La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Categoria: Editoriale

La Valdichiana nel 2020: diventare grandi, senza manie di grandezza

“Crescendo noi non ci abituiamo soltanto alla legge di gravità bensì al mondo così com’è. Perdiamo a poco a poco la capacità di stupirci per quello che il mondo ci…

“Crescendo noi non ci abituiamo soltanto alla legge di gravità bensì al mondo così com’è. Perdiamo a poco a poco la capacità di stupirci per quello che il mondo ci offre.” (Jostein Gaarder)

Che cosa significa diventare grandi? Crescere, indubbiamente. Diventare più maturi, abbandonando le fasi della vita più infantili per abbracciare l’età adulta. La crescita, vista come un obiettivo positivo e inarrestabile, porta con sé maggiori responsabilità, ma anche la perdita della capacità di stupirsi di fronte al mondo come un bambino ai cui occhi tutto appare nuovo ed entusiasmante.

Per il nostro giornale, diventare grandi significa prendere coscienza delle proprie responsabilità e affrontare il necessario processo di crescita. Quando abbiamo iniziato, vedevamo il mondo come dei bambini, con la carica e il divertimento di chi affronta qualcosa di nuovo. La Valdichiana è stato un esperimento che avrebbe potuto fallire, e invece viaggia a gonfie vele verso il settimo anno di vita, crescendo costantemente. E noi siamo cresciuti assieme ad essa, diventando sempre più consapevoli e responsabili.

Nel corso degli anni abbiamo contribuito a far crescere giornalisti, abbiamo coinvolto tanti collaboratori, abbiamo creato una redazione stabile e un modello giornalistico che sta dando frutti positivi. Ma crescere significa diventare grandi? Non necessariamente. Si può invecchiare senza mai maturare completamente. Invecchiare è un processo biologico, diventare grandi è un processo culturale. Non avviene naturalmente, c’è bisogno di impegno da parte nostra.

Ci siamo impegnati a crescere, senza coltivare manie di grandezza: lo capiamo ogni giorno di più lavorando a stretto contatto con i ragazzi, un impegno che si rinnova anche nel 2020 nei confronti della scuola, dell’ambiente, del teatro e del mondo giovanile in generale. Perché, pur nella crescita, qualcosa dell’adolescenza va sempre mantenuto, anche in età adulta. Ovvero la curiosità, la leggerezza, l’apertura. La capacità di stupirsi nei confronti del mondo, insomma.

Questo è lo spirito che animerà la nostra testata anche nel 2020, tra vecchi e nuovi progetti. Siamo impegnati su molti fronti, in modo da garantirvi il giornalismo a cui siete abituati con l’arrivo di nuove rubriche e articoli interessanti. Saremo ancora più impegnati in progetti collaterali che contribuiscono a mantenere vivo il nostro stupore mentre diventiamo grandi: i video di Specchio, il nuovo corso della radio, i prossimi arrivi nel negozio dedicato al territorio.

Vi facciamo quindi i nostri migliori auguri per il nuovo anno, con la speranza che anche voi possiate mantenere la capacità di stupirvi di fronte al mondo che ci circonda. Come al solito, siamo sempre pronti a parlare con voi, se avete consigli, suggerimenti o critiche. Buon 2020!

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Valdichiana, un anno in breve: i dieci eventi più significativi del 2019

Con la fine dell’anno arriva puntuale anche il momento dei bilanci, quello in cui si tirano le somme degli dodici mesi appena trascorsi e si passano in rassegna gli eventi…

Con la fine dell’anno arriva puntuale anche il momento dei bilanci, quello in cui si tirano le somme degli dodici mesi appena trascorsi e si passano in rassegna gli eventi che più li hanno caratterizzati. Quando mancano ormai poche ore all’arrivo del nuovo anno, ecco un riepilogo delle dieci vicende più significative per il territorio della Valdichiana in questo 2019.

13 febbraio
Viene sottoscritto l’atto costitutivo della Fondazione Valdichiana Promozione, dai sindaci e dagli amministratori dei Comuni di Cortona Francesca Basanieri, di Chiusi Juri Bettolini, di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli, di Sinalunga Riccardo Agnoletti, di Torrita di Siena Giacomo Grazi, dall’Assessore di Montepulciano Franco Rossi, il Presidente di Confindustria sez. Valdichiana Giovanni Tiezzi, il Presidente di Aion Cultura Eleonora Sandrelli, il Presidente dell’Associazione OnTheMove Nicola Tiezzi, il Presidente di Confagricoltura Arezzo Angiolino Mancini, Sara Rapini della Conserveria, Fulvio Benicchi direttore della Fondazione Orizzonti d’Arte di Chiusi, con il sostegno dell’azienda Aboca e del Console Onorario del Lussemburgo Stefano Cacciaguerra Ranghieri, in qualità di fondatori del progetto. La Fondazione Valdichiana Promozione nasce come iniziativa di collaborazione per diffondere le opportunità dei Fondi Europei per le imprese del territorio.

30 marzo
Torrita di Siena e Montepulciano diventano mete di riferimento per il ciclismo internazionale, in quanto punti di partenza e di arrivo dell’edizione italiana della gara Gran Fondo New York, un evento per appassionati di ciclismo provenienti da tutto il mondo che si ripeterà anche nei prossimi due anni.

