La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Categoria: Sarteano

Jean-Pierre Thiercelin racconta “Dall’Inferno alla Luna” – Incontro con l’autore

Jean-Pierre Thiercelin è un autore francese, drammaturgo e autore per la televisione, le cui opere sono caratterizzate da una profonda perizia nella ricerca storica e storiografica, da un encomiabile lavoro…

Jean-Pierre Thiercelin è un autore francese, drammaturgo e autore per la televisione, le cui opere sono caratterizzate da una profonda perizia nella ricerca storica e storiografica, da un encomiabile lavoro sulle fonti e da una raffinata gestione dei registri con cui le narrazioni si snodano. C’è sempre dell’ironia nelle sue opere, anche quando queste trattano di orrori storici come l’olocausto.

Thiercelin è giunto a Sarteano, in occasione della prima nazionale della sua pièce “Dall’Inferno alla Luna”, portata in scena dalla Compagnia della Nuova Accademia degli Arrischianti, con la reia di Laura Fatini. Durante la sua permanenza Thiercelin ha incontrato il sindaco, parte della giunta e la cittadinanza, in un incontro moderato dalla stessa Laura Fatini e da Vincenzo Sorrentino, che insieme hanno curato l’introduzione al volume che raccoglie due testi dell’autore francese, tradotti da Gianni Poli, edito per la Casa Morlacchi Editore di Perugia.

Ascolta un estratto audio dell’incontro:

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Rocca Manenti: il contenitore d’arte di Sarteano

Valorizzare gli edifici storici, in un contesto di provincia (quindi con meno persone, meno turisti, meno investimenti e meno opportunità rispetto ai grandi centri urbani) in cui è presente una grande…

Valorizzare gli edifici storici, in un contesto di provincia (quindi con meno persone, meno turisti, meno investimenti e meno opportunità rispetto ai grandi centri urbani) in cui è presente una grande offerta turistica nel settore della cultura, dell’architettura e dell’arte, non è un’impresa semplice. Soprattutto se ogni piccolo paese o borgo può vantare edifici storici che meritano attenzione e progetti di valorizzazione. La sfida quindi è quella di fare sistema, di trovare sinergie, di focalizzare gli impegni in alcuni settori principali che possano fungere da traino, per evitare la dispersione di energie e di risorse.

Rocca Manenti Art (RAM, come da presentazione dello scorso luglio) ha l’ambizione di diventare un progetto che spicca nell’offerta culturale del territorio. Un progetto promosso dalla Pro Loco di Sarteano, dalla cooperativa Clanis Service con il supporto dell’amministrazione comunale, che ha trovato piena sinergia oltre che dal mondo associativo anche dalle imprese del territorio, che hanno sponsorizzato l’evento culturale che ha avviato il nuovo corso di Rocca Manenti.

rocca manenti

Il castello che domina Sarteano ha una storia millenaria: prende il nome dai Conti Manenti, signori della cittadina in epoca medievale, e nel corso dei secoli ha goduto di una notevole fama militare per la sua capacità di resistere agli assedi degli eserciti nemici. La struttura del castello, così austera e squadrata, crea un particolare fascino in quella che non è soltanto una fortificazione, ma un’opera architettonica di enorme valore storico e culturale. Eppure, la principale funzione del castello in epoca medievale, ovvero quella di garantire la difesa di Sarteano, ha perso importanza già dal Rinascimento.

Quale poteva essere il futuro per Rocca Manenti, se non quello di una riconversione? Da una difesa militare, alla difesa dell’arte e della cultura. Una volta ristrutturato, il castello di Sarteano è stato protagonista di eventi teatrali, spettacoli e iniziative di vario tipo per animare la vita della cittadina. Tuttavia, questa è la prima volta che ci troviamo di fronte a un progetto di ampio respiro: RAM, Rocca Manenti Art, aspira a trasformare il castello in un contenitore d’arte per ospitare in maniera continuativa mostre di fotografia ed eventi artistici in generale. Quattro piani, quattro stanze per piano, quattro metri per quattro di grandezza per ogni stanza: una disposizione che sembra studiata appositamente per i percorsi artistici. Le opere fotografiche esposte lungo i binari delle sale, con quelle forme pulite e contemporanee, si mischiano alle strutture austere e medievali del castello, in un suggestivo percorso che dal ponte levatoio si snoda fino alle terrazze che si affacciano sul meraviglioso panorama circostante. E poi dalla cima di nuovo fino al piano terra, seguendo una lunga scalinata a chiocciola scavata nella roccia.

