La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Categoria: Sinalunga

“Oleanna” Il capolavoro di David Mamet – intervista a Francesco Bolo Rossini

(NDR: a seguito del DCPM del 4 marzo in merito alle misure di sicurezza sul coronavirus, sono sospese fino al 3 aprile tutte le attività del teatro, e quindi tutti…

(NDR: a seguito del DCPM del 4 marzo in merito alle misure di sicurezza sul coronavirus, sono sospese fino al 3 aprile tutte le attività del teatro, e quindi tutti gli spettacoli per adulti e per ragazzi, i corsi di teatro, gli incontri con il pubblico e le conferenze. Lo spettacolo in oggetto verrà quindi riprogrammato in data successiva)

Venerdì 6 Marzo al Teatro Ciro Pinsuti di Sinalunga va in scena Oleanna, un testo di David Mamet del 1992, tornato celebre per essere l’anticipatore delle tematiche che hanno coinvolto gli scandali del MeToo negli Stati Uniti d’America.  Sul palco l’attore perugino Francesco “Bolo” Rossini, già visto sul palco del teatro sinalunghese con Jubilaum nel 2013, e attualmente in tournée con grandi produzioni nazionali (come Un nemico del popolo, diretto da Massimo Popolizio, e insieme a Michele Riondino ne Il Maestro e Margherita, di Andrea Baracco). Al suo fianco Elisa Menchicchi, recentemente comparsa anche in serie tv come Catch 22, per la regia di George Clooney. Firma la regia di Oleanna Emiliano Bronzino, già attivo per strutture come il Piccolo Teatro di Milano e il Teatro Greco di Siracusa.

I lettori di Valdichiana Teatro si ricordano una produzione locale che riscosse molto successo: lo spettacolo Oleanna diretta da Roberto Carloncelli, con Gianni Poliziani e Benedetta Margheriti, presentato al Festival Orizzonti 2017 ci aveva già dato l’opportunità per approfondire questo testo così forte, caustico e attuale. Oleanna racconta la storia di John, un brillante professore universitario che riceve nel suo studio Carol, una studentessa scontenta, convinta della propria stupidità. L’insegnante cerca di essere comprensivo, di aiutarla; preso da problemi personali finisce col fare qualche affermazione potenzialmente ambigua. Una conversazione “normale” si trasforma in una vera e propria accusa: maschilismo, razzismo, molestie sessuali. Il professore, impotente, assiste al ribaltamento del proprio status, allo stravolgimento delle proprie certezze, di quelle sicurezze su cui ha costruito la propria vita: gli affetti, una certa agiatezza, il lavoro.

Avremo modo di assistere ad una performance con due attori straordinari, con una regia che ha seguito un metodo di allestimento molto particolare. Ne abbiamo parlato con l’attore protagonista, Francesco Bolo Rossini.

Oleanna è uno spettacolo è del 1992 e si svolge in un college statunitense. Le tematiche che affronta, almeno in Italia, sono state illuminate dai riflettori solo negli ultimi anni. Come è riuscito Mamet a precorrere così bene i tempi, per quanto riguarda i temi dei rapporti di potere legati all’affettività?

Francesco Bolo Rossini:A mio parere la tematica centrale di Oleanna non è focalizzata esattamente nel sexual harassment, ma sul potere. Soprattutto sull’utilizzo del linguaggio di chi occupa una posizione di potere rispetto a un’altra persona. A livello strumentale, la grande accusa che viene mossa dalla ragazza nei confronti del professore, è per forza maggiore una situazione di approccio di tipo sessuale, ma questa è l’ultima carta che lei si gioca, in un crescendo di contrasti.”

Siamo in un contesto in cui è attraverso il linguaggio che viene esercitato un potere…

“In scena non vediamo approcci fisici. Vediamo semmai un abbraccio che il professore elargisce in un momento di disperazione della studentessa. A questo punto gli spettatori cominciano a riflettere sull’interpretazione della violenza: la soggezione di un uomo di potere nei confronti di una studentessa è di per se una violenza? Poi ci sono altri elementi dello spettacolo che vanno presi in considerazione. C’è un gruppo, alle spalle della ragazza. Un collettivo. In certi punti sembra che la ragazza sia destabilizzata da due polarità, che la opprimono: da una parte un professore che sta per assurgere a detentore di una cattedra, ma che allo stesso tempo vediamo come un personaggio vagamente meschino, anche fragile; dall’altra parte c’è questo gruppo di studenti, questo branco, che sembra utilizzare la ragazza come un’insider all’interno dei meccanismi accademici. Le richieste della ragazza, supportate da questo gruppo che la radicalizza, non sono mirate a mettere in galera il professore per molestie sessuali, ma vogliono proprio annullarlo come simbolo accademico.”

