblicati dagli editori (i link alle news online), e la fascia d’età 18-24 anni ha una media dell’11%, comunque una minoranza rispetto agli ambiziosi obiettivi degli editori digitali. Nonostante l’utilizzo degli Instant Articles, il social media marketing e tutte le strategie digitali che preferite, se i millennials non leggono le news online non è evidentemente un problema di formato o di tecnologia, bensì un problema di tematiche, linguaggi e scelte editoriali.

La Sala Stampa ai Licei Poliziani. Quale modo migliore di affrontare il rapporto tra editori digitali e millennials nel nostro territorio, se non mettere la redazione di questo web magazine in una classe di ragazzi dei Licei Poliziani? In totale i ragazzi coinvolti nel progetto della sala stampa sono 34, due classi terze del Liceo Scientifico impegnate nell’alternanza scuola/lavoro. Assieme a loro Valdichiana Media andrà ad approfondire il ruolo del giornalismo e della comunicazione digitale nelle nuove generazioni, per tutto l’anno scolastico, attraverso laboratori e lezioni frontali, uscite didattiche e momenti di riflessione.

Le attività che si svolgeranno all’interno della sala stampa, appositamente allestita all’interno del plesso scolastico, sono molteplici: dalla realizzazione di un giornalino cartaceo alla registrazione di un telegiornale studentesco, dalla gestione dei social network dei Licei Poliziani all’elaborazione dei comunicati stampa; infine, attraverso la preparazione di inchieste giornalistiche, i ragazzi avranno l’opportunità di apprendere le caratteristiche della professione e mettersi in gioco lungo tutto il percorso del processo editoriale, dall’ideazione di un testo alla sua pubblicazione.

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L’editoria torna a scuola. Di fronte a una classe di ragazzi di circa sedici anni d’età, non si può che tornare con la mente all’analisi precedente sulla fruizione delle news online da parte dei millennials. Questi ragazzi, dopo una breve analisi durante il primo incontro, sembrano in linea con i loro coetanei nella dimestichezza con i social network e nella facilità d’accesso agli strumenti della comunicazione digitale. Tutti possiedono uno smartphone e tutti utilizzano Whatsapp, mentre una decina ha anche Telegram; solamente in due non utilizzano Facebook, mentre in 16 usano anche Snapchat. Soltanto una ragazza afferma di leggere i giornali di carta, ma soltanto perché li trova gratuitamente al bar o perché li porta a casa il padre. Tutti erano a conoscenza dei risultati delle elezioni negli USA (il primo incontro si è tenuto giovedì 10 novembre), grazie alle informazioni trovate nei loro smartphone e negli stream dei social network; in molti casi le notizie su Clinton e Trump li hanno raggiunti senza che le dovessero cercare.

La nostra redazione non ha delle soluzioni a portata di mano. Non sappiamo quale possa essere il futuro degli editori digitali e del loro rapporto con i millennials, ma l’incontro tra i ragazzi delle classi terze e i giovani professionisti della comunicazione digitale non può che essere positivo. Non ci consideriamo dei maestri, perché dai sedicenni c’è tanto da imparare, non solo da insegnare. La sala stampa dei Licei Poliziani sarà una sfida e una splendida esperienza formativa per tutti noi.

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Mecenate cercasi: perché abbiamo scelto Patreon

In un’epoca di rivoluzione come quella che stiamo vivendo, l’editoria stenta a trovare una forma di sostentamento efficace di fronte alla saturazione del suo mercato. La disponibilità esagerata di fonti…

In un’epoca di rivoluzione come quella che stiamo vivendo, l’editoria stenta a trovare una forma di sostentamento efficace di fronte alla saturazione del suo mercato. La disponibilità esagerata di fonti di informazione svaluta il lavoro degli articolisti e dei giornalisti, che si trovano ogni giorno a combattere contro altri dieci colleghi pronti a scrivere delle stesse cose. È difficile emergere dal marasma di notizie, gossip e bufale che inondano ogni giorno la nostra bacheca di facebook, la nostra casella di posta o le nostre orecchie attraverso la tv e la radio: l’unico modo per creare qualcosa che abbia davvero un valore è quello di uscire dalle proprie case e andare alla ricerca di storie mai raccontate prima. Questo è quello che cerchiamo di fare con La Valdichiana: non cronaca e attualità ma storie dal territorio, racconti di cose dimenticate. Cerchiamo di dare voce a chi non trova mai uno spazio, asfissiato dalle urla della politica e della cronaca nera. Si tratta di storie che significano tutto per la Valdichiana, perché sono i tasselli della sua epopea che da secoli prosegue e si arricchisce.