Rocca Manenti 3

La prima mostra di questo ambizioso progetto è una personale di Yoshie Nishikawa, fotografa giapponese di fama internazionale. L’artista lavora tra Tokyo, New York, Londra e Milano e può vantare una carriera trentennale e numerose pubblicazioni di rilievo. Le opere in mostra a Rocca Manenti si susseguono lungo le sale in un percorso a ritroso, attraverso particolari giochi di luci e di ombre; dalle bambole della madre ai pesci in ambienti metafisici, dai corpi nudi e sofisticati, alla convivenza tra analogico e digitale nell’arte fotografica. Un percorso artistico di rilievo internazionale, quindi, che vuole anche celebrare i 150 anni dalla firma del trattato di amicizia e commercio tra Italia e Giappone. La mostra ha avuto il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia ed è stata inaugurata nel giorno dell’anniversario dello sgancio della bomba atomica su Hiroshima: un altro elemento simbolico che trasforma il castello di Sarteano da opera architettonica per la guerra a contenitore d’arte in tempo di pace.

L’obiettivo del progetto non è soltanto quello di valorizzare il castello a livello artistico, ma anche quello di utilizzare la cultura come volano per il settore turistico fuori dai mesi estivi: grazie all’organizzazione di eventi culturali di alto livello, Rocca Manenti potrebbe infatti favorire gli afflussi turistici, oltre ad ampliare l’offerta per i visitatori già presenti nel territorio. Nella prima settimana di apertura sono stati registrati circa 1500 ingressi al castello, il doppio rispetto ai numeri dello scorso anno, quindi i primi riscontri sono positivi; un altro elemento importante è rappresentato dall’impegno delle associazioni e delle attività commerciali che hanno deciso di investire nel progetto, come tassello del sistema di promozione del buon vivere locale chiamato Sarteano Living.

Rocca Manenti 2

Il nome della mostra di Yoshie Nishikawa è “Tutto Scorre” (Shogyoumujoi): ogni istante è diverso e la fotografia registra, interpreta e commenta il cambiamento. Anche se la fotografia potrebbe essere considerata come l’arte capace di rendere un’immagine ferma e immobile nel tempo, in realtà tutto cambia a seconda della percezione dell’osservatore. Lo stesso concetto potrebbe essere applicato al castello di Sarteano: tutto scorre, tutto cambia, la prospettiva muta continuamente. Da struttura militare a contenitore d’arte, il cambiamento percorre inesorabile anche opere architettoniche che potrebbero sembrare immobili e immutabili. La sfida per il futuro sarà quella di affrontare il cambiamento, mantenendo alto il valore culturale e mutando la funzione in base al contesto: una sfida raccolta da Rocca Manenti Art per un progetto che non vuole rimanere confinato in un istante nel tempo, ma lanciarsi verso un futuro a difesa dell’arte e della cultura.

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La direzione ostinata. Il giro del mondo in 80 giorni al Castello

Il 22 luglio 2016, si è svolta al castello di Sarteano, la quinta replica de “Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni”. L’estate sarteanese ormai ha inciso nella sua nomenclatura…

Il 22 luglio 2016, si è svolta al castello di Sarteano, la quinta replica de “Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni”. L’estate sarteanese ormai ha inciso nella sua nomenclatura culturale stagionale questo particolarissimo evento, che colora il fermento culturale del luglio valdichianense di scelte mai scontate. Quest’anno la scelta di Laura Fatini, autrice dell’adattamento dal romanzo, è caduta sull’opera di Jules Verne, che tanto ammaliò i lettori contemporanei, affascinati dalle infinite possibilità tecniche e tecnologiche, ai fini degli spostamenti, che il fermento scientifico positivista aveva portato nel mondo. Gabriele Valentini, che firma la regia, sceglie di evidenziare l’apporto mimetico della resa recitativa, spingendola ai margini del metateatro da commedia dell’arte, con efficacissime macchie di avanspettacolo, rendendo la messa in scena poliedrica ed estremamente ritmata.

