L’assemblea straordinaria dei soci di Bancasciano si è riunita domenica 24 novembre presso il Centro ricreativo “Le Piramidi” e ha respinto la proposta di delibera sul progetto di fusione per unione con la Bcc Montepulciano: sono stati espressi 1366 voti, con 742 no, 596 si, 28 astenuti.

Questo, il verdetto finale arrivato dopo un lungo pomeriggio fatto di dibattiti, considerazioni e interventi. Massimo Mori, socio, ci invia una nota dove riassume quello che è stato l’incontro e una possibile strada da percorrere adesso la fusione non è avvenuta.

“Con uno scarto di ben oltre i duecento voti, i soci, hanno respinto il progetto del consiglio di amministrazione di Bancasciano. Grande la soddisfazione da una parte, evidente il segno della sconfitta dall’altra, ora comincia una fase nuova che dovrà inevitabilmente muovere dalle dimissioni immediate dell’ attuale consiglio e presidente.

Cosa dire, anche nell’ultima occasione la discussione ha presentato elementi di grande asprezza, ma anche di lungimiranza e disponibilità a trovare soluzioni diverse da quelle proposte, lo stesso sindaco di Asciano, consapevole di quale sarebbe stato l’esito della votazione, aveva proposto una pausa di riflessione, ma l’arroganza di chi era convinto di avere ragione oltre la proprietà della banca, quindi i soci, li ha portati a scegliere il muro contro muro.

Ora, i soci della banca, che hanno ben capito quale sia il loro potere, aspettano la conclusione, le dimissioni di quel gruppo che si era appropriato del loro bene, li hanno delegittimati, da oggi, secondo i soci, quei signori non hanno più titolo neppure per comprare una risma di carta da fotocopie. È caduta la fiducia.

Il futuro andrà in mani diverse, e comunque sarà sottoposto ad un controllo diverso dal passato, da quello che è accaduto ieri, si comprende che non ci sarà più una fiducia a scatola chiusa, per nessuno. Da ieri, i soci si sono riappropriati dei valori che gli appartengono, hanno capito che non partecipare sarebbe per loro un grave danno e quindi il potere di coloro che verranno, sarà più limitato, meno oneroso e più controllato.”

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