11 aprile
Viene annunciato l’imminente inizio dei lavori al pronto soccorso dell’ospedale di Nottola, un progetto per 2 milioni e 200 mila euro messi a disposizione dalla Regione Toscana e fondi aziendali, che prevede l’ampliamento e la riorganizzazione dei locali di accesso al monoblocco.

26 maggio
In concomitanza con le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, si vota per le elezioni amministrative in 11 comuni della Valdichiana. Un mese dopo, il 26 giugno, si insedia la nuova giunta dell’Unione dei Comuni.

9 giugno
Arriva l’alta velocità a Chiusi, con la fermata di due treni Frecciarossa stabilita inizialmente per il periodo estivo e poi prolungata fino al 7 gennaio 2020. Nel periodo tra giugno e novembre i biglietti venduti da e per la stazione di Chiusi-Chianciano Terme sono oltre 15mila.

25 settembre
Il Consiglio regionale approva all’unanimità il progetto di candidatura del paesaggio della bonifica leopoldina in Valdichiana Toscana, finalizzato alla salvaguardia del territorio attraverso varie attività di mantenimento e valorizzazione dell’area. La ratifica arriva dopo la firma del protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Comune di Lucignano, individuato come capofila del progetto che coinvolge anche i comuni di Arezzo, Castiglion Fiorentino, Civitella Val di Chiana, Cortona, Foiano, Marciano della Chiana, Monte San Savino, Montepulciano, Sinalunga, Torrita di Siena e Chiusi, per l’inserimento del paesaggio della bonifica leopoldina della Valdichiana nel Registro Nazionale dei Paesaggi Storici d’Italia.

1 ottobre
La Valdichiana Senese riceve il titolo di Comunità europea dello Sport per il 2021. Federazione delle Capitali e delle Città Europee dello Sport (ACES Europa) premia il progetto di area che vedrà nel 2021 la Valdichiana sede di numerosi eventi e iniziative a tema sportivo. Il 4 novembre, alla presenza del Presidente del Coni Giovanni Malagò, della Vice Presidente Alessandra Sensini e del Presidente di Aces Europa Pierfrancesco Lupattelli, al Foro Italico viene conferito il riconoscimento alla delegazione formata dai sindaci e i rispettivi assessori allo sport dei comuni coinvolti.

5 ottobre
La Regione Toscana approva il finanziamento per il progetto “Vero Aglione della Valdichiana”, coordinato dalla società Qualità e Sviluppo Rurale di Montepulciano, Università degli Studi di Siena-Dipartimento di Scienze della Vita, ANCI Toscana, CIA Toscana, la società Agricoltura è Vita-Etruria e quattro produttori dell’Associazione per la Tutela e la Valorizzazione dell’Aglione della Valdichiana. Il fine è quello di certificare la provenienza del prodotto attraverso un sistema di informatico in grado di informare il consumatore finale.

21 ottobre
La cooperativa Coagria, con sede nel comune di Marciano della Chiana, sottoscrive un contratto di lungo termine con l’azienda Ferrero, per la coltivazione delle nocciole sul territorio di 50 delle circa 200 imprese agricole che riunisce. Lo sviluppo di una nuova filiera produttiva delle nocciole locale andrà ad aumentare l’impiego di materia prima di origine nazionale da parte del Gruppo Ferrero.

14 dicembre
Acea Ambiente ritira il progetto di costruzione dell’impianto di recupero di fanghi biologici delle acque reflue urbane, per il quale aveva acquistato l’area “Ex Centro Carni” di Chiusi Scalo, piano al centro di un’inchiesta pubblica richiesta dalla Regione Toscana e di un lungo e aspro dibattito sia nel territorio chiusino che nel territorio circostante.

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Le Sardine devono creare laboratori di democrazia

Nato dall’idea di tre amici, il Movimento delle Sardine sta riscuotendo un successo inaspettato, confermato dai grandi numeri di adesione alle manifestazioni di piazza. Roberto Morotti, 31 anni, ingegnere, Giulia…

Nato dall’idea di tre amici, il Movimento delle Sardine sta riscuotendo un successo inaspettato, confermato dai grandi numeri di adesione alle manifestazioni di piazza. Roberto Morotti, 31 anni, ingegnere, Giulia Trappoloni, 30 anni, fisioterapista e Andrea Garreffa, 30 anni, guida turistica, sono gli organizzatori della mobilitazione d’esordio a Bologna. Ma cosa propongono di concreto le Sardine?

Il fatto che si identifichino esclusivamente come un movimento anti-Salvini mi fa riflettere sull’incapacità di una certa parte della società civile italiana di indirizzare le energie politiche verso percorsi a lungo termine, che includano proposte, soluzioni, dialogo e confronto. Non sono tra quelli appartenenti a una delle mille sinistre, che criticano a prescindere questo movimento. Mi schiero tra quelli che da una tradizione di sinistra ci provengono per educazione familiare, per trasmissione di valori democratici, antifascisti e resistenziali, tramandati da mio nonno (partigiano medaglia d’argento al valor militare) fino a me.  Sono uno di quelli che la Sinistra non l’ha mai vissuta, se non in contesti locali, associazionistici, familiari, intimi. Sono uno di quelli che per la Sinistra si è mosso e mobilitato, senza mai averla vista nascere.