13690806_10209821632928287_630473027777135116_n La sinossi vede una compagnia di circensi (tanto per ribadire la scuola Strehler della nostra commedia dell’arte) imbastire la rappresentazione del capolavoro di Jules Verne, con tanto di ornatus prologi iniziale e disvelamenti della finzione (con finte dimenticanze, goffaggine attoriale rimarcata, a smembrare il naturalismo). L’esplicitata finzione si erge a chiave di lettura, diventa dichiarazione di poetica, chiarifica l’assoluta importanza (quasi totale) nella collaborazione immaginativa dello spettatore: il teatro è quindi un motivo di immaginazione, uno incentivo al sogno e al disegno mentale guidato dalla fantasia: l’arma più forte che l’essere umano abbia mai avuto. Non appare mai il protagonista, Phileas Fogg, che sentiamo solo da un voice over registrato – ma che non manca di interagire con gli attori in scena – e che scandisce i ritmi e le tappe del viaggio che per scommessa, con il Reform Club, dovrebbe coprire la circonferenza del globo terrestre in ottanta giorni. Appaiono però Calogero Dimino, il Passepartout, fedele servitore di Fogg, e il detective Fix, interpretato dall’incorruttibile Gianni Poliziani. Flavia del Buono, Brunella Mosci e Maria Paola Bernardini, formano un trio esilarante e coprono magistralmente le vette comiche della rappresentazione. In più guarniscono l’integrità dello spettacolo, Francesca Paolucci, che interpreta il “ragazzo” tuttofare di Fix, Erica Fatini, jolly che appare in più vesti e in più forme durante lo spettacolo e che raggiunge alti livelli di intenti comici nella figurazione della guida indiana tra Bombay e Calcutta, e infine la coppia Mascia Massarelli e Francesca Fenati che compiono una contro scommessa sul viaggio di Fogg.

Il 22 luglio è stato – internazionalmente – anche l’ennesimo giorno di attentati, di terrore, di odio, di speculazione giornalistica e politica, di risentimento e di immobilismo. Ogni spettacolo, per essere acquisito da un pubblico, necessita di un contesto storico che lo caratterizzi e che – già di per sé – fornisca un piano analitico di base. Il giudizio che si da ad un’opera dell’ingegno artistico nel contesto dell’estate 2016, in pieno allarme attentati, con le città europee che sembrano basi antiaeree assiepate di militari in divisa, molteplici controlli ad ogni ingresso in qualsivoglia luogo pubblico, risente, per forza di cose, delle tensioni umane contemporanee. Un adattamento teatrale de “Il giro del mondo in ottanta giorni” diventa un mantra, una preghiera laica di serenità e affrancamento; è – da una parte – l’inno all’immaginazione, all’assenza di limiti, barriere, frontiere fisiche e mentali, che ci permetta di pensare ad un globo “piccolo”, raggiungibile, a misura d’uomo, in cui il terreno è l’unico piano di riferimento, le gambe l’unica carreggiata; dall’altra la forza che comunque ci dovrebbe spingere a non fermarci di fronte alla paura, continuare a girare le città di oriente, occidente, sud e nord del mondo, ci dovrebbe comunque spingere a co13686734_10209821633928312_7916746006683631137_nnsiderare l’altrove come una declinazione diversa del “qui, gli altri, una declinazione del “noi”, sempre simili, sempre esseri umani. Le culture diverse come un’occasione di confronto e l’immobilismo come unico male possibile. Il mondo, come è oggi, come è quest’estate, così elasticizzato ed esteso, bloccato dal terrore, dall’informazione che eccede negli allarmi e nelle idiosincrasie, ha bisogno di una corrente opposta, ha bisogno di voci diverse.