Il #metoo è esploso negli stati uniti ed è arrivato in Italia di riflesso. Quali sono le differenze del contesto che vivono i personaggi di Oleanna con la realtà italiana?

“Be’ c’è da dire che il mondo accademico americano è molto diverso dal nostro. In America un professore non può assolutamente dare confidenza a uno studente, figuriamoci toccare o abbracciare un allievo. In Italia essendo latini siamo più aperti, nelle nostre università e accademie è molto facile incontrare gli insegnanti, i professori, parlarci fuori dalle aule e dagli uffici, arrivare addirittura a dare loro del tu. In America è molto diverso.”

Lavorare in due, su un palco, è un’esperienza teatrale molto particolare, rispetto a quando si lavora in compagnie corali molto grandi: tu che hai un bagaglio di esperienza rilevante, che tipo di intimità si è creata con Elisa Menchicchi che impersona il ruolo della studentessa?

“II testo Oleanna è difficilissimo dal punto di vista recitativo. Il tipo di scrittura è molto frammentario all’inizio. Per lavorarci è necessario un forte esercizio di ascolto tra gli attori. C’è la fase iniziale della costruzione dello spettacolo che io chiamo lavoro di sezione, tipo quello delle orchestre, che cominciano il lavoro sui brani prendendo singolarmente le varie sezioni sinfoniche. Ecco anche gli attori procedono nello stesso modo, lavorando inizialmente sulle singole parti, su porzioni di testo. In questa fase è importante tenere presente tutto il ritmo che coinvolge lo spettacolo nella sua interezza. Quando si lavora in due – ma anche quando si è in scena con un monologo – bisogna avere grande concentrazione lavorare per l’altro, per il tuo prossimo, per il tuo avversario, non per te. Auspicando che anche l’altro si appoggi a te.”

Un esercizio di contact energetico e verbale, oltre che fisico…

“Esatto. Per contatto tra le parti, questo rapporto si innalza, sale e lievita. Con Elisa abbiamo stabilito una fase di acquisizione della memoria  quasi muscolare direi, piena di puntini di sospensione, per cercare di dare continuità e ritmo a una scrittura che altrimenti metterebbe in crisi qualsiasi attore, dai fini dicitori ai performer. Il testo è scritto con una tale violenza che alla prima lettura non appare, ma è in questo continuo scambio che si fonda tutto. Nella prima fase ci siamo attenuti alla grammatica del testo. Appresi questi primi rudimenti, poi, abbiamo gestito noi il ritmo. È stato l’auspicio che Emiliano Bronzini aveva. Voleva arrivare alla nostra totale consapevolezza dei personaggi e delle frequenze della scena, in modo fosse liberamente gestibile il modo di esporla di volta in volta. Cambiando l’ordine degli addendi il risultato drammaturgia non cambia ma ogni volta, ci sono delle nuances particolari, in questo spettacolo molto più che in tanti altri, che rendono ogni replica un pezzo unico.”

Sembra che il pubblico italiano si sia disabituato alla complessità e ricerchi solo cose leggere, invece se si guardano nel tuo recente curriculum – oltre a Oleanna, anche Il Maestro e Margherita di Bulgakov, o Un nemico del Popolo di Ibsen –  di complessità ce n’è tanta. Cosa pensi che ricerchi oggi il pubblico, in uno spettacolo teatrale?

“Viviamo in tempi di grande semplificazione, per non dire banalizzazione. Ci stiamo abituando a pagine di Wikipedia per ogni tipo di concetto, che lo rendano elementare per chiunque. C’è da dire che questo testo è stato scritto in tempi in cui una certa attenzione al lessico e alle parole veniva supportata dal pubblico. Considera che io ho lavorato con Luca Ronconi che è stato uno dei massimi esponenti della corrente strutturalista del linguaggio teatrale. Anche testi pi complessi si confrontano con questa abitudine del pubblico, ma cerchiamo di equilibrare le cose. Ne Il Maestro e Margherita, ad esempio, la semplificazione è stata portata avanti attraverso l’uso dell’immagine, ne Il Nemico del Popolo, invece, la tensione è stata spostata dall’aspetto verbale, lessicale, di parola, ai rapporti e i conflitti tra i personaggi. Il tipo di attenzione può essere ancora molto carica e densa di significati, sia per gli attori che per il pubblico, se viene spostata sulle vibrazioni di rapporto tra i personaggi. Tutto cioè si concentra nel modo in cui avvengono gli scambi, il tipo di intensità, la chiarezza di intenzione. In questo modo si può mantenere un alto livello nel linguaggio, senza scendere in semplificazioni, insistendo sulla pressione di attenzione dei personaggi in scena. Parlo di personaggi, ma parlo più verosimilmente di attori. Attori abituati a fare i personaggi, che non portino semplicemente loro stessi in scena.”