Delle Sardine sono attualmente un sostenitore e in quanto tale ho aspettative, proposte e critiche per il rilancio di una parte politica avvilita, straziata, ma anche corrotta e smarrita. Qualche giorno fa stavo parlando con il Prof. Paul Ginsborg proprio a proposito di questo “banco di pesci” che sta provando a nuotare controcorrente nelle acque torbide e pericolose della politica. Le parole che più frequentemente risuonavano all’interno del suo studio, nel quale lo scorso anno ci riunivamo insieme ad altri ragazzi sotto il nome di “Serraglini”, erano “dialogo” e “passioni”. Per circa 40 minuti abbiamo discusso della crisi dell’Università, di chi la vive, delle mie incertezze e delle mie paure per il futuro. È stata anche l’occasione per parlare di un argomento che coinvolge proprio le Sardine e che è ben spiegato in un articolo uscito il 27 novembre sul Fatto Quotidiano, in cui Paul Ginsborg fa una breve – ma esaustiva – analisi delle mobilitazioni civili dell’ultimo anno in tutto il mondo. Ad animarle sono soprattutto giovani, a volte giovanissimi; sono studenti di ogni età e grado; sono donne coraggiose e forti. È una generazione in pieno dialogo, forse impaurita dal presente e dal futuro incerto, stanca della precarietà, decisa a muovere i primi passi per cambiare il mondo. Tra le manifestazioni globali dell’ultimo anno ce ne sono state anche di pericolose, come quelle dichiaratamente razziste e fasciste, ma la maggior parte si sono dette democratiche e progressiste, proprio come le Sardine. Qualcosa sta cambiando. Le rivolte contro il sistema liberista (e liberalista) in America latina ci parla di un risveglio di coscienze di proporzioni gigantesche; la lotta di una ragazza di 16 anni per nuove e concrete politiche ambientali, ha smosso milioni di persone in tutti gli angoli del pianeta, unendole come forse solo il Sessantotto era riuscito a fare; il movimento femminista è riuscito perfino a coinvolgere ambienti integralisti arabi, in cui le donne vivono ancora in condizioni di subordinazione inaccettabili. Il 2019 è stato l’anno delle mobilitazioni. Qualcosa sta cambiando e forse cambierà davvero.

Tra le voci di protesta si sono levate anche quelle di tre ragazzi capaci di condensare tutta l’avversione alle politiche fasciste e razziste in manifestazioni di piazza che hanno ormai raggiunto proporzioni impensabili. Solo a Firenze la sera del 30 novembre, secondo gli organizzatori della manifestazione, si sono radunate in Piazza della Repubblica 40mila persone. Il messaggio è contrastare l’avanzata della Lega di Salvini, la sua politica basata sull’odio e sulle bugie. È un popolo disgustato quello che sta scendendo in piazza contro l’arroganza e la volgarità di un leader politico circondato e sostenuto da personaggi scandalosi. Odio, rabbia, discriminazione, ancora odio. La gente non ne può più e allora si è unita, come per un processo naturale, per urlarlo in maniera pacifica e dignitosa all’ex “ministro della propaganda” (cit. G. Carofiglio).

Le Sardine a Firenze in Piazza della Repubblica

Gli ideatori delle Sardine non hanno intenzione di legarsi a nessun partito politico; non si candideranno alle elezioni regionali; e non hanno neanche un programma che contenga proposte o alternative concrete. Non è ancora chiaro quale sarà il loro futuro. Non è ancora chiaro se hanno intenzione di proporre qualcosa oppure se si limiteranno ai flash mob a tempo indeterminato. Ma dopo aver raggiunto un consenso così ampio, dopo essere riuscite a unire migliaia di persone in un’Italia politica altamente divisiva e a portare in piazza così tanti giovani, non costruire alcun programma politico sarebbe l’ennesima, cocente sconfitta della sinistra italiana. Significherebbe lasciare ricadere nella disaffezione politica tutta questa gente. Significherebbe darla vinta a Salvini. Significherebbe (come se già non ce lo avesse dimostrato da tempo) che la sinistra parlamentare non è più in grado di raccogliere la voce delle masse. Questo non se lo possono permettere, anzi non devono permettere che accada.

E allora le Sardine devono assolutamente avviare un profondo e intenso dialogo con la società civile democratica e antifascista come ad esempio Libertà e Giustizia, l’ANPI, Libera, i sindacati. Devono riuscire a riaprire la finestra del dialogo con i partiti politici, dalla quale dovranno passare gli umori della gente, le proposte che arriveranno dalle associazioni e l’aria di cambiamento nel modo di fare politica. Le Sardine dovranno allargarsi per coinvolgere non soltanto giovani e studenti, ma anche i lavoratori, i precari, gli operai, i disoccupati. Nel loro cammino, che auguro loro essere lungo e pieno di felicità, incontreranno ostacoli provenienti non soltanto dagli oppositori politici, ma anche da quella generazione che ha ridotto nello stato attuale l’Italia con incoscienza, arroganza e individualismo e che ha il coraggio di schierarsi a sinistra.

Insomma, se le Sardine vogliono entrare a pieno titolo nelle mobilitazioni che stanno scuotendo il mondo in questi mesi, dovranno cominciare a proporre. Nel 1968 gli studenti, ai quali si unirono gli operai delle fabbriche, avevano fatto delle loro assemblee universitarie dei veri e propri laboratori di democrazia. Occorre ricreare questi laboratori.

