Arte e potere: i senesi Chigi a Roma. Uno studio per Siena Capitale della Cultura 2019

L’apertura dell’annata lionistica, per il Lions Club Chiusi, ha visto l’importante partecipazione del professor Mario Ascheri. Domenica 21 settembre, al Chiostro di San Francesco, Ascheri ha ripercorso la storia di una delle famiglie più importanti d’Italia: i Chigi, che da Siena hanno portato il loro contributo economico, artistico e culturale fino a Roma. Tra le sue file possiamo citare Agostino Chigi, che con lo sviluppo della produzione dell’allume costituisce uno dei principali esempi di capitalismo rinascimentale, e il Papa Alessandro VII.

Il convegno organizzato dal Lions Club Chiusi è stato anche un omaggio alla candidatura di Siena Capitale dell Cultura 2019: la famiglia Chigi come esempio dei tanti contributi che i senesi possono dare al mondo. Dopo l’intervento del professor Ascheri, la dottoressa Valeria Di Giuseppe Di Paolo ha illustrato il complesso chigiano di Ariccia, con le opere del Bernini e del Borgognone, che saranno oggetto di una visita ad ottobre da parte del Lions Club.

A margine del convegno, abbiamo raggiunto Giuseppina Mostardi, presidente del Lions Club Chiusi, chiedendo alcuni approfondimenti sui temi trattati e sulla candidatura di Siena a Capitale della Cultura.

Quali novità per quest’annata lionistica?

“Abbiamo organizzato quest’apertura con un segno molto chiaro: il nostro sostegno alla candidatura di Siena Capitale della cultura 2019. Il Lions Club aveva già dato il proprio sostegno, e oggi l’ha sottolineato in maniera forte, ricordando la storia dei senesi Chigi a Roma. Una storia di grande importanza economica, artistica e culturale, raccontata in maniera magistrale dal professor Ascheri. Il prossimo mese saremo impegnati in un viaggio a Roma, il 18 e il 19 ottobre, per ammirare alcune delle opere commissionate dai Chigi: la residenza estiva di Agostino, la Villa Farnesina e il complesso museale di Ariccia.”

Siena Capitale della cultura: qual’è la vostra opinione su questa sfida, e quali le possibilità di crescita per il territorio?

“Siena ha tutti i requisiti per vincere questa sfida. La storia dei Chigi è la dimostrazione che Siena ha tutte le capacità di dare importanti contributi anche fuori dalla sua area: basti pensare a quanti artisti seguirono i Chigi a Roma, e quanto amassero Siena. Papa Alessandro VII, per il Palio di Siena, mandava sempre un regalo per dimostrare il suo affetto alla città.”

La storia come modello da seguire per il presente del nostro territorio, quindi?

“La storia è importantissima. Le abilità che queste terre hanno saputo esprimere sono un modello importante sia per il nostro presente che per il futuro. Agostino Chigi aveva fatto costruire una città per gestire l’intero ciclo produttivo dell’allume, alle Allumiere della Tolfa, quasi cinquecento anni prima di Olivetti. Era un proto-capitalista, che non ha mai perso di vista la sua “umanitas”. Per statuto, la sua società doveva donare il 20% dei proventi in beneficienza. Quella dei Chigi è una storia che dimostra l’importanza della genialità, della forza di spirito, del merito, ed è un perfetto viatico alla candidatura di Siena a Capitale della Cultura per il 2019.”

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