Sei molto presente nel territorio umbro, Nel 2009 hai fondato la Compagnia Horovitz-Paciotto, sei autore e regista delle produzioni di teatro musicale della Fondazione Perugia Musica Classica, del Conservatorio F.Morlacchi e collabori regolarmente con il Teatro Stabile dell’Umbria. La Valdichiana è in Toscana, ma è prossima al contesto perugino: come ti sembra il tessuto teatrale del territorio, quali sono le sue potenzialità o come queste potrebbero essere valorizzate?

“Ho la fortuna di aver attraversato tutte le possibilità che l’Umbria riserva a livello di tessuto teatrale. Ho iniziato con Fontemaggiore, una compagnia d’Arte vera e propria che oggi si occupa prevalentemente di teatro ragazzi, ma al tempo era gestita da Giampiero Frondini, che è il decano di tutti noi attori umbri. Ancora oggi mi aiuta con la Fondazione Perugia Musica Classica: tra poco metteremo in scena un Don Chisciotte ambientato in un riformatorio psichiatrico per ragazzi. A cascata dalle prime esperienze, ho poi fondato una compagnia che si chiama Area Piccola, che vinse da subito dei premi nazionali molto importanti. Dopo quell’esperienza mi spostai a Milano per lavorare con Paolo Rossi al Piccolo Teatro. Ho lavorato più volte col Teatro Stabile dell’Umbria con il già citato Ronconi, ma anche con Michele Placido e Fabrizio Bentivoglio. Ho sempre mantenuto vivi i contatti con la realtà di Spoleto. Adesso sto attivando una situazione congeniale e bellissima ad Assisi, con il Piccolo Teatro degli Instabili, con cui nel 2019 abbiamo prodotto una trilogia dedicata e ispirata all’opera di Pier Paolo Pasolini, che ha riscosso molto successo e stiamo per replicarla di nuovo. Non è un caso poi che Fulvia Angeletti, direttrice artistica del Teatro degli Instabili, porti in anteprima spettacoli che poi l’anno successivo vincono un sacco di premi e girano l’Italia. Assisi sta diventando un polo molto interessante per tutto il territorio regionale.”

(Foto di Federica di Benedetto)

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Sinalunga “Città che Legge” al Salone Internazionale del Libro

Al Salone del libro di Torino era presente anche Tiziana Angioli, una delle responsabili della  biblioteca di Sinalunga. Il comune di Sinalunga è uno dei 23 toscani selezionati dal bando “Città…

Al Salone del libro di Torino era presente anche Tiziana Angioli, una delle responsabili della  biblioteca di Sinalunga. Il comune di Sinalunga è uno dei 23 toscani selezionati dal bando “Città che Legge”, insieme a Barga, Capalbio, Castelfiorentino, Certaldo, Massarosa, Pieve Santo Stefano, Piombino, Pisa, Pistoia, Poggibonsi, Pontremoli, Prato, S. Maria a Monte, Santa Croce sull’Arno, Scandicci, Scarperia e San Piero, Seravezza, Sesto Fiorentino, Siena, Torrita di Siena, Viareggio e Volterra.

«Il Salone Internazionale del Libro di quest’anno» mi dice Tiziana, dopo essere tornata dalla spedizione torinese «è stata l’occasione per convocare un coordinamento dei selezionati de “La Città che Legge”: un progetto lanciato nella primavera scorsa dal ministero della cultura, in collaborazione con il Centro per il Libro e con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, volto ad incentivare la costituzione di reti tra comuni, finalizzate ovviamente alla promozione della lettura».

Il Comune di Sinalunga è stato ammesso al progetto, insieme ad altri quattro comuni della provincia di Siena. Al SalTo è stata convocata per il primo coordinamento tra i vari enti partecipanti, nei quali sono state illustrate le finalità del progetto che andrà finanziato. «Lo status permette al comune di Sinalunga di accedere a finanziamenti per il “patto della lettura”, il quale prevede che più soggetti territoriali – oltre alla biblioteca sono infatti considerate anche le scuole e l’associazionismo, come elementi costituenti – dovranno sottoscrivere impegnandosi in un’attività di rete finalizzata alla promozione culturale».