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Specchio: coltivate la vostra legittima stranezza

Tutto nasce da un bisogno, da una necessità. Questa legge è valsa anche per l’inizio del progetto “Specchio”. Il canale (YouTube e Instagram) nasce da una nostra esigenza, quella di…

Tutto nasce da un bisogno, da una necessità. Questa legge è valsa anche per l’inizio del progetto “Specchio”.
Il canale (YouTube e Instagram) nasce da una nostra esigenza, quella di tre ragazzi – Marta, Chiara e Ludovico – che hanno trovato l’uno nell’altro l’inizio di una ricerca artistica e sociale; l’esigenza di creare uno spazio per dare voce agli adolescenti.

Abbiamo quindi permesso alle nostre capacità di sfociare in un’unica dimensione: quella della comunicazione. Un comunicare non banale, ma raro da trovare; un tramandarsi consapevolezze e insicurezze attraverso uno schermo, attraverso una videocamera. Abbiamo deciso quindi di costruire un loro piccolo salotto, dove poter intervistare esperti e non, facendo entrare il pubblico a contatto con un mondo che altrimenti è quasi sempre artificiale.

L’ossimoro di andare contro l’appiattimento sociale, emotivo e conoscitivo facendo uso del mezzo che più di tutti ne è l’origine è stata una scelta ponderata, perché crediamo che parlare attraverso i social sia fondamentale in una trattativa di comunicazione con i nostri coetanei.

I temi trattati saranno i più salienti dell’adolescenza: i problemi con il proprio corpo, la difficoltà dello sfociare nel mondo adulto, le insicurezze che piombano e le sicurezze che scappano. Il progetto nasce quindi così, come una distruzione del mondo comunicativo odierno, che non permette ai ragazzi – ma nemmeno agli adulti – di confrontarsi fra loro se non attraverso filtri imposti.

Specchio si impone di impegnarsi ad affrontare ciò che è la vita quotidiana del suo pubblico, che poi pubblico non è: saranno gli spettatori stessi a scrivere le puntate, poiché gli sarà permesso, attraverso il profilo Instagram di Specchio, di scegliere gli argomenti e le eventuali domande da porre agli intervistati. Il pubblico sarà il protagonista.

L’obiettivo che si pone Specchio è quello di riuscire a entrare in empatia con i ragazzi e con gli adulti al di là del vetro, ridendo con loro, piangendo con loro, ponendosi questioni e dubbi con loro. Cercando di rifletterli e riflettervi. Così nasce questo programma, così vi invitiamo a seguirci in questa ricerca, così vi invitiamo a seguirVI.

(Chiara, Marta e Ludovico)

 

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Tradizioni digitali: i mercati della Valdichiana Senese si raccontano

Raccogliere storie, scrivere aneddoti e raccontare la vita, è questa la parte del mio lavoro che più mi piace. Una parte scontata, forse, perché è alla base di ogni lavoro…

Raccogliere storie, scrivere aneddoti e raccontare la vita, è questa la parte del mio lavoro che più mi piace. Una parte scontata, forse, perché è alla base di ogni lavoro giornalistico, ma non sempre semplice. Gli sguardi diffidenti degli interlocutori, il non voler parlare davanti ad un microfono, la preoccupazione di dove andranno a finire le dichiarazioni rilasciate, sono tutti aspetti da mettere in conto da chi decide di raccontare la vita. Ma quando il contesto è un luogo essenziale che descrive un popolo e una comunità anche l’interlocutore dimentica ogni segno inibitorio e diventa una fonte e una testimonianza preziosa e fondamentale per la storia di un territorio.

Ed è proprio attraverso un luogo essenziale e le testimonianze dei vari attori che animano questo spazio, che la nostra redazione ha deciso di raccontare la Valdichiana attraverso l’elemento che più costudisce una vasta collezione di aneddoti e racconti del patrimonio orale, che caratterizza il nostro territorio con un valore identitario che non si disperderà mai. Questi luoghi sono i mercati, sempre più costretti in una crisi che li rende poco competitivi rispetto ai supermercati e alla grande distribuzione organizzata ma con principi importanti per l’economia locale.

La Fondazione Cantiere d’Arte di Montepulciano, grazie al progetto ‘Luoghi-incontro’ sostenuto da Fondazione Monte dei Paschi di Siena nell’ambito della programmazione di “SIENAindivenire”, ci ha affidato il compito di digitalizzare la tradizione orale raccolta nei principali mercati della Valdichiana Senese per la diffusione alle nuove generazioni, assumendo così quel tratto di innovatività che proietta in un futuro conscio le radici culturali della collettività.

E così insieme al mio socio-scrittore Alessio Banini abbiamo cominciato il nostro tour nel patrimonio culturale immateriale contenuto nei mercati di Montepulciano, Sarteano, Cetona, Sinalunga e Torrita di Siena. Nel corso dei mesi di aprile e di maggio 2019, abbiamo fatto visita a questi mercati e utilizzando  tecniche di indagine qualitative, ovvero interviste dirette, storie di vita, osservazione partecipante, siamo entrati in contatto con le persone che frequentano i mercati, che vivono la socialità del luogo di incontro, in grado di raccontare aneddoti e tradizioni orali. Le preziose testimonianze sono state successivamente sottoposte a verifica, grazie allo studio della letteratura collegata e al confronto con altre fonti orali.