La nostra ambizione è sempre stata quella di dare alla Valdichiana un’identità forte, indipendente dalle divisioni amministrative e unita dalle tradizioni e radici comuni, per riportare alla luce il suo valore, le sue bellezze, e aiutarla ad avere un’opportunità in più per il futuro.
Tuttavia, portare avanti un lavoro del genere non è semplice: non esistono finanziamenti pubblici per le realtà editoriali digitali come La Valdichiana, e i grandi investitori non credono più (o non hanno mai creduto) nel valore dell’informazione digitale locale. Se è vero che ancora si trova chi è disposto ad acquistare spazi pubblicitari (e qui ne approfitto per ringraziare tutti i nostri sponsor), è anche vero che sono sempre meno quelli disposti a investire in un progetto perché credono nel suo valore, e non per ottenerne per forza un ritorno di qualche tipo. Quello che un tempo si chiamava mecenatismo è diventato una pratica sempre meno capita e considerata, rendendo tutti i rapporti di finanziamento meramente utilitaristici. Ma una soluzione si trova sempre, e dobbiamo riconoscerci la fortuna di vivere in un momento storico in cui la crisi economica ha spinto le persone a unirsi per aiutarsi a vicenda: l’unione fa la forza.

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È secondo questa logica che è nato Patreon: perché andare alla ricerca di un contratto quando possono essere i nostri fan a sostenerci in prima persona? Patreon è una piattaforma di crowdfunding che permette ai ‘creatori’ – che possono essere scrittori, musicisti, fumettisti, videomaker, game designer, divulgatori e quant’altro – non tanto di raccogliere dei fondi per i propri progetti, ma di chiedere ai propri sostenitori una piccola donazione mensile in cambio di piccole ricompense. I patron – così si chiamano coloro che scelgono di supportare un creatore – collegano la propria carta di credito a Patreon (direttamente o attraverso sistemi più sicuri come PayPal), che poi procederà a scalare mensilmente la donazione scelta per versarla sul conto del creatore. Un sistema di mecenatismo condiviso, semplice da usare ed equo, che può essere interrotto liberamente quando il patron ritiene di non volere o potere più supportare un determinato progetto.

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Nei mesi scorsi avevamo valutato la possibilità di introdurre una versione a pagamento de La Valdichiana, una sorta di abbonamento, perché dopo tre anni di  impegni volevamo che il progetto continuasse a crescere. Non ci vogliamo accontentare di farla sopravvivere, noi vogliamo che La Valdichiana viva di vita propria e fornisca un servizio impeccabile ai suoi lettori.

L’editoria online ha sempre sofferto della gratuità quasi obbligatoria imposta dal formato: se fai pagare per leggere una notizia, probabilmente il lettore piuttosto che pagare andrà a leggerla da qualche altra parte. Non è possibile obbligare tutti a pagare (il sistema del paywall, infatti, stenta a ingranare), ma sembra molto più equo provare a chiedere ai propri lettori un’offerta spontanea proporzionata alle proprie disponibilità.

È stato proprio davanti a questo bivio che ci siamo ricordati dell’esistenza di Patreon. Perché chiedere a tutti di pagare, rendere più difficile l’accesso ai nostri contenuti, quando possiamo semplicemente chiedere una donazione a chi crede nel nostro lavoro, liberamente e spontaneamente?
Questa possibilità è in linea con i nostri valori etici e sicuramente più nobilitante. Abbiamo preparato la pagina, elencato i motivi per cui crediamo di essere meritevoli di un minimo supporto economico da parte vostra (la donazione base è di 5$, quindi circa 4,50€) e ora continueremo a lavorare, impegnandoci per dare sempre il nostro meglio e andare oltre i confini che abbiamo già tracciato.

Se, come noi, credete che raccontare La Valdichiana sia una cosa fondamentale per renderla forte e unita, continuate a leggerci. Dopodiché, se potete, dateci una mano a farlo diventando nostri patron, i nostri mecenate.

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Terremoto, emergenza e verifica delle fonti

Il terremoto del 24 agosto 2016 è stato un evento sismico di magnitudo 6.0 che ha interessato la regione appenninica a cavallo tra Lazio, Marche e Umbria; i gravissimi danni…

Il terremoto del 24 agosto 2016 è stato un evento sismico di magnitudo 6.0 che ha interessato la regione appenninica a cavallo tra Lazio, Marche e Umbria; i gravissimi danni subiti da cittadine come Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto hanno fatto registrare quasi trecento vittime e una situazione ancora ben lontana dall’essere risolta.

Questi, finora, i fatti: a distanza di una settimana dal drammatico evento, possiamo parlare di un terremoto che ha causato ingenti danni, distrutto paesi e causato centinaia di vittime. Ma ricostruire i fatti non è così facile come sembra, e il nucleo di informazioni dell’evento accaduto lo scorso 24 agosto può essere difficile da raggiungere. Perché fin dalla mattina successiva al terremoto si sono susseguite notizie, smentite, commenti e opinioni; tra televisioni, giornali, radio e social network, la sovrabbondanza di informazioni ha amplificato, assieme ai fatti, anche errori e notizie non verificate.

Per spiegare l’importanza della verifica delle fonti cercherò di ricostruire l’operato della nostra redazione proprio a partire dal caso del terremoto. Quando siamo di fronte a un’emergenza, la necessità di informare rapidamente tutti gli utenti interessati è continuamente minacciata dal timore di compiere errori o di diffondere notizie false per inseguire la velocità: e questo è un rischio tanto più grande quanto è pronta la redazione a gestire i rapporti con le emergenze. Quello che la nostra redazione ha seguito per trattare l’argomento è stato il Verification Handbook, la guida alla verifica dei contenuti digitali, da poco tradotta in italiano grazie all’associazione Slow News.