Il riconoscimento di “città che legge” è stato agevolato dalle molteplici attività che la biblioteca di Sinalunga, insieme alle istituzioni culturali limitrofe, ha portato avanti negli ultimi anni. A questo proposito, Tiziana Angioli aggiunge: «Quello che mi ha spinto ad essere presente al Salone del Libro di Torino, oltre ovviamente ad una passione personale, è stato il Premio Nazionale Nati per Leggere, nella sezione “reti di libri e nuovi progetti”, assegnato alla rete ReDoS (la rete documentaria senese), con la biblioteca degli Intronati di Siena come centro rete»

Nati Per Leggere è un’iniziativa nata nel 1999 per mano di tre soggetti: l’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e  il Centro per la Salute del Bambino di Trieste. Si prefigge di promuovere l’attitudine alla lettura nella fascia di età dai sei mesi ai sei anni, attraverso un processo cognitivo di affinamento della memoria testuale, l’inclinazione alla proiezione dell’immaginario legata al testo e al libro.

«Le biblioteche senesi hanno – a partire dalla fine del 2016 – iniziato a lavorare al progetto “Nati per Leggere”, formando volontari attraverso corsi, riconosciuti dal coordinamento nazionale, curati da professionisti negli ambiti della pedagogia, della pediatria e della psicologia cognitiva infantile. I corsi si sono svolti a Sinalunga, per la Valdichiana senese, a Colle val d’Elsa, per le aree settentrionali della provincia, e a Piancastagnaiao per la zona dell’Amiata. In tutto, sono stati formati un centinaio di volontari che stanno supportando le varie attività svolte nel territorio».

Il premio nati per leggere si articola in più sezioni: vengono sì premiati autori di libri per le fasce di età interessate, ma anche le attività che vengono svolte sui territori. A Torino ero insieme ai rappresentanti della biblioteca degli Intronati, alla dottoressa Silvia Dragoni che è la pediatra che opera su Torrita di Siena è che è anche responsabile provinciale del progetto a Siena, e a due classi del liceo delle scienze umane di Montepulciano, studenti del corso di socio-pedagogia, che hanno partecipato alla formazione come volontari Nati per Leggere». Il coronamento di una stagione di grandi novità che preannuncia un prossimo calendario invernale pieno di iniziative. «Ci hanno premiato» dice Tiziana, «Ora dobbiamo lavorare».

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Il Palio sociale di Massimo Trabalzini

Un successo di pubblico straordinario quello che ha coinvolto la celebrazione di giovedì 18 giugno 2015 a Bettolle, in occasione delle esibizioni dei numeri sbandieratori e lo svelamento del XX…

Un successo di pubblico straordinario quello che ha coinvolto la celebrazione di giovedì 18 giugno 2015 a Bettolle, in occasione delle esibizioni dei numeri sbandieratori e lo svelamento del XX palio Palio

Palio della Rivalsa 2015 - Drappo realizzato da Massimo Trabalzini

Palio della Rivalsa 2015 – Drappo realizzato da Massimo Trabalzini

rivalsa dipinto da Massimo Trabalzini. Un afflusso come non si vedeva da anni in Piazza Garibaldi, per la serie di trionfi coloristici dei drappi che le coppie di sbandieratori delle cinque contrade hanno figurato attraverso i loro esercizi e lanci.

Nel corteo che ha seguito i figuranti, che ha condotto la fiumara di persone presso la chiesa di Bettolle per la presentazione del panno, sono apparsi tutti i palii vinti in vent’anni di rivalsa. Ogni contrada si è adoperata per mostrare con orgoglio quella che ormai è la storia del piccolo centro valdichianense. Un momento di ecumenica memoria, di incisiva marcatura del ricordo in un periodo di profondo rinnovamento per l’associazione Proloco di Bettole, che ha visto il proprio consiglio ringiovanirsi completamente.

Il drappo è stato dipinto da uno dei fautori della rievocazione, uno dei fondatori della Proloco di Bettolle, “teorico” del Palio, che negli anni ’90 definì le forme che la manifestazione avrebbe preso, Massimo Trabalzini. Fu lui, assieme agli altri pionieri, a riconoscere nell’incendio del castello di Bettolle, attuato da Ascanio della Corgna nel 1553, in pieno conflitto tra Siena e Firenze, uno spunto per comporre i tratti e le strutture della rievocazione storica che da due decenni accende gli animi dei bettollini nella terza domenica di giugno.