(SPOILER ALERT à) Mr. Fogg riesce a vincere la scommessa poiché, scegliendo di compiere il viaggio verso est, e non verso ovest, andando quindi contro al sole, contro allo scorrere delle ore, e non a favore, guadagna un giorno in più, rispetto a quelli che aveva calcolato. Opporsi agli obblighi dettati dal terrore internazionale, opporsi all’immobilismo, alle scelte convenzionali, diventa – oggi – un conatus esistenziale, oltre che un dovere spirituale. Ché la direzione contraria, come ci dice il buon Jules Verne, si rivela, quasi sempre, quella giusta.

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I comuni del Monte Cetona contro l’IMU sui terreni agricoli

Lunedì 12 gennaio presso la Camera dei Deputati a Roma, l’UNCEM ha organizzato una manifestazione per la difesa dei servizi e del territorio e i nuovi assetti istituzionali. Alla manifestazione…

Lunedì 12 gennaio presso la Camera dei Deputati a Roma, l’UNCEM ha organizzato una manifestazione per la difesa dei servizi e del territorio e i nuovi assetti istituzionali.

Alla manifestazione erano presenti oltre 200 sindaci e assessori, fra cui Francesco Landi (sindaco di Sarteano), Eva Barbanera (sindaco di Cetona) e Agnese Carletti (vice sindaco di San Casciano dei Bagni) per i Comuni del Monte Cetona, alla presenza del Ministro Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta e del Viceministro alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Andrea Olivero, i rappresentanti dei Comuni Montani hanno affrontato le criticità che si trovano a trattare ogni giorno.

A favorire la discussione il tema caldo dell’IMU sui terreni agricoli, provvedimento per il quale è stato chiesto al governo di fare un passo indietro in quanto giudicato inaccettabile sia nel merito che nel metodo. Infatti, a seguito della variazione dei criteri in base ai quali i Comuni vengono definiti montani, molti territori storicamente esenti dal pagamento dell’imposta, si sono scoperti collinari. Questo a fine anno, con i bilanci comunali chiusi, e con le amministrazioni comunali che si vedono tagliare i trasferimenti statali di decine di migliaia di euro che dovrebbero reperire dalle tasche dei proprietari degli appezzamenti di terreno non coltivati da imprenditori professionisti. Nei comuni tra 281 e 600 metri di altezza sarebbero esclusi dal pagamento solo le imprese agricole.

“Il provvedimento deve essere ritirato – affermano i tre rappresentanti dei comuni senesi – è difficile pensare che entro il 26 di gennaio, termine previsto dal governo, centinaia di contribuenti pagheranno ai comuni l’IMU sui terreni agricoli delle zone adesso classificate come ex montane. Questo declassamento è sbagliato nella sostanza e nei modi, non essendoci i tempi per una adeguata comunicazione. Significa penalizzare proprio chi pur non traendone un beneficio in termini imprenditoriali, coltiva e tiene curate terre magari meno fertili che in pianura, contribuendo a mantenere lo straordinario paesaggio che caratterizza il territorio del Monte Cetona. Ci auguriamo davvero che il governo ci ripensi”.

I comuni di Cetona e San Casciano avevano già approvato a fine 2014 in Consiglio Comunale un ordine del giorno sulla finanza locale per chiedere allo Stato Centrale maggiore trasparenza, pianificazione e certezza nell’applicazione delle imposte, per evitare di trasformare i comuni in meri strumenti di riscossione delle entrate, rischiando di minare il rapporto fiduciario tra cittadini e amministrazioni comunali.

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Verso la gestione unica per Cetona, Sarteano e San Casciano

I Comuni di Sarteano, Cetona e San Casciano dei Bagni hanno avviato un percorso per gestire le funzioni fondamentali dei rispettivi enti (bilancio, affari generali, ufficio tecnico, edilizia scolastica, ecc.)…

I Comuni di Sarteano, Cetona e San Casciano dei Bagni hanno avviato un percorso per gestire le funzioni fondamentali dei rispettivi enti (bilancio, affari generali, ufficio tecnico, edilizia scolastica, ecc.) in modo associato, all’interno dell’Unione di Comuni della Valdichiana Senese.