Dopo quattro mesi dalla prima intervista, questo lavoro è pronto per essere diffuso come testimonianza delle dinamiche antecedenti ai modelli culturali del consumismo, della commercializzazione di massa e della globalizzazione. I saperi, gli aneddoti, le storie di una vita apparentemente lontani, grazie a questo libro, sono stati recuperati e verranno preservati, attraverso la digitalizzazione e la trasmissione alle generazioni più giovani.

Quello che abbiamo appreso da questa esperienza lavorativa è che oltre al grande valore sociale, come luogo simbolico di ritrovo e di confronto tra le rispettive esperienze, in cui l’aspetto economico dell’acquisto della merce è fortemente connotato dalla modalità di acquisto, dalla conoscenza delle persone e dai meccanismi di fiducia e vicinanza, il mercato è a tutti gli effetti un “mercato”, un luogo in cui vengono realizzati gli scambi economici di materie prime, regolato dalle leggi della domanda e dell’offerta, una piazza pubblica che diventa il momento fondante della vita della comunità, in cui ritrovare la propria identità. Un luogo in cui interviene una mimica del corpo e una modalità di comunicazione fisica che altrove non accade: il modo di occupare lo spazio, di interagire con la merce, di parlare con il venditore e di avvicinarsi al banchino diventa parte di una comunicazione di sé da parte dell’acquirente. Forse non è azzardato avvicinare il mercato ad una rappresentazione teatrale: il mercato è un evento pubblico che si può fruire soltanto dal vivo, con un attore, l’ambulante, che mette in pratica le sue tecniche di recitazione migliori, in questo caso ‘di vendita’ per attirare la clientela, ma anche la propria rappresentazione in un luogo pubblico, utilizzando la conoscenza delle persone, il pubblico, che ha di fronte e l’improvvisazione.

Il nostro lavoro è disponibile gratuitamente all’interno del negozio “Valdichiana Shop”: potete scaricare l’ebook gratuito a questo link, aggiungendolo al carrello e completando la procedura, finché non apparirà il bottone per scaricarlo direttamente nel vostro dispositivo.

“I saperi del mercato, come tutti i processi culturali, si trasmettono attraverso i mediatori, i maestri, il dialogo: fra il compratore e la cosa desiderata è frapposto il mediatore, interprete, trasmettitore e conoscitore. Il supermercato invece è il luogo dell’”immediato”, in cui fra il cliente le cose esposte non si trova nessun informatore, nessuna voce, nessuna presenza mediatrice. Ognuno rimane solo con le sue tentazioni. […] Vi domina, unico sovrano legittimo e riconosciuto, il Potere d’Acquisto e la Moltiplicazione, spesso gratuita, immotivata. Spazio controllato e chiuso, luogo della non partecipazione, dell’acquisto condizionato, non contrattato, istintivo e gregario, della presenza passiva, trappola da percorsi obbligati, dalla quale si può uscire se la logica dell’acquisto viene rispettata. Il mercato, se il dialogo langue, può trasformarsi in teatro animato, pulsante. In vita”. (Piero Camporesi)

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Quando va tutto bene, è il momento di cambiare: la nostra estate

È proprio il momento in cui si realizza che tutto va bene, quello giusto per cambiare: per evitare di farci assalire dalla monotonia e dalla presunzione che non sia necessario…

È proprio il momento in cui si realizza che tutto va bene, quello giusto per cambiare: per evitare di farci assalire dalla monotonia e dalla presunzione che non sia necessario migliorarsi ulteriormente, provare qualcosa di nuovo, tentare nuove esperienze.

Questa consapevolezza ha animato gli ultimi mesi della nostra redazione, in un turbinio di nuovi progetti e il consolidamento di rubriche, attività e collaborazione che ci hanno garantito una crescita costante. Arrivati alle porte dell’estate, abbiamo quindi deciso di operare un cambiamento, anche se tutto stava procedendo a gonfie vele: per gettare le basi per intraprendere nuovi percorsi e avere la forza di costruire nuovi progetti, continuando ad ascoltare le proposte e le esigenze dei lettori.

Dal mese di luglio prenderò le redini della direzione editoriale del magazine, prendendo la staffetta da Valentina Chiancianesi, che ha svolto un ottimo lavoro nel corso dei sei anni di vita della testata. Valentina andrà a ricoprire il ruolo di direttrice responsabile degli uffici stampa di Valdichiana Media, la società editrice del magazine, pur continuando a collaborare con la testata nelle forme e nei modi a cui siete abituati. Si tratta quindi di un cambiamento nel segno della continuità.

Il nostro impegno è quello di continuare a investire nei contenuti di qualità per i tanti lettori che ci hanno seguito in tutti questi anni. Siamo pronti ad affrontare un’estate emozionante e densa di eventi: la nuova stagione di Giardino Valdichiana, condotta proprio da Valentina, ci farà compagnia fino a metà del mese di agosto, sperimentando la modalità della “Prima Visione” su Facebook Watch e la funzione “Premiere” su YouTube.