Massimo Trabalzini ha attualizzato con un audace scambio retorico le tematiche canoniche che la commissione del drappo bettolino ha tradizionalmente immesso nei suoi palii. Una scena di forte impatto emotivo, trascinante e contemporanea, che usa la cristallizzata rievocazione storica come acuta lettura del presente; “Un palio molto diverso da quelli che lo hanno preceduto, me ne rendo conto” ha commentato l’autore prima di scoprire il cencio sul sagrato della chiesa di Bettolle. Un panno a tematica sociale, di netta ispirazione pacifista.

I popoli che fuggono dalle guerre ci sono sempre stati. I migliaia di richiedenti asilo che attraversano il mediterraneo, spesso in condizioni di estrema disperazione, altro non sono che una declinazione contemporanea di ciò che l’uomo ha malauguratamente sempre inflitto alle comunità più deboli, agli sconfitti di guerra, alle etnie minoritarie. Anche i bettollini, infatti, a seguito dell’incendio che il condottiero castiglionese Ascanio della Corgna appiccò al fortilizio senese, fuggirono disperati, imbarcandosi nelle melmose acque della palude della Chiana, prima della bonifica.

Un palio che sul momento alcuni hanno definito “politico”, ma che in realtà altro non è che una fotografia cruda del tempo presente, che spiattella i principali dissidi della cronaca più recente.
Dalle ceneri nuove vite si sono sparse sui territori, dopo le guerre. Così dalle stesse è sempre necessario fondare la ricostruzione del futuro su di un’inattaccabile cultura di pace.

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Rappuoli torna sulla richiesta di dimissioni del sindaco di Sinalunga

Angelina Rappuoli, Lista Civica Angelina per Sinalunga, torna sulla richiesta di dimissioni rivolta al Sindaco Agnoletti, fatta pochi giorni fa a mezzo stampa. Angelina dice che la richiesta di dimissioni…

Angelina Rappuoli, Lista Civica Angelina per Sinalunga, torna sulla richiesta di dimissioni rivolta al Sindaco Agnoletti, fatta pochi giorni fa a mezzo stampa. Angelina dice che la richiesta di dimissioni si basa su fatti che dimostrano l’incapacità del primo cittadino a gestire il Comune di Sinalunga e non è una millanteria casuale.

Nella nota inviata al nostro giornale si legge:

Il Sindaco Agnoletti, una volta scaduto l’incarico del responsabile dell’ufficio tecnico (31/12/2014), si è fatto trovare impreparato senza avere una minima programmazione e senza sapere chi dovesse sostituire tale figura professionale. Ad oggi quindi non c’è nessuno che può firmare le pratiche tecniche. Probabilmente tale incombenza verrà data in via provvisiona al Segretario Comunale che chiaramente non potrà valutare in maniera accurata le varie pratiche e gestire le varie problematiche. Inoltre c’è da considerare che una dipendete dell’ufficio tecnico è stata spostata in altra area diminuendo così il personale a disposizione. Con tali presupposti molte pratiche resteranno bloccate ed è così a rischio l’approvazione del Regolamento Urbanistico di cui ancora non si è nemmeno parlato. Questo tipo di gestione è assolutamente insensata.

Altro fatto estremamente grave è che il 22 dicembre scorso il primo cittadino, partecipando alla riunione dei sindaci dell’ATO Toscana Sud, invece di opporsi, come hanno fatto alcuni sindaci, all’aumento richiesto dalla società Sei Toscana, incaricata della raccolta rifiuti, ha visto bene di votare favorevolmente dando di fatto il suo assenso all’aumento dell’imposta sui rifiuti (Tari) per i prossimi anni. In campagna elettorale sbandierava di poter abbassare le tasse ed oggi, oltre ad aumentarle, non si batte nemmeno per tutelare i cittadini.

Infine – la nota si conclude –  altro fatto da segnalare è che la convenzione con la Pro Loco di Sinalunga per la gestione dell’ufficio turistico è scaduta dal mese di novembre e ad oggi non si sa se verrà rinnovata o meno. Questo è sicuramente grave ma ancor di più lo è se si considera che due giovani hanno vinto la graduatoria per svolgere il Servizio Civile nella struttura gestita dalla Pro Loco e rischiano di perdere tale opportunità se la convenzione non verrà rinnovata. Ecco il perché sono sempre più convinta che siano necessarie le dimissioni di un Sindaco che praticamente sta amministrando male il nostro Comune.”