“La normativa statale indica nell’associazione delle funzioni la strada obbligata per i piccoli comuni – commentano i sindaci Eva Barbanera (Cetona), Francesco Landi (Sarteano), Paolo Morelli (San Casciano dei Bagni) – noi lo facciamo dentro all’Unione dei comuni, che reputiamo il luogo naturale in cui gestire i servizi, dimostrando di credere nelle politiche d’area e di voler lavorare per un suo funzionamento sempre più efficiente. Non sarà un percorso immediato, servirà il coinvolgimento dei dipendenti, ma l’obiettivo è quello di creare servizi migliori per i cittadini”.

La legge Del Rio obbliga i comuni sotto i 3000 abitanti, quindi Cetona e San Casciano ad associare le funzioni fondamentali dal 1 gennaio 2015 (Cetona aveva già associato negli anni scorsi bilancio ed ufficio tecnico). Sarteano, essendo comune di una ex comunità montana non è obbligato per legge – almeno non ancora – ma ha deciso comunque di iniziare un percorso condiviso con i comuni della montagna di Cetona, dentro all’Unione dei Comuni, per creare uffici unici con un miglioramento delle competenze e risparmi nel medio periodo per i cittadini.

“E’ una decisione forte, che lega questi tre comuni all’interno dell’Unione dei Comuni della Valdichiana – aggiungono i tre sindaci – Sarteano inizierà con i servizi economico-finanziari per poi procedere gradualmente con altri settori, mentre per Cetona e San Casciano il percorso sarà più immediato. I cittadini non noteranno questi cambiamenti interni agli uffici comunali, ma anzi, ne vedranno i benefici quanto prima. Mentre da tante parti si parla di fusioni dei comuni, noi invece facciamo un passo concreto nell’ottica del risparmio e nella gestione unica di molti servizi tra tre municipi. I nostri comuni mantengono la loro specificità, ma avviano un percorso comune di modernizzazione della macchina amministrativa per certi aspetti storico che certamente andrà seguito e concertato: l’obiettivo è ottenere uffici unici con più competenze e più specializzati”.

La convenzione che regola l’associazione delle funzioni fondamentali dentro l’Unione dei Comuni, è stata approvata anche nei tre consigli comunali dei comuni interessati negli ultimi giorni del 2014. Nei prossimi giorni dovrà essere sottoscritta dai rispettivi sindaci e dal Presidente dell’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese.

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“Gli amici di Fritz” torna con La Cenerentola di Rossini

La Compagnia Lirica “Gli amici di Fritz” torna, dopo il successo dello scorso agosto, questa sera 5 gennaio alle ore 21:00 Sarteano e domani 6 gennaio alle ore 18:00 a…

La Compagnia Lirica “Gli amici di Fritz” torna, dopo il successo dello scorso agosto, questa sera 5 gennaio alle ore 21:00 Sarteano e domani 6 gennaio alle ore 18:00 a Castiglione d’Orcia con lo spettacolo dal titolo La Cenerentola.

Una favola antica che sa di magia e stupore, mistero e redenzione che ne conosciamo tutti almeno una versione, dalla più nostrana e antica, alla più famosa “Cendrillon” di Charles Perrault. Impossibile non citare La Cenerentola di Rossini, melodramma buffo su libretto di Cesare Sterbini, che ci accingiamo a mettere in scena.

Se Rossini decise di eliminare l’elemento più propriamente fatato ed apportare alcune varianti rispetto alla favola per bambini, siamo persuasi che la fascinazione della magia, del mistero, permanga anche in assenza di formule magiche grazie ai buoni sentimenti e al lieto fine.
E soprattutto grazie alla freschezza: la messa in scena è imperniata sull’idea del gioco. Un gruppo di amici si ritrova in una soffitta ingombra di materiale, incomincia a scavare e ne nasce una fiaba.

