L’Ufficio Immigrazione della Questura di Siena sta lavorando sulle pratiche relative alla posizione sul territorio nazionale di 59 cittadini siriani, tra i quali 12 donne e diversi minori, accompagnati a Siena da personale della Polaria di Rimini. Nel corso di una vasta operazione diretta dalla Procura della Repubblica presso il tribunale romagnolo e finalizzata al contrasto del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sono stato intercettati e fermati immigrati, nella notte di lunedì 14 ottobre, che viaggiavano a bordo di un pullman in transito sull’autostradale all’altezza di Sinalunga – Valdichiana diretto al nord.

Agli extracomunitari è stato fornito vitto e assistenza, grazie anche al tempestivo intervento delle associazioni di soccorso locale e sono stati tutti informati di quanto previsto dalla legge italiana in materia. Sono al vaglio le singole posizioni, d’intesa con i competenti uffici centrali del Ministero e col Prefetto di Siena. Naturalmente i responsabili dei questo traffico sono stati tratti in arresto dalla P.G. che ha proceduto su disposizione dei magistrati titolari dell’inchiesta.

I clandestini sono stati temporaneamente ospitati in un albergo di Chianciano Terme.

“Si tratta di una situazione in evoluzione – ha spiegato il prefetto di Siena Renato Saccone -. Tutto dipende dalla loro volontà e dalla libertà e autonomia che hanno. Se intendono richiedere la protezione internazionale scatta tutta una serie di meccanismi di tutela, di garanzia e assistenza che dobbiamo e vogliamo offrir loro. Se invece – prosegue il prefetto – come finora hanno manifestato, non intendono farlo, hanno l’obbligo di dover lasciare il territorio nazionale autonomamente e volontariamente senza nessun intervento coattivo. E comunque, anche con l’emanazione di provvedimenti che li invitano a lasciare il territorio, si può diventare richiedente asilo anche dopo, anche se fossero considerati irregolari sul territorio perché non ci sarà mai un rimpatrio coattivo in un Paese teatro di guerra. Io – conclude il prefetto Saccone – mi auguro che ragionino sulla richiesta di protezione”.

“Grazie alle associazioni di volontariato e ai mediatori culturali siriani – ha aggiunto Giancarlo Benedetti, questore di Siena – è stata data assistenza, accoglienza e informazioni su tutti i diritti spettanti, e le conseguenze che derivano da una scelta e da un’altra. La massima attenzione viene data soprattutto ai bambini. E’ una situazione – ha concluso il questore – che richiede un po’ di tempo e accortezza”.

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