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Rappuoli lamenta l’inefficienza della Amministrazione di Sinalunga

Angelina Rappuoli lamenta l’inefficienza della nuova Amministrazione Comunale di Sinalunga e chiede le dimissioni del Sindaco Riccardo Agnoletti e di tutti gli Assessori Comunali. Nella nota inviata dalla consigliera al…

Angelina Rappuoli lamenta l’inefficienza della nuova Amministrazione Comunale di Sinalunga e chiede le dimissioni del Sindaco Riccardo Agnoletti e di tutti gli Assessori Comunali.

Nella nota inviata dalla consigliera al nostro giornale si legge:

“Sono passati circa sette mesi da quando la nuova Amministrazione Comunale si è ufficialmente insediata e fino ad adesso ha mostrato tutti i suoi limiti. L’inadeguatezza di Sindaco, Assessori e della maggioranza è palese. In questi mesi è stato fatto poco o nulla e tante questioni non sono state discusse.

Non si capisce bene quale sia la sua linea amministrativa del Sindaco Agnoletti, in campagna elettorale dice di voler abbassare le tasse e una volta eletto le aumenta, prima dice di voler abbassare i costi dell’Amministrazione poi incarica soggetti esterni per fare l’ufficio stampa del Comune pagandoli 2000 euro per tre mesi. Tutte queste manovre vanno soltanto a discapito della cittadinanza e mette in pericolo il corretto funzionamento del nostro Comune”.

La nota conclude

“La Lista Civica Angelina per Sinalunga si batte in Consiglio Comunale per portare avanti delle proposte che puntualmente vengono ignorate a prescindere salvo poi constatare che la maggioranza targata PD adotta provvedimenti fallimentari. Questa situazione non è più sostenibile, è necessario un cambiamento radicale.

L’unica opzione utile al nostro Comune è quella delle dimissioni del Sindaco Agnoletti e di tutta la maggioranza. Sinalunga non può pagare l’inadeguatezza di chi si ostina ad amministrare senza averne le capacità necessarie. Una dimissione adesso permetterebbe di andare ad elezioni in primavera evitando commissariamenti troppo prolungati.”

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Niente più servizi condivisi tra Sinalunga, Torrita e Trequanda

Il 22 dicembre scorso si è svolto il consiglio comunale del comune di Sinalunga e nella seduta è stata decretata la fine dell’associazione dei servizi, ovvero la condivisione della maggior…

Il 22 dicembre scorso si è svolto il consiglio comunale del comune di Sinalunga e nella seduta è stata decretata la fine dell’associazione dei servizi, ovvero la condivisione della maggior parte delle funzioni fondamentali  tra i comuni di Sinalunga, Torrita e Trequanda.

In seguito a questa decisione riceviamo e pubblichiamo un comunicato congiunto dell’opposizione del comune di Sinalunga, composta da Movimento 5 Stelle Sinalunga, Lista Civica Angelina, Lista Civica Centro Destra e Rifondazione Comunista

“Tutta l’azione di governo è stata incentrata su questo principio definito dal PD locale ormai come unica forma possibile di gestione della macchina amministrativa. Quindi responsabili d’area condivisi tra i tre comuni, dotazione di infrastrutture per il funzionamento degli uffici in convenzione, modus operandi di erogazione dei servizi standardizzati, tutto buttato al vento per un capriccio di un sindaco emulatore renziano che una mattina si sveglia e decide di mandare tutto all’aria.

Il rottamatore Sindaco di Torrita di Siena ha deciso infatti di recedere dal 1 gennaio 2015 da tutti i servizi in convenzione con Sinalunga e Trequanda, alcuni dei quali firmati pochi mesi fa. Ora la domanda al semplice cittadino sorge spontanea: o il Sindaco rottamatore è un illuminato ed ha capito che i servizi in convenzione, al pari di quelli gestiti con l’Unione dei Comuni, sono una balla colossale che per anni ci hanno proposto come unica soluzione ai problemi, oppure l’uomo solo al comando di impronta renziana, con questa mossa ha deciso di rottamare il partito unico PD che lo ha votato, distruggendone di fatto tutta e la sola linea politica di questi decenni, l’associazione dei servizi e l’Unione dei Comuni.