La mattina del 24 agosto, come prevedibile, il mondo dell’informazione era scosso dal terremoto del centro Italia: tutte le redazioni dovevano confrontarsi con quello che era accaduto durante la notte, con le sue conseguenze, e con le richieste dei lettori alla ricerca di maggiori informazioni. La nostra redazione si occupa di Valdichiana, quindi trattiamo informazioni locali: nei casi di emergenza nazionale offriamo informazioni relative ai rapporti tra questo territorio e il contesto generale. In questo caso, quindi, la nostra linea editoriale era chiara: capire se in Valdichiana c’erano stati danni, indagare sulla presenza di persone dalla Valdichiana nei luogi dell’emergenza, informare correttamente sulle modalità con cui gli abitanti della Valdichiana potevano aiutare i terremotati.

La mattina dopo il terremoto, nelle testate web e sui social network sono rimbalzati commenti e notizie sull’onda dell’emozione; addirittura un giornale locale è uscito nella versione online parlando di danni anche in provincia di Siena (l’articolo è stato poi rimosso, quando era ormai chiaro che la notizia non era verificata). La nostra direttrice si è limitata a riportare la notizia che il terremoto era stato avvertito anche nell’area della Valdichiana, uscendo in ritardo rispetto agli altri, ma incrociando i lanci delle agenzie con le informazioni provenienti dalla Protezione Civile e dai responsabili locali. Nel frattempo abbiamo scoperto che un gruppo di circa 70 ragazzi di Chianciano Terme si trovava in campeggio proprio nei pressi di Amatrice: come prevedibile, il rischio di panico era notevole, perché la Valdichiana rischiava di essere coinvolta direttamente nel terremoto. Anche in questo caso la direttrice ha ritardato le pubblicazioni, evitando i titoli sull’onda dell’emozione e del click-baiting, seguendo con correttezza l’ordine degli avvenimenti per tranquillizzare i genitori locali.

Dal momento che sui social network continuavano a susseguirsi gli allarmismi e le richieste di opere di solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal terremoto, abbiamo fatto un ragionamento interno alla redazione e abbiamo pensato di pubblicare un articolo che chiarisse come si stava muovendo il nostro territorio a livello istituzionale e pubblicare un’infografica sui social network per dare informazioni utili. Abbiamo trovato una serie di linee guida sui comportamenti da tenere in caso di terremoto, ma prima di condividerla abbiamo utilizzato Google Images per verificarne la paternità e siamo risaliti fino alla fonte, seguendo le indicazioni del Verification Handbook.

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Nel tardo pomeriggio del 24 agosto è arrivata una notizia sconvolgente da oltreoceano: la ABC, uno dei colossi media degli Stati Uniti, inseriva Montepulciano tra le città distrutte dal terremoto. Attraverso l’intervista a un presunto testimone oculare, uno dei notiziari più importanti a livello internazionale diffondeva una notizia completamente falsa. Nel giro di poche ore agli uffici turistici locali sono giunte richieste allarmate di americani che volevano chiedere maggiori informazioni sul terremoto o annullare le prenotazioni per le vacanze, sull’onda della falsa informazione trasmessa dalla ABC News. Le smentite da Montepulciano sono arrivate con forza, ma la ABC non ha ancora ufficialmente rettificato, né chiesto scusa per l’errore. Eppure, nei giorni del Bravìo delle Botti, la cittadina è stata visitata da migliaia di persone, e tutti hanno potuto constatare con i loro occhi l’errore compiuto dalla redazione statunitense.

Le vicende successive al terremoto del 24 agosto ci insegnano che anche una piccola redazione locale può fare molto per la verifica delle fonti e per offrire al lettore informazioni utili. Anche la redazione di una grande testata giornalistica può sbagliare: un testimone può raccontare una bugia, oppure può trattarsi di un mitomane alla ricerca di visibilità. Quel che conta è l’approccio, la responsabilità di compiere un passo ulteriore per verificare le fonti a discapito della rapidità di pubblicazione. L’operato della nostra redazione durante il terremoto della scorsa settimana è stato premiato dai lettori, siamo stati ringraziati personalmente da alcuni utenti; l’ufficio stampa di Montepulciano ci ha chiesto aiuto nei rapporti con la ABC, dimostrando apprezzamento per il nostro operato. Credo quindi che le lezioni imparate dal Verification Handbook siano state utili, e che un’informazione corretta e verificata sia sempre la scelta vincente, a discapito della velocità e del click-baitingSe tratti i tuoi lettori con rispetto, ne otterrai reputazione e soddisfazione, e la consapevolezza di aver svolto un buon lavoro.