Quali promesse possiamo fare già da ora ai nostri lettori? Ci saranno inoltre nuove rubriche, nuovi ingressi in redazione, un decisivo incremento di uscite settimanali per il magazine. Verranno potenziate le attività dei gruppi Facebook (A Veglia in Valdichiana, dedicato alla storia delle tradizioni popolari del nostro territorio; Valdichiana Teatro, dedicato alle molteplici attività teatrali e alle compagnie locali), così come le opportunità di incontro, di confronto e crescita.

Abbiamo inoltre intenzione di aumentare le attività del negozio online, con nuovi prodotti e nuove offerte speciali, pubblicazioni speciali dedicate al nostro territorio. “Valdichiana Shop” ci consente infatti di mantenere gratuito il giornale per tutti i lettori e di limitare i banner pubblicitari all’interno del sito, senza ricorrere ai classici strumenti come AdSense per garantire la sostenibilità della testata, a scapito della leggibilità e della fruibilità degli articoli.

Infine, vogliamo impegnarci concretamente a sostegno delle tematiche ambientali e della cittadinanza attiva: un impegno che vuole rendere la nostra testata un punto di riferimento locale per i meccanismi positivi di servizio alla comunità. Se riusciremo a realizzare i nostri intenti, tuttavia, sarà soltanto grazie al vostro sostegno, ai vostri suggerimenti e alle vostre critiche. Tutti insieme, possiamo affrontare nuovi cambiamenti e crescere ancora. Buona estate a tutti!

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Compleanni e notizie: un futuro da “slow journalism”

Sabato scorso abbiamo festeggiato il sesto compleanno: La Valdichiana ha infatti compiuto sei anni, un percorso costellato di tanti sacrifici ma altrettante soddisfazioni, reso possibile soltanto attraverso l’impegno e la…

Sabato scorso abbiamo festeggiato il sesto compleanno: La Valdichiana ha infatti compiuto sei anni, un percorso costellato di tanti sacrifici ma altrettante soddisfazioni, reso possibile soltanto attraverso l’impegno e la passione di tutta la redazione. Nel corso di questi anni abbiamo imparato a conoscere meglio il nostro territorio, con l’obiettivo di migliorare noi stessi e il nostro modo di fare giornalismo, per offrire servizi sempre più attenti alle richieste dei lettori.

Tanto rimane ancora da fare e non abbiamo intenzione di fermarci qui: il sesto compleanno coincide con l’apertura della nuova sede a Chianciano Terme, all’interno del Valdichiana Tourist Lab, come punto fisico di incontro tra i redattori e tutti i lettori interessati ad approfondire le storie affrontate dal nostro magazine. Ciò che è importante spiegare, tuttavia, è che la crescita della nostra testata non equivale necessariamente all’aumento delle attività: anzi, il nostro approccio vuole essere quello dello “slow journalism”, investendo principalmente nella qualità.

Che cos’è lo slow journalism? Un movimento che intende migliorare il mondo delle notizie, applicando la dinamica dello “slow food” al giornalismo: un approccio che intende puntare sulla qualità dell’informazione, sulla verifica delle fonti, sulle relazioni con le persone. Lo slow journalism non vuole arrivare per primo sulla notizia, anzi contesta il modello delle breaking news che hanno contribuito a creare il “fast food dell’informazione”. Per una spiegazione più dettagliata e per i modelli di riferimento, ecco un link di approfondimento: Slow Journalism.

Ci siamo avvicinati a questa filosofia nel corso degli anni, scoprendo sulla nostra pelle la validità degli argomenti espressi e utilizzandoli come modello del nostro metodo giornalistico, seppur in un ambito locale e ristretto come il territorio della Valdichiana. In questa ottica si inserisce anche il nostro nuovo progetto, Valdichiana Weekly, il servizio di informazione settimanale che intende potenziare la vecchia newsletter collegata al magazine.

Valdichiana Weekly è una rassegna ragionata e commentata delle principali notizie della settimana riguardanti il nostro territorio; esce ogni lunedì e racchiude anche il calendario degli eventi in arrivo e gli approfondimenti curati dalla redazione. Piuttosto che pubblicare notizie ogni giorno, preferiamo pubblicarle quando serve; piuttosto che rimanere travolti dal flusso indistinto delle “breaking news”, preferiamo prenderci tutto il tempo necessario per verificare le informazioni e inquadrarle in un contesto utile al lettore.

Non sarà perfetto, non sarà definitivo: ma ci proviamo, seguendo un modello che mette al primo posto l’etica professionale e il servizio ai lettori. Provate Valdichiana Weekly, se volete: è comoda da leggere e perfettamente fruibile da smartphone. Siamo ansiosi di ricevere commenti, critiche e suggerimenti!

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Dall’edicola fisica a quella digitale: Mario diventa un bot!

Il vostro edicolante di fiducia è tornato! Mario, il burbero gestore del chiosco di giornali che nel corso degli ultimi mesi è stato protagonista delle strip del fumettista Michele Bettollini…

Il vostro edicolante di fiducia è tornato! Mario, il burbero gestore del chiosco di giornali che nel corso degli ultimi mesi è stato protagonista delle strip del fumettista Michele Bettollini (potete leggere tutte le sue avventure nella raccolta Edicola Mario) ha deciso di riaprire la sua attività. Non si tratta però di un’edicola fisica, bensì di una versione virtuale all’interno di Facebook Messenger: nonostante il suo caratteraccio, sarà pronto a guidarvi alla ricerca di quello che state cercando attraverso conversazioni personalizzate. Ebbene sì, Mario è diventato un chat bot!

