La Valdichiana

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Storie dal Territorio della Valdichiana

Tag: massimo mori

Bancasciano ascolta la voce dei soci

Martedì 30 gennaio 2014, i soci della banca hanno ricevuto una lettera a firma del presidente del CDA uscente, in cui afferma che tutte le candidature con i dovuti requisiti,…

Martedì 30 gennaio 2014, i soci della banca hanno ricevuto una lettera a firma del presidente del CDA uscente, in cui afferma che tutte le candidature con i dovuti requisiti, saranno accettate, un atto attraverso il quale cade il presupposto della rottura fra soci.

Massimo Mori ed i soci esprimono un giudizio positivo in merito alla questione.

“Al momento non è dato sapere se questa è stata partorita dalla mente del precedente CDA o dalla federazione delle banche di credito cooperativo della toscana, o addirittura dalla Banca d’Italia, ma saperlo è senza importanza; l’elemento fondamentale è invece legato al fatto che ora davvero si può ragionare in termini di discontinuità.

Il presidente ha chiaramente affermato che non si ricandiderà, onore al merito, in questo caso cade ogni forma di ostilità, e insieme cade anche il presupposto della rissa, ora tutti insieme a lavoro per lo stesso obbiettivo, il bene della banca.

Il giorno 8 febbraio, quando si celebreranno le nuove elezioni, potrà davvero diventare un giorno di festa, dove apparterranno al passato i no e i si, dove dovranno cadere i noi e voi, un momento nel quale tutti insieme, ognuno a sostegno dei propri candidati, con spirito unitario e senza voglie di rivalse, dovrà essere eletto il consiglio di amministrazione dai soci della banca per il bene di tutti.

Ora è il momento di dimostrare il valore delle cose affermate, di far vedere le disponibilità proprie e collettive, per ricercare tutti insieme e con ogni mezzo, quell’unità indispensabile al buon funzionamento della banca stessa., dovremo discutere dello statuto per renderlo più semplice e meno personalizzato, dei costi fino ad oggi imputati al CDA e collegio dei sindaci, e dovremo anche vedere un impegno consistente per riprendere trattative in forme e contenuti diversi, al fine di abbracciare accordi utili per la banca e del territorio.

In sostanza con la lettera del presidente si apre uno scenario nuovo e più chiaro da quale prendere esempio in termini positivi, e rilanciare il dibattito tra soci su livelli alti e di contenuto, per questo il giorno otto febbraio, nessuno dovrà esimersi dall’esprimere il proprio parere, il valore della scelta di ognuno sarà fondamentale per il futuro della banca e avrà torto chi, pur avendo la possibilità, decida di non partecipare.

Tutti noi ci ricordiamo del grido: “la banca siamo noi” oppure “ la banca non è vostra”, bene, ben detto, molti di noi hanno creduto a quello scatto di reni, ora c’è del lavoro da fare, ricordiamoci allora che delegare ad altri, toglie valore a quelle affermazioni, l’otto di febbraio saremo tutti alla pari, con eguali diritti e pari dignità, dimostriamo che è giusto e corretto; partecipiamo numerosi”.

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Bancasciano, l’avventura continua

Massimo Mori, il socio di Basciano, ci scrive dopo le dimissioni del presidente Lorenzoni: “Venuto a conoscenza delle dimissioni del consiglio d’amministrazione, prima per bocca di un esponente della federazione…

Massimo Mori, il socio di Basciano, ci scrive dopo le dimissioni del presidente Lorenzoni:

“Venuto a conoscenza delle dimissioni del consiglio d’amministrazione, prima per bocca di un esponente della federazione e successivamente dalle parole scritte del suo presidente, ancora non sono in grado di capire cosa accadrà e quando.

In genere le dimissioni sono un fatto semplice, mi dimetto e non ci sono più, nel frattempo, il direttore, il collegio dei sindaci revisori, tutti o in parte, gestiscono gli affari correnti, in questo caso appare tutto come una nuova invenzione, mi dimetto e resto in carica fino alle prossime elezioni, cosa vuol dire ? come se quando cade un governo tutto restasse in carica con ministri ecc. in attesa delle elezioni, boh c’è qualcuno che ci capisce qualche cosa più di questo povero ignorante ? Se esiste mi faccia sapere. Ma a quello che capisco i dimissionari non sono dimissionari, infatti sembra che restano in carica fino a febbraio.

Allora il pensiero corre, e vaga verso i pensieri altrui, ad esempio verso quelli del consiglio dimissionario e del suo presidente, per caso non vorranno gestire la chiusura del prossimo bilancio? In questo caso stiamo attenti alle sorprese, perché la lettera del presidente è livorosa,e carica di rabbia, quindi potrebbero esistere tutti i presupposti di un pericolo imminente. O forse invece vogliono restare per poter gestire in primis le prossime elezioni, gestendo tutto il quadro delle firme e delle deleghe? Chissà.