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C’è un Giardino in Valdichiana

Anche in Valdichiana è arrivata l’estate con la sua voglia di stare all’aperto, magari per un tuffo in piscina o per una passeggiata all’ombra degli alberi. Possiamo lasciare le finestre di casa…

Anche in Valdichiana è arrivata l’estate con la sua voglia di stare all’aperto, magari per un tuffo in piscina o per una passeggiata all’ombra degli alberi. Possiamo lasciare le finestre di casa spalancate, distenderci in giardino per abbronzarci un po’ e godere del sole che abbiamo aspettato per tutto l’inverno – e per buona parte della primavera. Attorno a noi è pieno di fiori e piccoli insetti dall’aspetto curioso, che ci ronzano attorno per capire cosa siamo e cosa abbiamo di interessante.

Noi de La Valdichiana, un po’ come questi insetti laboriosi, abbiamo lasciato le vacanze al futuro prossimo e ci siamo insediati ai Giardini Poggiofanti di Montepulciano per curiosare tra le storie delle persone che vivono nel nostro territorio. Ormai non è più una novità, visto che è da un mese e mezzo che trasmettiamo il nostro programma, Giardino Valdichiana, in diretta Facebook Live tutti i venerdì alle 18:00, e tanti sono gli ospiti che sono già passati sotto il gazebo del Bar Giardino Poggiofanti (potete ritrovare le loro interviste sia sul nostro canale di YouTube che nella playlist su Soundcloud).

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Ma cos’è, di preciso, questo Giardino Valdichiana? È un esperimento innovativo proposto dalla nostra redazione per raccontare il territorio e approfondire le storie che vi abbiamo raccontato in settimana: di solito ve le facciamo leggere online, ma incontrarci dal vivo è ancora più bello! Abbiamo scelto di concentrarci in particolar modo sulle storie che coinvolgono i cittadini e li uniscono, specialmente quando partono dal basso e dai ragazzi. Ci piacerebbe raccontarvi anche quelle realtà a cui solitamente non viene data voce dalla stampa, storie di impegno, volontariato e innovazione. Vogliamo che il nostro Giardino sia uno spazio costruttivo dove parlare di esperienze positive e successi.

Vogliamo essere una via di comunicazione tra le menti creative della Valdichiana, perché lo scopo della nostra testata è sempre stato quello di raccontare il territorio e di essere a servizio dei nostri lettori.

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Il nostro impegno di offrire sempre contenuti originali e di qualità non è mai venuto meno, ed è importante che vengano diffusi nella maniera più efficace. Ogni volta che creiamo un articolo o un video, pensiamo sempre a quale sarà la sua destinazione: questa è una cosa molto importante nell’epoca dei social network, che non dovete scambiare per delle piattaforme di distribuzione, perché si tratta più che altro di reti di relazioni. Utilizzare i social come discarica di link per rimandare a un sito web, non avere alcun rapporto con i lettori che commentano gli articoli o i post, pubblicare i video che vanno in televisione anche in diretta streaming: noi le consideriamo tutte pratiche negative, che dimostrano scarsa conoscenza del mezzo e scarsa attenzione al lettore. Utilizzare i social network per dragare traffico e portarlo nel proprio sito significa non avere rispetto per chi si aspetta contenuti di qualità adatti alla piattaforma in cui ci sta seguendo.

Per questo motivo abbiamo deciso di sfruttare l’apertura di Facebook Live per realizzare delle dirette streaming che fossero destinate, appunto, alla nostra pagina di Facebook. Abbiamo allestito una sorta di mini studio televisivo itinerante, composto da smartphone, cavalletto, casse e microfono, e abbiamo definito una linea editoriale adeguata a quel formato, che inizialmente permetteva dirette della durata massima di 30 minuti (Facebook ha recentemente rimosso questo limite).

Il Bar Giardino Poggiofanti, di cui abbiamo raccontato la storia qualche mese fa, ha accettato di ospitarci con entusiasmo, permettendoci di diventare parte di una realtà storicamente percepita come luogo d’incontro e d’aggregazione giovanile, adibito alla socialità offline. Ed è proprio questo il bello, il poter unire online e offline e trasformare la relazione virtuale in una relazione reale. Il programma diventa quindi un appuntamento per gli spettatori ma anche per chi vive i giardini, che può assistere da vicino alla diretta in compagnia degli amici, magari facendo un aperitivo.

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All’inizio, il progetto Giardino Valdichiana è stato un po’ una scommessa: non sapevamo se sarebbe avuto successo e se gli ospiti sarebbero venuti, ma con nostra grande sorpresa abbiamo ricevuto un grande sostegno sia da parte dei nostri sponsor che dei nostri lettori. Dopo le prime settimane potevamo già osservare dei risultati positivi: circa 1.500 spettatori a settimana su Facebook (secondo le metriche del social), ospiti diversificati e numerosi che spesso hanno voluto partecipare di propria iniziativa.

Per rendere più fruibile il programma, abbiamo pensato che fosse il caso di caricare i video della diretta anche su YouTube in un’apposita playlist, per avere un comodo archivio facilmente navigabile per tutti. Per dare ancora più risonanza alle storie che raccontiamo, forse qualcuno di voi l’avrà notato, i video vengono inseriti anche nella nostra newsletter settimanale e condivisi sul canale Telegram de La Valdichiana.