Che cos’è un chatbot? È un programma automatico capace di simulare una conversazione. Non è un robot con un corpo meccanico, bensì un software capace di parlare e di interagire con le richieste degli esseri umani, secondo schemi predeterminati. Come un assistente vocale, insomma, anche se nel nostro caso parla attraverso la chat di Facebook Messenger: anche se no potete sentire la sua voce o vederlo, potete interagire con il chatbot e scoprire tutte le sue conversazioni!

Come funziona? Parlare con Mario è semplice, basta collegarsi a Facebook, cercare la pagina del nostro magazine e inviare un messaggio attraverso Facebook Messenger (potete anche usare l’apposita applicazione da smartphone). Invece della consueta conversazione con la redazione, in attesa di una risposta da parte di un redattore, si aprirà la schermata del bot e potrete conversare con Mario. Il nostro burbero edicolante vi guiderà alla scoperta delle notizie e delle rubriche di interesse del nostro territorio, ma non fatevi spaventare dal suo caratteraccio: potete interagire con lui, fare domande, chiedere informazioni, ottenere risposte e inviare segnalazioni. Potete anche decidere di abbonarvi e di ricevere periodicamente degli aggiornamenti da Mario, se vi fa piacere. Per il momento è disponibile solo su Facebook Messenger, ma non è escluso che in futuro il chat bot possa estendersi anche su altre piattaforme di messaggistica istantanea.

Perché abbiamo trasformato l’edicola di Mario in un chat bot? Abbiamo pensato di aggiungere questa funzionalità al nostro magazine per facilitare il lavoro di assistenza a tutti coloro che ci chiedono informazioni: attraverso il bot è possibile dare risposte rapide ed efficaci, se la conversazione è funzionale. La caratterizzazione del chat bot con il personaggio di Mario serve a valorizzare ulteriormente la conversazione e a favorire l’empatia con il pubblico, oltre a renderla coerente con lo spirito del nostro magazine. Ci consente inoltre di sfruttare al meglio il servizio di messaggistica istantanea interno a Facebook (che ha un’elevatissima percentuale di utilizzatori, e che probabilmente vedrà altri cambiamenti nel prossimo futuro) strutturandolo sempre più in ottica mobile, tenendo conto delle indicazioni suscitate dal rapporto digital 2019 di We Are Social. Il nostro impegno è sempre stato quello di offrire servizi ai lettori, sfruttando al meglio le potenzialità delle piattaforme e dei mezzi tecnici che abbiamo a disposizione: anche il chat bot di Mario, quindi, va in questa direzione, con la speranza che possa esservi utile nel trovare le informazioni che state cercando e nello scoprire storie interessanti dalla Valdichiana!

Il bot di Mario è già attivo e potete conversare con lui attraverso Facebook Messenger. Provatelo pure e fateci sapere cosa ne pensate: cercheremo di migliorare le sue interazioni e i servizi offerti. Preparatevi ad altri cambiamenti, perché come al solito La Valdichiana non si ferma mai, e il chat bot è solo la prima delle tante novità che abbiamo preparato per questa primavera!

PS: no, Mario non fa parte di ItaliaGuerraBot o degli altri bot che simulano gli scontri tra i territori. Nonostante il suo caratteraccio si limiterà a parlare con voi, non preoccupatevi!

 

 

 

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Rivoluzione e creatività: creare per crescere – Il 2019 de La Valdichiana

Per La Valdichiana nata sotto il segno del Toro (3 maggio 2013) il 2019 si prospetta all’insegna della rivoluzione. Già nel 2018 questa rivoluzione si è cominciata ad affacciare sul…

Per La Valdichiana nata sotto il segno del Toro (3 maggio 2013) il 2019 si prospetta all’insegna della rivoluzione. Già nel 2018 questa rivoluzione si è cominciata ad affacciare sul nostro magazine con una veste grafica che ne ha migliorato l’impatto visivo, l’architettura delle categorie in cui sono racchiusi gli articoli e l’esperienza di lettura: pagine più veloci e più facili da leggere da smartphone e tablet, con un impianto pensato per mettere al centro storie e personaggi del territorio. Tutto questo tenendo sempre ben presente la promessa fatta al pubblico ben sei anni fa, ovvero quella di porci ai lettori come compagni affidabili al loro servizio.

Questo approccio, che è alla base della nostra linea editoriale, lo abbiamo perseguito fin dagli albori e continueremo a mantenerlo anche per il 2019, sia nei momenti di maggior successo che in quelli di maggior difficoltà, senza mai perdere di vista i valori che consideriamo fondanti per fare buon giornalismo.

Nel 2018, La Valdichiana ha inaugurato un negozio online che continuerà a essere operativo anche nel 2019. Un negozio virtuale dove il nostro pubblico può trovare ebook esclusivi e nuovi prodotti come ‘Il Mercante in Chiana’, il gioco di carte attraverso il quale vogliamo tutelare e tramandare le antiche tradizioni del nostro territorio.