E’ probabile che chi scrive sia viziato dal sospetto, ma come disse qualcuno; a pensar male si fa peccato, ma ci si indovina quasi sempre. Quindi per togliere ogni dubbio a me e tanti altri, una proposta mi viene da fare, che la validazione delle firme e delle deleghe sia affidata al personale della banca, il quale a differenza di “ lor signori” ha sempre dimostrato di restare imparziale ad ogni diatriba. Da questo momento, o meglio sarebbe dire dal giorno ventitré novembre, i signori del consiglio di amministrazione non dovranno aver alcun titolo per fare nulla che possa avvantaggiarli nei loro reconditi pensieri o smanie di rivalsa.”

Un’ultima cosa devo dire:mi sento di lodare chi ha deciso di rispettare la parola, non mi convince la forma, ma nella sostanza le dimissioni ci sono, e ora al lavoro tutti quanti, i soci per primi, al fine di evitare che ci si possa trovare un giorno alle stesse situazioni; i prossimi dovranno essere uomini che ascoltano e lavorano per tutti e soprattutto per il bene della Bancasciano, magari a costo zero, o comunque con spese tollerabili al comune senso del pudore.”

Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla nostra redazione

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Massimo Mori lamenta: “Il CDA di Bancasciano non intende scendere dalla poltrona”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Massimo Mori, socio. Bancasciano da domenica ventitré novembre a oggi è praticamente passata una settimana lavorativa e nulla è accaduto, l’unica notizia è che…

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Massimo Mori, socio.

Bancasciano da domenica ventitré novembre a oggi è praticamente passata una settimana lavorativa e nulla è accaduto, l’unica notizia è che i vertici della Banca sono ancora tutti al loro posto, che almeno in teoria non è più suo, tutto tace, il silenzio è totale, non hanno fatto trapelare nulla, continuano ad operare come se fossero i padroni della banca, che hanno dovuto partecipare ad una assemblea inutile e noiosa.

Qualcuno si muova, questo è il grido disperato di chi ha paura che possa accadere qualche cosa di irreparabile, di chi teme che tale ostinazione possa danneggiare la nostra banca, di chi sa per certo che ogni giorno che passa senza far nulla, è un giorno perso, con tanto di costi e di pericoli.

Ora è arrivato il momento del fare e di fare in fretta, l’urgenza della fusione è passata, ma non la necessità di farla, è passato anche il momento della riflessione, doveva già essere arrivato quello della novità, ed è arrivato anche quello; come se nulla fosse accaduto, “lor signori” restano ancorati al proprio posto, ai buoni appannaggi non vogliono rinunciare, si sa, i soldi sono soldi, e soprattutto quando sono tanti e alla barba del lavoro altrui, meglio fare di tutto per non rinunciare.

Ora mi domando; i vertici del sistema bancario ai quali anche la BCC di Asciano fa riferimento, federazione ecc, dove sono finiti? Aspettano che accada l’irreparabile o possono fare qualche cosa per il rispetto della giustizia e del buon funzionamento della banca, oppure no? E la magistratura, sui banchi della quale giace un esposto rispetto l’operato di questi signori? Farà qualcosa oppure no? Queste sono domande semplici, che in questi giorni molti soci mi rivolgono.

L’unica cosa chiara è relativa al fatto che a poco è valso lo sforzo dei soci della banca, a poco sono valsi gli interventi, e meno ancora pesa il risultato della votazione finale, chi vive nell’equivoco ama la menzogna, e di questo ne ha dato una grande prova il presidente della banca che dice una cosa e ne pratica un’altra; il dieci novembre dice che si dimette, il ventitré dopo una cocente sconfitta decide di restare al proprio posto, di questo m’indigno, ma lui dovrebbe provare vergogna.

Infine a tutti i soci, a quelli del no e a quelli del si, mi rivolgo allo stesso modo, questi uomini che sono alla guida della nostra banca, hanno chiaramente dimostrato che non hanno interesse per essa, ma solo per se stessi, e se restano lì, avremo a breve di che dannarci, la dimostrazione pratica è stato lo scontro di domenica ventitré, non cercato da nessuno, se non da loro, ora avranno bisogno di dimostrare la validità delle loro teorie, e lo faranno ad ogni costo; sappiamo tutti, anche loro, che in ogni luogo, in ogni contesto pubblico o privato, imprenditoriale o sociale, la situazione più pericolosa è sempre determinata nel lasciare le leve del potere nelle mani dei perdenti, il risentimento, l’invidia, la rabbia, appartengono a questa terra e agli uomini che vi abitano, e più gli uomini sono incapaci, maggiori sono i pericoli che determinano.