Fin dall’inizio, abbiamo sempre voluto fatto riferimento allo stato dell’arte dell’editoria internazionale, con la quale ci misuriamo costantemente per crescere, migliorarci e offrire sempre qualcosa di nuovo e interessante ai nostri lettori. Per questo, con Giardino Valdichiana non abbiamo voluto creare contenuti per Facebook, che è una società privata, cedendogli lo scettro di editore (come invece si rischia di fare con gli istant articles, che non abbiamo intenzione di cavalcare), ma di creare un contenuto appositamente per quel mezzo e quindi per i nostri lettori. L’obiettivo è il servizio che diamo ai nostri lettori, utilizzando i social network a loro vantaggio sfruttandoli per quello che sono: reti di relazioni. Il nostro lavoro è quello di favorire le relazioni tra le persone, non di creare nuovi muri. Per questo abbiamo allestito un luogo di relazione, di incontro, di confronto. E quale posto migliore di un giardino?

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La Valdichiana è con te: ogni settimana, dove preferisci

Il modo di usufruire dei contenuti online è in costante evoluzione, e una testata editoriale deve rimanere sempre al passo coi tempi per offrire un servizio adeguato ai suoi lettori….

Il modo di usufruire dei contenuti online è in costante evoluzione, e una testata editoriale deve rimanere sempre al passo coi tempi per offrire un servizio adeguato ai suoi lettori. Una cosa è certa: anche nei territori periferici come quello in cui viviamo, sempre più utenti utilizzano i dispositivi mobile (smartphone, tablet) per accedere a internet e per usufruire di contenuti digitali. La necessità, da parte chi fornisce questi contenuti, è quindi quella di adattarsi alle loro esigenze e alle loro preferenze; essere al servizio del territorio in maniera innovativa significa anche questo, avere sempre una strategia digitale aggiornata e adeguata al contesto locale e globale.

“La Valdichiana” è la testata editoriale creata dalla nostra redazione nel 2013; inizialmente un quotidiano, si è evoluta in un magazine di approfondimento del nostro territorio. È un magazine web, con uscite settimanali che comprendono inchieste, interviste, eventi e rubriche che puntano sulla qualità, sull’originalità e sulla semplicità di fruizione da dispositivi mobili, per offrire contenuti interessanti ai nostri lettori.

mobile firstLe nostre scelte editoriali sono sempre state improntate alla trasparenza e alla professionalità, il nostro approccio ai social network non si è mai limitato all’utilizzo dei canali di diffusione unidirezionale, ma un costante tentativo di instaurare un rapporto bidirezionale con i lettori, conversare con loro, affiancando occasioni di incontro e di confronti reali alle attività digitali. Abbiamo sempre cercato di evitare le trappole del clickbaiting, lo spam dei link di notizie che rendono l’utente passivo e indifferente, e vediamo con sospetto l’idea di delegare agli algoritmi di Facebook, Google o altre grandi multinazionali le scelte editoriali fatte con professionalità da giornalisti ed esperti di settore (ne ho parlato di recente su Medium, per chi volesse approfondire).

Per questi motivi “La Valdichiana” vedrà potenziare le sue attività digitali già dalle prossime settimane. Il sito web rimarrà al centro del progetto editoriale, ma sarà il concetto di uscita settimanale a godere di uno slancio rinnovato. I principali canali di distribuzione dei contenuti e di conversazione con i lettori, oltre al sito web, saranno la pagina Facebook, la Newsletter e il canale Telegram (non dimenticheremo gli altri social network, YouTube e Twitter su tutti). Ogni piattaforma avrà contenuti personalizzati, per venire incontro alle esigenze delle varie tipologie di lettori: ma a curare i contenuti sarà sempre la nostra redazione, con tutta la professionalità e la passione a cui siete abituati.

“La Valdichiana” è il web magazine di approfondimento del territorio, che esce ogni venerdì mattina. Potete scegliere di usufruire dei nostri contenuti, ottimizzati per l’esperienza mobile, attraverso Facebook, Telegram o la Newsletter: oppure, possiamo semplicemente leggerci in queste pagine. La scelta è vostra! E questo è solo l’inizio: una prima fase di sperimentazione, ma tante cose cambieranno e miglioreranno nei prossimi mesi!

Noi siamo le nostre storie. Non vogliamo dei link da spammare fino a infastidire gli utenti, non vogliamo dei lettori trasformati in numeri che cliccano sui banner. Noi siamo le storie che raccontiamo, e ci sforziamo di offrirvele in maniera sempre più professionale, efficace e innovativa. Speriamo di avervi accanto anche in questa nuova avventura!