La risposta ce l’avremo sicuramente a breve, nel frattempo, non rimane che denunciare la totale incapacità di programmazione politica del PD in questi anni nel nostro territorio, non più capace di gestire una nuova classe politica che ne ha sfruttato il bacino di voti, ma che poi gestisce il partito a propria immagine e somiglianza. Ma questa è una storia già vista anche a livello nazionale. Adesso però chi ripaga i cittadini di tutto questo? Soprattutto se questi servizi in convenzione facevano risparmiare tanti soldi, come faremo adesso con i bilanci comunali? Ci saranno ovviamente nuovi tagli ai servizi ed aumenti delle imposte locali. Ci aspetta un sereno 2015.”

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M5S Sinalunga: “Lavorare per il bene del Comune e non per i singoli gruppi”

A seguito delle ultime dichiarazioni fatte dal circolo PD di Bettolle, dove contesta alcune scelte e lamenta la mancanza del raggiungimento di alcuni punti presenti nel programma elettorale dell’attuale Amministrazione…

A seguito delle ultime dichiarazioni fatte dal circolo PD di Bettolle, dove contesta alcune scelte e lamenta la mancanza del raggiungimento di alcuni punti presenti nel programma elettorale dell’attuale Amministrazione Comunale, insediatasi da poco più di otto mesi, riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dal Movimento 5 Stelle di Sinalunga in cui sottolinea che la spaccatura interna del circolo PD di Bettolle con quello di Sinalunga non denota un comportamento costruttivo per il bene dell’intero comune.

“La spaccatura interna del PD non denota un comportamento costruttivo per andare incontro alle esigenze dei cittadini, ma segue l’onda secessionista iniziata già da tempo, funzionale solo al rafforzamento delle rappresentanze del territorio bettollino senza proposte di concreta utilità.

Lavorare per i cittadini significa proporre alternative e fare scelte per il bene comune, e non per singoli gruppi o fazioni. A causa della mancanza di volontà di collaborazione si stanno perdendo opportunità importanti, come la fusione dei comuni di Sinalunga, Torrita e Trequanda che porterebbe contributi essenziali per il territorio, soprattutto in questo periodo di continui tagli ai servizi.

Anche altre proposte fatte dal M5S, come l’esenzione TARI per i fondi commerciali sfitti e il pagamento della TARI da parte di manifestazioni politiche sono state bocciate, un po’ per la paura di ammettere che altre forze politiche stanno lavorando bene, e un po’ per mantenere certi privilegi, dimenticando le vere necessità di una cittadinanza che riscontra sempre più problemi sul territorio”.

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Sinalunga, parte varibile della Tari ridotta per i possessori di compostiere

Riduzione del 30% sulla parte variabile della TARI per i cittadini del comune di Sinalunga che abbiano avviato il compostaggio dei propri scarti organici ai fini dell’utilizzo del materiale prodotto….

Riduzione del 30% sulla parte variabile della TARI per i cittadini del comune di Sinalunga che abbiano avviato il compostaggio dei propri scarti organici ai fini dell’utilizzo del materiale prodotto. L’Amministrazione prosegue nel percorso di educazione ed incentivazione alle buone pratiche in ambiente: “raccolta differenziata più riutilizzo rifiuti uguale meno costi per i cittadini”.

I possessori di compostiere quindi possono presentare domande in carta libera all’ufficio protocollo del Comune che attesti il possesso del contenitore e il suo utilizzo. Al momento dell’assegnazione delle riduzioni in bolletta l’ufficio ambiente del Comune effettuerà controlli a campione per verificare i requisiti dichiarati in fase di presentazione della domanda.

“Così facendo – spiega il sindaco Riccardo Agnoletti – da un lato si pone l’accento sul rispetto dell’ambiente; dall’altro si riesce, per quanto nelle possibilità dell’Amministrazione, ad incidere sul contenimento e sulla riduzione dei costi per le famiglie. L’obiettivo è riuscire ad innescare un circolo virtuoso nell’interesse della collettività e degli aiuti alle famiglie”.

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L’Asinalonga Basket vince contro il DLF Firenze

Sabato 20 dicembre, al PalaGiannini di Sinalunga, l’Asinalonga Basket ha incontrato il DLF Firenze, reduce da quattro vittorie nelle ultime cinque gare disputate. La Polisportiva Asinalonga ha dalla sua l’obbligo…

Sabato 20 dicembre, al PalaGiannini di Sinalunga, l’Asinalonga Basket ha incontrato il DLF Firenze, reduce da quattro vittorie nelle ultime cinque gare disputate. La Polisportiva Asinalonga ha dalla sua l’obbligo di bissare la vittoria casalinga della scorsa settimana per iniziare a dare continuità al proprio rendimento in campionato.

