Massimo Mori, socio di Bancasciano, torna sulla vicenda fusione Bancasciano – BCC di Montepulciano dopo le dimissione del presidente Lorenzoni

“Mano a mano che i giorni passano, ognuno di noi può riflettere sui recenti avvenimenti della vicenda fusione Bancasciano, banca di Montepulciano, ed ogni giorno il quadro diventa più chiaro e più deprimente; mi ero sempre domandato perché il direttore di questa banca fosse sempre presente ad ogni assemblea, e perché non avesse mai avuto nessuna incertezza in merito a quel tipo di fusione, eppure dubbi potevano esserci e di sicuro a breve ne vedremo i motivi.

Il direttore, da tecnico, e senza sicurezze certe in merito al bilancio della consorella, aveva completamente sposato la causa del presidente della banca e del suo consiglio d’amministrazione, e allora mi sono domandato: ”perché un uomo che dovrebbe sempre muoversi nella più totale sicurezza è così convinto, senza alcun dubbio, di questa operazione? Mi sono forse sbagliato su tutta la linea?” la risposta è semplice e lo è esattamente nella stessa misura per quanto è brutta, al direttore che ha costi complessivi come da contratto di circa duecentoottantamila euro, ai quali deve essere aggiunto il costo macchina di circa ventimila euro, gli è stata data la possibilità, attraverso un preciso accordo, a firma del presidente della banca, di mantenere questa sua condizione di estremo privilegio, fino al raggiungimento della pensione.

Svelato il mistero, adesso è tutto chiaro, chiaro il perché si raddoppiavano i costi della dirigenza, chiara la motivazione del connubio presidente direttore, chiaro il motivo per il quale le dimissioni nella realtà non sono ancora avvenute, risolto praticamente il dubbio, “ lor signori” restano in carica nell’estremo tentativo di mascherare o gestire, perché nessuno possa trovarli, i famosi “segreti incoffessabili”, e forse,non potrebbero farlo senza il coinvolgimento di chi ha avuto un così grande favore.

Proprio il direttore avrebbe dovuto cercare di tutelare l’interesse della banca e dei soci che ne compongono la proprietà, proprio lui avrebbe dovuto sollevare dubbi sul bilancio della banca di Montepulciano chiedendone la certificazione, e sempre lui avrebbe dovuto con accortezza, fare il conti su ciò che sarebbe accaduto nel caso che, magari non gli competeva la trattativa sulla ripartizione delle posizioni, ma sul resto il suo parere è certo stato fondamentale, un errore che denota incapacità? Non sono in grado di giudicare, o una forma di rispetto? Boh.

A seguito di questa riflessione, ora davvero mi sento di chiedere aiuto, lo faccio senza mezzi termini, lo faccio con la convinzione di chi ha maturato la certezza dell’inganno, lo faccio con la consapevolezza che chi ha perso la battaglia della fusione, resta al suo posto per gestire e operare solo per il bene proprio, e per tutto questo, ma solo per il bene della banca e senza chiedere o volere nulla, chiedo aiuto alla federazione delle banche di credito cooperativo, chiedo aiuto alle forze dell’ordine e alla magistratura, affinché questi signori evitino nella maniera più assoluta di creare danno alla nostra banca. Noi li abbiamo sfiduciati ma loro restano dove erano, che fare?

Massimo Mori un socio che è sempre più arrabbiato

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