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Raccontiamo insieme la Valdichiana, tra musica e parole

Raccontare un territorio significa soprattutto cercare di dare voce a chi una voce non ce l’ha. Significa approfondire, emozionare, coinvolgere, vivere. Il ruolo di una testata locale come “La Valdichiana”,…

Raccontare un territorio significa soprattutto cercare di dare voce a chi una voce non ce l’ha. Significa approfondire, emozionare, coinvolgere, vivere. Il ruolo di una testata locale come “La Valdichiana”, che negli anni si è ritagliata uno spazio sempre maggiore nel nostro territorio, orientandosi sempre più sull’approfondimento piuttosto che sulla diffusione di comunicati stampa, non può prescindere dall’approccio narrativo: il desiderio di raccontare è il carburante del nostro motore. È questo l’approccio che ci ha spinto a realizzare i reportage sui migranti di Torrita, sulla raccolta fondi al Lago di Montepulciano, le analisi economiche, le interviste, i dietro le quinte degli spettacoli teatrali.

Il ruolo dell’editoria e del giornalismo, e quello dei professionisti della comunicazione in senso più generale, vive in questi anni un periodo di grandi mutamenti e si trova di fronte a un futuro incerto. Ma noi crediamo fortemente che sia finita l’epoca in cui il lettore era soltanto un utente passivo. È finita l’epoca in cui soltanto un giornalista poteva diffondere una notizia, soltanto uno scrittore poteva raccontare una storia, soltanto un editore poteva decidere cosa pubblicare; un sistema che era in crisi ancor prima dell’avvento dei social network e dell’user-generated content.

Nell’attuale panorama, dove alcune testate giornalistiche neppure hanno una strategia di presenza sui social network, noi vogliamo osare di più: pensiamo che i social network non siano una piattaforma di distribuzione (come ci insegnano i professionisti del settore), ma che siano uno strumento per migliorare il rapporto con i nostri lettori, per costruire una relazione di fiducia, seria e duratura. Perché “La Valdichiana” è prima di tutto una community, una comunità virtuale che si fonde a una comunità reale che vive in questo territorio, con tutte le sue identità e le sue storie da raccontare.

Impatto Zero

Impatto Zero

Tutto questo per spiegare che il nostro obiettivo è quello di contribuire al racconto del nostro territorio, dialogando con la nostra comunità; evitando però il rapporto unidirezionale dei media tradizionali, con l’asimmetria di potere tipica della televisione o dei quotidiani. Noi vogliamo raccontare le vostre storie, vogliamo aiutarvi a farvele narrare e a farvene conoscere di nuove. Non per appropriarci indebitamente dei vostri contenuti, bensì per costruire assieme un progetto editoriale e valorizzarci a vicenda. Se ci pensate, era questo il vecchio ruolo dell’editoria, sacrificato con il passare del tempo sull’altare del dio Denaro.

Se i nostri lettori hanno storie sul territorio, noi siamo qui per loro. Parliamone assieme, lavoriamoci assieme; facciamole funzionare, facciamoci coinvolgere. Dei passi in avanti in questa direzione sono stati già compiuti, basta osservare le nostre ultime pubblicazioni, gli eventi che abbiamo organizzato e le rubriche che abbiamo lanciato; ma stavolta vogliamo fare ancora di più, fornendo ai nostri lettori tutta la nostra professionalità e la nostra capacità di dialogare.

Inaugureremo il nuovo corso con due storie, che comprendono reportage multimediali ed eventi dal vivo, che riguardano dei giovani artisti del nostro territorio. Aspiranti musicisti, che si impegnano per il salto di qualità dall’impegno amatoriale a quello professionale, e che hanno tanto da raccontare: i Toscana Sud, crew di giovani rapper della Valdichiana che già da un anno porta avanti il contest di freestyle Spit Fix, e gli Impatto Zero, gruppo alternative rock di Trequanda che sta per pubblicare il primo disco.

Toscana Sud

Toscana Sud

Vogliamo raccontare le loro storie, non per pubblicizzare le loro opere, ma per comprendere i loro sogni, le loro speranze, le loro aspirazioni. Vogliamo raccontare le loro esperienze musicali, le loro autoproduzioni, la loro fatica e la loro gioia, i successi e gli insuccessi, perché attraverso di essi possiamo raccontare il fermento del nostro territorio e della nostra epoca. Vogliamo dare gli strumenti a chi volesse imitarli, oppure contattarli per collaborare, per migliorarsi vicendevolmente. Vogliamo aiutare il territorio ad essere sempre più in relazione, a trovare connessioni positive, tutti parte di narrazioni condivise e non più unilaterali.

Noi ci metteremo tutta la nostra passione e la nostra professionalità. Voi non dovrete soltanto leggerci o ascoltarci, voi siete parti di tutto questo. Costruite, scrivete, proponete, partecipate: il potere è nelle vostre mani. Le nostre storie sono le vostre: raccontiamole assieme!

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I nostri propositi per il 2016: senza paura, verso il futuro

Sono le nostre azioni a scrivere il futuro, e noi ci crediamo fermamente. Ecco i nostri progetti per l’anno 2016

L’inizio di un nuovo anno è sempre un momento di grande analisi introspettiva, come si fa alla fine di un viaggio, quando si è già pronti per ripartire.