L’esperienza del ‘Mercante in Chiana’, ideato e prodotto insieme ad Andrea Comunicazione, ci ha permesso di avviare nuove collaborazioni e approfondire la conoscenza di realtà locali dinamiche e creative. È anche grazie ai nostri partner che ci miglioriamo di anno in anno, per offrire servizi sempre migliori, informazioni più complete, esperienze più soddisfacenti e contenuti più complessi. Vogliamo essere portatori di un’esperienza che stimoli la crescita, la curiosità e la ricerca personale, sia del pubblico che della redazione stessa.

Uscendo dall’online e continuando la nostra rivoluzione, il 2019 è già partito con una grande novità: se il 2018 era iniziato con una veste grafica nuova, il 2019 è iniziato con una nuova sede operativa.La Valdichiana, infatti, si è trasferita a Chianciano Terme. Un ambiente a disposizione di tutti i membri della redazione per condividere e implementare idee, seguendo un modello di economia collaborativa in cui tutti offrono competenze, conoscenze, tempo, valori comuni e beni, con il fine ultimo di creare e quindi crescere.

Infine, ultimo ma non meno importante, per il 2019 continueremo a dare spazio all’arte e supportare i vostri progetti con tutte le nostre forze, perché l’arte, declinata in ogni sua sfaccettatura, riempie la nostra vita di significato.

D’altra parte, per La Valdichiana il 2018 è stato anche l’anno dei no, i famosi no che fanno crescere, che nel momento in cui li ricevi lasciano sconforto e confusione, ma che nel tempo si trasformano in insegnamenti di grande importanza.
Allo stesso tempo, però, proprio in virtù di questa crescita, cercheremo di fare in modo che il 2019 sia l’anno dei sì.  a mantenere un approccio positivo verso il mondo che ci circonda, sì ad un modello di giornalismo a cui aspiriamo e che perseguiamo dalla nostra nascita, a cercare sempre soluzioni nuove, a nuovi progetti, a guardare le cose da un’altra prospettiva e un enorme all’avere coraggio per superare i nostri limiti e a non arrendersi mai.

Tutti coloro che lavorano per La Valdichiana, giornalisti, redattori e collaboratori, nel 2019 si impegneranno perché questa rivoluzione, iniziata nel 2018, continui all’insegna della sperimentazione, del perfezionamento, della collaborazione e della creatività. Creare per crescere, perché come diceva Albert Einstein ‘La creatività non è altro che un’intelligenza che si diverte’.

La Valdichiana augura, seppur un po’ in ritardo, Buon 2019 a tutti! Se avete consigli, richieste o critiche, o più semplicemente volete parlare con noi, non esitate a contattarci.

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Buon quinto compleanno, La Valdichiana!

La fase di startup, che è la parte iniziale di ogni nuova impresa, è quella più complicata, ma allo stesso tempo ricca di soddisfazioni: di solito dura tre anni, un…

La fase di startup, che è la parte iniziale di ogni nuova impresa, è quella più complicata, ma allo stesso tempo ricca di soddisfazioni: di solito dura tre anni, un lasso di tempo nel quale si è in grado di comprendere se l’attività può sopravvivere agli sforzi e agli entusiasmi iniziali e mettere radici profonde nel terreno, per continuare a lungo nel tempo.

La Valdichiana ha compiuto cinque anni, quindi possiamo dire che la fase di startup è stata superata: quella fase in cui era più difficile emergere, ma anche quella fase in cui gli errori potevano più facilmente essere perdonati. Cinque anni fa questo progetto era una scommessa, adesso è una realtà, considerato da molti lettori come un punto di riferimento serio e autorevole. Nel corso di questi anni ci siamo rinnovati e migliorati, ci siamo sforzati di cambiare e di offrire un servizio sempre migliore, mantenendo quanto più possibile saldi i valori etici che abbiamo già descritto a lungo su queste pagine.

Il vostro sostegno ci ha permesso di raggiungere il quinto compleanno, gettando le basi per continuare ancora a raccontare il territorio in cui viviamo. Sarebbe impossibile fare un elenco completo delle tante soddisfazioni di questi anni e delle persone che abbiamo incontrato; per questo, invece che concentrarci sul passato, preferiamo concentrarci sul futuro, e sulla strada che dobbiamo ancora percorrere.

I prossimi mesi saranno caratterizzati da tante novità: per esempio il Mercante in Chiana, la nuova edizione del gioco di carte collezionabili ispirate al dialetto chianino, in cui avrete la possibilità di scegliere i nomi e le illustrazioni. Avremo inoltre il crowdfunding dedicato a “Passione senza fine”, il docufilm che racconta la vita e le emozioni del Gruppo Sbandieratori e Tamburini di Torrita di Siena, la cui produzione avverrà nel corso dei mesi a venire. Per non parlare dei tanti eventi da seguire, della nuova stagione di “Giardino Valdichiana” che ci accompagnerà per tutta l’estate, con interviste e musica dal vivo, e nuovi articoli nel nostro negozio online dedicato agli approfondimenti sul territorio.

Tanti progetti in arrivo, quindi, e tante altre sfide che ci aspettano lungo il percorso. Siamo felici dei risultati raggiunti, ma non vogliamo fermarci qui, e speriamo di avervi con noi nel proseguo del cammino. Grazie a tutti e buon compleanno, La Valdichiana!

 

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