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Fusione Bancasciano BCC Montepulciano, fusione respinta

L’assemblea straordinaria dei soci di Bancasciano si è riunita domenica 24 novembre presso il Centro ricreativo “Le Piramidi” e ha respinto la proposta di delibera sul progetto di fusione per…

L’assemblea straordinaria dei soci di Bancasciano si è riunita domenica 24 novembre presso il Centro ricreativo “Le Piramidi” e ha respinto la proposta di delibera sul progetto di fusione per unione con la Bcc Montepulciano: sono stati espressi 1366 voti, con 742 no, 596 si, 28 astenuti.

Questo, il verdetto finale arrivato dopo un lungo pomeriggio fatto di dibattiti, considerazioni e interventi. Massimo Mori, socio, ci invia una nota dove riassume quello che è stato l’incontro e una possibile strada da percorrere adesso la fusione non è avvenuta.

“Con uno scarto di ben oltre i duecento voti, i soci, hanno respinto il progetto del consiglio di amministrazione di Bancasciano. Grande la soddisfazione da una parte, evidente il segno della sconfitta dall’altra, ora comincia una fase nuova che dovrà inevitabilmente muovere dalle dimissioni immediate dell’ attuale consiglio e presidente.

Cosa dire, anche nell’ultima occasione la discussione ha presentato elementi di grande asprezza, ma anche di lungimiranza e disponibilità a trovare soluzioni diverse da quelle proposte, lo stesso sindaco di Asciano, consapevole di quale sarebbe stato l’esito della votazione, aveva proposto una pausa di riflessione, ma l’arroganza di chi era convinto di avere ragione oltre la proprietà della banca, quindi i soci, li ha portati a scegliere il muro contro muro.

Ora, i soci della banca, che hanno ben capito quale sia il loro potere, aspettano la conclusione, le dimissioni di quel gruppo che si era appropriato del loro bene, li hanno delegittimati, da oggi, secondo i soci, quei signori non hanno più titolo neppure per comprare una risma di carta da fotocopie. È caduta la fiducia.

Il futuro andrà in mani diverse, e comunque sarà sottoposto ad un controllo diverso dal passato, da quello che è accaduto ieri, si comprende che non ci sarà più una fiducia a scatola chiusa, per nessuno. Da ieri, i soci si sono riappropriati dei valori che gli appartengono, hanno capito che non partecipare sarebbe per loro un grave danno e quindi il potere di coloro che verranno, sarà più limitato, meno oneroso e più controllato.”

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Fusione Bancasciano e Bcc: un percorso avviato sempre più difficile

Riceviamo e pubblichiano una comunicazione del socio Massimo Mori in seguito dell’incontro, avvenuto venerdì 14 novembre in località Arbia nel comune di Asciano, per discutere della fusione di Bancasciano e…

Riceviamo e pubblichiano una comunicazione del socio Massimo Mori in seguito dell’incontro, avvenuto venerdì 14 novembre in località Arbia nel comune di Asciano, per discutere della fusione di Bancasciano e BCC di Montepulciano

La discussione continua ma i toni si inaspriscono. Venerdì 14 novembre, presso il cinema parrocchiale nella frazione di Arbia nel comune di Asciano si è tenuta la seconda assemblea di chiarificazione del progetto, la prossima sarà a Sinalunga il giorno diciannove pv, per arrivare poi alla conclusione di domenica 23 con la votazione finale.

Ancora una volta abbiamo potuto assistere a uno scontro di posizioni; da una parte il consiglio di amministrazione che ribadisce ostinatamente le proprie posizioni, celando le vere motivazioni, e nascondendosi dietro a presunte pressioni della banca d’Italia, presunte in quanto la dimensione della Bancasciano la dice lunga su quali possono essere gli interessi della banca centrale, dall’altra i soci che hanno perso la fiducia nel consiglio di amministrazione e gli chiedono di fare un passo indietro.

In tutto questo una sola cosa è certa; il consiglio di amministrazione è arrivato a un punto di non ritorno, non ha più margini di trattativa ha concesso tutto: ha ceduto la presidenza, la direzione, gli uffici amministrativi, il nome,l’ufficio fidi e chissà cos’altro, forse solo per mantenersi il posto, i soci hanno capito e si sono opposti a queste decisioni chiedendo una revisione della trattativa.