Il 2015 di Valdichiana Media è stato bello, intenso, ricco di nuove sfide e di possibilità inaspettate, che hanno concesso a tutti noi che ci abbiamo lavorato l’opportunità di imparare e crescere sia come persone che come professionisti. La strada per il miglioramento è sempre, giustamente, in salita: affrontare le difficoltà può risultare difficile, ma il viaggio è sempre piacevole quando si è in buona compagnia.

Per tutti i soci e i collaboratori di Valdichiana Media, questo 2016 inizia con la promessa di fare ancora meglio, di evolversi, sperimentare, scoprire. Siamo un gruppo di persone dalle formazione e dagli interessi più disparati, una fucina creativa in continua attività che vuole coinvolgere sempre più persone e instaurare nuovi rapporti per dare vita a nuovi progetti che valorizzino le nostre bellissime città e campagne, senza escludere nessuno. Ora più che mai, vogliamo lavorare per mostrare al mondo le nostre bellezze e peculiarità, la storia, le tradizioni, le nuove frontiere che esploriamo.

Quali sono i nostri progetti per il futuro?

Assieme a Toscana Media continueremo a tenervi informati sui fatti e sugli eventi del territorio, proseguendo l’attività di QuiNewsValdichiana e Valdorcia, QuiNewsArezzo e QuiNewsAmiata con la stessa passione e puntando sempre al miglioramento.

La Valdichiana continuerà a essere un osservatore del territorio, teatro di una comunità unita nell’arte, nella solidarietà e nell’amore per i luoghi che abita. Vogliamo raccogliere nuove storie locali e portare un po’ di mondo in Valdichiana, analizzare la situazione economica e sociale che la caratterizza e dare spazio alle voci di coloro che, in un modo o nell’altro, continuano a sognare.

In collaborazione con l’Associazione Albergatori di Chianciano Terme lavoreremo per dare vita alla seconda edizione del Forum sul Turismo nella Valdichiana Senese, per dare modo alle realtà locali di incontrarsi e discutere assieme un percorso da seguire assieme, per un’azione coordinata a supporto dello sviluppo turistico nel nostro territorio.

E poi ci sarà la stagione degli eventi, che animeranno tutto il nostro territorio e che vi racconteremo alla nostra maniera. Oltre alle iniziative abituali, quest’anno aspiriamo ad avere un ruolo più attivo nello sviluppo di nuovi eventi che possano rendere la nostra comunità ancora più unita, come ad esempio il torneo nato dalla nostra rubrica “Fantacalcisticamente”, serate dedicate alla musica e ad artisti di ogni tipo.

Sono le nostre azioni a scrivere il futuro, e noi ci crediamo fermamente. Per questo non smetteremo mai di dare il massimo e di impegnarci per offrire passione e professionalità a tutti coloro che incontreremo sul nostro cammino. Speriamo di poter continuare questo cammino assieme a voi, per un altro anno: buon 2016 a tutti!

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La Valdichiana e Tele Idea, forze unite per il territorio

Se c’è qualcosa che la storia ci ha insegnato, è che l’unico modo per costruire qualcosa e per superare le difficoltà è quello di unire le forze. La collaborazione è…

Se c’è qualcosa che la storia ci ha insegnato, è che l’unico modo per costruire qualcosa e per superare le difficoltà è quello di unire le forze.

La collaborazione è un meccanismo costruttivo, che permette alle persone di mettere in pratica idee comuni e di realizzare progetti che un individuo da solo non sarebbe in grado di portare a termine, e spesso nemmeno di cominciare.

Contrapposto alla collaborazione c’è l’atteggiamento distruttivo del tutti contro tutti e ciascuno per sé stesso: non è raro che, per danneggiare qualcun altro, le persone finiscano per danneggiare prima di tutto sé stesse, in una dimostrazione di miopia e mancanza di etica che purtroppo vediamo spesso in atto nella quotidianità.

Essendo costituite da persone che credono fortemente nel potere della collaborazione, Valdichiana Media e Tele Idea hanno recentemente stretto un accordo di reciproco supporto tra le due società: l’obiettivo è quello di unire l’esperienza e il valore umano di una rete televisiva storica come Tele Idea con la freschezza di idee e la competenza nei nuovi linguaggi comunicativi di una realtà giovanissima come quella di Valdichiana Media.

Alla base di questo accordo c’è la convinzione che una sinergia tra diverse realtà del campo dell’informazione, che rimangono comunque autonome tra loro, potrà non solo migliorare il servizio complessivo che queste offrono ai cittadini della Valdichiana e delle aree limitrofe, ma anche portare quell’innovazione e quella creatività che è fondamentale per poter marciare a testa alta nel mondo iperconnesso e rapidissimo in cui viviamo oggi.

Avete già visto Valdichiana Media e Tele Idea al lavoro assieme durante il programma Libero Accesso, andato in onda lo scorso inverno e ora integralmente disponibile sul canale YouTube de La Valdichiana. Con Libero Accesso avevamo provato a realizzare qualcosa di diverso, un programma di approfondimento politico che stimolasse discussioni e riflessioni sia negli ospiti che negli spettatori, che erano invitati a partecipare in diretta tramite i profili social delle due testate. La risposta del pubblico è stata ottima, così come l’esperienza degli addetti ai lavori.

