Alle 21:30 del 27 Agosto 2015, come ormai da decenni, Montepulciano si spenge. Ovvero, si accende. Rovescia, cioè, le oggettive percezioni di luce e le rivolta attraverso la messa in atto di un corteo straordinario. Le luci che servono per vedere i figuranti sono i figuranti stessi: dai corpi si modella la luminescenza necessaria per tessere la visione degli spettatori, da loro emerge un fascio fotonico di grazia e stupefazione.

IMG_9623Alle 21:30 del 27 Agosto 2015, alla colonna del Marzocco, c’è come un silenzio assenso dei migliaia di turisti spalmati su tutto il percorso del centro storico. Smette di essere “Giovedì”. Tutto si intercede in uno spazio cronotopico a metà tra “Il sabato del Villaggio” e “La Sera del dì di festa”; la poetizzazione degli elementi, le voci delle architetture cinquecentesche di uno dei borghi più belli d’Italia, fondono uno stato di attesa e ricordo, di confortante eterno ritorno dell’uguale.

E non sono i cinesi che rovesciano i cocci portacandele posti ai margini della strada, come a definire un continuativo limite tra scena e pubblico, non sono gli anziani che camminano tra gli sbandieratori, o i passeggini che intralciano il percorso e le folle accalcate in piazza delle erbe e in tutte le curve dell’itinerario, a interrompere il misticismo di una ‘rievocazione’ così importante.

Intanto la piazza freme già dal tardo pomeriggio. Le biglietterie lavorano sin dagli ultimi minuti delle ore venti. Il pubblico della piazza deve attendere un’ora per vedere i tamburini uscire da palazzo comunale e comporre una struttura geometrica perfetta a centro piazza, insieme agli sbandieratori di tutte le otto contrade. I numeri esibiti durante la serata sono abbastanza classici (a parte le maestose marce geometriche dei tamburini) ma lasciano emergere tutta la potenza del gioco della bandiera, facendo passare da una cruna percettiva quel senso ulteriore del gesto sbandierante. Sono 15 i tamburi tra imperiali e semirullanti e il loro incidere suoni all’unisono tutto il resto sembra vibrare, compreso il lastricato, i mattoni, le facciate del Duomo e del palazzo comunale.

IMG_9570La sacralità della consegna dei ceri va oltre a qualsiasi credo religioso. È un altissimo tasso di spiritualità laica. Il duomo diventa un luogo aulico e cardinale di umanesimo, di innalzamento a stato sublime dell’essere per ogni singolo tratto umano, per ogni singolo componente della comunità. Tutto diventa anima. Il dato empirico della carne si dirada con l’accrescimento dello spirito.

Le spettacolari esibizioni dei ballerini, a seguire, è un trionfo di immagini e figure cinetiche. Prima dello spettacolo abbiamo avuto il piacere di incontrare i coreografi delle esibizioni: Laura Baccheschi e Cinzia Salvini, per Dam Danza; Wanda Moretti per il sublime e sublimante spettacolo de Il Posto Danza Verticale.

Qual è stato il percorso artistico che ha portato alla definizione del balletto della compagnia Dam danza della staserata?

IMG_9697Laura Baccheschi: “Noi siamo partite da una richiesta fattaci dal magistrato in quanto richiedevano uno spettacolo di ginnastica ritmica. Sono cinque anni che riceviamo le commissioni dal magistrato delle contrade. Quest’anno lo spettacolo è molto più elaborato, ci hanno dato molto più spazio e molta più carta bianca. Siamo partiti con l’idea di cerchi e nastri e da lì abbiamo creato tutto quello che è il corpo della coreografia”.
Cinzia Salvini: “la parte finale è più forte, costruita con un cubo, in cui le ragazze con delle acrobazie realizzeranno delle immagini meravigliose”.

Da quanto tempo lavorate su queste coreografie?

Cinzia Salvini: “Più o meno da tutto il mese di agosto. Con le allieve ci siamo ritrovati d’estate per elaborare lo spettacolo. Abbiamo creato e cercato di sviluppare insieme il tutto”.
Laura Baccheschi: “Sì, alcuni pezzi erano ripresi da un lavoro che abbiamo fatto con i ragazzi della compagnia della nostra scuola al quale stiamo lavorando da qualche anno.”

Wanda Moretti, invece per voi de Il Posto Danza Vericale, gli step conseguitisi prima dell’esibizione di stasera quali sono stati?

IMG_9686Wanda Moretti: “Dunque, la compagnia ha sede a Venezia ed è nata nel 1994. Per Montepulciano abbiamo preparato una produzione ad hoc, per la torre del palazzo comunale e per questo evento del Bravìo. La particolarità delle nostre creazioni è quella del loro riuscire ad armonizzarsi con le facciate degli edifici, con le architetture d’intorno e con le identità dei luoghi. Tutto questo misto ad un’attenzione all’evento specifico, abbiamo raccolto una serie di indicazioni rispetto a tutto l’evento nella sua interezza, a tutta la settimana e alla sua magia. Adattarci il più possibile a quello che percepiamo del territorio. La specialità è quella della danza verticale con una musica appositamente composta. Le performer danzano appese a dei cavi verticali, ed usano come piano scenico la facciata del palazzo comunale. Hanno tutte una formazione da danzatrici con un’acquisizione della tecnica verticale che è, come dire, il valore aggiunto al loro lavoro espressivo e poetico del movimento.

E per quanto riguarda le musiche?

Le musiche sono sempre rigorosamente originali, nelle nostre creazioni. Quelle di stasera sono di Marco Castelli, che sarà a centro piazza con la sua Small Ensemble Little Nemo, con sassofono e set elettronico.

Come e dove vi allenate?

Noi ci alleniaIMG_9764mo tantissimo. Non sono quantificabili le ore che spendiamo nelle preparazioni delle coreografie. Ci alleniamo e proviamo in un capannone, a Venezia, che poi è la nostra sede, dove nascono le creazioni che portiamo in tutto il mondo, siamo una compagnia internazionale.

Come ogni anno, a chiudere la serie di spettacolari prove dell’ingegno scenico, storico, mistico e organizzativo dell’apparato del Magistrato delle Contrade, sono stati i fuochi d’artificio. Una celebrazione definitiva della fine di Agosto. Un momento, un rituale collettivo al quale siamo tutti sempre più affezionati.

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