Comincia la partita e la resistenza degli ospiti si rivela più dura del previsto. Per quasi tutto il primo quarto infatti tengono testa ai sinalunghesi, che soprattutto nella metà campo difensiva appaiono distratti, l’attacco funziona bene, grazie a Lisi ed alla presenza di Catoni. Con questi presupposti, l’Asinalonga, riesce ad allungare solo sul finire del periodo, andando al primo mini-riposo sul punteggio di 21-13.

Nella seconda frazione l’Asinalonga raggiunge anche la rassicurante dote di 13 punti di vantaggio, prima di rimettere ancora una volta tutto in gioco, permettendo agli avversari di scorgere l’opportunità di un comodo rientro. Il primo tempo finisce 36-31 per i padroni di casa.

I ragazzi di Frati cercano di produrre il massimo sforzo in termini d’intensità nel tentativo di allungare definitivamente le mani sulla partita. Con l’aiuto di una difesa finalmente competente, con i contropiedi di Mancini ed il post basso di Politici, si assestano nuovamente sulla doppia cifra di vantaggio, quando il tabellone dice 50-39.

Il DLF approfitta non appena l’Asinalonga, ormai sicura della vittoria, abbassa la guardia, e con qualche conclusione dalla lunga distanza mandata a bersaglio, si riporta sotto. Quando Politici cade nelle provocazioni e commette fallo in attacco ad una quindicina di secondi dalla sirena finale, gli ospiti sono ormai tornati sul -2 e si ritrovano a sorpresa la palla per vincere.

Per fortuna dei sinalunghesi però, l’ultima azione è caotica, a causa anche della pressione esercitata sulla rimessa. Ad un paio di secondi dalla fine la palla, dopo un tiro sbagliato degli ospiti, carambola nelle mani di un giocatore in maglia blu che tira in corsa realizzando il pareggio annullato però dall’arbitro per infrazione di passi.

Vince l’Asinalonga 61-59 e regala a sé stessa e ai tifosi quella serenità necessaria per affrontare le feste e godersi la pausa del campionato di Promozione con la giusta tranquillità.

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Una corsa podistica tra le frazioni del Comune di Sinalunga

L’A.S.D di Sinalunga, a conclusione dell’anno sportivo 2014, organizza per sabato 20 dicembre una corsa podistica non competitiva a staffetta sulla distanza di circa 40 km tra le frazioni del…

L’A.S.D di Sinalunga, a conclusione dell’anno sportivo 2014, organizza per sabato 20 dicembre una corsa podistica non competitiva a staffetta sulla distanza di circa 40 km tra le frazioni del Comune di Sinalunga. La corsa partirà alle 15:30 da Bettolle (piazza Garibaldi), dove le autorità saluteranno tutti i partecipanti, seguirà l’accensione della fiaccola.

Il percorso conterà sei tappe: prima tappa a Guazzino (ore 15,45 davanti alla Chiesa) sosta e saluto durata 2 km; seconda tappa Pieve (ore 16,10 piazza della Repubblica) sosta e saluto durata 4,2 km; terza tappa Rigomagno (ore 17,20 piazza) sosta e saluto 10 km, quarta tappa Farnetella (ore 17,55 piazza della Chiesa) sosta e saluto durata 5 km, quinta tappa Scrofiano (ore 18,50) sosta e saluto 7,5 km. Infine la sesta tappa a Sinalunga (ore 19,30 davanti Santa Maria delle Nevi) sosta e saluto 5 km. Fino ad arrivae a Rigaiolo davanti al Presepe per le ore 20 circa, All’arrivo a Rigaiolo sarà realizzata una cena (ore 21 Circolo) con i partecipanti, familiari e amici.

L’andatura della corsa sarà dettata da chi porta alternativamente la fiaccola, con una media oraria prevista di (6 – 6,30 km/ora), tale per consentire a tutti i partecipanti di effettuare almeno una tappa. I mezzi di servizio per il trasporto degli staffettisti non potranno precedere o seguire la staffetta, ma incontrarsi solo in prossimità delle sedi di tappa. I partecipanti alla staffetta dovranno indossare per tutta la durata della manifestazione dei giacchetti ad alta visibilità oltre a lampade e luci.

La manifestazione gode del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Sinalunga

Foto di repertorio

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