Come i bambini che giocano con le spade di legno, come gli adulti che narrano le storie, questa Cenerentola contrappone l’ eccesso e la mediocritas in un turbinio di colori e di disegni che coinvolgono, stravolgono e, infine, commuovono per l’esito finale dell’avventura.

Il maestro sarà Emanuele Leomporri; la formazione d’archi “New Cinderella Quartet” sarà diretta dal Maestro Alessandro Arnoldo. Le scene e costumi sono a cura di Francesco Bonati e Federica Zampini. La regia sarà firmata dalla giovane Marika Petrizzelli.

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Stabili le condizioni del Sarteanese accoltellato a Tuoro

Un uomo trentacinquenne di Sarteano è stato accoltellato, nella notte di domenica 21 dicembre, a Tuoro, nei pressi di un bar. Ad accoltellarlo sarebbe stato un quarantasettenne del luogo già…

Un uomo trentacinquenne di Sarteano è stato accoltellato, nella notte di domenica 21 dicembre, a Tuoro, nei pressi di un bar.

Ad accoltellarlo sarebbe stato un quarantasettenne del luogo già individuato dai carabinieri di Città della Pieve. L’episodio ha dei contorni ancora piuttosto dubbi, hanno riferito i militari. A lui i militari sono arrivati grazie alla ricostruzione degli amici del ferito, gli stessi che lo hanno portato all’ospedale. Il ferimento è avvenuto nel corso di una lite, seguita da una violenta colluttazione, per motivi ancora da chiarire.

Il trentacinquenne è ricoverato in rianimazione all’ospedale cortonese della Fratta ad Arezzo e le sue condizioni sono stazionarie.

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Ricco cartellone invernale per il teatro di Sarteano

La Nuova accademia degli Arrischianti di Sarteano offre un calendario ricco di eventi eterogenei, poliedrici e per tutti i gusti. Il primo spettacolo è Rumori fuori scena, domenica 7 e…

La Nuova accademia degli Arrischianti di Sarteano offre un calendario ricco di eventi eterogenei, poliedrici e per tutti i gusti.

Il primo spettacolo è Rumori fuori scena, domenica 7 e lunedì 8 dicembre, riproposto dopo il grande successo di pubblico avuto lo scorso capodanno. Il riadattamento del copione di Michael Frayn, curato e diretto da Laura Fatini, porterà il pubblico dietro le quinte di una bizzarra compagnia teatrale, mentre tenta di andare in scena tra mille divertenti imprevisti. Da sabato 27 a mercoledì 31 dicembre in programma Un principe piccolo, scritto da Laura Fatini e diretto da Gabriele Valentini. Una sfida tra realtà e filosofia, sulla strada del piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. Per questo spettacolo è consigliata la prenotazione, visti i tutto esaurito delle scorse edizioni del capodanno a teatro con gli Arrischianti.

Il nuovo anno si aprirà con l’opera: in scena, lunedì 5 gennaio, La Cenerentola di Giacomo Rossini, a cura della compagnia lirica Gli amici di Fritz. Il giorno dopo, martedì 6 gennaio, tutti ad aspettare la befana a teatro, con il concerto del gruppo vocale Consonanti La befana vien…cantando.

Il primo mese del 2015 si chiuderà con il consueto appuntamento per la giornata della Memoria, domenica 25 gennaio.
Seguiranno poi gli spettacoli dei laboratori teatrali e, tra le nuove produzioni Arrischianti, un grande classico da non perdere: Il berretto a sonagli di Pirandello, diretto da Gianni Poliziani, in scena sabato 14 e domenica 15 febbraio
Non mancheranno gli appuntamenti legati alla Giornata della Donna con Donna 2015: teatro e musica.

Infine, venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 aprile, gli attori del LSTA (Laboratorio Stabile Teatro d’Attore) si cimenteranno in Fumare fa male, un testo di Laura Fatini che riflette sui vizi, attraverso una carrellata di personaggi nervosi e pieni di tic, in cerca della propria liberazione.

