Capodanno a Teatro è una formula estremamente risolutiva nei confronti dell’annosa questione «che fai a capodanno?», la quale contribuisce ad intristire le conversazioni tra amici e parenti già dal tardo ottobre. La Nuova Accademia degli Arrischianti ormai da sette anni riforma i festeggiamenti di San Silvestro con la comunione artistica e celebrativa della finzione scenica. Il format è iniziato nel 2009, con un adattamento della tragedia shakespeariana di Romeo e Giulietta, cui hanno fatto seguito una serie di perle che hanno impreziosito i cartelloni del teatro sarteanese,  “Fools”, 13 a Tavola, Giù con la vita, Rumori Fuori Scena, Un principe Piccolo e L’ispettore Generale. Ogni anno, agli spettacoli si aggiunge la perizia culinaria dell’Accademia, comprovata dalla squisitezza delle leccornie presenti nei buffet.

Quest’anno la scelta è caduta su da Le Prènom di degli autori francesi La Patellière e Delaporte, nella traduzione operata da Airis Fantechi, intitolata “Il Nome”. la regia è di Gabriele Valentini, con l’ausilio di Angela Dispenza, la cura dei costumi di Vittoria Bianchini e la gestione delle luci di Laura Fatini. Lo spettacolo è in scena già dal 29 dicembre, cui seguiranno le repliche del 30 e – ovviamente – del 31.

Cinque gli attori: Giacomo Testa, Valerio Rossi, Giulia Peruzzi, Tommaso Ghezzi e Giulia Rossi, portano in scena una cena molto particolare: si tratta della rimpatriata di vecchi amici/parenti, che hanno condiviso un’intera vita insieme. Una delle coppie presenti è in attesa del primo figlio e proprio sul nome da dare al nascituro si scatena il caos, con una serie di rovesciamenti, gag e rivelazioni.

Gli attori durante le prove.

 

Giacomo Testa interpreta Pierre, un professore di letteratura, molto popolare nei salotti letterari di Parigi, che sta finendo di scrivere, da cinque anni, il suo primo romanzo.

Giulia Peruzzi invece è Elisabeth, una maestra elementare alla scuola del quartiere, lei non si lamenta: lei ama il suo quartiere, la sensazione di essere nella vita vera. Vivere all’ombra di Pierre non disturba Elisabeth. Lei lo ammira. Lei ama il suo sguardo da esteta sulla vita, sulle cose più insignificanti, la sua capacità di questionare sul mondo, alla continua ricerca di risposte nuove. Pierre ed Elisabeth incarnano alla perfezione la coppia ideale. Continuano, giorno dopo giorno, a darsi in segreto dei soprannomi, dei nomignoli, non mancano occasioni per ballare un lento, si incoraggiano per venire a capo di parole crociate particolarmente difficili e si lasciano dolci bigliettini quando uno mancherà ad un appuntamento con l’altro.

Tommaso Ghezzi interpreta Claude, un musicista, primo trombone dell’orchestra filarmonica di RadioFrance. Claude è un uomo discreto e serio, è un uomo che si descrive meglio per sottrazioni: non è colorato, non è eccentrico, non è disonesto. Lui, in qualche modo, non è.

Valerio Rossi interpreta Vincent. Il migliore amico di Pierre, il fratello di Elisabeth. Vincent è un uomo con una brillante carriera, ha trasformato la piccola agenzia immobiliare paterna in un impero del booking.  Un uomo concreto e che non torna mai sui suoi passi. Un uomo che è andato dritto nella vita come un treno nella notte. Vincent dunque è un eroe dei tempi moderni, un “corsaro del ventunesimo secolo”.

Giulia Rossi interpreta Anna, la compagna di Vincent, incinta del primo figlio. Anna è la quintessenza della donna-vogue, sempre rimbalzata tra uffici di comunicazione, sfilate, saloni espositivi e boutique. La classica finta frivola che nasconde un’acutezza ben celata.

Lo spettacolo va a chiudere un anno di grande crescita per il teatro degli Arrischianti, nonché delle produzioni artistiche di tutta la Valdichiana. Come ormai da tradizione, questo spettacolo accende da subito il reattore di decollo del 2017, i cui propositi lasciano presagire ulteriori crescite, produzioni e interesse.

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