Qualche cosa di poco chiaro è evidente, com’è evidente che esista una regia nascosta, e per carità non pensiamo alla banca centrale, non riusciamo a crederci, ora i soci nei loro interventi diventano espliciti e si domandano se per caso la Bancasciano, con il suo patrimonio e con i suoi accantonamenti non possa tornare utile per coprire magagne o disastri della banca di Montepulciano e per questo chiedono che prima di continuare la trattativa, si possa vedere un bilancio certificato da società esterna della banca di Montepulciano.

Il consiglio di amministrazione della Bancasciano non ne vuol sentir parlare , ormai ha deciso che è venuta l’ora della conta, e quindi il giorno 23  novembre sarà scontro, ed è un peccato, perché anche i soci sono d’accordo con il progetto di fusione, ma non alle condizioni proposte dal CDA, basterebbe solo un poco di buon senso, uguale a quello che ebbero i pionieri di questa banca, e tutto tornerebbe alla normalità del confronto civile, ma si sa, i tempi cambiano e sempre più il proprio io vince rispetto al bene collettivo.

Nel frattempo le due fazioni, tra loro opposte, cercano di far valere le proprie ragioni, cercano i voti e si preparano allo scontro finale del ventitré novembre, uno scontro che non avrà vincitori, ma come qualcuno ha detto nel proprio intervento, soltanto morti e feriti, per prima la banca alla quale tutti dicono di voler bene. Che il presidente del CDA rifletta. Solo lui, come tanti hanno affermato, ha la possibilità di far tornare il dibattito su toni tranquilli e di contenuto, gli basterebbe accettare che la banca appartiene ai soci e se non altro per questo, li considerasse con maggiore rispetto.

Massimo Mori

 

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Fusione Banca Asciano e Bcc Montepulciano: un socio chiede risposte

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Massimo Mori, socio, al quale non sono state date delle risposte in merito alla fusione di Banca Asciano con la Banca di Montepulciano. Banca…

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Massimo Mori, socio, al quale non sono state date delle risposte in merito alla fusione di Banca Asciano con la Banca di Montepulciano.

Banca Asciano verso la fusione con la Banca di Montepulciano a sirene accese, l’operazione è fatta. Così ha praticamente esordito presidente del consiglio di amministrazione nell’assemblea di lunedì dieci novembre 2014 a proposito della fusione tra banca asciano e quella di Montepulciano; poco importa se gran parte dei soci è contrario rispetto al metodo usato, ancor meno importa di ascoltare le proposte di mediazione, praticamente, i soci, cioè coloro che hanno a tutti gli effetti la proprietà della banca non sono neppure da ascoltare.
L’operazione deve essere conclusa in tempi rapidi, anzi, rapidissimi; presidente di Montepulciano; direzione di Montepulciano; amministrazione di Montepulciano; codice IBAN di Montepulciano; nome che per puro caso non rispetta neppure l’ordine cronologico, sarà banca di Montepulciano Asciano, alla Banca Asciano solo la sede legale e un posto in più nel consiglio di amministrazione che come sappiamo non servirà a nulla. Eppure la banca Asciano non è messa male, anzi, forse, se non sicuramente molto meglio di quella di Montepulciano.

Resta il fatto che ora saranno tenute altre due assemblee, che secondo i presupposti di lunedì non serviranno a nulla, il CDA della banca ha già deciso e questa resta l’unica strada da seguire, i soci hanno invitato alla prudenza, hanno chiesto di poter avere una certificazione del bilancio della banca di Montepulciano, hanno chiesto di poter trattare per trovare una soluzione paritaria, hanno domandato per quale motivo ci sarà un CDA di tredici membri anziché nove come previsto dalle regole dettate dalla banca d?Italia, e timidamente hanno chiesto a cosa serve un accorpamento senza i risparmi sia del consiglio che del gruppo dirigente, per carità, tutte cose da non chiedere neppure, la condizione è decisa dall’alto, un alto sconosciuto ma che addirittura può superare la proprietà.

Allora il dubbio sorge, non saranno per caso i centocinquantamila euro che i membri del CDA prendono attualmente la vera causa di così tanta ostinazione? Non sarà per caso che a questi il presidente aggiunge anche quelli provenienti dalla sua vicepresidenza alla sinergia? Società che si occupa dei servizi alla banca, forse si forse no, ma la storia insegna che dietro a grandi fallimenti c’è sempre qualcuno che è diventato ricco, questa è una banca di credito cooperativo, far parte del suo CDA deve essere considerato un onore, no un onere, la giusta regola sarebbe quella di avere un consiglio a costo zero e vi assicuro che tanti sarebbero disponibili a dare il proprio contributo senza nulla prendere.

Massimo Mori un socio al quale non sono state date risposte

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