Tante proposte per ogni tipo di pubblico quelle del teatro di Sarteano, dove i classici si alternano alle nuove produzioni, nate dalla fervente attività della Nuova accademia degli Arrischianti che, tra incontri, stage didattici e laboratori, va avanti tutto l’anno ed è aperta a tutti.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 393 5225730 mail: info@arrischianti.it

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Rumori fuori scena all’Arrischianti di Sarteano. Torna a grande richiesta

Una commedia divertente, caratterizzata da ritmo serrato e gag, che porta in scena le vicende comiche di una sgangherata compagnia di attori impegnata nel rappresentare una commedia. Dopo il successo…

Una commedia divertente, caratterizzata da ritmo serrato e gag, che porta in scena le vicende comiche di una sgangherata compagnia di attori impegnata nel rappresentare una commedia.

Dopo il successo riscosso dai primi spettacoli, torna domenica 7 dicembre e lunedì 8 dicembre, al Teatro degli Arrischianti di Sarteano, “Rumori fuori scena”.

Il segreto del successo di questa piéce sta nel gioco di scatole cinesi: il pubblico può sbirciare il dietro le quinte, osservare cosa succede la sera della prova generale e vivere in prima persona i litigi e le baruffe degli attori prima che entrino in scena. Il tutto in un esilarante mix di realtà e finzione.

Scritta da Micheal Frayn la commedia viene presentata a Sarteano per la regia di Laura Fatini. Gli interpreti: Gianni Poliziani, Flavia del Buono, Giacomo Testa, Giulia Peruzzi, Guido Dispenza, Giulia Rossi, Maria Pina Ruiu, Laura Scovacricchi, Pierangelo Margheriti, Giordano Tiberi, Moris Cinali, Daniele Cesaretti.

Per info e prenotazioni info info@arrischianti.it, cell: 5225730 

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FdI-An raccolta firme per favorire gli italiani nell’assegnazione di case popolari

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa congiuto tra Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Valdichiana ed i militanti di Casaggì Valdichiana per l’inizio della raccolta firme per chiedere alla Regione Toscana…

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa congiuto tra Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Valdichiana ed i militanti di Casaggì Valdichiana per l’inizio della raccolta firme per chiedere alla Regione Toscana di adottare politiche volte a favorire gli italiani nelle liste per l’assegnazione delle case popolari.

Nel comunicato di Gianfranco Maccarone (Vice-presidente FdI-AN Siena) e Mattia Savelli (Dirigente provinciale FdI-AN Siena) si legge che:

“Abbiamo deciso di iniziare questo giro del territorio partendo da Sarteano, uno dei Comuni più lontani da Siena, proprio per dare un segnale e far vedere che Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale non si scorda anche dei paesi più periferici. Durante la mattinata di venerdì 28 novembre abbiamo raccolto circa 100 firme, un risultato notevole che dimostra come i cittadini sino estremamente sensibili al tema della casa. Molte persone, tra cui alcune si sono dichiarate elettrici di centrosinistra, si sono fermate a parlare con noi e ci hanno espresso tutto il loro disappunto per le politiche buoniste e anti-italiane figlie dei Governi Monti, Letta e Renzi che tutelano tutti tranne gli italiani. A prova di ciò c’è il fatto che spesso i primi posti delle liste per le case popolari sono occupati da cittadini stranieri e questo a nostro parere è assolutamente ingiusto! Ci riproponiamo di completare il giro di tutta la Provincia quanto prima per dare un segnale a chi ci amministra e allo stesso tempo stare tra la gente.”

Alla raccolta firme hanno partecipato anche i militanti di CASAGGì Valdichiana, la comunità giovanile di destra identitaria, che concludono la nota dicendo:

“A nostro avviso questa è una battaglia di civiltà dal momento che è assolutamente inammissibile che chi è nato in Italia e da decenni paga le tasse sul nostro territorio si debba veder superare in graduatoria da cittadini stranieri. Molti nostri connazionali fanno fatica ad arrivare a fine mese e con la crisi il quadro si è notevolmente aggravato. In questa situazione le istituzioni dovrebbero occuparsi prima degli italiani e solo dopo, se c’è la possibilità, anche degli altri.”

Comunicato stampa del 28/11/2014. Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione.

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