Il nostro desiderio è quello di offrire contenuti stimolanti per ogni fascia d’età, valorizzanti per il territorio e per i suoi abitanti, sperimentali e multimediali. Perché considerare televisione e web due mondi separati, quando possono lavorare in sinergia tra loro e arricchirsi vicendevolmente?

Per fare questo, le redazioni della nostra testata La Valdichiana e quella di Tele Idea lavoreranno a stretto contatto, mettendo sul tavolo le rispettive eccellenze professionali per dare a tutti voi, che ci leggete e ci guardate, il massimo.

I risultati si vedranno presto e speriamo che anche voi vogliate unirvi a noi in quest’avventura giornalistica che stiamo intraprendendo, in cui vogliamo investire tutte le nostre forze e la nostra fantasia, trovando sempre il coraggio di provare a costruire qualcosa di nuovo ed emozionante.

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Un Live Rock Festival sempre più “Live”

Sempre più avanti, rimanendo curiosi, entusiasti e disposti a mettersi alla prova. È il nostro carattere, è il nostro modo di approcciare il lavoro e la realtà che ci circonda….

Sempre più avanti, rimanendo curiosi, entusiasti e disposti a mettersi alla prova. È il nostro carattere, è il nostro modo di approcciare il lavoro e la realtà che ci circonda.

Quando il Collettivo Piranha, gli organizzatori del Live Rock Festival di Acquaviva, hanno contattato la nostra redazione, ci siamo sentiti orgogliosi e un po’ preoccupati. Perché il Live Rock Festival è uno dei principali eventi del territorio e uno dei più importanti festival musicali a ingresso gratuito in Italia. C’è di più: oltre a un’offerta artistica di alto livello (quest’anno gli headliner erano Fask, Verdena, Fujiya&Miyagi, Seun Kuti, Rachele Bastreghi) può vantare degli stand enogastronomici di ottima qualità e un’attenzione spasmodica alle tematiche ecologiche, con invenzioni come gli eco-bicchieri che assicurano una pulizia dell’area inusuale per un festival musicale di questo tipo. Un approccio etico, prima ancora che artistico, per il Collettivo Piranha, che da vent’anni rende quest’angolo della Valdichiana una delle punte di diamante del panorama rock regionale e nazionale.

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Lo stand di “Diretta Rock”

Quando siamo stati chiamati in causa per collaborare nel settore dei social network con il Collettivo Piranha, quindi, ci siamo sentiti messi alla prova. Ma abbiamo accettato la sfida, come abbiamo sempre fatto, cercando di creare rapidamente un progetto che potesse facilitare il coinvolgimento degli utenti sui social media, la comunicazione e la diffusione delle particolarità del Live Rock Festival sia online che offline.

Ci siamo calati nella parte, cercando di supportare i ragazzi del Collettivo Piranha, a metà tra i volontari dell’associazione e i fornitori esterni. Ci siamo adattati alla situazione, sforzandoci di superare tutte le difficoltà tecniche e la connessione internet altalenante, per portare avanti un progetto che potesse essere sperimentale e innovativo, con la speranza di avviare una proficua collaborazione.

Il Live Rock Festival ci ha preparato uno stand all’ingresso, in cui abbiamo gestito un Social Wall grazie a un portatile e un maxischermo gentilmente offerti dalla Trust. Grazie a una Tagboard, tutti i contributi pubblicati dagli utenti su Facebook, Instagram e Twitter conteneti l’hashtag #LRF15 sono stati aggregati e mostrati in diretta al pubblico: in questo modo il festival ha potuto godere di uno spazio fisico in cui poter osservare in diretta la conversazione che stava avvenendo online. Aggiungendo il contest che permetteva di vincere una birra ogni sera a chi aveva pubblicato la foto più divertente, abbiamo aumentato notevolmente l’interazione con il pubblico, che è diventato protagonista del festival anche sui social network.

Non è finita qui: lo stand è diventato il set di una trasmissione che è andata in onda tutte le sere prima del festival, Diretta Rock, in onda su Periscope e sui principali social network: un programma in streaming con interviste agli artisti, agli organizzatori e al pubblico, visibile sia da desktop che da dispositivi portatili, per presentare la serata e scaldare gli animi in attesa dei concerti. Un ulteriore strumento di promozione sui social network che ha permesso di creare ancor più coinvolgimento, attesa ed emozione.

Alcune analisi di #LRF15

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Dopo i primi giorni di rodaggio, sia Diretta Rock che il Social Wall hanno ottenuto dei buoni consensi e ci hanno permesso di aiutare in maniera efficace gli organizzatori dell’evento. A metà tra animazione e promozione, abbiamo aumentato la presenza del festival nei social network e migliorato il coinvolgimento degli utenti, rendendoli sempre più affezionati. Cercando quindi di diffondere anche in loro lo spirito che anima il Collettivo Piranha e che rende speciale questo festival: un approccio etico, prima ancora che artistico. Sempre più avanti, con curiosità ed entusiasmo.

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